mercoledì 22 giugno 2011

IL SACCO D'ITALIA

Dedichiamo questo post al prossimo governatore della BCE Mario Draghi,detto anche Mr.Britannia.Complimenti e auguri

Era il 1992, un anno decisivo per la recente storia italiana.
All'improvviso un'intera classe politica dirigente crollava sotto i colpi delle indagini giudiziarie. Da oltre quarant'anni era stata al potere. Gli italiani avevano sospettato a lungo che il sistema politico si basasse sulla corruzione e sul clientelismo. Ma nulla aveva potuto scalfirlo.
Né le denunce, né le proteste popolari  né i casi di connivenza con la mafia, che di tanto in tanto salivano alla cronaca,immaginiamoci un semplice mariuolo alla Mario Chiesa.
Ma ecco che, improvvisamente, il sistema crollava.
Mentre l'attenzione degli italiani era puntata sullo scandalo delle tangenti, il governo italiano stava prendendo decisioni importantissime per il futuro del paese.
Con l'uragano di "Tangentopoli" gli italiani credettero che potesse iniziare un periodo migliore per l'Italia
Ma in segreto, il governo stava attuando politiche che avrebbero peggiorato il futuro del paese.
Numerose aziende saranno svendute, persino la Banca d'Italia sarà messa in vendita.
La svendita venne chiamata "privatizzazione".

E ancora.Nel maggio del 1992, Giovanni Falcone venne ucciso dalla mafia. Egli stava indagando sui flussi di denaro sporco, e la pista stava portando a risultati che potevano collegare la mafia ad importanti circuiti finanziari internazionali.
Su Falcone erano state diffuse calunnie che cercavano di capovolgere la realtà di un magistrato integro.
Probabilmente, le tecniche d'indagine di Falcone non piacevano a certi personaggi con cui il governo italiano ebbe a che fare quell'anno.
L'omicidio di un simbolo dello Stato così importante come Falcone,significava qualcosa di nuovo.
Erano state toccate le corde dell'élite di potere internazionale.
Ciò è stato intuito anche da Charles Rose, Procuratore distrettuale di New York, che notò la particolarità degli attentati (anche Borsellino 19 luglio  : "Neppure i boss più feroci di Cosa Nostra hanno mai voluto colpire personalità dello Stato così visibili come era Giovanni, perché essi sanno benissimo quali rischi comporta attaccare frontalmente lo Stato. Quell’attentato terroristico è un gesto di paura... Credo che una mafia che si mette a sparare ai simboli come fanno i terroristi... è condannata a perdere il bene più prezioso per ogni organizzazione criminale di quel tipo, cioè la complicità attiva o passiva della popolazione entro la quale si muove".

Quell'anno l'élite anglo-americana voleva rendere l'Italia un paese completamente soggiogato e dominato dal potere finanziario.
2 giugno del 1992, panfilo Britannia, in navigazione. A bordo c'erano alcuni appartenenti all'élite di potere anglo-americana, e i grandi banchieri a cui si rivolgerà il governo italiano durante la fase delle privatizzazioni (Merrill Lynch, Goldman Sachs e Salomon Brothers).
In quella riunione si decise di acquistare le aziende italiane e la Banca d'Italia, e come far crollare il vecchio sistema politico per insediarne un altro, completamente manovrato dai nuovi padroni. A quella riunione parteciparono anche diversi italiani, tra i quali Mario Draghi, allora direttore delegato del ministero del Tesoro, il dirigente dell'Eni Beniamino Andreatta e il dirigente dell'Iri Riccardo Gall.
Gli intrighi decisi sulla Britannia avrebbero permesso agli anglo-americani di mettere le mani sul 48% delle aziende italiane.
La stampa martellava su "Mani pulite", facendo intendere che da quell'evento sarebbero derivati grandi cambiamenti.Un grande cambiamento in effetti ci fu.
I banchieri angloamericani erano venuti a “fare la spesa”, ossia a comprarsi i gioielli dell’industria pubblica italiana a buon mercato.In lire svalutate lorsignori comprarono i gioielli dell'industria italiana,IRI in testa.
Insomma: una strategia concertata.
Cominciò il  Fondo Monetario Internazionale (altro organismo che mette sul lastrico interi paesi) che, come aveva fatto da altre parti,voleva privatizzare selvaggiamente e svalutare la nostra moneta, per agevolare il dominio economico-finanziario dell'élite.La Standard & Poor’s declassò il debito italiano.
L'incarico di far crollare l'economia italiana venne dato a George Soros, un cittadino americano che tramite informazioni ricevute dai Rothschild, con la complicità di alcune autorità italiane, riuscì a far crollare la nostra moneta e le azioni di molte aziende italiane.A causa di questi attacchi, la lira perse il 30% del suo valore, e anche negli anni successivi subì svalutazioni.Le reti della Banca Rothschild, attraverso il direttore Richard Katz, misero le mani sull'Eni, che venne svenduta. Il gruppo Rothschild ebbe un ruolo preminente anche sulle altre privatizzazioni, compresa quella della Banca d'Italia. C'erano stretti legami fra il Quantum Fund di George Soros e i Rothschild. Ma anche numerosi altri membri dell'élite finanziaria anglo-americana, come Alfred Hartmann e Georges C. Karlweis, furono coinvolti nei processi di privatizzazione delle aziende e della Banca d'Italia.
Qualche anno dopo la magistratura italiana procederà contro Soros, ma senza alcun successo.
Su Soros indagarono le Procure della Repubblica di Roma e di Napoli, che fecero luce anche sulle attività della Banca d'Italia nel periodo del crollo della lira. Soros venne accusato di aggiotaggio e insider trading, avendo utilizzato informazioni riservate che gli permettevano di speculare con sicurezza e di anticipare movimenti su titoli, cambi e valori delle monete.

Nel giugno 1992 si era intanto insediato il governo di Giuliano Amato. Si trattava di un personaggio in armonia con gli speculatori che ambivano ad appropriarsi dell'Italia. Infatti, Amato, per iniziare le privatizzazioni, si affrettò a consultare il centro del potere finanziario internazionale: appunto le tre grandi banche di Wall Street, Merrill Lynch, Goldman Sachs e Salomon Brothers.(strano che il braccio destro di Craxi,uscìsse indenne dalla bufera mani pulite.Il non poteva non sapere per lui non valeva)
Appena salito al potere, Amato trasformò gli Enti statali in Società per Azioni, valendosi del decreto Legge 386/1991, in modo tale che l'élite finanziaria li potesse controllare, e in seguito rilevare.
Il 31 luglio 1992 viene abolita la scala mobile.Il 9 settembre il governo chiede al Parlamento di approvare una legge delega che gli consenta di cancellare spese, aumentare tasse, bloccare i salari pubblici ogni volta che la Banca d'Italia dichiari l'emergenza economica.
Il 13-17 settembre,si è in piena crisi : svalutazione della lira e successiva uscita dallo SME, il sistema monetario europeo.Per arginarla il governo Amato è costretto a varare una legge finanziaria da 100.000 miliardi (aumento dell'età pensionabile, aumento dell'anzianità contributiva, blocco dei pensionamenti, minimum tax, patrimoniale sulle imprese, prelievo sui conti correnti bancari, introduzione dei ticket sanitari, tassa sul medico di famiglia, imposta comunale sugli immobili (Ici), blocco di stipendi e assunzioni nel pubblico impiego, privatizzazioni ecc..)
A fine anno l'ineffabile Scalfaro annuncia "un nuovo rinascimento". Roba da non credere!!!

Come già accennato,a seguito dell'attacco speculativo contro la lira e della sua successiva svalutazione, le privatizzazioni sarebbero state fatti a prezzi stracciati, a beneficio della grande finanza internazionale e a discapito degli interessi dello stato italiano e dell'economia nazionale e dell'occupazione. L'agenzia stampa EIR (Executive Intelligence Review) ha denunciato pubblicamente questa sordida operazione alla fine del 1992 provocando una serie di interpellanze parlamentari e di discussioni politiche che hanno avuto il merito di mettere in discussione l'intero procedimento di privatizzazione.
Il 28 giugno 1993, il Movimento Solidarietà svolse una conferenza a Milano, in cui rese nota a tutti la riunione sul Britannia e quello che ne era derivato
I complici italiani furono il ministro del Tesoro Piero Barucci, l'allora Direttore di Bankitalia Lamberto Dini e l'allora governatore di Bankitalia Carlo Azeglio Ciampi. Altre responsabilità vanno all'allora capo del governo Giuliano Amato e al Direttore Generale del Tesoro Mario Draghi. Alcune autorità italiane (come Dini) fecero il doppio gioco: denunciavano i pericoli ma in segreto appoggiavano gli speculatori.
Amato aveva costretto i sindacati ad accettare un accordo salariale non conveniente ai lavoratori, per la "necessità di rimanere nel Sistema Monetario Europeo", pur sapendo che l'Italia ne sarebbe uscita a causa delle imminenti speculazioni.
Gli attacchi all'economia italiana andarono avanti per tutti gli anni Novanta, fino a quando il sistema economico- finanziario italiano non cadde sotto il completo controllo dell'élite finanziaria.
Nel 1996, il governatore della Banca d'Italia, Antonio Fazio, riferiva che l'Italia non poteva far nulla contro le correnti speculative sui mercati dei cambi, perché "se le banche di emissione tentano di far cambiare direzione o di fermare il vento (delle operazioni finanziarie) non ce la fanno per la dimensione delle masse in movimento sui mercati rispetto alla loro capacità di fuoco".
Denuncia  dell'élite internazionale,e getto della spugna, ritenendo inevitabili quegli eventi. Era in gioco il futuro economico-finanziario del paese, ma nessuna autorità italiana pensava di poter fare qualcosa contro gli attacchi destabilizzanti dell'élite anglo-americana.

Anche negli anni successivi,avvennero altre privatizzazioni, senza regole precise e a prezzi di favore.
Pensate che  l'Italia conquistò il record mondiale delle privatizzazioni: sui 460 miliardi di dollari del giro d'affari planetario di questo business negli anni '90,circa 100 miliardi di dollari erano imputabili a noi.
La vendita Telecom fu l'operazione piu' grossa mai conclusa in Europa
Nel settore del gas e dell'elettricità apparvero numerose aziende private, oggi circa 300.
Dal 24 febbraio del 1998, anche le Poste Italiane diventarono una S.p.a. In seguito alla privatizzazione delle Poste, i costi postali sono aumentati a dismisura e i lavoratori postali vengono assunti con contratti precari. Oltre 400 uffici postali sono stati chiusi, e quelli rimasti aperti appaiono come luoghi di vendita più che di servizio.
Le nostre autorità giustificavano la svendita delle privatizzazioni dicendo che si doveva "risanare il bilancio pubblico", ma non specificavano che si trattava di pagare altro denaro alle banche, in cambio di banconote che valevano come la carta straccia. A guadagnare sarebbero state soltanto le banche e i pochi imprenditori già ricchi (Benetton, Tronchetti Provera, Pirelli, Colaninno, Gnutti e pochi altri).
Si diceva che le privatizzazioni avrebbero migliorato la gestione delle aziende, ma in realtà, in tutti i casi, si sono verificati disastri di vario genere, e il rimedio è stato pagato dai cittadini italiani.
Le nostre aziende sono state svendute ad imprenditori che quasi sempre agivano per conto dell'élite finanziaria, da cui ricevevano le somme per l'acquisto. La privatizzazione della Telecom avvenne nell'ottobre del 1997. Fu venduta a 11,82 miliardi di euro, ma alla fine si incassarono soltanto 7,5 miliardi.
La società fu rilevata da un gruppo di imprenditori e banche., e al Ministero del Tesoro rimase una quota del 3,5%.
Il piano per il controllo di Telecom aveva la regia nascosta della Merril Lynch, del Gruppo Bancario americano Donaldson Lufkin & Jenrette e della Chase Manhattan Bank.
Dopo dieci anni dalla privatizzazione della Telecom, il bilancio era disastroso sotto tutti i punti di vista: oltre 20.000 persone sono state licenziate, i titoli azionari hanno fatto perdere molto denaro ai risparmiatori, i costi per gli utenti sono aumentati e la società è in perdita.
La privatizzazione, oltre che un saccheggio, veniva ad essere anche un modo per truffare i piccoli azionisti.
La Telecom , come molte altre società, ha posto la sua sede in paesi esteri, per non pagare le tasse allo Stato italiano.
Oltre a perdere le aziende, gli italiani sono stati privati anche degli introiti fiscali di quelle aziende. La Bell, società che controllava la Telecom Italia, aveva sede in Lussemburgo, e aveva all'interno società con sede alle isole Cayman, che, com'è noto, sono un paradiso fiscale.
Mettere un'azienda importante come quella telefonica in mani private significa anche non tutelare la privacy dei cittadini, che infatti è stata più volte calpestata, com'è emerso negli ultimi anni.
Anche per le altre privatizzazioni, Autostrade, Poste Italiane, Trenitalia ecc., si sono verificate le medesime devastazioni: licenziamenti, truffe a danno dei risparmiatori, degrado del servizio, spreco di denaro pubblico, cattiva amministrazione e problemi di vario genere.
La famiglia Benetton è diventata azionista di maggioranza delle Autostrade. Il contratto di privatizzazione delle Autostrade dava vantaggi soltanto agli acquirenti, facendo rimanere l'onere della manutenzione sulle spalle dei contribuenti..
Nonostante i disastri delle privatizzazioni, le nostre autorità governative sono disposte ad utilizzare denaro pubblico per riparare ai danni causati dai privati.
Dietro tutto questo c'era l'élite economico finanziaria (Morgan, Schiff, Harriman, Kahn, Warburg, Rockfeller, Rothschild ecc.) che ha agito preparando un progetto di devastazione dell'economia italiana, e lo ha attuato valendosi di politici, di finanzieri e di imprenditori.
Nascondersi è facile in un sistema in cui le banche o le società possono assumere il controllo di altre società o banche.Esemplare il caso Parmalat e Cirio.
Queste aziende hanno truffato i risparmiatori vendendo obbligazioni societarie con un alto margine di rischio. La Parmalat emise bonds per un valore di 7 miliardi di euro, e allo stesso tempo attuò operazioni finanziarie speculative, e si indebitò. Per non far scendere il valore delle azioni (e per venderne altre) truccava i bilanci.
Le banche nazionali e internazionali sostenevano la situazione perché per loro vantaggiosa, e l'agenzia di rating, Standard & Poor's, si è decisa a declassare la Parmalat soltanto quando la truffa era ormai nota a tutti.
Alla fine,questi complici della truffa non han pagato praticamente nulla,con tanti saluti alla giustizia italiana

Grazie alle privatizzazioni, un gruppo ristretto di ricchi italiani ha acquisito somme enormi, e ha permesso all'élite economico-finanziaria anglo-americana di esercitare un pesante controllo, sui cittadini, sulla politica e sul paese intero.
Agli italiani venne dato il contentino di "Mani Pulite", che si risolse con numerose assoluzioni e qualche condanna a pochi anni di carcere.Un polverone che è servito solo a consentire il saccheggio e a rimuovere un sistema politico che lo ostacolava o comunque non in linea con i desiderata angloamericani.

Il nostro paese è oggi controllato realmente da un gruppo di persone, che impongono, attraverso istituti propagandati come "autorevoli" (Fondo Monetario Internazionale e Banca Centrale Europea), di privatizzare quello che ancora rimane e di attuare politiche non convenienti alla popolazione italiana. I nostri governi operano nell'interesse di questa élite, e non in quello del paese.

Questo,a grandi linee, è quanto veramente successo in quel 1992 che ha cambiato in peggio tutta la storia italiana.Il resto sono solo chiacchiere di stampa e politica,entrambe asservite,buone solo per la credulità del parco buoi,quello che in fondo paga sempre per tutti.

Uno dei pochi articoli di giornale di quell'anno che  parla  del convegno sul Britannia,lo presenta ovviamente  quasi come un convegno istruttivo o stage per giovani managers!!!.
(3 giugno 1992 -http://archiviostorico.corriere.it/1992/giugno/03/Inglesi_cattedra_privatizzazioni_fate_come_co_0_92060319034.shtml
A distanza di tempo,stessa cosa per il Club Bilderberg.
Libertà dalla stampa!!!!
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Ci vuole in cieco per non vedere come tutti gli avvenimenti di quell'anno non siano in qualche modo collegati.Troppe coincidenze,e tutte nella stessa direzione.
Resta il fatto, che Draghi tenne un discorso a quella riunione, in cui disse esplicitamente che il principale ostacolo ad una "riforma" del sistema finanziario in Italia era rappresentato dal sistema politico.

Guarda caso, dopo la crociera sul Britannia partì l'attacco speculativo contro la lira e  l'uragano di Mani Pulite che proprio quel sistema politico abbatté.
Certo è che lo svegliarsi improvviso della magistratura, che per anni aveva ignorato e insabbiato, sembra sia avvenuta proprio in un momento opportuno per fare “PiazzaPulita” di una classe politica con velleità italiote, e per ottenere le “ManiLibere” di fare entrare i governi dei “tecnici”, gli amici della Goldman e soci.
E qua,consentiteci anche di tirar in ballo il tanto vituperasto Craxi.

Di sicuro un Craxi, per quanto corrotto, non avrebbe mai siglato un patto così scellerato, quello di svendere tutto il comparto nazionale produttivo del paese,lui che tenne testa agli americani nella vicenda dell’Achille Lauro, negando loro l’accesso al nostro territorio per attaccare i sequestratori della nave,  e portando avanti le trattative con i terroristi nonostante il veto del presidente Reagan,sempre lui che negò agli Usa la base di Sigonella.
E, infatti, proprio qualche anno prima Craxi era stato duramente criticato dagli ambienti angloamericani,quegli stessi che non si privano mai d’interferire nella nostra politica interna per salvaguardare i loro interessi.

Chi tocca i fili Usa muore!
Ed è bene anche ricordare al solito popolo cornuto,mazziato e festante, che quando Craxi in Parlamento (mica ad annozero) invitò in pratica ad alzarsi chi non avesse preso tangenti,nessun prode mezzacartuccia italiota si alzò.
Questo tanto per fare un po' di storia che le ipocrite tricoteuses attuali dimenticano.


Con l’aiuto della stampa iniziò una campagna martellante per incutere il timore nel popolo italiano di “non entrare in Europa”, manco non fossimo stati tra i Sei paesi fondatori…
Una campagna a cui presero parte attva “The Economist” e “Financial Times,fogli al servizio dei saccheggiatori.Ora come allora.
Te la raccomando la stampa inglese e i soliti fessi,o molto interessati,laudatores nostrani!
E questa è ormai storia, tant’è vero che sull’episodio del “panfilo Britannia” vi furono anche alcune interrogazioni parlamentari rimaste naturalmente senza risposta .
Fu l’inizio dell’era dei governi tecnici, dopo 40 anni di regime DC, con il “tecnico” Ciampi, il tecnico Amato, il tecnico Prodi.
Il governo doveva, a tutti i costi essere “tecnico”, pur di non fare arrivare al potere neanche un’idea, che fosse tale e che lo fosse per il bene del paese.
In questo "bene " invece rientrò  l'allontanamento di Enrico Cuccia,Mediobanca,che si oppose alla svendita di Sme caldeggiata da Prodi.Si è poi visto come é finito questo colosso alimentare.
Lo stesso Prodi, che dal 1990 al 1993 fu consulente della Unilever e della Goldman Sachs, quando nel maggio del 1993 ritornò a capo dell’IRI riuscì a svendere la Cirio Bertolli alla Unilever al quarto del suo prezzo.Indovinate chi furono gli advisors!
Uomini della Goldman,che vi hanno lavorato sono, oltre a Costamagna e Prodi, Monti(catapultato alla carica di Commissario), Letta, Tononi e naturalmente Draghi. Sicuramente ce ne sono altri; molti nostri uomini politici se non hanno lavorato per la Goldman, lavoravano per l'FMI, come Padoa Schioppa, presidente della BEI, Banca europea per gli Investimenti

La classe dei tecnici, fedeli servitori delle banche e dei circoli finanziari angloamericani, il cui motto era “privatizzare per saccheggiare”. Quella della condizione di tecnicità per accedere al potere fu un imperativo talmente tassativo, da riuscire nell’intento di dividere il PCI, con una fetta che divenne sempre più “tecnica”, sempre più British, sempre più amica delle banche, sempre più PD.
Il premio di tutta questa svendita, prevista per filo e per segno,  fu la nostra “entrata in Europa”, ovvero la cessione della nostra già minata sovranità monetaria dalla Banca d’Italia alla Banca centrale europea,per una moneta, l’euro che, con il tasso iniziale di cambio imposto e troppo elevato, è all'origine di tante attuali sciagure.

Queste sono informazioni che dovrebbero essere divulgate e spiegate in lungo e in largo dalla stampa,ma che invece ha sempre occultato.

Le anime belle e buone parleranno di complottismo,che vediam  congiure dappertutto...
Rassicuriamole,questi marpioni possono fare,hanno fatto e faranno anche di più e di meglio...

37 commenti:

  1. La stessa cosa sta avvenendo in Grecia e probabilmente accadrà in Spagna e Portogallo.

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  2. Certo è che in quell'anno ci furono singolari coincidenze che autorizzano diversi sospetti,tanto più che lo stesso Draghi in un primo momento smentì la sua presenza sul Britannia (perchè,se era tutto così innocente?)per poi ammetterla duer anni dopo di fronte ad una commissione parlamentare d'inchiesta.

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  3. Ricordo pure anni dopo un intervento di Martin Wolf, direttore del Financial Times nonché membro del Bilderberg (la società segreta dei miliardari delle due sponde dell'Atlantico.Sempre la stessa cricca di giornali e finanzieri...)che preconizzava lo “scenario Argentina” per il nostro Paese. E diceva: se vuol restare nell’euro, l’Italia deve darsi «un governo tecnocratico con largo appoggio popolare (!)» che tagli i salari all’osso.

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  4. carlo severini22 giugno, 2011 15:11

    Sul britannia c'erano pure Azeglio Ciampi, in qualità di governatore della Banca d’Italia e Costamagna, che diventerà
    dirigente della Goldman quando sua moglie finanzierà l'ultima campagna elettorale di Prodi.
    Quanto ad Amato,questo topo sempre a galla nella melma,per far fronte alla speculazione contro la Lira di Soros, bruciò 48 milioni di dollari delle riserve della Banca d’Italia, dopo avere operato un prelievo
    forzoso dell’8 per mille dai conti correnti degli italiani. (Vi ricordate?).
    Tutto per nulla,sapendo già come sarbbe andata a finire.

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  5. C'è sempre un Prodi di mezzo.Non a caso è stato lo sponsor ufficiale della laurea honoris causa (!) elargita dall’Università di Bologna al “mecenate” Soros (condannato all’ergastolo in Malesia per aver replicato la speculazione monetaria anche in quel Paese).
    Chi meglio di lui poteva fare il Presidente Europeo!
    Banda di criminali!

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  6. Sempre Amato,questo cameriere, costrinse allora i Sindacati ad accettare u accordo salariale non conveniente per i lavoratori per la “necessità di rimanere nel Sistema Monetario Europeo”,sapendo benissimo che comunque l’Italia ne sarebbe presto uscita a causa delle imminenti speculazioni.
    E ancora qualche mese fa si ventilava un governo tecnico di questo roditore!

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  7. Draghi, ex consulente goldman Sachs,l'uomo giusto alla BCE...ragazzi,son tutti legati a filo doppio...

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  8. "Mario Draghi ? Impossibile immaginarlo a Palazzo Chigi. E' un vile affarista che venderà l'economia italiana". Lo ha detto l'ex presidente della Repubblica Francesco Cossiga durante la trasmissione Uno mattina.
    Ipotesi di un 'governo istituzionale'ventilata dopo la scissione Fini. Ancora Cossiga in un comunicato. "E così avrà modo di svendere, come ha già fatto quando era direttore generale del Tesoro, quel che resta dell'industria pubblica a qualche cliente della sua antica banca d'affari".

    Beh,qualcosa ci sarà....

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  9. Più che un' ipotesi,questa storia assume sempre più i contorni di una squallida realtà,peraltro diverse volte denunciata da più parti.
    Anche alla luce di quanto attualmente appare ormai un gioco abbastanza scoperto (il sistema di questi trafficanti si sente in una botte di ferro) e che nel 1992 poteva solo essere ipotizzato e intravisto.Erano tutti impegnati ad idolatrare un di pietro,mentre li inchiappettavano.
    In questi vent'anni i gnomi della finanza l'han fatta da padroni in tutto il mondo e ancora continuano con le loro truffe.Anzi ci son diversi segnali che una cosa simile al 1992 possa oggi ancora ripetersi.

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  10. C'è stata un'inchiesta l’inchiesta penale della Procura della Repubblica di Pescara e denunciato alla Procura di Milano- competente ad indagare per la sede legale in Italia- per una gigantesca frode fiscale ai danni dello Stato, da parte di Goldman Sachs e di altre banche di affari per un controvalore di 4,3 miliardi di euro ai tempi in cui il prof. Mario Draghi aveva la carica di vice presidente per l’Europa (carica ricoperta oggi dal prof. Mario Monti).

    Che fine ha fatto?

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  11. Quando Draghi fu eletto alla anca d'Italia,fu la prima volta, nella storia della Banca,che il governatore non è stato scelto tra i suoi membri più rappresentativi, ma è stato direttamente catapultato, con grande fanfara, dalla centrale delle finanza internazionale, dalla Goldman Sachs. Perché?

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  12. Nel 2001 Draghi lasciò il Ministero del Tesoro per passare alla vice presidenza di Goldman Sachs, una finanziaria che ricopre un ruolo decisionale centrale nella globalizzazione finanziaria mondiale.
    Perché la magistratura, così solerte in certune circostanze, non ha mai avuto il coraggio di indagare sul ruolo della Goldman Sachs e sul ruolo svolto da Draghi nei passati 15 anni di privatizzazioni?

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  13. Perchè Draghi è un uomo della grande combriccola della finanza mondiale,un guardiano affidabile del capitalismo più selvaggio e speculativo.
    Purtroppo molti allocchi nostrani, un po’ di tutte le tendenze, hanno volutamente scambiato l’appoggio dato a Draghi dal Financial Time, dal Wall Street Journal e simili come una vittoria italiana.
    Le stesse scene e gli stessi giornali dei marpioni pure oggi,alla vigilia di assumere la guida della BCE.
    Ma è mai possibile che sian sempre gli stessi uomini legati a filo doppio con questi speculatori a dirigere istituzioni italiane,europeee e mondiali?
    Quasi tutti Goldman Sache boys.

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  14. In più occasioni,tutta la cosiddetta (manco loro sanno più che sono,oddio pure la destra...) sinistra fa il tifo per Draghi e per i giornali inglesi.Forse ci son pure loro nella torta,altrimenti non ci sarebbe da stupirsi che mai capiscono ciò che avviene.
    Mai visto una sinistra così prona agli interessi capitalisti...

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  15. Metteteci pure l'altro padre della patria,Ciampi.
    Questo bel tomo nel 1992 dilapidò l'equivalente di 20.000 miliardi di euro delle casse italiane per una «difesa» della lira che sapeva di non poter vincere. Georges Soros, che agiva sui derivati, insieme a Goldman Sachs e alle altre finanziarie di Wall Street, rischiò solo 3 milioni di dollari. Alla fine dell’operazione, Soros, che aveva venduto lire senza averle, potè riacquistarle con uno sconto del 28%, prima che scadessero i contratti. Si calcola che ne abbia ricavato un profitto del 560% sulla somma investita.
    Grazie burattini Ciampi e Amato.
    Questi invece di pagare vengono promossi alle più alte cariche dello Stato.Peggio dei mafiosi.

    Lo stesso Ciampi che col suo compagno di merenda Scalfaro poco tempo fa non ricordava di aver abolito il carcere duro ai mafiosi.
    E il bello è che la sinistra li amava.

    Caricature a destra,caricature a sinistra...

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  16. Come accennato mel post,resta un mistero che Amato stupisce che Giuliano David Amato sia stato risparmiato dalla tempesta giudiziaria che travolse Craxi, di cui era braccio destro.

    Segnalo anche questa:il 12 maggio del 1993, su ordine di Antonio Di Pietro, viene arrestato Franco Nobili, il galantuomo succeduto a Prodi alla testa dell’IRI. Di Pietro lo tiene in galera due mesi e mezzo senza levare alcuna accusa, e facendo un solo interrogatorio (Gabriele Cagliari, presidente dell’ENI, restò in carcere preventivo quatro mesi: vi pose fine, lui o qualcun altro, con un sacchetto di plastica che lo asfissiò a San Vittore).

    Il perchè dell’arresto di Nobili forse si è capito molto dopo.
    Poichè era obbligato a «privatizzare», Nobili aveva dato a Merrill Lynch l’incarico di valutare il Credito Italiano (Credit), banca pubblica, per la vendita. Durante la sua detenzione, qualcuno tolse l’incarico a Merrill Lynch e lo affidò a Goldman Sachs. Secondo Merrill Lynch, Credit si poteva collocare a 8-9 mila miliardi di lire; per Goldman Sachs valeva solo 2.700 miliardi, e a tanto fu venduta. Persino L’Espresso di Debenedetti e Scalfari, che era in combutta, scrisse:

    «E’ dunque un regalo quello che l’IRI sta facendo al mercato? Dal punto di vista patrimoniale è così».

    Per poi,di fronte all'evidenza così smaccata,aggiungere ipocritamente a scusante:

    "l’IRI sta vendendo la banca a risparmiatori (svendendo amico!!!), che devono guardare ai redditi, nelle banche spesso modesti".

    Già,obbligatorio,un piccolo sconto di 3-4 mila miliardi!
    E questi non si vergognano!
    Modesti, i profitti delle banche!!!
    Chiedere a Golman Sachs.

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  17. Non dimentichiamo che la Germania ha dovuto stanziare 262 miliardi del contribuente per 8 banche. Ai tedeschi non piace sentirselo dire, ma per via delle elezioni dello scorso novembre proprio la Germania è stato il Paese europeo che ha fatto meno chiarezza negli attivi patrimoniali del suo sistema bancario, come comprovato da molte Landesbanken pubbliche che hanno continuato a rivelare buchi pericolosi a ogni trimestrale.

    Draghi alla BCE piace anche ai tedeschi....

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  18. 22 ottobre 2007

    Alla riunione dei ministri finanziari del G7 tenutasi a Washington il 19 ottobre, è stata ascoltata la relazione di Mario Draghi, che oltre ad essere il governatore di Bankitalia è anche, dal 2006, capo del Global Financial Stability Forum, e cioè la squadra di salvataggio del sistema finanziario mondiale. Stando al testo distribuito, non si vedono minacce mortali al sistema, né attualmente né all'orizzonte. Addirittura, la parte finale della relazione consiste in una totale assoluzione del ruolo degli hedge funds: il settore degli hedge funds di per sé non si è rivelato come uno dei principali elementi problematici per l'intero sistema come pure ci si sarebbe potuti aspettare. Un'assoluzione normale per chi, fino ad un anno fa, era vicecapo europeo di Goldman Sachs, uno dei principali gestori di hedge funds, ma strabiliante per chi, nelle vesti di banchiere centrale, dovrebbe sapere bene che proprio gli hedge fund sono stati i veicoli del collasso del sistema.
    In privato, i partecipanti al G7 hanno ammesso ben altre verità, come si desume dalle dichiarazioni del ministro delle Finanze tedesco Steinbrück, che ha paventato il rischio di crollo di una grossa banca internazionale proprio come conseguenza del mancato rifinanziamento della "spazzatura" degli hedge funds.

    Poco dopo scoppierà la crisi che ancora ci attraversa,dovuta a tanta spazzatura messa in circolazione dalle banche Usa.

    Bravo Draghi! Perfetto alla BCE!

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  19. A proposito delle gravi dichiarazioni di Cossiga contro Draghi..
    Draghi s'è ben guardato dal querelale,poichè la querela averebbe inevitabilmente attirato l'attenzione sulle grosse svendite organizzate dal ex goldman.
    Pensare che un simile personaggio possa essere un bene per il nostro paese, mi sembra poco più di una barzelletta che non fa ridere per niente, fa piangere.

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  20. 15/12/2005

    Mario Monti, ex-commisario europero alla concorrenza, nuovo acquisto della banca d'affari Goldman Sachs.
    I giornali britannici ricordano che Mario Monti «è celebrato per la sua dedizione nell'aprire i mercati europei alla competizione» (ossia per i servizi che ha reso alla globalizzazione).

    Ma insomma,Monti,Draghi,Prodi...tutti intrallazzati con la Goldman Sachs.

    Conflitto di interessi? Macchè,ce n'è uno solo.

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  21. A livello internazionale, il complotto è permanente.

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  22. Anzi,da un amico blogger prendo queste parole adatte alla situazione "permanente".

    Il savio è re, è nobile; il savio è libero.
    La plebe è serva per la sua ignoranza:
    Il popolo è una bestia varia e grossa
    Che ignora le sue forze...
    Tutto è suo, quanto sta fra cielo e terra:
    Ma nol conosce; e se qualche persona
    di ciò l'avvisa, e' l'uccide ed atterra

    (Tommaso Campanella)

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  23. L'hai sentita l'ultima dei giornali tedeschi su Draghi? E' un vero tedesco. Peccato che l'Economist di lui dica che è un vero inglese.
    Ma quand'è che gli diranno che è un vero italiano? Mai, dato che non fa i nostri interessi

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  24. Un po' Giulietto Chiesa, ma interessante. E inquietante.

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  25. I'm sorry Yanez,ma quando ci son di mezzo quelli della Goldman,Soros e soci,ogni ipotesi di truffa è sempre sottostimata.Poi ognuno vede quali sono i fatti e le interpretazioni, più o meno aderenti a detti fatti(molto più inquietanti delle interpretazioni).

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  26. Hai lavorato come un pazzo in tutto questo tempo. Era un po' che non passavo da te e vedo che hai messo parecchi post "finanziari". In primis quelli di Attilio Folliero che ovviamente conoscevo, ma che bisogna ripetere fino alla nausea. Anche a costo di sentirci dare dei complottisti. Figurati se mi bevo la sexy fòla di DSK.
    L'ho detto dall'inizio che quello era il bacio della morte confezionatogli dagli Usa.

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  27. Per ora questi fatti mi sembran più importanti del circo nostrano,che peraltro non dimenticheremo.
    Più vengono divulgati è meglio è.visto che la stampaglia ufficiale non ne parla mai,e quando lo fa è solo in superficie o per elevar peana a questa cricca.
    Vedrai che anche Chavez,per quanto mi stia sullo stomaco per altre cose,farà la stessa fine di Strauss.

    ciao nessie.

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  28. Ho riportato questo articolo su FreeYourMind!! Ovviamente mi è stato chiesto sulla sede della Telecom che risulta essere a Milano e non all'estero. Non trovando riscontri ulteriori gradirei se mi potete dare maggiori informazioni. Vi ringrazio. Vane

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  29. @anonimo

    Come riportato dal post,al tempo della completa privatizzazione (1999) la Bell ,sede Lussemburgo,controllava (attraverso il 22% della Olivetti) Telecom Italia,precedentemente avviata alla privatizzazione da Guido Rossi,uomo di Prodi (1997)

    All'inizio del 2001,il gruppo Olivetti-Telecom è in grandi difficoltà e Colaninno, Gnutti e i loro soci sono a vendere. Dopo diverse trattative viene trovato un accordo con Tronchetti Provera e Benetton. Per il 23% della Olivetti (posseduto da Bell) i nuovi proprietari della Telecom Italia pagano 4,175 Euro per azione, una cifra enorme considerando che le Olivetti quotavano solo 2,25 Euro.
    La cessione di quel 23% ha creato una notevole plusvalenza (1,5 miliardi di euro) nelle casse della Bell, la società veicolo lussemburghese con la quale Colaninno e Emilio Gnutti ottengono il controllo della Telecom. Per questa plusvalenza la Bell è stata indagata per EVASIONE FISCALE e multata per 1,937 miliardi di euro,poi ridotta con vari artifici a soli 156 milioni!!!!

    Nel 2005, l'indebitamento finanziario netto risulta essere di circa 40 miliardi di euro,ma distribuisce dividendi. L'agenzia Fitch Ratings riduce il rating della Telecom Italia, portandolo da A- a BBB+.

    Il resto é storia intricata e recente,che ha visti impegnati ancora Prodi,il suo sodale Guido Rossi e pure Murdoch.

    Spero d'aver esaurientemente risposto.

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  30. Quante verità purtroppo nascoste dai grandi media!

    Il brutto della cosa, se volgiamo usare un eufemismo, è che c'è chi continua a perseverare sulla svendita del poco patrimonio nazionale.

    E' evidente che il mercato Italia è sempre appetibile, ma ad ogni modo quello che molti non hanno ancora capito è che il vero obbiettivo non è solo la svendita delle nostre aziende (Eni, Finemeccanica ecc.) ma bensì il controllo totale della nazione.
    Quello che ormai sostengo da anni è che chi controlla l'Italia controlla tutto il medioriente e di conseguenza tutti i traffici.

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  31. Certo che la posizione geografica dell'Italia é strategica anche per il Nordafrica.Se avessimo gente al comando meno appecorata agli interessi della cricca finanziaria mondiale e agli Usa,potremmo svolgere un ruolo di primo piano.Non siamo la Grecia!

    Purtroppo siamo in mano ad un branco di carneadi o di venduti,a destra,sinistra e centro.

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  32. molto interessante.... in effetti in quegli anni tante cose non mi tornavano...
    e le privatizzazioni col cavolo che migliorarono i servizi....

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    1. ora siamo al secondo round....si completerà la svendita di quanto ancora é rimasto

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  33. di Falcone e Borsellino si era capito subito, di altre cose più tardi
    oggi sappiamo tutto
    tranne come liberarcene

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  34. godrò tantissimo a sapere che i complottisti si saranno autoestinti!! :D

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