domenica 24 gennaio 2010

TRAVAGLIEIDE


-Marco Travaglio condannato a 8 mesi per diffamazione di Previti all’articolo pubblicato dal settimanale L’Espresso il 3 ottobre del 2002 con il titolo: «Patto scellerato tra mafia e Forza Italia>
-Il giudice unico della settima sezione civile del Tribunale di Torino ha stabilito che il giornalista Marco Travaglio dovrà risarcire Fedele Confalonieri e Mediaset s.p.a. per un articolo diffamatorio pubblicato su l'Unità il 16 luglio 2006
Trattasi di condanna definitiva, che si aggiunge alle altre quattro che gli sono state comminate in primo grado (due in sede civile, e due in sede penale).
-Marco Travaglio dovrà risarcire l’ex giudice Filippo Verde, per averlo diffamato nel libro “Il manuale del perfetto inquisito”, al cui interno si postula che l’ex magistrato sia stato “più volte inquisito e condannato”. Cosa non vera: Filippo Verde non ha mai riportato condanne.
-Ad “Anno Zero” su Raidue, la stessa trasmissione dove qualche mese fa disse più o meno così: “Non sono un condannato, ma un soccombente (sic!).'A Ma' facce ride!
-Altre condanne poi le ha evitate umiliandosi pubblicamente, come è successo con Antonio Socci. Prima lezione: prostrarsi e chiedere scusa

- Nel 2000 è stato condannato in sede civile,dopo essere stato citato in giudizio da Cesare Previti a causa di un articolo sull'Indipendente, al risarcimento del danno quantificato in 79 milioni di lire.[
- Il 4 giugno 2004 è stato condannato dal Tribunale di Roma in sede civile a un totale di 85.000 euro (più 31.000 euro di spese processuali) per un errore di omonimia contenuto nel libro «La Repubblica delle banane» scritto assieme a Peter Gomez e pubblicato nel 2001. In esso, a pagina 537, si descriveva «Fallica Giuseppe detto Pippo, neo deputato Forza Italia in Sicilia», «Commerciante palermitano, braccio destro di Gianfranco Miccicché... condannato dal Tribunale di Milano a 15 mesi per false fatture di Publitalia. E subito promosso deputato nel collegio di Palermo Settecannoli». L'errore era poi stato trasposto anche su L'Espresso, il Venerdì di Repubblica e La Rinascita della Sinistra, per cui la condanna in solido, oltreché la Editori Riuniti, è stata estesa anche al gruppo Editoriale L’Espresso.
- Il 5 aprile 2005 è stato condannato dal Tribunale di Roma in sede civile, assieme all'allora direttore dell'Unità Furio Colombo, al pagamento di 12.000 euro più 4.000 di spese processuali a Fedele Confalonieri (Mediaset) dopo averne associato il nome ad alcune indagini per ricettazione e riciclaggio, reati per i quali, invece, non era
risultato inquisito.
- Il 20 febbraio 2008 il Tribunale di Torino in sede civile lo ha condannato a risarcire Fedele Confalonieri e Mediaset con 26.000 euro, a causa dell'articolo "Piazzale Loreto? Magari" pubblicato nella rubrica Uliwood Party su l'Unità il 16 luglio 2006. La sentenza è di primo grado e Travaglio ha dichiarato di stare preparando l'appello.[
- Nel giugno 2008 è stato condannato dal Tribunale di Roma in sede civile, assieme al direttore dell'Unità Antonio Padellaro e a Nuova Iniziativa Editoriale, al pagamento di 12.000 euro più 6.000 di spese processuali per aver descritto la giornalista del TG1 Susanna Petruni come personaggio servile verso il potere e parziale nei suoi resoconti politici: «La pubblicazione», si leggeva nella sentenza, «difetta del requisito della continenza espressiva e pertanto ha contenuto diffamatorio».
- Nel gennaio 2010 la Corte d'Appello penale di Roma lo ha condannato a 1000 euro di multa per il reato di diffamazione aggravato dall'uso del mezzo della stampa, ai danni di Cesare Previti[. Il reato, secondo il giudice monocratico, sarebbe stato commesso mediante l'articolo Patto scellerato tra mafia e Forza Italia pubblicato sull'Espresso il 3 ottobre 2002.] La sentenza d'appello riforma la condanna dell'ottobre 2009 in primo grado inflitta al giornalista ad 8 mesi di reclusione e 100 euro di multa]. In sede civile, a causa del predetto reato, Travaglio era stato condannato in primo grado, in solido con l'allora direttore della rivista Daniela Hamaui, al pagamento di 20.000 euro a titolo di risarcimento del danno in favore della vittima del reato, Cesare Previti[
- Il 28 aprile 2009 è stato condannato in primo grado dal Tribunale penale di Roma per il reato di diffamazione ai danni dell'allora direttore di Raiuno, Fabrizio Del Noce, perpetrato mediante un articolo pubblicato su L'Unità dell'11 maggio 2007.
- Il 21 ottobre 2009 è stato condannato in Cassazione (Terza sezione civile, sentenza 22190) al risarcimento di 5.000 euro nei confronti del giudice Filippo Verde che era stato definito "più volte inquisito e condannato" nel libro Il manuale del perfetto inquisito, affermazioni giudicate diffamatorie dalla Corte in quanto riferite "in maniera incompleta e sostanzialmente alterata" visto il "mancato riferimento alla sentenza di prescrizione o, comunque, la mancata puntualizzazione del carattere non definitivo della sentenza di condanna, suscitando nel lettore l'idea che la condanna fosse definitiva (se non addirittura l'idea di una pluralità di condanne)".
- Dal 2004 è stato oggetto di un procedimento penale per il reato di diffamazione aggravata dal mezzo della stampa, a seguito degli articoli M'illumino d'incenso e Zitti e Vespa, pubblicati sul quotidiano l'Unità nei giorni 12 marzo e 6 maggio di quello stesso anno. Il procedimento ai danni del giornalista si è concluso nel 2008 dopo che la persona offesa, il giornalista Antonio Socci, ha deciso di rimettere la querela a seguito delle scuse pubbliche di Travaglio.


Insomma,lui dice che è incensurato......anche Berlusconi però!

8 commenti:

  1. gianna,velletri24 gennaio, 2010 23:20

    Bel completamento al post precedente.Un grande giornalista che dice sempre la verità.....Altre condanne le ha schivate per un pelo.

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  2. meglio la borromeo...

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  3. credere a uno così è difficile,quand'anche dicesse delle verità

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  4. Wow Grande Johnny! e con questoa articolo hai fatto bingo! Certo il mio omonimo :)predica bene e razzola male! Sempre detto io che è un tipo losco, lui e tutta la ciurma di annozero e di grillini.

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  5. Il moralizzatore......dei miei coglioni!

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  6. Manca che era pure amico di un mafioso e di un magistrato,un certo Spataro,che per anni si è servito per le indagini di un marasciallo spia della mafia e che ha avuto il coraggio di presentarsi ad annozero e chiedere le dimissioni del premier invece di andarsi a bascondere per la sua professionalità da dilettante.E pontifica pure!

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  7. Johnny, fai girare questo bel filmatino inviatomi da un blogger leghista:

    http://www.youtube.com/watch?v=FEolV3_Rx-U
    Il titolo è emblematico. "WhY Italy is under attack".

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