martedì 30 agosto 2011

ADDIO ALL'EUROPA

USCIRE DALL’EURO - PIUTTOSTO CHE LASCIARSI PRIMA SVENARE E POI SVENDERE

(di Marco Della Luna)

I rimedi ai problemi finanziari proposti dalle parti sociali e dai partiti sono meri palliativi, inutili, perché servono solo a tirare avanti di qualche settimana. La manovra governativa, anche la seconda, è iniqua e recessiva, sbilanciata sul lato delle entrate, e ha mobilitato resistenze insuperabili nel paese. Ora il governo, dopo che l’UE l’ha approvata, se la rimangia e ne fa un’altra, non migliore, ma semplicemente congegnata in modo da evitare che si coalizzi un’efficace resistenza, sia civile, che interna alla partitocrazia, la quale vuole conservare i suoi canali di spesa. La manovra alternativa del PD frutterebbe solo 1/10 dei 40 miliardi da recuperare (Tito Boeri su La Repubblica del 27 Agosto) e dimostra che l’opposizione non vale nulla, non ha capacità, non ha idee, non ha uomini.
Il sistema partitico è oramai solo una zavorra senza capacità di soluzioni e senza valore di rappresentanza. Quindi senza legittimazione

Sono decenni che in Italia si fanno sacrifici e manovre di risanamento e di adeguamento ai parametri europei, e siamo messi sempre peggio. Nessuno vuole ammetterlo, ma è palese che non funzionano.
Il debito pubblico ha sempre continuato a crescere. Il motore del disastroso processo di indebitamento, su scala mondiale è il monopolio privato e irresponsabile della creazione e distruzione di moneta e credito, in mano a un pugno di banchieri, che controlla le banche centrali, BCE compresa, e ricatta i governi con minacce di declassamento e di non acquisto dei loro titoli del debito pubblico.
Essenzialmente, li ricatta a trasferire al settore finanziario crescenti quote di reddito e risparmio dei cittadini e delle imprese.
Recenti dati mostrano che i paesi che hanno dichiarato di non potere o volere pagare il debito pubblico, dopo il default si sono ripresi bene.
Piuttosto che continuare con manovre depressive e socialmente laceranti, che non risolvono niente da decenni, sarebbe preferibile, per l’Italia, il seguente programma:

1-Uscire dall’Euro ritornando alla Lira;
2-Ripudiare il debito pubblico;
3-Nazionalizzare la Banca d’Italia e sottoporla a una commissione parlamentare;
4-Ripristinare i vincoli di portafoglio e di acquisto dei titoli di stato, come prima del divorzio della Banca d’Italia dal Tesoro;
5-Porre un vincolo costituzionale di pareggio di bilancio.

In tal modo, si eviterebbe tagli depressivi e socialmente laceranti, si risparmierebbe il 22% della spesa pubblica, si azzererebbe il debito pubblico, si potrebbe svalutare e così rilanciare le esportazioni, gli investimenti, l’occupazione; non si avrebbe più bisogno di emettere titoli del debito pubblico, salvo il caso di emergenze; anche in tal caso, li comprerebbe la Banca d’Italia.
Ma continuare con gli inasprimenti fiscali, con la tassazione di redditi presunti, con i tagli allo stato sociale, ai diritti dei lavoratori – continuare con l’indebolimento del paese e l’incremento dell’insicurezza e della paura – tutto questo è utile a portare il paese e la gente in condizioni ottimali per il capitale internazionale che aspira a rilevare dall’esterno l’economia e le risorse, compresi i lavoratori, di un paese in ginocchio, pronto a lavorare per bassi salari, senza garanzie e tutele, livellato al basso.
Un paese dove la gente e le imprese devono svendere i propri beni per debiti, anche fiscali.
A questo pare che mirino le politiche e i ricatti della c.d. Europa – BCE, UE –, del FMI, delle società di rating.
Ma non è l’Europa, bensì la maschera della comunità finanziaria sovrannazionale.
Il processo integrativo europeo dell’Europa allargata a 27 membri è finito. La Commissione conta sempre meno. Le decisioni si prendono tra cancellerie di paesi forti, esclusi gli altri. Soprattutto quelle per decidere le mosse della BCE, in modo che salvaguardi innanzitutto la Germania. Questa, assieme ai suoi satelliti e alla sua imitatrice, la Francia, l’ha oramai detto e ripetuto: non accetterà mai di emettere gli eurobond, cioè di mettere in comune il debito pubblico proprio con quello italiano e degli altri paesi eurodeboli.
I paesi euroforti non accetteranno mai l’integrazione politica con l’Italia non solo per il suo debito pubblico, ma anche perché la classe politica e dirigente italiana è troppo marcia e incompetente: all’estero hanno visto tutti abbastanza, oramai, dalla mafia, alle storie dei rifiuti di Napoli, al bunga bunga, alla giustizia a livelli di Africa Nera.
Forse negli anni ’90 pensavano che l’Italia avrebbe eliminato questa classe dirigente e corretto i propri difetti grazie alla pressione dell’Euro, ma ciò non è avvenuto. All’estero sanno che l’Italia non riesce a riformarsi, a intervenire sui propri vizi strutturali, e che sta declinando da 20 anni incessantemente.
Sanno che inevitabilmente uscirà dall’Euro. Sanno che integrarsi politicamente con un paese come l’Italia sarebbe come impiantarsi una grave malattia. Nessun paese o azienda efficiente ha interesse a integrarsi con un paese o un’azienda inefficiente.
Ha per contro interesse a sfruttarlo/a assumendone il controllo dall’esterno.
La Germania (seguita da altri paesi forti) è un paese molto più efficiente, corretto e serio dell’Italia. La sua politica è quindi quella di tenere l’Italia sotto la BCE e gli organismi comunitari, che la Germania può dirigere, al fine di neutralizzarla come paese concorrente sui mercati internazionali, e di costringerla, prima che finisca per lasciare l’Euro, a pagare i propri debiti in Euro verso le banche tedesche anche al costo di dissanguarsi.
E questa linea politica si sta confermando e irrigidendo nel progredire della crisi.
Giulio Tremonti, il 27 Agosto, parlando ai Ciellini di Rimini, ha non senza ragioni ammonito la Germania ad accettare l’eurobond e a non ostinarsi nella sua politica solipsistica, perché potrebbe finire a suo danno. Ma ostinarsi nelle politiche solipsistiche è ciò che la Germania sta facendo da quando è nata, dal 1871. Non ha mai cambiato linea, nonostante due guerre rovinosamente perse. Il sistema-paese Germania capisce i fatti, non ragioni, moniti e minacce.
Il governo italiano impone al paese sacrifici durissimi e recessivi in nome dell’integrazione europea. Ma l’integrazione europea è finita, per noi. L’Italia non sarà mai integrata.
Quindi sarebbe tempo di rovesciare il tavolo, prima che il governo di centro-destra adesso, e un governo di centro-sinistra domani, facciano qualche altra manovra di salasso, per poi annunciare che, inopinatamente, le manovre non sono sufficienti, e che bisogna alzare l’iva, mettere l’imposta patrimoniale, tagliare le pensioni, marchionnizzare tutto il paese immediatamente e senza discutere per pagare gli interessi sui debiti – in ossequio alla curiosa inversione dei ruoli, oramai dilagata in tutto il mondo libero, in virtù della quale lavoratori, imprenditori e consumatori producono la ricchezza che dà valore alla carta prodotta dal settore finanziario, però si ritrovano di esso eternamente debitori, anzi devono sottomettersi alle sue regole e alla sua morale.
Ripudiare il debito pubblico, dunque, e uscire dall’Euro. Immediatamente, finché non siamo ancora dissanguati.
Alle lamentele di chi ha comperato titoli del debito pubblico italiani e farà l’indignato quando l’Italia non li pagherà, si replicherebbe che li ha comperati sapendo che erano a rischio, che per il rischio ha avuto un premio di maggior rendimento, e che in ogni caso poteva venderli nei mesi scorsi, vista l’aria che tirava; quindi se la prenda con se stesso;
A chi (banche, perlopiù) li ha ricevuti in garanzia in epoca non sospetta, per l’apertura di una linea di credito non speculativa, si offrirebbe una garanzia sostitutiva;
A Germania e soci, si replicherebbe che i benefici dall’Euro, e ancor prima dallo SME, e prima ancora dalla politica agricola comune, li hanno avuti proprio loro, e a spese e danno dell’Italia, soprattutto in fatto di competitività, di quote di mercato, di occupazione;
Alla BCE si replicherebbe che il suo comportamento è inaccettabile, in quanto non rende nota la quantità di denaro prodotta e la quantità di crediti erogati;
A Bruxelles si replicherebbe che il SEBC viola l’art. 1 e 11 Cost. L’art. 11, perché questo autorizza limitazioni e non trasferimenti della sovranità; li autorizza per fini di tutela della pace e della giustizia, non finanziari, come fatto per la BCE; li autorizza in favore di altri paesi, non in favore di un organismo sovrannazionale, esente da controllo democratico, come è la BCE; li autorizza a condizioni di parità, mentre la presenza nella BCE delle banche centrali di Regno Unito, Danimarca e Svezia, che non sono soggette a Euro e BCE ma partecipano ai suoi utili e alla sua sovranità monetaria anche sull’Italia, viola tale condizione. Inoltre viola la norma fondamentale, l’art. 1, sia in quanto toglie al popolo la sovranità monetaria ed economica, che è la principale componente della sovranità e del governo; sia in quanto il fine della BCE non è la tutela del lavoro, ma del potere d’acquisto della moneta.
L’art. 1 afferma per contro i due principi fondamentali: la sovranità appartiene al popolo, e l’Italia è fondata sul lavoro. Questi principi fondamentali sono limiti assoluti, o controlimiti, a quanto possono disporre trattati internazionali come quello di Maastricht che costituisce il sistema della BCE.
Un trattato, quindi, illegittimo ed eversivo dell’ordine costituzionale, come tette le controparti dell’Italia dovevano sapere.
Ma che cosa si potrebbe spiegare a Washington e Londra? Potremmo dire loro che l’Italia ha oramai fatto quanto poteva fare, dall’interno dell’UE e dell’Euro, per ostacolare il costituirsi di una potenza europea concorrente degli USA, con una valuta concorrente al Dollaro. E che ora, per contrastare un’unificazione centro-europea sotto i Tedeschi, è indispensabile che riprenda una certa libertà di manovra.

Marco Della Luna
Fonte: http://marcodellaluna.info/
Link: http://marcodellaluna.info/sito/?p=614
e : http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=8887&mode=thread&order=0&thold=0

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Si replicherebbe....si spiegherebbe....certo,tutto giusto...ma chi caro Marco...quale politico italiano sarebbe in grado di dire,di fare tutto questo?
La classe politica che ci ritroviamo é solo una parodia di tale nome,un corpo estraneo alla nazione perennemente impegnato in liti condominiali,prona ai diktats franco-tedeschi-americani e della finanza internazionale,di cui é stata ed é spesso complice nella liquidazione del Paese.

 (george) 

15 commenti:

  1. Ci faranno fallire andando avanti di questo passo.Non c0'è difesa alcuna contro la speculazione mondiale.Capirai se una manovra di questo genere possa arrestarla!
    Ha ragione della Luna,bisogna uscirne e,come più volte sostenuto in questo blog,se c'è da fare sacrifici,si facciano in vista di un recupero della nostra sovranità.
    Il fatto è,come postilla George,quale politico sarà in grado di farlo?

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  2. Ma vi rendete conto,stare sotto Germania e Francia,poi sotto Bruxelles,poi la Nato,poi la speculazione mondiale.....tanto vale che andiamo a puttane....

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  3. Il fatto è che da quando abbiamo l'euro,le cose sono andate sempre peggio,per la maggior parte della gente.Ci sarà pure un motivo!
    Prezzi doppi e tripli e salari stipendi,praticamente al palo.

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  4. L'unica manovra da fare é mandarli a farsi fottere! Tante parole,trattati,conferenze....e siamo a questo: mezza europa in fallimento e l'altra metà ,più gli imbucati,che ingrassa.
    L'europa dei massoni,dei banchieri,dei finanzieri....basta.

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  5. quoto in yoyo mansor

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  6. ormai se ne son sentite e dette di tutti i colori sull'Europa che ci ritroviamo.Non vedo un futuro,tutto fatto dall'alto senza consultare i popoli,addirittura osili in diversi casi.Nonostante questo,si procede a privare gli stati di sovranità senza peraltro surrogarla con un organismo europeo di spessore politico. E' solo una costruzione artificiale che di comune ha solo la moneta.Non si va da nessuna parte.

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  7. Tutto giusto e pienamente condivisibile.
    Se guardiamo alla storia europea, per molto meno di quanto succede ora, sarebbe scoppiata una guerra!
    Ma, ammettiamo che si possa fare quanto scritto da Marco. Secondo voi, chi o cosa ha la forza oggi come oggi di compiere un simile atto ( e non parlo della sola Italia)? un re? un dittatore? Secondo me, solo una persona simile potrebbe compiere una atto che sarebbe secondo solo a una dichiarazione di guerra. E visto che in Italia non li abbiamo... bonanotte ar secchio! ;-)

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  8. In Europa,ai tedeschi e francesi va bene così,,,per ora,perchè non è detto che...

    Italia e Spagna dovrebbero guidare la ribellione a questo stato di cose,perchè sono due nazioni con un pil elevato,mica Grecia o Irlanda.
    In Spagna non saprei,in Italia,come o detto,nessuno.Abbiamo una classe politica completamente squalificata in toto,quindi resto pessimista come te e gli altri.
    Occorre gente nuova,meno subordinata ai massoni internazionali,a costo di provocare una crisi epocale.E anche una nuova architettura dello Stato.D'altronde il sistema affamatorio così non può andare avanti.
    Chissà forse Genngis Khan...o Giulio Cesare ci riuscirebbero...battuta a parte,bisogna mandare a casa tutti questi intrallazzatori politici,smetterla con la testa sempre volta al passato.
    Non votare,bruciare le schede in piazza.Se trentamilioni di italiani faranno così,cambierà tutto.
    Comunque non bisogna mollare e continuare la controinformazione,fino a spaccare i cervelli.

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  9. Guardate la manfrina parlamentare sulla manovra,tutti gli interessi particolari all'attacco,un circo...i calciatori..i comuni con tre abitanti...
    Ma dove cazzo volete che vada questa gente,sono solo camerieri dei potenti mafiosi finanziari internazionali...ci vorrebbe la ghigliottina...

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  10. La stampa si occupa solo di queste cazzate,con fior d'esperti subito smentiti dai fatti.La sinistra poi é patetica....preservare l'identità morale del partito....una comica generale di giullari...

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  11. "La Germania (seguita da altri paesi forti) è un paese molto più efficiente, corretto e serio dell’Italia. La sua politica è quindi quella di tenere l’Italia sotto la BCE e gli organismi comunitari, che la Germania può dirigere, al fine di neutralizzarla come paese concorrente sui mercati internazionali, e di costringerla, prima che finisca per lasciare l’Euro, a pagare i propri debiti in Euro verso le banche tedesche anche al costo di dissanguarsi."

    E' questo il passaggio di De Luna che proprio non riesco a digerire, anche se il resto del pezzo è prevalentemente buono. I Krukki se non ci fossero bisognerebbe inventarli, perché riescono sempre a fare del male. Fu Kohl che ebbe a dire che l'Euro avrebbe fatto riferimento al Marco (in fondo è un marco con una nuova veste di stampa) e che tutti i paesi sarebbero rimasti legati a lui, come i lillipuziani con Gulliver.
    E sarebbe questa la "correttezza" e la "serietà"? Quella di trascianarsi addosso economie più lente e deboli allo scopo di strozzarle e strozzinarle?

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  12. @nessie

    Credo che De Luna volesse dire che la Germania è "più seria e corretta" dell'Italia nell'amministrarsi,nelle sue leggi,ordinamenti... in generale,a prescindere dall'euro e da quanto sta accadendo.
    Infatti subito dopo,e venendo al tema dell'articolo,la dipinge nelle sue vere intenzioni:dirigere l'eurozona,disfarsi di un concorrente come l'Italia, augurandosi che esca dal'euro.
    Tutte cose che anche noi abbiam spesso sostenuto,e cioè che una europa così sta bene solo a lei(forse anche ai francesi),ma non agli altri.
    Almeno é questa l'interpretazione che ne do io,visto il contenuto molto critico dell'articolo.
    viao

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  13. Tante parole, poco contenuto, già sentito al bar, non mi serviva uno pseudoeconomista di stocazzo a dirmi cose scontate ed inutili. Grazie

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  14. Scontate può essere,almeno per molti,inutili non direi.Per il resto,puoi sempre cambiare bar...

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