
Non è Emiliano,eroe della rivoluzione messicana,nè la versione Marlon Brando.
Non è un imperialista,un reazionario,un caudillo sudamericano,una spia.
E' un muratore di 42 anni,Orlando Zapata Tamayo,assassinato dagli sgherri del sultanato dinastico castrista di Cuba dopo circa 80 giorni di sciopero della fame in carcere.
Accusa? Non era d'accordo coi sultani.
I tartufi di Amnesty International,che privilegiano come testimonials della loro idea distorta dei diritti umani le foto dei poveri terroristi,l'han liquidato,bontà loro,con due paroline : "prigioniero di coscienza".Ma che ci sta a far sta gente?
La madre a Yoani Sanchez,blogger cubana,a sua volta impedita di uscir dall'isola : "E' un omicidio premeditato".Così pure Elizandro Sanchez,presidente della Derechos Humanos Nacional,messa al bando dal regime.Il sultano minore,il sempre stato carneade Raul,dice come un pagliaccio che è colpa degli Usa.
Sono anni che questo irreale e ormai insostenibile regime incarcera ogni tipo di oppositori alle loro opinioni,gay compresi,con buona pace dei soliti cretini italioti che ancora vedono il sultanato ereditario come un'oasi di libertà.Quel che c'è stato di buono i primi anni,è stato gettato al vento,insieme alla dignità dei poveri cubani,che han creduto a lungo,ma non più ora,al socialismo dei sultani.
Le condizioni di vita,dopo cinquant'anni di revolucion,sono indegne di un popolo civile.
Velo pietoso sul compare Lula,che per sua sfortuna si trovava in loco.Se l'è cavata con un paio di minchiatine,lui che strilla sempre sui diritti umani.Un altro caballero di somari,ditegli che le carceri a Cuba sono piene di dissidenti.Manca solo l'altro giullare Chavez,poi siamo al completo con i libertadores.
C'era già stato un altro nel 1972 che ha fatto la fine di Zapata :Pedro Louis Boitel,già combattente contro Batista e compagno di Fidel.Ma la lista di carcerati d'opinione è lunga più decenni.
Durante i funerali di Zapata,altri arresti,tanto per ricordar l'aria che tira in questa sfortunata isola.
Onore a te,Orlando Zapata,degno del grande Emiliano e disprezzo eterno per questi due sultani che stanno insozzando gli ideali per cui hanno combattuto e in cui,un tempo,anche noi abbiam creduto.
Non avrà vita lunga questo sultanato,cerca di imitar i cinesi per restare in piedi, ma è tardi,presto crollerà come una pera marcia e tu non sarai morto invano.





4 commenti:
Purtroppo già si sapeva quel che da anni succedeva a Cuba.Anch'io ho creduto ai primi anni,al Che,che resterà comunque.ma dopo è stata solo un'oppressione,io son stato per tre volte a Cuba negli ultimi 15 anni,e non per umiliare il popolo cubano come molti italiani han fatto,cercando facili avventure.Ma per capire che stava succedendo.E' solo un regime,ormai inattuale,che lui sì umilia il popolo con la sua azione vessatoria.Quello di Zapata è solo l'ultimo esempio.Un sultanato che ormai è al tramonto,quando Fidel sarà sparito,Raul è solo un pallido ometto,che da sempre ha vissuto da fighetto all'ombra del fratello,sarà spazzato via come un residuo.Il popolo cubano è stanco.
Zapata,un proletario,un muratore,così finisce la rivoluzione.Un regime oppressivo,ormai destinato al nulla.Ditelo a Minà,quel fighetto ipocrita,esaltator di quel che da anni non esiste più.Uno spettro che cerca di sopravvivere a se stesso.
Onore a Zapata...e che il popolo cubano trovi la forza di spazzare via un regime che lo ha ridotto in schiavitù...
Ciao e grazie, per portare all'attenzione temi, che interessano pochi. E che molti fanno finta di non vedere, perchè così impone il partito....
Mary
Dovere,tanto più che già c'erano premonizioni negative,già nel 1975,anno in cui qualcuno di noi aveva visitato Cuba per la prima volta.C'era ancora fiducia,ma le crepe si stavano allargando.
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