lunedì 3 gennaio 2011

MUCH ADO ABOUT NOTHING

Fa proprio al caso nostro il titolo di questa commedia di Shakespeare,una tragicommedia, nella quale l'elemento comico si fonde a quello drammatico e dove Don Juan tenta di sviare la storia ...
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Pur di abbattere il Caimano una buona parte di italiani è disposta a consegnare la corda a coloro che la useranno per impiccare gli italiani tutti (esclusi ovviamente i membri della classe dirigente, dacché per loro una via di fuga ci sarà sempre, mentre per gli altri ci sarà solo la via crucis, come per i greci).
Se nelle piazze di Atene si manifesta contro la politica dei gangsters della finanza, in Italia invece si manifesta a favore di chi vuole "svendere" gli ultimi residui della nostra industria strategica e con essa quel che rimane della nostra sovranità nazionale.
Gruppi di potere, che dopo avere fatto scempio dello Stato per salvare sé stessi dopo il crollo del Muro del Berlino ed aver fatto lega con le forze più retrive della Nazione, si apprestano a sferrare l’ultimo attacco non contro il Caimano, ma contro il popolo italiano, togliendo al Paese il pungiglione (l’Eni, la Finmeccanica etc.), senza il quale non vi sarebbe più alcuna possibilità di tutelare il nostro interesse nazionale, quello cioè della maggioranza degli italiani.
E quanto sta accadendo in Grecia dovrebbe far capire a chiunque ciò che il futuro riserva ad un popolo che sia privo di armi con cui combattere contro quelle lobby che agiscono in base ad un disegno strategico, che mira a consolidare e rafforzare il potere dell’alta finanza e ad un tempo quello del barcollante leviatano (anglo)americano.
Sicché mai come oggi, dalla fine della Seconda guerra mondiale, occorrerebbe che alla testa del Paese vi fossero uomini capaci, consapevoli che nei periodi d’eccezione necessitano misure e decisioni eccezionali, lasciando da parte la bolsa retorica di chi afferma di voler difendere la Costituzione e si adopera per abbattere lo Stato.
Naturalmente, non si tratta di fare l’apologia del Caimano, ma di prendere atto che molti italiani hanno, come al solito, la memoria corta.
Non si sono infatti già dimenticati dei Governi Amato, Ciampi, D’Alema, Prodi?
E soprattutto di come hanno governato e per conto di chi hanno governato questi galantuomini?
E non si sono scordati quanto è costata la speculazione ai danni della lira del filantropo Soros,un vero bandito(premiato per questo dai soliti noti, all’Università di Bologna)?
E non si sono dimenticati la svendita del nostro patrimonio pubblico nel corso della XIII legislatura (Prodi I, D’Alema I, D’Alema II, Amato II), dal 1996 al 2001?
E chi governava il 27 giugno del 2000, quando l’Iri venne messo in liquidazione ? Forse che non è stato Prodi a governare il Paese dal maggio 2006 al maggio 2008 (Governo Prodi II)?
E non è forse stato il Governo in cui ministro della Pubblica Istruzione era la democristiana Franca Falcucci (1983-1987) l’ultimo ad aumentare i fondi per la ricerca?
Forse che la spesa pubblica in questi ultimi vent’anni non è cresciuta, indipendentemente da chi fosse al Governo, per finanziare comunità montane a livello del mare e migliaia di imprese o enti o progetti più dannosi che inutili, mentre per la ricerca si è sempre speso circa l’1% del Pil, contro il 3% della Germania e il 2% dell’Ue?
Che facevano in questi anni i membri del PAB, P(artito)A(nti)B(erlusconi), oltre a prendere agli italiani con la mano sinistra quello che ancora non si era riusciti a prendere loro con la mano destra, e ad accettare un rapporto lira-euro che ha contribuito a dimezzare il potere d’acquisto della maggioranza delle famiglie italiane?

Vi è poi la questione più delicata, quella della politica estera, sempre più decisiva per la politica interna del nostro Paese. Certo, il Caimano ha dato, come si suol dire, un colpo al cerchio ed uno alla botte.
Alcune sue scelte non son state certo felici. Nessuno le dimentica. Ma qualcosa di positivo è stato fatto, perché il Caimano non si è limitato, al contrario del "bombardiere" di Belgrado, a consegnare le chiavi dell’Italia all’ambasciata americana, cioè a chi ha scritto che  Pol, PA e Econoff (tutti uffici dell'ambasciata usa) hanno coinvolto membri di partito, contatti nel Governo italiano, pensatoi ed anche la stampa, al fine di fornire una narrazione alternativa all’insistenza di Berlusconi nei rapporti con la Russia.(1).
L’opposizione ha cominciato ad attaccare Berlusconi accusandolo d’aver scelto la parte sbagliata.(2)
Perciò non ci si dovrebbe sorprendere che il PAB voglia buttare via il bambino, ma non l’acqua sporca, ché anzi è solo in quest’acqua che ha possibilità di sopravvivere.Ma le ragioni della geopolitica, si sono mostrate, perlomeno finora, più forti della volontà di potenza d’Oltreoceano, benché, com’è ovvio, sia necessaria una classe dirigente capace di comprenderle e di farle valere. Che invece è proprio quel che manca in Italia (e in Europa).
Vi sono invece gruppi di interesse legati a doppio filo ai circoli atlantisti e massonici, i quali, ora che l’equilibrio di potere fondato sull’egemonia degli Stati Uniti è in crisi, non sembrano più disposti a tollerare i giri di valzer del Caimano.
L’Italia, pur non essendo né una grande né una media potenza, ha infatti pur sempre la possibilità di fare una politica autonoma con le sue aziende strategiche ed è questo che si vuole impedire, portando a termine quel processo di dissoluzione della nostra sovranità nazionale iniziatosi con Mani Pulite e che finora ha trovato paradossalmente nel Caimano un ostacolo insuperabile.
Tolto di mezzo lui, rebus sic stantibus, non vi sarebbe più nulla in grado di trattenere quelle forze che vedono nella "privatizzazione" della nostra potenza geostrategica e di conseguenza nella totale subalternità dell’Italia agli interessi Usa, il prezzo che il Paese, o meglio il popolo italiano deve pagare perché sia loro possibile continuare a difendere i propri privilegi.
In queste condizioni pensare a una politica sociale che tenga conto delle esigenze dei ceti meno abbienti o più deboli, sarebbe del tutto assurdo, venendo a mancare qualsiasi prospettiva di sviluppo economico e sociale, dato che la Penisola non sarebbe altro che un territorio dominato dal capitale straniero.
Vi sarebbe quindi ben poco da rallegrarsi per la maggioranza degli italiani se del potere politico si impadronisse chi da anni si fa interprete della volontà dei Soros, dei Murdoch, dei De Benedetti, nonché delle ragioni liberiste del Financial Times e dell'Economist (che non perdono occasione di sparare contro l’Italia e la sua non completa sottomissione all’oligarchia finanziaria occidentale, con la scusa di criticare il Nanopagliaccio).
Per molti è necessario liberarsi una volta per tutte del Caimano.
Qualora dovesse cadere , il PAB cadrebbe trascinandosi dietro il popolo italiano, dato che, prima di farsi la guerra tra di loro, le diverse bande che lo compongono non esiterebbero, allo scopo di guadagnarsi il favore dei potenti alleati, a distruggere quel che di buono che, sia pure con mille contraddizioni e ambiguità e con tutti suoi arcinoti problemi personali, il Caimano ha saputo fare.
Non si può però neanche escludere che il PB, P(artito)B(erlusconiano), pensi prima di tutto a salvare sé stesso cercando un compromesso con il PAB. Del resto, l’ottimismo di questi tempi ha ben poche ragioni di essere in qualsiasi Paese, ma in particolare nel Paese dell’otto settembre permanente, in cui, dopo decenni di colonizzazione culturale, si è perfino giunti a ritenere "rivoluzionario" chi è pronto ad accogliere come liberatori le "guardie bianche" del capitale finanziario.

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 (1) - Tra i documenti recentemente diffusi da Wikileaks c’è anche il seguente:
 http://cablegate.wikileaks.org/cable/2009/01/09ROME97.html

La stampa italiana ne ha citato alcuni passaggi, spesso però omettendone altri parimenti o addirittura più rilevanti.

Cablogramma classificato SECRET//NOFORN: secret è il livello intermedio tra confidential e top secret, mentre noforn indica che il documento non dev’essere condiviso con cittadini stranieri (si tratta dunque d’un divieto più stringente rispetto a restricted, che ammette talune eccezioni).
Il mittente è l’Ambasciata statunitense a Roma, e la firma è quella di Ronald P. Spogli, l’ambasciatore dal 10 agosto 2005 al 6 febbraio 2009. Il documento è del 26 gennaio 2009: quindi Spogli lo trasmette pochi giorni prima di concludere il suo mandato.
Destinataria è la Segreteria di Stato a Washington.
L’argomento è il rapporto tra l’Italia e la Russia.



Dopo una poco convincente introduzione sulle radici della «russofilia» italiana, il documento entra nel vivo quando si afferma che le attenzioni dedicate da Putin al rapporto con Roma inciderebbero maggiormente sulla nostra politica estera di quanto facciano i partiti nostrani, il Ministero degli Affari Esteri e l’ENI. Berlusconi nutrirebbe infatti la convinzione che Putin sia, tra tutti gli statisti europei, quello che lo stima di più. Secondo gl’informatori dell’Ambasciatore ,che nel documento cita contatti nei partiti di governo così come dell’opposizione, nel Ministero degli Affari Esteri e nel Governo italiano stesso  Berlusconi e la sua cerchia ricaverebbero un tornaconto personale dagli affari con la Russia. Si cita l’onorevole Valentino Valentini come «uomo chiave» di Berlusconi per i rapporti con la Russia.
La politica italiana verso la Russia è determinata personalmente da Berlusconi, che non cerca né accetta consigli in proposito. Il ministro Frattini, incontrando nel settembre 2008 Dick Cheney, allora vice-presidente degli USA, avrebbe ammesso di non avere voce in capitolo sui rapporti con la Russia. Pare di capire che Frattini si sarebbe confidato con Cheney, ammettendo di non condividere le opinioni di Berlusconi sulla crisi georgiana, allora in corso.
 Meriterebbe una riflessione il fatto che il Ministro degli Esteri italiano abbia criticato la posizione del propro capo di Governo in un colloquio riservato con un alto funzionario straniero.
Ma Berlusconi non è l’unico in Italia a remare verso una salda amicizia con la Russia.
L’ENI ha un «immenso potere politico», e secondo politici informatori di Spogli sarebbe il principale finanziatore dei pensatoi italiani di politica estera e manterrebbe sul proprio libro paga diversi giornalisti. L’ENI è descritto come il servizio diplomatico “ufficioso” ma effettivo dell’Italia verso la Russia.
E di sicuro l’ENI è anche l’interlocutore italiano che parla più schiettamente agli Statunitensi.
Racconta Spogli che, in occasione d’un incontro nel marzo 2008, i rappresentanti dell’ENI gli avrebbero apertamente spiegato che, secondo loro, la minaccia alla sicurezza energetica dell’Europa non è la Russia ma l’Ucraìna, e che per affrontarla bisogna costruire più oledotti e gasdotti che colleghino direttamente la Russia ai paesi dell’Europa Occidentale.
L’esatto contrario, insomma, dalla strategia propugnata dagli USA. Oltre al ben noto impegno dell’ENI nel Nord Stream e nel South Stream (i due gasdotti in costruzione che scavalcheranno l’Europa Centro-Orientale), la società, assieme all’Edison vorrebbe anteporre la costruzione d’un modesto gasdotto Turchia-Grecia-Italia al più grandioso progetto Nabucco, sponsorizzato dagli USA, e ciò per non urtare la suscettibilità russa.
A causa di Berlusconi e dell’ENI, la Russia  lamenta Spogli  può oggi contare in Europa su un paese che appoggia sistematicamente la sua causa. Tanto più adesso che, essendo venuto meno il rapporto personale che legava Berlusconi al precedente presidente degli USA, Bush jr., il Capo del Governo italiano pare destinato ad avvicinarsi sempre più a Mosca.
Ma gli USA non sono certo intenzionati a guardare senz’agire. La parte più interessante del documento è proprio quella dove si descrivono le contromisure che Spogli sta mettendo in atto, ma stranamente è anche la porzione di testo meno citata dalla stampa italiana.
L’Ambasciata afferma d’essersi impegnata in colloqui con esponenti politici interni ed esterni al Governo, col fine esplicito di creare, soprattutto all’interno del suo partito, una corrente ostile alla russofilia di Berlusconi. Inoltre, non meglio precisati pensatoi sono stati ingaggiati per costruire una corrente d’opinione pubblica ostile alla Russia e, si compiace Spogli, «lo sforzo sembra che stia pagando». L’opposizione si è subito regolata, impegnandosi nella critica del rapporto di Berlusconi con Putin, e taluni membri del PDL si sono rivolti privatamente ad un’ambasciata straniera ovviamente quella degli USA «per contrastare l’infatuazione di Berlusconi per la Russia».

Invitiamo i lettori a ponderare bene queste ultime affermazioni di Spogli, ed a confrontarle con quanto accaduto nella stampa, nella società civile e soprattutto nella politica interna italiana dal gennaio 2009 ad oggi.
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(2) - South Stream è uno dei punti più importanti del contrasto Usa-Berlusconi.
Già abbiamo ampiamente descritto in altro post la sua indubbia convenienza per noi e l'europa rispetto al progetto statunitense Nabucco.
La Bulgaria ha già dato un paio di mesi fa il suo ok per l'attraversamento del gasdotto nel suo territorio.La battaglia infuria ancora,gli interessi in gioco sono colossali e gli Usa non lasciano nulla di intentato,(compresa la bufala dello shale gas o gas di scisto,di cui gli Usa sono produttori) per far prevalere i propri interessi per un progetto nettamente inferiore.

Il reverendo Prodi aveva dichiarato:

"All'ultimo vertice tra Russia e Europa ho detto che Ue e Russia sono come vodka e caviale, devono andare assieme: c'e' una complementarita' enorme nelle strutture economiche, loro hanno bisogno di tecnologia e noi di materie prime ed energia. La complementarietà con l'Europa è un fatto e non è vero che la Russia lo rifiuti",aggiungendo poi "non vedo una debolezza dell'Europa verso la Russia, vedo necessita' e interessi comuni, poi puo' darsi che la politica si muova in altre direzioni".

Poi, però, una settimana dopo, è uscito il seguente articolo:
LUNEDI' 13 DICEMBRE 2010 (Il Sole 24 Ore Radiocor)

"Al momento della firma su South Stream - ha sottolineato Prodi - il governo italiano basò la sua strategia seguendo alcuni punti. Primo, "dato che dipendiamo dall'estero era meglio dipendere da piu' paesi possibili, quindi Libia, Norvegia, Algeria e Russia". Per fare questo, era necessario "assicurarsi piu' linee di rifornimento e quindi anche South Stream".
In terzo luogo era necessario "fare contratti di lungo periodo per garantire la sicurezza energetica". Da allora - riconosce Prodi - le cose sono cambiate perche' con la scoperta di nuovi giacimenti (?) noi abbiamo un'abbondanza di gas e quindi il problema si é rovesciato".
Prodi tiene in ogni caso a sgombrare il campo da ogni interesse personale e, per dimostrarlo, sottolinea il no detto a Putin quando gli offri' la presidenza del South Stream: "Ho detto di no anche perche' non mi sembrava giusto che un politico che fa degli accordi poi ne godesse personalmente".
Quindi, suggerisce Prodi, il South Stream meglio non farlo più - perché adesso c’è lo shale gas[una bufala gigante] e quindi se l’integrazione con la Russia va in malora, pazienza.
south sream

Forse, nel frattempo, il professore deve essersi ricordato  o qualcuno deve avergli ricordato  che da un accomandato di Goldman Sachs e di British Petroleum come lui ,non ci si aspetta che dica come stanno le cose, tanto meno con il fine di fare gli interessi del paese. No, da lui ci si aspetta esattamente che faccia altro.

Venerdi 7 agosto, giorno dopo la firma dell’accordo fra Turchia e Russia che consentirà la costruzione del gasdotto South Stream nel Mar Nero, la sinistra italiana (si fa per dire) per bocca del quotidiano l’Unità,giornale fiction di Conchita la Bollita, ha definitivamente chiarito la sua posizione:
"La Banda del Tubo" titola in prima pagina; e spiega: "Berlusconi sensale dell’affare del secolo tra Putin ed Erdogan. Joint- venture per far fuori l’Europa e l’America".( cioè gli ultraliberisti e i venduti alle corporations angloamericane)
Così sappiamo chi sono i veri giannizzeri dell'ultraliberalismo mondialista.
Cos'è questo,un giornale di sinistra? Pur di far fuori il Caimano,appoggerebbero pure il dr. Goebbels,che tanto ha loro insegnato.
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E' un po' quello che sta accadendo in Italia,dove i veri motivi di tanto comico gossip e farneticazioni hanno origini da ben più incisive e capitali intenzioni.E le cricche in gioco son ben più importanti di quelle da dopolavoro nostrane.
Destra e sinistra politica,nonostante i patetici sforzi degli elenchi Faziosavianei,non hanno più nessun contenuto,gusci vuoti per il miglior offerente.
Addirittura la millantata sinistra sembra sempre più essere il campione della conservazione in tutti i settori politico-economici-sociali nonostante i loro lamenti di facciata.(ultimo esempio,la scuola)
L'ossessione berlusconiana l'ha ormai condotta alla rovina,priva di qualsiasi identità e ideale,ha solo di mira la conquista del potere,con ogni mezzo.
Questo per la caccola italiana e la sua esclusiva lotta per il potere.

Non può invece che preoccupare il  continuo processo globale di mondializzazione sulla testa dei popoli,delle loro tradizioni e dei loro interessi,e l'UE ne è l'esempio più vicino e soffocante,una torma di burocrati al servizio delle varie consorterie di potere economico finanziario.

16 commenti:

  1. Vi ricordate di Mattei,che osò sfidare le sette sorelle in nome di una politica energetica autonoma italiana?
    E che diceva di lui la sinistra?

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  2. come al soito,ci perdiamo in discussioni faziosavianee che non contano un cazzo,mentre i marpioni in ombra sono i veri burattinai.

    Per quel che può servire,il mio voto non lo becca nessuno,men che meno una sinistra ridicola,più conservatrice che mai.

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  3. Il punto della questione è che quelòli che dovrebbero essere i migliori non lo sono affatto.I casi di tal comportamento nei FATTI,sono decine.
    troppo comodo dar la colpa di tutto al bersaglio di turno.
    E quei mentecatti di Strasburgo continuano a legiferare su delle cazate,sempre rivolte alla massa per render la vita,già schifosa,sempre più difficile,mentre si accorgono dei fallimenti degli stati membri solo a giochi fatti dopo aver tollerato ogni cosa.

    E qui ci triturano i coglioni con sermoni di pagliacci privilegiati.

    Col cazzo che andrò a votare!

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  4. Oh,bentornati!Ne avete fatto di vacanze!

    Questa storia dei gasdotti è illuminante di quale pochezza si nutre la politica italiana,specialmente la sinistra.
    Ma come,c'è un progetto che ha tutti i crismi della convenienza e a cui partecipa in posizione di prestigio una azienda italiana ENi,con francesi e tedeschi,e solo perchè berlusconi lo caldeggia devo vedere una sinistra da sempre antiamericana prendere le parti dello zio sam?

    E poi parlano di moralità....meglio comprare quella bufala delo scisto dagli americani!
    Roba da matti.

    Su Prodi è meglio stendere un velo pietoso,un trafficante e basta.Ricordate la pastetta con de benedetti?

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  5. le consorterie delle lavatrici! politici che vanno a gettone, davvero. Più volte abbiamo detto di quella famosa intercettazione tra arpisella e porro, nell'affaire marcegaglia... sant'oro, re delle burle telefoniche, quest'ultima (dove si parlava dei poteri forti) la spazzò velocemente dal parquet, tanto si doveva parlare dei ''dossier'' e delle letteronze...
    Fini, burattino di mano, non aveva manco una doppia coppia, bluffatore fallito, ce l'ha messa tutta per inculare il cav onde eseguire l'ordine di petare in parlamento, by american way...
    chi pensa ancora che in italia ci sia una qualche forma di sovranità, spero almeno abbia qualche interesse a raffazzonarsi qualche briciola... per gli altri, che sono baccalà, non resta che il frazionamento politico, cioè il tira-la-fune tra una destra e una sinistra perse dietro una babele d'interessi piccolo famigliari e feudali. In questo colpo a colpo, giocato dappertutto, al bar come sui giornali, al circo come al bocciodromo, in tv come sotto la doccia, spicca, anzi spacca, spaccata, una sinistra fracassata e imbottigliata in un antiberlusconismo perfettamente fallito, anche quello, pur avendo un notevole appoggio da procure deviate, coll'unico interesse di pubblicizzarsi il culo (a pezze di toga) con qualche inchiestucola sui scivoloni del caimano... oppure abbeverare i cincimini di turno alle acquasantiere televisive, portare il verbo di qualche mafiosetto in bolletta nei quattro neuroni italioti... per poi sbarazzarsene, caso ciancimino, quando l'utile idiota inizia a spifferare anche sui companeros... certe cose si vengono a sapere, purtroppo!
    l'unica cosa positiva è che alle volte ci facciamo due risate di questi zombies che vorrebbero insegnarci a vivere...

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  6. Se ce ne fosse ancora bisogno,questa è la dimostrazione che la politica è dominata solo da interessi di bottega molto concreti,checchè si spendano molte parole per far credere il contrario.
    Detto questo,non si può sottolineare che l'antiberlusconismo a tutti i costi(e perdente) non fa che nascondere polvere sotto il tappeto,spesso è usato solo come alibi per mascherare la inanità di una classe politica degna della scuola che si ritrova,e che non sa dove andare a parare, se non in una retorica spudorata o addirittura in un veteromarxismo da cartaginesi.

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  7. Johnny doe,
    post lunghissimo, questa volta. E così, per farmi un'idea di quanto è scritto, ho letto intanto il commento di Daniz, che, a quanto sembra, dev'essere un buon riassunto del tuo pezzo d'autore: e che pezzo, stando al commento di Daniz.
    E intanto ho adocchiato nomi roboanti all'interno dell'articolo, come Eni e Finmeccanica, che sono pezzi forti dei miei post (Finmeccanica in particolare, della quale, a mie spese, ho imparato a conoscere vita e miracoli; morte non ancora).

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  8. Johnny doe
    concordo con il tuo post, ma il triste è vedere come il popolo italiano se ne infischi, di soros e gangsters similari, se ne renderà conto quando verranno i dolori...
    Credo che le maniere democratiche abbiano raggiunto il limite dell'efficienza e che occorre qualcosa di più incisivo.
    Ciao
    Sarc.

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  9. Quoto Sarcastycon. A parte la nicchia di noi altri blogger se provi a chiedere in giro a qualcuno su Finmeccanica, gli squali alla Soros e i tentativi di spallata al governo con tanto di manina d'Oltreatlantico non più segreta, ma resa palese anche dalle recenti affermazioni dell'ex ambasciatore Spogli, ti guardono stranito e ti pigliano magari per esaltato. O giù di lì. Inutile: la sinistra dopo l'Urss si è convertita all'ultimo stato-guida rimasto in circolazione. A costo di lasciarci trascinare dietro dal suo debito catastrofico e a rischio default.

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  10. @Nessie
    Secondo me la sinistra non esiste più (e forse quando mai ce n'è stata una...). Se parli colle persone, dal ceto più abbiente a quello più povero, l'unica preoccupazione è far soldi; oppure farne degli altri. In parte non li condanno, sono consapevole che per essere liberi ci vogliono le palle e una bella rendita monetaria, altrimenti sei alle dipendenze di questo, quello, quell'altro...
    Resta il fatto che non ho ancora mai sentito uno (a parte i demagoghi) dire che si fetterebbero la paga per uguagliare i salari. Possiamo dire quello che vogliamo, la Cultura sarà di sinistra, ma la cultura è di destra... non a caso gli unici rappresentati oggi della sinistra sono personaggi della commedia televisiva, giornalistica e (pseudo)letteraria...

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  11. Postilla:
    Ciò rende i rappresentanti della Cultura ancora più ipocriti. Era un postulato ovvio, ma è sempre piacevole ripeterlo.

    un saluto a todos

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  12. Johnny doe,
    ti ho lasciato un commento QUI

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  13. Johnny doe,
    mi soffermo sulla primissima parte del post, in cui parli di Eni e Finmeccanica, e visto che ne parli positivamente.
    Dici molto bene, quando affermi che
    "(...l’Eni, la Finmeccanica etc.), senza il quale non vi sarebbe più alcuna possibilità di tutelare il nostro interesse nazionale, quello cioè della maggioranza degli italiani."...

    Finmeccanica, che conosco assai bene, fin dai primi anni '90, quando la maggioranza del capitale era ancora in mano IRI, è uno di quei rari gioielli della borsa, che ha pochi eguali nel mondo. Ciò non di meno, le pagai poco meno di 40 euro nel '98 (in realtà costarono poco meno di 2 euro, ma in seguito vennero raggruppate a 20 contro 1), alla vigilia della privatizzazione, e dopo 12 anni siamo scesi a 8,70 euro che è stata la quotazione media di oggi. Ma sai perchè è scesa così tanto, nonostante sia un vero cavallo di razza in tutto il mondo? Perchè ogni tanto i grandi speculatori inventano qualche balla (come quella dei recente dei fondi neri fuori bilancio, per i quali i grandi marpioni speculatori han fatto intervenire la magistratura!: vedi giudici di sinistra...) per farla scendere di prezzo, così loro (i grandi speculatori) se la pappano pian piano con due cocomeri e un peperone. Io che ne ho ancora qualcuna da vecchissima data, per intanto tengo duro.

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  14. Purtroppo ragazzi, sopra le nostre teste e tutto il grand guignol farsesco televisivo-pennivendolo e letterario,in cui anche noi in piccolo sguazziamo,nell'acqua alta si aggirano squali che non aspettano che il momento buono,(cosa già successa nel '92 da noi e da molte altre parti),e che se ne fregano di tutto sto can can,anzi magari son proprio loro ad orchestrarlo.
    Noi ci dibattiamo in acque basse e fangose come anguille cercando di salvare un briciolo di libertà intellettuale personale.
    Purtroppo le sorti generali si decidon in altri luoghi e in modi che nulla hanno a che vedere con libertà,democrazia...e tutto l'armamentario in bocca ai soliti noti ipocriti che poi magari son proprio le mosche cocchiere di questi pescicani.E ci siam capiti,vero Ciampi,Prodi e company?

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  15. @ Daniz. In parte è vero in parte no. La vera cultura è sempre stata di destra. A cominciare da filosofi dello spessore di un Heidegger, uno Spengler, un Junger.
    L'okkupazione delle istituzioni culturali ed educative, invece, è sempre stata saldamente nelle mani della sinistra dal dopoguerra a oggi.
    E del resto tutto questo è stato teorizzato negli scritti di Antonio Gramsci nel suo concetto di "egemonia del proletariato" e nella teoria dell'occupazione delle "casematte". Dire che la sinistra non è mai esistita solo perché predica bene e razzola male, lo trovo francamente un po' azzardato.
    Anche nell'Urss il popolo crepava di fame, mentre tutti gli apparatchik andavano a fare lussuose villeggiature nelle loro dacie. Vecchie storie... tu dici socialismo,ma in realtà sono le oligarchie che comandano.

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  16. @Nessie
    pure per me comandano le oligarchie. solo che oggi l'unica aspirazione è esserne cooptati. o prenderne il posto. salire da valle a monte, magari con pecore e pecorelle... più lana pe' tutti. Ed anche a livello culturale, è passato questo messaggio. Quindi non ci parlassero ancora di lotta di classe... semmai è di branco... e l'è sempre stato. Poco altro da aggiungere

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