venerdì 3 giugno 2011

TRAGEDIE E FARSE - LIBIA,MILANO, L'AJA

INFO


"Tra Gheddafi e Mladic, l’onore di Tripoli, il disonore del “manifesto”  (estratti)

di Fulvio Grimaldi
sabato 28 maggio 2011

Torno da Tripoli, Libia, con nelle orecchie ancora lo schianto delle bombe che hanno incenerito, secondo la Nato, “otto navi da guerra di Gheddafi che sparavano sui civili di Misurata” che poi, quanto a quelle che ho visto esplodere e incenerirsi nel porto commerciale di Tripoli, erano due motoscafi della Guardia Costiera, fermi lì causa blocco navale Nato fin da quando li vedevo dal vicino albergo a metà aprile, e un cargo da trasporto pieno di rifornimenti per un popolo che si vuole gaza-izzare...

.....E da fuori la grande armata Nato, che fa affogare i migranti in fuga dalla Libia perché l’aggressione gli ha fatto perdere lavoro, casa, scuola, sanità, dignità, blocca perfino la benzina per i trasporti privati (i mezzi armati corrono su nafta), come anche farmaci e soccorsi di ogni genere.....
E pensare che Gheddafi stava realizzando l’Ottava Meraviglia del Mondo, come la chiamavano i tecnici, pescando dal mare fossile sotterraneo di acqua dolce, con seimila chilometri di acquedotti a ragnatela su tutto il territorio, acqua d’irrigazione e potabile per sei milioni di libici e per mille anni.

.......cinque milioni insistono a riconoscersi nel governo sovrano della Jamahiriya, repubblica popolare socialista delle masse, mentre solo un milione è sotto dominio dei tagliagole monarco-integralisti bengasiani che ogni due per tre, non avanzando di un metro causa deficienza di consenso popolare, invocano più bombe Nato sul proprio popolo. E di questo milione vai a sapere quanti di cuore e cervello e non per terrore da pogrom sostengono i vendipatria assoldati dai predatori planetari. Se è vero, come nessun organo d’informazione si è peritato di riportare, ma come abbiamo visto alla tv libica (voce da sopprimere), che a Bengasi è in corso una rivolta contro i “giovani rivoluzionari” del “manifesto” e che in tanti quartieri risventolano le bandiere verdi della libertà.
Non è bastato, agli sgherri di Sarkozy e ai fantocci di Obama far fuggire 70mila persone dalla città, eliminare centinaia di famiglie che non condividevano una “rivoluzione” nel nome della Sharìa e di Bill Gates e sgozzare tutti i lavoratori neri incontrati per strada....

Viaggio verso casa e mi circondano gli spettri dei 19 morti ammazzati nel sonno la sera dopo il glorioso assalto alle barchette. “Colpito il compound di Gheddafi” con 15 incursioni in mezz’ora...Già, quell’edificio, a due passi dal mio albergo, sulla passeggiata del lungoporto e in pieno nuovo quartiere residenziale, scaturito dal piano “650mila nuove case popolari” del governo Gheddafi, ora interrotto dalla missione umanitaria “protezione dei civili”,

...c’è società civile e società civile. Quella nostrana è melma collaborazionista, quella loro sono 2000 capitribù, in rappresentanza di tutte le tribù libiche, che a Tripoli hanno confermato la loro fedeltà al governo legittimo, smascherato l’ipocrisia dei salvatori di civili, denunciato gli ascari del nuovo colonialismo. Quella loro sono le migliaia di donne riunite in assemblea per respingere ricatti e divisioni, resistere in difesa del loro paese e delle conquiste realizzate, e che poi sono marciate sul fortino della sparuta stampa internazionale presente (stanno tutti a Bengasi), l’Hotel Rixos, per esigere che la si smetta con le menzogne, le falsità, gli occultamenti

Torno da Tripoli, dopo aver visitato alcune delle 70mila famiglie fuggite ai mercenari Nato e ora sistemate alla meglio nelle case degli operai stranieri fuggiti dopo la chiusura delle loro imprese. Ne ho incontrato uno, Nasser Ali Sajer Attagag, 29 anni, da Misurata, catturato il 18 marzo della forze lealiste del “Popolo in armi”. Dead man walking, è un morto che cammina, ce l’ho ancora in pancia con la sua faccia spenta e i suoi racconti dell’orrore, dei soldati libici sgozzati, tagliati a fette, appesi davanti al palazzo di giustizia, chiusi nel congelatore di una macelleria, delle famiglie pro-Gheddafi pestate a morte, delle loro figlie sequestrate, consegnate ai “giovani rivoluzionari”, violentate, i seni tagliati, morte dissanguate nel corso della “festa della rivoluzione".
Ascolterete tutto, vedrete i documenti, nel prossimo documentarioMaledetta primaverarivoluzioni, controrivoluzioni e guerre Nato nel mondo arabo”.
Un omaggio particolare a Rossana Rossanda e affini.

Torno da Tripoli e, non potendo fare a meno di leggere di Fincantieri e oscenità berlusconiane, scivolo sulla pagina-vomito del “manifesto”, redatta tutta da Tommaso de Francesco, a celebrazione della cattura di Radko Mladic, con tanto di box dedicato all’escort di Clinton e parca manidiforbice di Milosevic e della Serbia, Carla del Ponte, magistrato integerrimo del Tribunale Nato dell’Aja.
Mladic e ancora l’infame balla di Sebrenica, a dispetto di tutte le prove che la smentiscono, a dispetto delle migliaia di ricomparsi dei presunti 8mila trucidati.
Un soffietto di questo presunto difensore della Serbia a coloro che l’hanno sbranata, un gradino della scala al patibolo ,incapaci di provare alcunché, per colui che, a differenza dei fascisti croati e bosniaci, cari alla marmaglia democratica sinistra-destra occidentale, non sterminava per accaparrarsi terre e beni altrui, ma difendeva l’unica vera autodeterminazione dei popoli di tutta la vicenda jugoslava.
Mancano la parole. Se non per dire che tout se tien, le brigate internazionali invocate da Rossanda a sostegno degli sgherri Nato bengasiani, gli orgasmi sulla vendetta colonialista contro i patrioti della Jugoslavia socialista e sovrana, Vendola, il Forum Palestina, l’intera cloaca finto-pacifista e finto-dirittoumanista e le grasse risate della cupola necrocrata sul capolavoro finale del nostro taffazzismo.

intero articolo - http://fulviogrimaldi.blogspot.com/
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Destra ,sinistra e grana uniti nella lotta...

E' dalla guerra nella ex-Jugoslavia che questa tecnica di aggressione destabilizzatrice si svolge con lo stesso copione e con la stessa disinformazione dei media asserviti in varie parti del mondo,finte rivoluzioni colorate di Soros comprese.Le fonti,come allora,son tutte di una sola parte,ieri i musulmani bosniaci,oggi i golpisti di Bengasi,sempre presentati come dei buoni e pacifici boy scouts
Gli Usa del tanto sventolato Obama sono gli stessi di Bush,padre e figlio.Imperialisti e guerrafondai.
Quando non riescono con mezzi indolori,passano alle bombe democratiche.

Intanto,sempre in base alla stessa strategia nordafricana di cambio della guardia,al primo scricchiolio elettorale,è iniziata la rapida discesa del Cavaliere che cerca a Deauville il paracadute Obama,non capendo che la sua sorte era già segnata dopo gli accordi con la Russia e che contrastavano con gli interessi della cricca massonica mondialista, dove siedono anche nostri irreprensibili e noti burattini.
Ha voluto tenere i piedi in due scarpe,e come sempre capita,è facile che si trovi a piedi nudi.
A poco è valso il voltafaccia ottosettembrino con Gheddafi,e a poco varranno le promesse di Obama.
http://sauraplesio.blogspot.com/2011/06/tirate-sul-pianista-pardon-cantante.html

In Grecia intanto  gli strozzini mondiali premono per saccheggiare la nazione con privatizzazioni selvagge a prezzi stracciati,isole,porti,telefoni....alla fine andrà bene se ai greci resterà il Partenone.

A Milano, il povero Pisapia e compari cantano l'Internazionale (ma non erano scomparsi i comunisti?) ,tra il sorriso del loro padrone e bancarottiere De Benedetti e in mezzo alle bandiere arancioni del suo amico pirata e massone rivoluzionario colorato Soros,in nome della nuova democrazia borsistica proletaria.
Messico e nuvole...


Sembrano tutti fatti con nessun nesso tra loro,invece hanno un comune denominatore,il saccheggio mondiale delle risorse da parte di banditi della finanza internazionale,tramite finte rivoluzioni ,ricatti economici e sostituzioni di alleati troppo intraprendenti.
Con buona pace delle bufale spacciate del premio nobel a prescindere,Obama o Obamba,che non ha trovato di meglio che confermare in ruoli di prestigio molti dei criminali responsabili del crack finanziario americano che ha mandato in crisi mezzo mondo.