

La Banca Centrale Cinese annuncia di "proseguire la riforma del tasso di scambio e aumentare la flessibilità dello yuan",ma molto gradualmente"
In pratica,una rivalutazione della moneta.
Dopo mesi di piagnisteo di USA,Ue..... i Cinesi gettano un ossicino e subito i mercati,euforici fuori misura,si affannano a rosicchiarlo.
Entusiasmo ingiustificato,infatti senza una massiccia rivalutazione dello yuan,(gli Usa dicono del 30-40%) la Cina continuerà ad esportare a prezzi stracciati le proprie merci e servizi,specie negli stessi States,loro principale mercato,ma anche nella UE.
Pechino sta infatti fagocitando la domanda mondiale a ritmi forsennati,per un importo pari a circa l'1% del Pil planetario.
Risultato: disoccupazione per tutti gli altri concorrenti,impossibilitati a praticare i prezzi cinesi.
Nessun interesse infatti ad aumentare la produzione interna fino a che conviene acquistare merci cinesi,con conseguente difficoltà ad uscire dalla recessione.
Però,si deve anche osservare che i figli del drago non hanno di converso alcun interesse ad "assassinare" le economie di questi paesi ed ad alimentare oltremisura il clima di generale depressione,pena gravi conseguenze per la loro stessa economia.
Da mesi infatti sostengono l'economia Usa,comprando titoli del tesoro americano e dollari,fino ad aumentare le sue riserve valutarie all'incredibile cifra di circa 2.500 miliardi di dollari !!.
Questo è il debito Usa verso la Cina (ciò contribuisce a ipervalutare la quotazione drogata della moneta Usa,il cui valore reale è nettamente inferiore a quello virtuale dei mercati).
I Cinesi non son tafazzisti e sanno che rivalutare lo yuan,come molti vorrebbero,significherebbe decurtare il loro credito.
Quindi la caramellina della "graduale flessibilità del tasso di cambio" della moneta cinese,serve più che altro a contenere spinte inflazionistiche che si stanno manifestando sul mercato interno,causa l'incessante movimento di inurbamento dei contadini,i salari ancora molto bassi e il costo della vita continuamente in crescita.
Inoltre servirà anche a render meno care le importazioni,specie dei generi di prima necessità.
Insomma,la tanto salutata apertura è solo un lecca lecca appunto da far succhiare a quelli del prossimo G8 di Toronto e una messa a punto della macchina interna cinese.
Le strade aperte all'Occidente sono strette e piene di... difficoltà,come la famosa scala del pollaio.
Le strade aperte all'Occidente sono strette e piene di... difficoltà,come la famosa scala del pollaio.
O una disastrosa (per tutti) guerra commerciale,con esiti imprevedibili ,(molti spingono in questa direzione),o un massiccio disinvestimento delle multinazionali in Cina,cosa alquanto impraticabile,finche i guadagni saranno ,come ora,astronomici (e bloccando ogni qualsiasi ripresa delle altre economie, con conseguente disoccupazione) .Quindi,ciccia.
Morale della favola: la palla resta saldamente in mano ai Cinesi,ormai arbitri indiscussi dell'economia mondiale,e qualunque cosa faranno,(e certo nel loro interesse) a noi occidentali toccherà bere l'amaro calice,con buona pace di nostrani utopisti che cianciano in tavole rotonde di massimi sistemi filosofici o di improbabili rimedi curati con aspirine dottrinali.
Seghe mentali mentre i figli del drago ti segano le gambe.
E tornato l'imperatore Ming,ma non c'è più un Gordon Flash.
(blog team)

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