
La presentazione e le recensioni di "Magistrati. L'ultracasta", saggio di Stefano Livadiotti edito da Bompiani.
Vostro Onore lavora 1.560 ore l’anno, che fanno 4,2 ore al giorno. Ma, quando arriva al vertice della carriera, guadagna quasi il quintuplo degli italiani normali.
Gli esami per le promozioni sono una farsa: li supera il 99,6 per cento dei candidati.
Il Consiglio ha assolto persino il giudice sorpreso con un minorenne nei bagni di un cinema. Secondo la sentenza, costata allo Stato 70 miliardi di lire, era innocente perché tre anni prima aveva sbattuto la testa.
Quella dei giudici e dei pubblici ministeri è la madre di tutte le caste. Uno stato nello stato, governato da fazioni che si spartiscono le poltrone in base a una ferrea logica lottizzatoria e riescono a dettare l’agenda alla politica.
Un formidabile apparato di potere che, sventolando spesso a sproposito il sacrosanto vessillo dell’indipendenza, e facendo leva sull’immagine dei tanti magistrati-eroi, è riuscito a blindare la cittadella della giustizia, bandendo ogni forma di meritocrazia e conquistando per i propri associati un carnevale di privilegi.
Per la prima volta, cifra per cifra, tutta la scomoda verità sui 9.116 uomini che controllano l’Italia: gli scandalosi meccanismi di carriera, gli stipendi fino all’ultimo centesimo, i ricchi incarichi extragiudiziari, le pensioni d’oro, la scala mobile su misura, gli orari di lavoro, l’incredibile monte-ferie, i benefit dei consiglieri del Csm. E, parola per parola, le segretissime sentenze-burla della Sezione disciplinare, capace di assolvere perfino una toga pedofila
Non c'e' dubbio che il saggio del giornalista Livadiotti costituisca una vera e propria requisitoria contro gli errori e I privilegi della magistratura italiana e non c'e' neppure dubbio alcuno sulla credibilita' delle informazioni contenute nel saggio poiche' sono desunte da fonti attendibili e credibili quali la Banca d'Italia,la Corte dei conti,il Minstero dell'Economia e soprattutto dalle riflessioni di Di Federico e Zanotti.
Non c'e' dubbio che il saggio del giornalista Livadiotti costituisca una vera e propria requisitoria contro gli errori e I privilegi della magistratura italiana e non c'e' neppure dubbio alcuno sulla credibilita' delle informazioni contenute nel saggio poiche' sono desunte da fonti attendibili e credibili quali la Banca d'Italia,la Corte dei conti,il Minstero dell'Economia e soprattutto dalle riflessioni di Di Federico e Zanotti.
Il primo dato che merge con nettezza e' il prevalere di un modus operandi autoreferenziale sia nei meccanismi di progressione di carriera-meccanisimi gerontocratici e clienterali-sia nei procedimenti disciplinari nei confronti dei colleghi inadempienti,procedimenti che vengono in realta' erogati spesso per far tacere qualche voce scomoda(Forleo e De Magistris per esempio)e che si risolvono in assoluzioni nonostante la gravita' dei reati.Quanto alla influenza che la casta della magistratura esercita sia sufficiente tenere presente quanto segue:in primo luogo la politica giudiziaria attuata dal Ministero di Giustizia e' di fatto il risultato dell'operato di magistrati e non puo' quindi essere superpartes e in seconda battuta non esiste commissione nella quale non sia presente un rappresentante della magistratura.
Il seconda dato che si palesa e' relativo sia alla lentezza e farraginasita' dei processi-limiti duramnete stigmatizzati gai giudici di Strasburgo-sia alla incapacita' di spendere il denaro erogato dallo stato in modo effiace evitando sprechi e disavanzi di bilancio.
Il terzo dato riguarda la lottizzazione correntenzia presente sia nel Csm sia l'influenza determiante per gli inacrichi direttivi dell'Anm.Il peso insomma del clientelismo e' tale da inficiare la credibilita' della magistratura,assenza di credibilita' che si manifesta-ed e' il terzo dato che emerge- sia nell'accesso alla professione-accesso “che costiutuisce una pagliacciata poiche' la maggior parte dei promossi deve la sua performace al caso”(p.192)-sia nella possibilita' da parte dei magistrati di”mollare il lavoro di tutti I giorni per dedicarsi ad altro pur continuando a ricevere lo stipendio mantendo il posto al caldo”(p.232) .
Superfluo osservare che qualsiasi tentativo di eliminare sprechi e privilegi sia visto come un attentato alla autonomia della magistratura.
Altre recensioni da leggere
http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=62098&sez=HOME_SPETTACOLO
http://latuavocelibera.myblog.it/archive/2009/06/05/magistrati-l-ultracasta-l-inchiesta-di-stefano-livadiotti.html
http://www.fainotizia.it/2009/06/15/magistrati-lultracasta-le-inaudite-verita-sulla-madre-di-tutte-le-caste
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Si consiglia a tutti di leggere questo libro terrificante sullo stato della giustizia italiana,la peggiore d'Europa.Ci sono episodi incredibili di malagiustizia e della protervia di questa casta da ridimensionare sotto ogni aspetto.Dati incontrovertibili che smentiscono i soliti luoghi comuni e bugìe sollevati dall'ANM e dal suo ineffabile segretario Palamara.
LEGGERLO,LEGGERLO,LEGGERLO !





3 commenti:
All'autore del libro un plauso per aver scritto la verità su una casta di prepotenti. Nella mia città si portano i fascicoli a casa e per legge non potrebbero! Pensa che privacy... Eh già si stancano a stare al lavoro come tutti gli altri... E gli avvocati? A 90° tutti li ad inchinarsi perchè oramai i giudici non giudicano più in base alla legge ma alle simpatie e antipatie nei confronti delle persone e degli avvocati. Provate a fare causa ad un giudice se ci riuscite. La legge è uguale per tutti, ma non per loro. Per cambiare le cose bisogna mettere on line le parcelle degli avvocati e, quando un giudice sbaglia, scriverlo, farlo girare. Hanno solo paura dello sputtanamento. e allora mettiamo tutto on line. I tempi stanno cambiando caro CSM, forse non te ne sei accorto
Ciao Johnny, complimenti anche per quest'articolo :). Quel libro mi è stato regalato per Natale. Brutta gente, hanno pure il coraggio di mettersi le toghe nere per protesta. Sicuramente esisteranno giudici onesti, ma penso che sia delle eccezioni alla regola.
E' uno scandalo,ma pure gli onesti hanno la colpa di tollerare una simile gestione della giustizioa.
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