lunedì 30 novembre 2009

Pier Luigi Celli,beccati questa!

Pubblichiamo il commento di un lettore al nostro precedente post sulla patetica e tartufesca lettera di Celli al figlio.Riteniamo che non possa avere migliore risposta il suo ipocrita piagnisteo.


santo,ha detto...

Mio padre è un taxista,son trent'anni che va su e giù per la città e forse della vita sa qualcosa più di lei,ma non ha mai scritto a nessun giornale per piangere sul futuro di suo figlio,saltuariamente occupato,e tantomeno mi ha mai detto di andarmene dall'Italia.
Pezzente!

A proposito di taxisti,che non son stati trent'anni nel ventre del potere,piatto sul quale il nostro eroe del facile amore filiale sta ora sputazzando allegramente.
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Pier Luigi Celli,chiagne e fotte new entry



Riportiamo stralci salienti del piagnisteo di questo boiardo di Stato,uno dei soliti partenti che si guardan bene dal partire e uno che ha ben contribuito a quanto ipocritamente lamenta.Insomma l'armiamoci e partite,tanto caro ai sinistrati italioti.
La nostra solidarietà al figlio,incautamente messo alla berlina dei commenti a questa farsesca lettera.

Lettera del dg Università Luiss:"Figlio mio, lascia questo Paese"
Pier Luigi Celli su Pravdarepubblik,30\11\2009
"Figlio mio, stai per finire la tua Università; sei stato bravo. Non ho rimproveri da farti. Finisci in tempo e bene: molto più di quello che tua madre e io ci aspettassimo. È per questo che ti parlo con amarezza, pensando a quello che ora ti aspetta. Questo Paese, il tuo Paese, non è più un posto in cui sia possibile stare con orgoglio". Inizia così una lettera aperta che il direttore generale dell'Università Luiss di Roma ed ex d.g. della Rai, Pier Luigi Celli, rivolge al figlio che si appresta a terminare gli studi universitari. In una lunga missiva pubblicata da Repubblica, Celli fotografa una società italiana sempre più "divisa, rissosa fortemente individualista, pronta a svendere i minimi valori di solidarietà e di onestà, in cambio di un riconoscimento degli interessi personali, di prebende discutibili; di carriere feroci fatte su meriti inesistenti". E ancora: "questo è un Paese in cui, se ti va bene, comincerai guadagnando un decimo di un portaborse qualunque; un centesimo di una velina o di un tronista; forse poco più di un millesimo di un grande manager che ha all'attivo disavventure e fallimenti che non pagherà mai". Ma è "anche un Paese in cui, per viaggiare, devi augurarti che l'Alitalia non si metta in testa di fare l'azienda seria chiedendo ai suoi dipendenti il rispetto dell'orario, perché allora ti potrebbe capitare di vederti annullare ogni volo per giorni interi, passando il tuo tempo in attesa di una informazione (o di una scusa) che non arriverà. E d'altra parte, come potrebbe essere diversamente, se questo è l'unico Paese in cui una compagnia aerea di Stato, tecnicamente fallita per non aver saputo stare sul mercato, è stata privatizzata regalandole il Monopolio, e così costringendo i suoi vertici alla paralisi di fronte a dipendenti che non crederanno mai più di essere a rischio". Sempre rivolgendosi al figlio lo avverte: "incapperai nei destini gloriosi di chi, avendo fatto magari il taxista, si vede premiato - per ragioni intuibili - con un Consiglio di Amministrazione, o non sapendo nulla di elettricità, gas ed energie varie, accede imperterrito al vertice di una Multiutility". Del resto "questo è un Paese - insiste Celli - in cui nessuno sembra destinato a pagare per gli errori fatti; figurarsi se si vorrà tirare indietro pensando che non gli tocchi un posto superiore, una volta officiato, per raccomandazione, a qualsiasi incarico". Ecco perchè il d.g. della Luiss invita il figlio a lasciare l'Italia: "dammi retta, questo è un Paese che non ti merita. Avremmo voluto che fosse diverso e abbiamo fallito. Anche noi. Tu hai diritto di vivere diversamente, senza chiederti, ad esempio, se quello che dici o scrivi può disturbare qualcuno di questi mediocri che contano, col rischio di essere messo nel mirino, magari subdolamente, e trovarti emarginato senza capire perché".
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COMMENTO
La prima cosa che ci viene in mente è che ci può mai interessare di Celli e della carriera di suo figlio.Il boiardo privilegiato pensa di essere un novello Rudyard Kipling o un Nazir Hickmet condannato a morte,invece del grigio burocrate che è sempre stato. Speriamo che al figlio non venga in mente di scrivere in risposta una Lettera al Padre,modello Kafka.
Ma noi conosciamo i nostri polli,e molto più probabilmente non ci sono intenti letterari o pedagogici ,ma molto più semplicemente non è altro che una ruffiana lettera di eventuale e futuro accreditamento.Coi tempi che corrono e la Luiss vicina allo sfratto,non si sa mai.Render pubblico questo piagnisteo non ha altre ragioni,a meno che anche a questo inclito bonhomme non sia venuta la fregola del predicatore,viste le frequentazioni.

Vediamo allora chi è questo ultimo arrivato sulla barca ormai stracolma degli ipocriti moralisti da cortile.

Pier Luigi Celli ha ricoperto tra gli altri gli incarichi di Direttore Risorse Umane dell'ENI dal 1985 al 1993 , Direttore generale RAI dal 1998 al 2001, presidente di Ipse dal 2001 al 2002, responsabile della Direzione Corporate Identity della Unicredit e direttore Personale e Organizzazione in Enel. Attualmente è direttore generale dell'università Luiss Guido Carli di Roma. È inoltre membro dei consigli di amministrazione di Lottomatica, Hera SpA e Messaggerie Libri. E' stato fra i manager partecipi dello start-up di Omnitel e Wind, responsabile della Direzione Corporate Identity della Unicredit dal 2002 al 2005 e direttore Personale e Organizzazione in Enel dal 1996 al 1998. E forse abbian scordato qualcosa.
E' altresì bene ricordare che il nostro è stato direttore della Rai ulivista,sotto la presidenza Zaccaria e scelto perchè gradito a D'Alema.Tutti sanno come si fa carriera alla Rai.
Un dirigente importante in una intervista ha affermato della sua direzione : "Chi è stato il miglior direttore generale della Rai?Biagio Agnes. L’unico che ha investito sui contenuti e sulle teste. O la Rai è un’azienda di persone o non è.
E il peggiore?Pier Luigi Celli. Il più incredibile dei supermanager per caso. S’è concentrato sulle tecnologie anziché sul prodotto. Peccato che l’abbia capito solo dopo essersene andato.
Il problema è che oggi i creativi sono pochi, si contano su una mano.
I 'grandi manager per caso',
alla Pier Luigi Celli, li hanno sistematicamente emarginati. Lui stesso lo ha ammesso in un'intervista. È pazzesco, hanno cancellato il core business dell'azienda. La politica ha grandi responsabilità".Cioè a dire : pure Celli,"menager per caso",è stato dentro fino al collo a questi maneggi e danni.Alla faccia della tanto invocata meritocrazia e professionalità di cui questo incredibile tartufo piange ora la mancanza.
Ora,vi pare che uno con queste credenziali,ingrassatosi per anni in tutti i meandri del potere (di cui solo ora va scoprendo i lati oscuri), possa venir qui a romperci i coglioni con questa esilarante e patetica lettera?
Chissà se anche il figlio del mio portinaio,operaio settore alimentare, ha ricevuto una tal missiva?E se sì,in che paese dovrebbe esiliarsi? Per Celli,laureato a Trento in sociologia,è facile :Cuba o Corea del Nord,dove probabilmente troverebbe tutto quello che qui da noi manca.Per il figlio non sappiamo.
Qualche peones,quelli che Celli non conosce; ha pure detto : "Mi suona un po' di presa per il culo: la LUISS é probabilmente l'universitá italiana che sforna piú "figli di", "amici di", "parenti di" in assoluto." Vero,e chissà quali difficoltà avra il buon figliolo del boiardo,con il quale solidarizziamo per esser stato così maldestramente ed ipocritamente chiamato in causa dal padre.Lo chieda al figlio del portinaio.
Altri ancora,che lottano con coraggio e amano magari anche un po' il paese ,molto meno prosaicamente han chiesto che il padre se ne vada col figlio a quel paese,la cui collocazione geografica lasciamo a voi intuire.Speranza vana,mica son scemi.Umberto Eco insegna.

Naturalmente questo capolavoro di tartuferia chiagne e fotte,tanto piaciuto alle mezzecalzette buoniste e ai teleutenti delle novelas, è stato pubblicato sul foglio principe di tale disciplina :Pravdarepublik,noto luogo di galantuomini evasori e bancarottieri.

domenica 29 novembre 2009

Comunicato agli eversori

(riceviamo e pubblichiamo)

Magistrati eversori

killers prezzolati tipo D'Avanzo

cartastraccia del bancarottiere svizzero





nel paese c'è un clima da guerra civile strisciante

che voi avete irresponsabilmente alimentato

ma il colpo di Stato che progettate da tempo

contro il consenso popolare non vi riuscirà,

qualsiasi mezzo possiate escogitare e mettere in atto

Non ce ne staremo a guardare passivamente

sarà la volta buona per regolare definitivamente

i conti con questi golpisti

(Cnil)

sabato 28 novembre 2009

MAFIA E MAGISTRATURA


Si sta verificando una incredibile e singolare convergenza involontaria di interessi tra mafia e magistratura militante nel voler abbattere a tutti costi Berlusconi.
Non passa giorno che il governo non vanti un successo nella lotta alla criminalità organizzata, con numerosi arresti di mafiosi latitanti,camorristi e quant'altro,con annessa confisca di beni e proprietà,sottraendo quindi ingenti risorse per altre imprese criminali e mettendole a disposizione dello Statto per altri fini.Un caso tipico è il sequestro di un grande immobile i cui abitanti pagano ora l'affitto allo Stato invece che ai criminali.Sono successi importanti e continui,tanto che il ministro Maroni può senz'ombra di smentita affermare che nessun governo è stato così incisivo nella lotta alla criminalità,che effettivamente ha subito duri colpi.
Tutta questa proficua attività delle forze dell'ordine non è certamente ben vista e tollerata dalle organizzazioni criminali che avrebbero tutto da guadagnare dalla caduta di premier e di questo governo.Come già in passato,tentano di di dare in pasto alla magistratura finti pentiti per screditare personaggi di spicco,Premier compreso.
Il clima politico non è mai stato così favorevole per inquinare e depistare indagini con false dichiarazioni,a volte fantastiche, ma utili alla causa.Non è la prima volta,processo Andreotti docet.Chi poteva credere che avesse davvero baciato Reina? Nessuno,tranne un manipolo di magistrati che volevano a tutti i costi crederlo.D'altro canto i pentiti,alcuni già condannati a vita,non han nulla da perdere a dichiarare quanto voluto o suggerito da certi inquisitori, pur di ottenere qualche vantaggio e far favori ai picciotti che stan fuori.
Uno dei pochi veri e liberi intellettuali,Leonardo Sciascia,aveva già a suo tempo posto in evidenza queste storture della giustizia,con grande scandalo dei soliti ipocriti.

Dall'altro lato,una magistratura sottratta ad ogni controllo,sta conducendo una guerra senza quartiere contro il Premier da anni (poi spiegheremo il perchè),accusandolo di ogni possibile nefandezza ;in queste ore, di essere il mandante addirittura di stragi per costringerlo a dimettersi,stante che i loro imbelli sodali della sinistra politica,da anni non cavano un ragno dal buco.Un'ipotesi fotocopia delle accuse ad Andreotti,come allora incredibili e suffragate solo dalle parole di un interessato pentito,già in precedenza screditato dagli stessi magistrati.
Intanto mandiamogli un avviso di garanzia e lo facciam fuori,poi se innocente chi se ne frega,passata la festa gabbato lo santo.
Che una parte della magistratura faccia solo politica militante lo san pure i bambini,ora addirittura il giochino è scopertissimo,tanto che oggi Napolitano è stato costretto a riprenderli duramente.L'ineffabile tiroideo Palamara,da buon ipocrita,sostiene invece che i magistrati sono delle povere vittime.Ma come fidarsi di gente come Ingroia,Spataro e company che,fuori da ogni ruolo istituzionale,vanno in tv a chieder le dimissioni del Premier? Più che vittime sono piloti politici.Sono anni che interferiscono nella vita politica del paese,e sempre impuniti.
L'inizio della storia? Eccolo.
L'occasione favorevole è stata tangentopoli.Una classe politica arrivata al capolinea aveva in pratica consegnato il paese in mano alla magistratura che aveva addirittura pensato di sostituire direttamente la politica,visto l'imperante giustizialismo.Ricorderete la fregola e la megalomania di Saverio Borrelli che si disse pronto se l'avessero chiamato.E l’uscita televisiva del vecchio pool di Mani pulite contro il provvedimento di depenalizzazione del finanziamento illecito dei partiti approvato nel Consiglio dei ministri e la conseguente rinuncia di Scalfaro a firmare (il peggior presidente d'ogni tempo).Le voci dal sen fuggite in quelle ore parlarono anche di telefonate tra il Quirinale e la Procura di Milano.Altro che illegittime interferenze,roba da caudillos sudamericani! Un'operazione che non poteva per ovvii motivi avere successo.Che fecero allora?Nella generale catastrofe furon risparmiati inspiegabilmente solo i comunisti,che di scheletri in armadio ne avevano e come,a cominciare dal compagno Greganti.Furon risparmiati, vuoi perchè molti magistrati erano stati allevati ed inseriti dalla sinistra (teoria Violante),vuoi per farli governare sotto scacco,dato che i dossiers c'erano pure per loro.Chi avrebbe potuto infatti batterli alle elezioni,stante la paura, la rottamazione e la sparizione degli altri partiti! Così la casta di lor signori sarebbe stato il vero governo ombra del paese,potendo in ogni momento ricattare (cosa peraltro avvenuta) i compagni sopravissuti ,appena avessero tentato di alzar la cresta.
A latere,naturalmente,vantaggi d'ogni genere,privilegi inspiegabili e impunità per qualsiasi errore o mancanza nella gestione della giustizia..Questo,in estrema sintesi,il progetto.
Poi venne il Cavaliere e buttò all'aria tutto, e da allora comincia una guerra che dura tutt'ora.
Gli incliti magistrati fin dall'inizio avevan capito che la sinistra era minoranza nel paese e non avrebbe mai potuto scalzare il Cavaliere.Cosa tanto più vera oggi,nonostante escort e vario fango, ed infatti la battaglia è allo scontro finale,con toni incandescenti ,arroganti, inimmaginabili,a volte grotteschi , ma anche molto pericolosi.Certo che ora le cose sono un po' cambiate da allora.I signori della giustizia han perso ormai ogni credibilità nel paese,ecco perchè intervengono così scopertamente ed illegittimamente nelle vicende politiche.O vincere o morire, non è più tempo di badar alle forme.A dire il vero,morire in questo caso, vorrebbe dire il ritorno alla normalità istituzionale della giustizia e forse anche politica.E' l'ultima battaglia,da vincere con tutti i mezzi,compresi i falsi pentiti pronti a dir qualsiasi cosa.
Perfetta convergenza di interessi tra Mafia e Magistratura.

Tempo fa Pansa scrisse un articolo che adombrava una possibile guerra civile.Aveva ragione e un eventuale scivolamento della situazione in tal senso è da addebitarsi allo scellerato comportamento di questi magistrati eversori e bene fa Berlusconi a difendersi con ogni mezzo pure lui,compresi quelli poco corretti ortodossi.Questa è ormai una battaglia di potere in cui la legalità non ha più campo e senso da ambo le parti.La posta è troppo alta e importante per il paese,che deve esser governato dalla politica e non dai giudici,con buona pace delle ipocrisie che distinguono una parte buona e una cattiva,stile D'Avanzo-Pravdarepublik.
Lo spettacolo triste è quello di una classe politica che assiste imbelle e passiva, e che non è capace,per miseri interessi di bottega o per paura di ricatti, di far rientrare nei ranghi questa setta di eversori.Ancor più triste quello di opportunisti arrampicatori che sfruttano a propri fini la situazione per ritagliarsi futuri ed importanti ruoli istituzionali,saltellando a destra e a manca a dispensar saggezza fuori luogo. Vero on.Fini?
Un episodio recente,ultimo di decine e decine,ben illustra il grado di ipocrisia e di complicità di questa consorteria.Caso offertoci offertoci dal CSM,(altro organo politico) che ha deciso di non sospendere quel giudice che aveva necessitato di otto anni per depositare le motivazioni di una sentenza. Ritardo grazie al quale erano stati scarcerati, per decorrenza dei termini, appunto, alcuni affiliati del clan Madonia.
Roba da terzo mondo,e se come molti dicono,Berlusconi è un'anomalia tutta italiana,un'altra più macroscopica e pericolosa anomalia è costituita dalla magistratura militante,politicizzata oltre ogni limite e che vuol disporre delo Stato come crede meglio, infischiandosene del voto popolare,incontrollabile,inefficiente e che non paga mai i propri clamorosi errori.
Processo Andreotti,anni di udienze,pentiti fasulli,costi enormi e assoluzione finale.Chiaramente un processo politico basato sul nulla.Nessuno ha pagato per tutto questo,ma se si dovesse andare ai materassi,per questo tipo di magistratura,faremmo a meno d'ogni processo.
(corrado prestianni)

giovedì 26 novembre 2009

Colonna Chiagnefotte (e il Rolex) - capitolo 10



(dai nostri inviati yoko e ono)

Forte Alamo,giovedì 26 novembre 2009,Annozero delle bufale


S'è parlato principalmente di grana da spendere.Era presente il capotribù dei sinistrati Bersani che d'economia e finanza ne capisce come noi di fisica atomica.Richiesto da Tremonti da dove prendere il malloppo da spendere,farfugliava qualcosa di incomprensibile,anche per gli studenti del primo anno.Blondie,detto Santoro,era molto allegro ed effervescente.Diremo dopo il perchè.
Formaggino Formigli era invece eccitatissimo nella piazza e saltellava come un canarino da un operaio all'altro di Eutelia e da un'ufficio all'altro di Milano e Londra.Alla fine ha trovato dove era finita l'eredita di Olivetti,In uno scantinato londinese.Si è però dimenticato di dire dov'era prima finita quest'eredità : nelle truffe del bancarottiere De Benedetti,venditore allo Stato di computers Olivetti taroccati.Per prendere qualche briciolo di video si affacciava sulla piazza negli ultimi due secondi,anche Totonno er Magnaccione,detto Di Pietro,titolare dell'impresa IDV (Immobiliare Domus Vorace).

Toccava poi a Er Pistolino,detto Marcotravaglio,che leggeva dispacci su casini finanziari,sempre accuratamente scelti dalla parte Papi.

Seguiva,il must.El borrachon Vauro dipinto di verde per publicizzare un improbabile Cipphulk che faceva ridere solo Bersani e qualcuno della truppa non pagante del loggione,alquanto scoraggiata.
Pare che el borrachon si sia bevuto pure la Prunella Ballor e l'Amaretto di Saronno,talmente era su di giri.
Ma la notizia più bella ed inaspettata è che Blondie ha ritrovato il suo amato rolex! Pare se lo fosse fregato Er Pistolin Travaglio per regalarlo alla contessina Borromeo,come dono per averlo seguito al Fatto e per sperare qualcosa d'altro.Pare ancora che l'abbia trovato per caso in una borsetta Buongiorno tristezza,detto Ruotolo,mentre cercava papelli vari.Ecco perchè Blondie era così contento e allegro.La truppa sugli spalti nvece era demotivata,addormentata nonostante il robot femmina e sempre ridens 3BO cercasse di farli parlare un po'.
Noi però li incitiamo sempre.

Forza companeros,Babbo Natale sta arrivando,viva il cappone lesso,la Bindi presidente,il superenalotto,D'Alema trombato e il gatto a nove code !!!

Polanski con braccialetti


Dopo due mesi di carcere Roman è stato liberato su cauzione.Tre milioni di euro,arresti domiciliari in chalet e braccialetto elettronico per impedire fughe.

Abbiamo già commentato in altro post il fatto dell'arresto e dei soliti firmaioli perdonisti,ma questa nuova notizia dà adito ad ulteriori osservazioni.

La prima è che se al posto del regista ci fosse stato il mio fruttivendolo ,col cavolo che sarebbe uscito di galera,stante l'importo della cauzione! Questo per tutti quegli intorpiditi buonisti e per i virtuosi magistrati che blaterano sulla legge uguale per tutti.

Fermo restando che da sempre gli svizzeri son sensibili alla grana più che alla giustizia,d'altra parte almeno si finanziano l'apparato giudiziario,visto che la somma non sarà restituita.

Dato che la giustizia non sarà mai uguale per tutti (per una serie di ragioni che il codice non contempla,ma comunque operanti nella realtà),nonostante le ben piazzate scritte nei tribunali,tanto vale ricavar qualcosa dall'ingiustizia e almeno non regalarla allegramente.

Anche da noi le cauzioni risolverebbero qualche problema dell'apparato,ma ci sarebbe sempre qualche padre guardiano che griderebbe alla scomparsa dell' egualitarismo di fronte alla legge.

Invece ora......! E gratis oltretutto!

Caino,Abele e la Giustizia de noantri


Caso Donatella Papi-Angelo Izzo,il cosidetto mostro del Circeo che la giornalista vuol sposare.




Non ce ne frega un sacrosanto cavolo delle decisioni di questa donna in preda a furori tardoerotici,ma che questa giornalista (poveri noi!)venga a sproloquiare d'amore e dell'innocenza di Izzo in televisione,con argomenti che mettono in serio dubbio la sua salute mentale,vorremmo proprio risparmiarcela.

Leggere questo articolo ,sull'incredibile comparsata della Papi ,c'è da restare allibiti.

Solo nel nostro paese del perdono e della democretineria succedono certe cose,in nome dell'auditel e di nessuno tocchi Caino.

La Papi è stata inviato del Giornale,capoufficio stampa e portavove del ministro delle comunicazioni nel governo D'Alema,pure nella comunicazione politica di Alleanza Nazionale e responsabile comunicazione Ansa.
Dopo aver sentitole parole della Papi in tv,c'è da chiedersi in che mani siamo nel settore stampa e comunicazione.Nel corso dell'intervento della Papi nella trasmissione di Canale5 è intervenuto telefonicamente Bruno Tucci, presidente ordine dei giornalisti del Lazio, il quale ha detto che nei confronti della giornalista non è stato aperto nessun procedimento disciplinare,a differenza di quanto detto dalla Papi.
A conferma che questo ridicolo Ordine dei Giornalisti,unico al mondo,dovrebbe essere immediatamente abolito.

ANGELO IZZO (già condannato per la strage del Circeo)

La semilibertà concessa ad Izzo e il nuovo duplice omicidio.Nell'aprile 2005, nonostante la condanna pendente, il tribunale di Velletri ha accordato a Izzo la semilibertà, di cui il criminale ha approfittato per fare nuove vittime, Maria Carmela Linciano (49 anni) e Valentina Maiorano (14 anni), rispettivamente moglie e figlia di un pentito della Sacra Corona Unita che Izzo conobbe in carcere a Campobasso; le due donne sono state legate e soffocate (è stato accertato, dopo vari esami autoptici, che la ragazza non ha subito violenza sessuale) e infine sepolte nel cortile di una villetta a Mirabello Sannitico in provincia di Campobasso, di proprietà di un ex detenuto amico di Izzo. Questo nuovo fatto di sangue ha scatenato in Italia roventi polemiche sulla giustizia. Il 12 gennaio 2007 Izzo è stato condannato all'ergastolo per questo crimine, condanna confermata anche in Appello.

Questo lo mettiamo in carico alla ineffabile magistratura italiana,molto attenta alle ragioni degli assassini e poco a quella delle vittime.Aspettiamo il permesso premio matrimoniale.Amen

Alessio Spataro,watervignettista peracottaro


L'ignoto Wignettista Cloaca,dopo aver incassato dello stronzo pure dai suoi per gli insulti gratuiti alla Meloni,da sergente coraggioso si è messo alla stanga e ha ripiegato sul Papi,sicuro di anticipare il gradimento di quelli a cui lecca le zampe per avere il sospirato posto al sole dopo una misera vita da ragazzo spazzola e servizi gratuiti al Manifesto.Foglio notoriamente restio al pagamento delle minchiate dei carneadi in cerca di gloria.

Fin qui,tutto ok.Dare del porco al Papi è ormai lo sport nazionale ed un facile mezzo per far di vari stronzi dei waters più sconosciuti una specie di crema inglese o raffinato chantilly.Han trovato l'unico santo che può far viver loro qualche glorioso momento dandinesco o grandefratellesco e guadagnare un po' di grana,sporca di cacca è vero,ma ben pulita è usabile pure per comprare Pravdarepublik e i necessari deodoranti vari per puzzar meno di stronzo.

Ma poi,il nostro watercarneade si allarga a dismisura nella sua puzza,un po' alla Vauro borrachon in settantaquattresimo,impestando la povera Englaro e trascinandola nella sua puzzolente arena, insieme ad ostie consacrate e nutellate da far usare al papi nei suoi giochetti erotici e a Ferrara che lecca un papa mummia.
Questo è solo un piccolo campionario del nostro stronzetto che aspira al martirio watervignettistico. Bisogna pur darsi da fare in qualche modo per far credere e credere d'esser vivente,e che uno straccio di vita sfigata serva pure a qualcosa!
Fin qui, alla sua misera esaltazione scatologica.
Ce n'è anche per Alemanno,accusato di far carriera sugli stupri.
Chissà con che farà carriera il nostro stronzo Alessio? Dubitiamo di un nuovo coprofilo cursus honorum, nononstante tutti i suoi sforzi cacatori.Lui carriera l'ha già fatta,guardian di cessi a Liberazione e Manifesto,dove usan le sue carte vignettate per pulirsi.

CRETINERIA VARIA


Filippine

Il paese e' famoso per 4 cose. Cameriere, infermiere, marinai, e sesso.Manila e' un gigantesco bordello. Tutto il paese e' un gigantesco bordello.Adesso le filippine si prostituiscono per colpa del riscaldamento globale?Ma per favore....Leggi l'articolo
http://www.gmanews.tv/story/177346/climate-change-pushes-poor-women-to-prostitution-
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FAREFUTURO
Fondazione che supporta l'arrampicamento di Fini.Ogni tanto, per la troppa smania di allinearsi al nuovo corso buonista finiano,non esita ad esporsi al ridicolo,tipo l'ora di Corano.Leggete l'ultima di ffwebmagazine,periodico online della fondazione,che invoca un codice etico che stabilisca l'opportunità di non citare la nazionalità degli eventuali criminali.L'articolo di Mattias Mainiero è spassosissimo.
http://www.libero-news.it/articles/view/595879----------------------------------------------------------------------------
Il bancarottiere De Benedetti,
che dovrebbe stare in galera,tiene invece conferenze a Oxford su libertà di stampa,buongoverno,buona finanza e qualsiasi altra fesseria gli passi per la testa.Riportiamo una frase : "Il gruppo che presiedo non è un partito e non ambisce a diventarlo:facciamo opposizione solo per ribadire l'amore che abbiamo per quella che Piero Gobetti chiamava una certa idea dell'Italia." Boooom!
La bambolina in premio e diploma internazionale di ipocrita dell'anno.

Chissà quale sarà quella idea? Non certo quella di un'Italia in cui si può impunemente infinocchiare lo Stato con computers taroccati,o quella di farsi cedere, dal suo amico Prodi,a prezzi di realizzo la SME,o di non pagare le tasse in Italia ed infine di farsi arrestare allegramente per reati economici finanziari.
Così va il mondo,i De Benedetti si spaccian per Gobetti,e Pravdarepublik per faro di libertà.
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Versione di latino su Berlusconi
Un bell'esempio del perchè la scuola italiana è a livello Gabon,compresi professori e presidi di questo tipo.Preside che dà questa motivazione della minchiata della sua professoressa : "..la mia professoressa ha voluto solo tentare di creare nei ragazzi riottosi alla lingua latina un interesse maggiore, certo rinunciando alla profondità che hanno i classici".
A questa stregua poteva pure far tradurre la storia di Marrazzo con relativi particolari delle prestazioni di Natalie e compagne.Certamente i ragazzi riottosi avrebbero avuto per la lingua latina (e non solo) un interesse strepitoso.
E questo sarebbe un preside?
http://www.tgcom.mediaset.it/cronaca/articoli/articolo465789.shtml
Crocefisso nel cestino
Già che ci siamo,citiamo anche la notizia di quel povero mentecatto di professore,da ricoverare immediatamente, che ha gettato il crocefisso nel cestino.
A questo punto c'è da chiedersi se sia più ignorante e fesso il corpo insegnante o gli alunni,che già sono in buona posizione da anni.Ci metteremmo anche un po' di genitori che difendono a spada tratta l'ignoranza e le fesserie di figli e professori.
Questo è il quadro di buona parte della scuola italiana,che dovrebbe essere abolita.Tanto vale.Più ignoranti di così!
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lunedì 23 novembre 2009

SCALFARI,AUTORITRATTO INVOLONTARIO


l mondo degli uomini senza qualità

di EUGENIO SCALFARI,
22 novembre 2009 - La Repubblica
(e commento)


IL PIU' bello, il più intenso, pieno di significati che vanno al di là dell'epoca in cui fu scritto è il dialogo di Diderot che si intitola "Le Neveu de Rameau". Il protagonista è un tipo umano che l'autore delinea in tutte le sue sfumature facendolo parlare di sé per 150 pagine. Non è neppure un dialogo perché l'interlocutore che formula le domande e che è lo stesso Diderot si limita a sollecitare le risposte. Il protagonista non si fa pregare, è perfettamente consapevole di sé, del suo modo di vivere, dei suoi vizi, della sua intelligenza, della sua disumanità. Anzi: della sua amoralità. Non è immorale ma appunto amorale. Ha perso ogni cognizione della morale, ha cancellato il bene ed il male dal suo orizzonte mentale. I suoi vizi li usa quando sono utili al proprio interesse, altrimenti li tiene a guinzaglio, li reprime. Si maschera. Si presenta al mondo che lo circonda così come il mondo lo vuole. La dominante del suo carattere è l'utile, l'utile per sé.
Questo tipo umano, l'ho già detto, va molto al di là dell'epoca sua. Infatti è stato più volte raffigurato, con qualche differenza rispetto al prototipo che deriva dalle diversità di scrittura degli autori che sono rimasti affascinati da quel tipo umano che ha fatto della disumanità la sua divisa.
Dostoevskij fece qualche cosa di simile scrivendo "Memorie del sottosuolo", dove il personaggio appare ancor più simile al prototipo, ma con un tratto di malvagità in più rispetto all'originale.
Infine se ne occupò anche Rilke nei suoi "Quaderni di Malte Laurids Brigge", dove racconta che l'uomo dispone di molti visi. Esiste da qualche parte un deposito di visi. Quando una persona ha consunto il suo viso e desidera indossarne uno nuovo e diverso, va in quel deposito e ne trova uno che meglio si adatti ai suoi desideri e ai suoi bisogni. Alcuni ne cambiano molti nel corso della loro vita; altri ne consumano meno. Altri ancora, ma sono pochi, restano fino alla morte col proprio viso. Non è detto che siano i più fortunati.
Nessuno degli autori di questo genere di letteratura ha però raggiunto l'eleganza letteraria e la profondità filosofica di Diderot e la ragione credo sia questa: Diderot sapeva che la morale non è scolpita una volta per tutte ma è un prodotto dell'epoca e quindi relativa. Sapeva anche che l'uomo ha scoperto il bene e il male nel momento stesso in cui ha perso l'innocenza in cui vivono tutti gli altri esseri viventi.
Il "Nipote di Rameau", così l'uomo del sottosuolo, si disumanizzano e in questo modo riacquistano l'innocenza nel senso che perdono la cognizione del bene e del male. Non resta loro che l'istinto della sopravvivenza ed è questo soltanto che guida i loro comportamenti.
Diderot aveva chiarissimi questi elementi conoscitivi ed è questa la ragione per cui il suo dialogo è un pezzo letterario di ineguagliabile potenza espressiva.
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A prescindere che il testo di Diderot è molto più complesso,contradditorio e ricco di significati di quanto vi peschi lo pseudofilosofo Scalfari (così come pure "memorie del sottosuolo"),non si può non rilevare ,da quanto questi espone, come questo ritratto umano tanto assomigli allo stesso Scalfari e alla sua vicenda politica.Inutile qui ricordarne tutte le tappe,iniziate con il saluto al duce,e che ormai tutti conoscono.La differenza è che questi personaggi letterari non tengono prediche settimanali su come si deve vivere,sul bene,sul giusto e quant'altro, come invece il nostro censore e moralista casareccio è uso fare.Inutile dire che questa qualità aggiuntiva,tipica e ossessiva dei falsi moralisti ,mai ad uso proprio,non fa che peggiorarne il confronto.
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I miei lettori si domanderanno perché ho citato ancora una volta il "Neveu de Rameau" (m'è accaduto di farlo in altre occasioni) e quale pertinenza esso abbia con l'attualità della quale dovrei occuparmi.
A parte il fatto che la nostra attualità è da qualche tempo trita e ritrita e non presenta eccezionali novità, sta di fatto che il tipo umano (disumano) delineato da Diderot sta diventando al giorno d'oggi sempre più numeroso. È un settore della società in crescita esponenziale. Nella classe dirigente, ma anche nei ceti sottostanti. Del resto l'uomo del sottosuolo non fa parte della classe dirigente se non in funzione servile. Servile, ma essenziale: ne riecheggia i desideri, ne soddisfa i bisogni, si incarica di condurre a termine le operazioni abiette, è la controfigura dei potenti quando si tratti di questioni troppo delicate e rischiose. Funge anche da buffone di corte; per divertire il suo signore e ricordargli qualche spiacevole verità. Rigoletto è un altro tipico uomo del sottosuolo che però, se offeso nel profondo, riscopre la sua dignità e sa anche vendicarsi. Perciò servirsi senza il senso della misura di personaggi di tal fatta comporta anche qualche pericolo.
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Non so quali fossero le intenzioni del nostro neo Savonarola,certo è che queste descrizioni ben si confanno a molti esponenti di una disastrata sinistra,televisiva compresa,che di Rigoletti ne ha avuti e tanti,con annessi pericoli e danni .
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Bisognerebbe chiedersi la ragione per cui la popolazione di quel tipo umano (disumano) sia tanto in crescita. La risposta è già stata data molte volte: insicurezza, paura del futuro, ripiegamento sul presente, percezione rachitica della felicità scandita sull'attimo d'un presente fuggitivo senza proiezioni verso l'avvenire, indifferenza diffusa verso la sorte degli altri, gelosia verso le fortune altrui, sopravvalutazione dei meriti propri. Furbizia nell'elusione delle regole. Cortigianeria. Crollo (apparente) delle ideologie in favore d'un pragmatismo diventato a sua volta ideologico.
Vi basta? Molti di questi elementi psicologici fanno parte da gran tempo dei connotati italici. Ma in certi segmenti della nostra storia diventano dominanti e questo è uno di quei momenti. Ecco perché quel tipo umano (disumano) è diventato moltitudine. Con qualche picco rappresentativo.
Voi pensate a Silvio Berlusconi, ma vi sbagliate di grosso. Berlusconi non è un uomo del sottosuolo, al contrario. Ha un senso pronunciatissimo della propria personalità. Non è affatto appiattito sulla felicità presente, anzi ha costruito un impero e una delle sue maggiori preoccupazioni è quella di conservarlo, accrescerlo e capire a chi dovrà lasciarne il controllo dopo di lui.
È vero che ama travestirsi per ottenere il pubblico favore, ma questo è proprio di tutti quelli che fanno politica, anche i migliori. Figuriamoci lui.
Non so neppure se abbia letto il "Nipote di Rameau" ma una cosa è certa: Berlusconi ha fatto e fa di tutto per far crescere quella genia, l'ha chiamata in servizio, la usa, la riempie di benefici, se ne serve come d'una massa gelatinosa che lo ripara dagli urti esterni, arrotonda gli angoli, devia i colpi e soprattutto fa mostra di credere sempre e dovunque al verbo che emana dalle sue labbra.
Non sto parlando di chi crede veramente in lui. Ce ne sono, avendo bisogno d'una fede profana l'hanno trovata e se la tengono stretta. Ma sto parlando della sua truppa, della coorte palatina che lo circonda, lo protegge, esegue i suoi ordini e anticipa i suoi desideri. In quella coorte non c'è nessuno che crede alle sue parole, ai suoi disegni, alle sue strategie. Sanno che è il più bravo dei comunicatori. Sanno che la loro felicità dipende da lui. Sanno che lui funziona a meraviglia in situazioni di emergenza. Perciò fanno in modo che l'emergenza ci sia e duri il più possibile. Quando non ci sarà più, saranno tempi duri per lui ma soprattutto per loro.
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Cambiate Berlusconi con il Partito e avrete la storia di molti intellettuali italiani,circoli arci.....
Caro moralista del cortile nostrano,la storia che racconta è più antica,e lei pure ne sa qualcosa...
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Vi pare che in un paese normale uno come Schifani diventerebbe presidente del Senato, seconda carica dello Stato? Uno come Gasparri ministro prima e capogruppo dei senatori poi? Uno come Bondi ministro e coordinatore del partito? Con le poesie che scrive? Uno come Minzolini direttore del Tg1? Uno come Tarantini, amico di casa? E uno come Cosentino membro del governo?
Di gente così ce n'è in tutti i partiti ed anche nel mondo degli affari, ma una concentrazione di talenti analoghi a quelli descritti da Diderot c'è soltanto attorno al Cavaliere.
Quelli del suo giro che non hanno analoga caratura non vanno bene per lui. Fini non va bene. Casini non va bene. Tremonti non va bene. Scajola così così. Ma il suo ideale è Belpietro, un alano da riporto. Non so se ne esistono in natura, ma lui lo è ed è prezioso.
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Già,vi pare che in un paese normale esemplari come Pecoraro Scanio,la Turco,la Melandri,Di Pietro..... potrebbero diventare ministri? O che una rete come Rai 3 si chiamerebbe servizio pubblico?Uno come Franceschini guiderebbe il maggior partito di opposizione?Uno come Marrazzo presidente di regione?Uno come Ezio Mauro,detto Topolino ed evasore,direttore di giornale? O uno Scalfaro presidente della Repubblica?
Vi pare che in un paese normale possa esistere una magistratura come quella italiana? Ed infine,uno come Scalfari ,che ha cambiato più casacche lui di Vieri ,principe fasullo dei moralizzatori?
L'alano non riporta Eugenio,informati; ma di golden retrievers dalle tue partì e nel tuo giornale ce ne sono molti,in primis i D'Avanzo,i Bocca,le Conchite......molto più comuni in natura,ma non altrettanto preziosi.
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Qualche giorno fa Pierluigi Battista ha scritto un succoso pezzo sul Corriere della Sera dove si domandava: quando Berlusconi non ci sarà più (politicamente s'intende) che faranno tutti quei giornalisti e uomini politici abituati a vivere parlando male di lui a getto continuo? Per loro saranno guai. Riciclarsi non sarà facile. Dovranno adattarsi ad una difficile vecchiaia quando l'indignazione moralistica non avrà più corso.
La tesi di Battista non è peregrina. Qualche rischio c'è, ma è minore di quanto egli pensi. Non so per i politici, ma per i giornalisti. Li conosco meglio e so che molti di loro erano bravi assai prima dell'era berlusconiana.
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No,ineffabile Scalfari,il rischio grosso ci sarebbe.In quanto al bravi, dei molti scrivani che vivono del Papi ,persistono numerosi dubbi.Ma conoscendo usi e costumi di molti pennivendoli della sua scuola,non avranno difficoltà ;cambieranno bandiera in quattro e quattr'otto.Per i politici poi,Fini è un modello.Altri carneadi per fortuna,cambieranno finalmente mestiere.
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Vorrei però porre anch'io una domanda a Battista: che faranno, quando Berlusconi scomparirà, quei giornalisti e politici che si sono specializzati nell'agitare flabelli al suo passaggio, a inventare false notizie, a deformare quelle vere e soprattutto ad omettere, omettere e ancora una volta omettere? Che faranno i revisionisti di mestiere, gli specializzati a sostenere che il problema è un altro, che le questioni serie sono altre e chi parla male di lui peste lo colga?
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Se c'è un giornale che inventa le notizie e che specialmente le deforma e omette, è la sua creatura Pravdarepubblik,inclito Scalfari.I revisionisti,meglio dire i ripristinatori della verità tipo Pansa e Battista,continueranno a scrivere e ad avere lettori,nonostante la sua smania di porre domande a tutti meno che a se stesso.
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E i terzisti, caro Battista? I terzisti avranno ancora qualcosa da scrivere? Vorrei esser tranquillizzato su questo punto. Comunque un posto a tavola non si nega a nessuno che abbia una buona scrittura; c'è sempre la rubrica di "Come eravamo" che può essere un dignitosissimo "pied-à-terre" per i terzisti in disarmo.
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I terzisti ,nel credo scalfariano,non sarebbero quelli che prendon le distanze dai dogmi e dalle due fazioni in lotta ,ma quelli che non stanno con lui,colpa eclatante.Quanto alla inelegante e becera battuta nei confronti di Battista,meglio scrivere su "Come eravamo" che tutta una serie di minchiate filosofiche e pretenziose rimasticature scolastiche ,spacciate dagli adulatori (a proposito di nipoti) del nostro moralizzatore dei nostri stivali,come nuove rivelazioni di un genio emergente,più in disarmo della Forrestal.
Vero Scalfari?
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(nostro commento in corsivo)

domenica 22 novembre 2009

D'Alema,i sogni muoiono all'alba


Già,il povero Max è stato impallinato,come spesso gli è accaduto nella sua triste carriera politica ,stavolta dai companeros europei.Un conto è far carriera nel Pci,un altro nelle istituzioni.Qui da noi, s'incantano tutti di una sua supposta intelligenza che però in politica non ha mai dimostrato.Una cosa è fare conferenze e fondazioni,un'altra sono le realizzazioni politiche concrete e la capacità di gestire un consenso da leader,doti mai possedute da Massimo.Insomma,se badiamo al sodo,è stata una carriera politica di fallimenti,sua e del suo partito.Lui è l'unico sopravissuto della vecchia guardia,ha partecipato ai continui rovesci di partito,riuscendo sempre a defilarsi e a non pagar mai dazio.In Europa questo gioco è un po' più complicato, sono più pragmatici e non stanno a badar molto ai discorsi e alle sottigliezze dialettiche,ma al trafficare in retrobottega.Si dirà: ma come,la politica non può essere questo tipo di mercanteggiamento! Vero,nel dover essere,che è il solito errore del nostro popolo di anime belle e che un vero politico non commette mai.Scambiarlo con l'essere.L'essere reale delle cose è diverso e nella politica il compromesso,spesso di basso profilo, è la regola.Ci viene in mente un titolo di un libro di un altro sognatore :"La bella politica".Ma quando mai la politica è bella! Non è una categoria che le appartiene.La sola cosa che conta sono le realizzazioni concrete per il bene comune e spesso i mezzi per tale fine non sempre sono esemplari.Ma uno stato non è una parrocchia.Troppo cinica la cosa? Meglio un cinico realista che anime pure che sognano utopie,spesso cause di grandi tragedie.il convento dovrebbe bastar loro.Non è un peana all'intrallazzo,ma una realistica valutazione della prassi di sempre ed a ogni latitudine.
Con questo non si vuol dire che Max fosse il candidato ideale,penalizzato solo da giochi di potere.Anzi,per i suoi trascorsi recenti in politica estera (a parte i vecchi da aficionado Pci,poco graditi all'est),molti arricciavano il naso.
In più,non gli resta che ringraziare Pravdarepublik di questa trombatura.Dopo mesi di sputtanamento nazionale in Europa,che si vuole pretendere?I nostri sinistrati e altre anime belle hanno scritto per settimane sui giornali inglesi contro l'Italia.Sembrava un must dei cosidetti onesti e virtuosi,a dire il vero di una ridicolaggine e stupidità sconcertante ,a quanto sembra anche ben valutate in Europa, a prescindere dai comuni e contingenti interessi di bottega.Così gli inglesi,sempre figli di buona donna, hanno ripagato Max (e l'Italia).E ben gli sta.
Purtroppo ora tornerà a pontificare sul nulla e a far danni nella patria natìa,in primis ai suoi che non vedevan l'ora di toglierselo di torno.
Ma vedrete,prima o poi salterà fuori che la colpa di tutta è del Berlusca.

La Colonna Chiagnefotte e Ingroia

Povero il mio rolex!
Chissà in che polsi sarà
finito!Ridatemelo,cazzoni!

(Dai nostri inviati yoko e ono)


Forte Alamo,giovedì 19 novembre 2009,avamposto di libertà di grana e minchiate varie.
Annozero delle bufale.


Colonna Chiagnefotte.
Comandante,colonnello Blondie,detto Santoro.

Sergente,Vauro detto el borrachon.

Militi scelti : Buongiorno Tristezza,detto Ruotolo - Marcotravaglio,detto er pistolino (per le note vicende della Contessina) - Riccardo Formigli,detto formaggino - Tre BO,la robot intervistatrice,di cui ci sfugge il nome.

Sugli spalti: perfetta incarnazione del miles simplicius,i peones ingaggiati per gli applausi, dopo attenta selezione all'istituto di bellezza e infanzia.Solo poveri e belli,specie le femminucce.

Tralasciamo la solita zuppa santoriana e travagliesca,il Papi è il capo della mafia,in Italia c'è un regime,la beatificazione del fascista pentito Fini,......e concentriamoci invece su cose più importanti,e cioè sull'ineffabile magistrato Antonio Ingroia che,tanto per gradire e ribadire che i magistrati non fan politica,invoca le dimissioni del Berlusca.Così,a suo dire, i problemi della nazione son risolti,compreso il mantenimento dei privilegi e potere della casta di lor signori,ormai sull'orlo della completa delegittimazione popolare.

Quando vengono giustamente criticati per una serie di disfunzioni,errori e dichiarazioni politiche,quelli di MD non trovan di meglio che tirare in ballo,farsi scudo di Falcone e Borsellino e altri caduti del dovere,dimenticando le difficoltà,gli intralci ,per non dir altro, create a questi magistrati dalla casta di allora,aiutata in questa opera di demolizione da qualche sciagurato politico,tipo Orlando.
Questo giochino non funziona più,oltre ad essere sciacallesco ed offensivo alla memoria.
Si dice di non far di tutta l'erba un fascio,ma anche i magistrati che obbediscono ai loro compiti istituzionali senza protagonismi e senza politica,sono colpevoli di aver permesso ad un manipolo di colleghi politicamente schierati di screditare l'intero ordine con le loro iniziative,spesso non in linea coi doveri istituzionali.
Detto questo parliamo un po' di Ingroia,sodale di vacanze di er pistolino Marcotravaglio e del mitico maresciallo Pippo Ciuro,spia della mafia,arrestato appunto per associazione mafiosa.Pippo si interessava anche di sbrigare la pratica di ristrutturazione del villino di famiglia di Ingroia a Calatafimi,in virtù della legge terremoto del Belice 1968.(dopo quarant'anni!).Il proprietario dell'impresa che gestiva i lavori era un certo Michele Aiello,prestanome del capo mafioso Provenzano.Certo, Ingroia non sapeva,ma fatto sta che ha condotto intere istruttorie per mafia affidando le indagini al maresciallo che passava informazioni alla onorata società.
Che costui ,oltre a non pagar dazio per questa disinvolta gestione,venga anche a far prediche sulla giustizia,sulla politica e quant'altro, è perlomeno singolare per non dir ridicolo.Stesse magari più attento ai collaboratori che si sceglie,invece di lanciar proclami politici!E voleva pure raccomandarlo per il Sismi! Naturalmente Marcotravaglio,er pistolino lo difende e si difende (anche lui incauto frequentatore) a suo modo,spacciando bufale,tanto che il procuratore di Palermo,Grasso lo ha accusato di fare disinformazione scientificamente organizzata.Cosa d'altronde ampiamente nota.Incaute frequentazioni dei nostri eroi,chiamiamole così,ma che in altri casi (Schifani) il commissario Marcotravaglio chiama collusioni e che comunque bastano per sostenere che il Papi è il capo della mafia.
A corredo del fatto che la magistratura non fa politica,riportiamo alcune dichiarazioni di magistrati :

- Lo stato borghese si abbatte,non si cambia. (Marco Ramat,membro CSM)
- Il capitalismo è il vero nemico della democrazia (Antonio Bevere,procuratore di Milano)
- C'è da chiedersi se non debba essere Magistratura Democratica a promuovere e sollecitare,teorizzando la loro cittadinanza costituzionale,alti livelli di lotte sociali,come quello della autorizzazione,delle occupazioni di case, della spesa proletaria (Libero Mancuso,pretore a Barra)
- la magistratura non deve limitarsi a garantire spazi di libertà,ma deve appoggiare chi gestisce il dissenso,per innescare un processo di ribaltamento dei rapporti di forza
(E.Brutti Liberati,giudice a Milano)

Dichiarazioni francamente deliranti,più adatte ai soviet 1917,che a uomini di legge.
(da Libero,fonte Costantino Belluscio,ex-segretario della Presidenza della Repubblica)
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Daremo in altra occasione gli aggiornamenti sulla ricerca del rolex di Blondie,che ancora continua, e sugli altri combattenti chiagnefotte del forte.
E ora il solito incitamento alla truppa.

Viva Ingroia presidente,Fini sei tutti noi (quello dei tortellini),Bokassa lotta ancora con noi,viva l'euro che sale e le lasagne ai funghi!!!

FINI,MACBETH INNAMORATO

saluto al duce!

Di Fini non si sa più che dire.Che sia in preda ad un delirio di protagonismo e ambizione smisurata è il minimo.Diventa difficile capire uno che non molto tempo fa diceva che il Duce è stato il piu grande statista del secolo,diventi improvvisamente il campione dei più triti luoghi comuni della sinistra.Nuovo sponsor dei dei diritti,ma non dei doveri,dell'immigrazione,che vuole a tutti i costi dotare di cittadinanza veloce.Sfiora il ridicolo quando invita i giornali a non menzionare la nazionalità dei delinquenti.Come a voler nascondere o minimizzare che un grande numero di reati sono commessi da immigrati clandestini e non.Parla di tutto,fosse pure di agopuntura,ed in qualsiasi sede trova il modo di attaccare il governo,alla faccia del ruolo superpartes che dovrebbe rappresentare.Ormai è una specie di madonna pellegrina in processione,nuova icona di una sinistra acefala.Alla festa Pd di Genova,chiedevano l'autografo al delfino di Almirante.Roba da far rivoltare nella tomba Pajetta e company e pure i suoi vecchi sodali in orbace.Ormai,il miracolato di Silvio, si crede l' oracolo della politica italiana che tutti devono ascoltare,ma se analizzi bene i suoi discorsi,sono la quintessenza della banalità e della retorica.Sotto le parole,niente.Se ne deve esser accorto perche ora è passato a parlar di stronzi,parola sempre di un certo effetto.Magari detta al cospetto di fanciulli qualifica solo chi la dice.Ma tant'è,la voglia di essere sempre sul palco val pure uno stronzo.Molti si chiederanno come sia potuto avvenire un tal repentino e disinvolto cambiamento.Dal Duce a Gramsci.In un paio d'anni ha detto tutto ed il contrario di tutto.Non sono sufficienti le motivazioni politiche,ci dev'esser qualcosa di più profondo e personale che tocchi le corde più nascoste dell'essere.

Ma certo,che può esserci di meglio dell'amore!

Infatti il nostro jongleur l'ha ritrovato a cinquant'anni,ed è come rinato.Quando questo succede in età matura,quasi sempre non ci si è più con la testa.Inizia una presunta nuova vita,con una nuova compagna, con nuovi stimoli di megalomania e nel nuovo risveglio ormonale ci si crede onnipotenti,si diventa ambiziosi,si tenta di recuperare il tempo perduto e spesso si va incontro a cocenti delusioni.Nel caso specifico,a nuove elezioni,dove il nostro eroe rampante,non potendo più pontificare senza pagar dazio da una istituzione,si ritroverebbe a diventare un semplice peones parlamentare,un generale con scarse truppe al seguito.Per fortuna sua pare che,per ora,questo triste destino si sia un po' allontanato.

Cherchez la femme! La femme sarebbe la nuova consorte,ex di Gaucci senior,donna già allora ambiziosa,abituata ai riflettori, e che non si accontenta certo di stare nell'ombra.Chissà che avrà sussurrato a Gianfranco tra le lenzuola! Magari : che aspetti a darti da fare,finchè sarai il numero 2 del Cavaliere,non sei nessuno,nemmeno come presidente della camera! Tu devi aspirare a ben altro! Detto e fatto.Continuo stillicidio di rimbrotti al Berlusca e soci,d'amore ed'accordo con Napolitano,come il gatto e la volpe,per turlupinar pinocchio.

La storia di Macbeth e della sua lady è nota,e pure la fine.

giovedì 19 novembre 2009

Democretineria a Nazione Indiana


Sulla rivista online Nazione Indiana si cazzeggia se sia legittimo per uno scrittore pubblicare articoli su Libero.Non è la prima volta che il soviet online si occupa dell'ortodossia ideologica delle lettere.Era già accaduto qualche mese fa con il critico Berardinelli, per un suo articolo sul Foglio e a Marcello Baraghini (Stampa Alternativa)

IL FATTO

Lo scrittore Paolo Nori recensisce su Libero il romanzo di Nicolò Ammaniti Che la festa cominci.Il "fattaccio" è notato da un altro scrittore,Piero Sorrentino,che si meraviglia incredulo che Nori scriva su quel giornale.Risponde lo zelante critico Andrea Cortellessa (Manifesto,Unità...): "Condivido il tuo sgomento (sic!) e spero che Nori possa chiarire". Capito Nori? Devi presentarti davanti al gran sacerdote delle minchiate e discolparti di questo orrendo crimine.In scia si mette pure un tal Teo Lorini,che si dice amareggiato anche perchè Nori aveva pubblicato qualche tempo prima una simile recensione sul Manifesto.Da parte sua Libero non ha chiesto a Nori ,notoriamente di sinistra,nulla che non fosse il suo bellissimo articolo,con buona pace dei bacchettoni del tempio di Nazione Indiana.Di converso Nori ha solo chiesto di potersi liberamente esprimere,richiesta prontamente accolta.Il commissario politico Cortellessa dice che non si può scrivere su Libero,meglio niente che Libero.Si accoda pure un altro membro del politburo,tal Biondillo,noto piagnone, (già protagonista con il succitato caso Berardinelli,dove però ci andava più cauto per ovvii motivi),che molto elegantemente accusa Nori di tradire la causa comunista per soldi.Invece il candido Cortellessa che pubblica su Einaudi (proprietà Papi),pare scriva per la gloria del popolo indiano-sovietico!Il dibattito condominiale continua tuttora al Comitato Centrale di Pravdaonline e si prospetta per Nori l'espulsione dal soviet degli scrittori e il conseguente esilio dalla democretineria politico letteraria della Nazione Indiana.

mercoledì 18 novembre 2009

La fine di Fini


Se il Cav molla tutto, Fini va Ko
di Giampaolo Pansa - dal Riformista .- 16\11\2009 - http://www.ilriformista.it/stories/Prima%20pagina/126873/


Sono stato a Roma per tre giorni e dappertutto mi hanno raccontato la stessa storia. Riguarda Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini. Del Cavaliere si dice che è cotto, che si rende conto di essere assediato da troppi nemici e ha voglia di mollare tutto. Ma soltanto dopo aver tentato un’ultima sortita con le elezioni anticipate. Del presidente della Camera si sostiene che, se il Cav si ritira, lui è perduto. Per un motivo semplice: Gianfranco ha bisogno di Silvio, la sua pietra di paragone negativa. E senza il Berlusca la guerriglia finiana di questi mesi chiude bottega. Perchè non avrebbe senso combattere un leader che non c’è più.Ho provato a riflettere su quel che ho sentito. E ne ho ricavato tre ipotesi. Che adesso andrò a illustrare, sia pure in modo stringato com’è inevitabile nel Bestiario.
Ipotesi numero 1. Il Cav respinge la voglia di andarsene. E cerca un modo per rilanciarsi e per proseguire a fare il premier con vigore rinnovato. Il modo giusto è uno solo: ricorrere a un voto anticipato.
Non gli sarà facile ottenere dal presidente della Repubblica lo scioglimento delle Camere, ma ci riuscirà se avrà il consenso della Lega. Basterà che il governo si dimetta e che risulti impossibile allestirne un altro di centro-destra. È vero che al suo posto potrebbe nascere un governo di tecnici, ma questa sembra un’eventualità pressochè impraticabile.
Una volta fissata la data del voto, per esempio la primavera prossima, nel centro-destra comincerà la terza guerra mondiale per le candidature. Le prime vittime saranno Fini e i finiani. Verranno decimati dal vertice del Pdl, quasi tutto berlusconiano. Certo, Fini sarà ricandidato, ma senza gran parte della sua truppa. E se il centro-destra dovesse vincere, come appare probabile, Gianfranco mollerà la poltrona di presidente della Camera. Allora niente più overdose di interviste, convegni, comparsate in tivù.
Per questo Fini si opporrà strenuamente alle elezioni anticipate. Il perché lo ha chiarito il numero uno dei suoi consiglieri, Alessandro Campi. Sull’ultimo numero di Panorama ha spiegato: «Fini ha ancora bisogno di tempo per completare la sua ‘rivoluzione culturale’ e per consolidare il suo nuovo profilo politico». Proprio quel tempo che Berlusconi cercherà di sottrargli con il blitz di andare subito alle urne.
Ipotesi numero 2. Il Cav si stanca delle vitaccia infame che è costretto a fare. Lasciando a bocca aperta l’intera casta partitica, decide di ritirarsi a vita privata. Mi ha detto un parlamentare che stravede per Silvio: «Come è sceso in politica all’improvviso all’inizio del 1994, se ne andrà all’improvviso all’inizio del 2010. Ha lavorato sedici anni per l’Italia. Forse può bastargli».
Ma se il Cav getta la spugna, che cosa accadrà del suo partito? Ecco un rebus con più soluzioni. Può succedere un disastro. Ma anche no. Gli eredi politici di Silvio faranno blocco, per non perdere tutto pure loro. Con l’appoggio di Berlusconi, troveranno un accordo su un nuovo leader. E resteranno in piedi.Gli unici a cadere saranno sempre Fini e i suoi. Andranno al tappeto, folgorati da un ko inaspettato.
Verranno accusati delle peggiori porcate. E imputati di tradimento. I successori del Cav li indicheranno agli elettori di centro-destra come le quinte colonne dell’opposizione. Non varrà a salvarli il fragile scudo dell’unico giornale amico, il Secolo d’Italia. Il ricorso ad altre testate o alla tivù servirà soltanto a rafforzare i sospetti su di loro. Ve lo immaginate Fini ad Annozero coccolato da Michele Santoro? Uno spettacolo da brividi, un vero suicidio.
Ipotesi numero 3. Tutto va avanti come oggi. Il Cav continua a governare. Cercando di salvarsi da chi lo vuole condannato in uno dei tanti processi. Da chi lo vuole in bancarotta finanziaria. E dalla moglie Veronica che pretende la metà del suo patrimonio.
Questa ipotesi è l’unica che giova a Fini. Il presidente della Camera potrebbe continuare la propria lunga marcia verso la rivoluzione culturale di cui parla Campi. E insistere nella guerriglia di oggi. Allora avremmo la conferma di una verità che non sempre ci è chiara. Il Cav è necessario a Fini. È il suo alter-ego negativo. È il modello perverso dal quale deve distinguersi. È la destra come non dovrebbe essere, tutta il contrario di quella che l’ex-leader di An vuole costruire.
Se fossi al posto di Fini, arruolerei un battaglione di fattucchiere affinchè facciano di tutto per inchiodare Silvio a Palazzo Chigi sino al termine della legislatura. Ma tra quelle signore sceglierei la più brava alla quale affidare un compito speciale: migliorare il mio standing, come dicono gli americani. Ossia la mia immagine, il modo di apparire in pubblico, insomma la mia figura.
Forse il presidente della Camera non se ne rende conto. Ma comincia a stancare la platea che lo segue. Come appare alla televisione, molti esclamano: che noia!, di nuovo lui, adesso farà il grillo parlante contro il Cav che lo ha lanciato in politica.
Anche il suo volto sta invecchiando. Qualche sera fa, a Otto e mezzo della 7 aveva le orecchie più rosse dei capelli della magica Gruber. E come se non bastasse si era messo ai polsini dei gemelli rossi, un po’ cafoncelli.
Infine, un ultimo consiglio a Fini. Non mandi più in giro libretti come l’ultimo destinato ai giovani. Dicono che glie l’abbiano scritto in quattro: Campi, Aldo Di Lello, Fabio Torriero e Angelo Mellone. Ma il risultato è meno che modesto. E incita i malvagi a dire del presidente della Camera: sotto la cravatta niente.
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COMMENTO
"il Duce è il miglior statista del secolo" (detto dall'arrampicatore Fini,non molto tempo fa)
"Le nuove lenzuola gli han dato alla testa"
(detto da un suo compagno di partito)

Certo che Fini ha stancato a forza di apparire come una madonna pellegrina in processione dappertutto a far prediche,a volte anche ridicole,che ripetono la solita lagna che le leggi "si devono fare insieme", che se ha un senso un po' scontanto e melenso sulle vecchie labbra di Napolitano, su quelle di Fini non sanno di nulla.Ha stancato pure la sua palese,ostentata ambizione,cresciuta a dismisura dopo aver cambiato compagna.Si sa,i letti fanno miracoli! Quando ci si ficca in testa un chiodo, non si dorme piu. Fini da brevi calcoli fatti, ha desunto alcune date di prossima scadenza quali il prossimo governo, il colle. Straparla da esclusivista delle regole, come a convincersi per primo, di essere papabile da palazzo Chigi in su. Cosi`preso nella rincorsa da non rendersi conto della scia lasciata ad ogni dichiarazione fatta nella convinzione di non essere notato.Ma chi crede di essere questo altro miracolato dal Papi che predica continuamente ciò che si dovrebbe fare e non fare.Fa il presidente della Camera e crede di essere quello degli Usa o un nuovo Gandhi pacificatore.Fa il lavoro sporco per il colle,che si guarda bene dall'ostacolarlo,anzi pare siano d'accordo.Se poi esaminiamo i suoi discorsi sono un concentrato di retorica,a seconda degli del pubblico e degli interlocutori presenti.Ne ha uno per ogni occasione.Il suo linguaggio riflette interamente la sua natura e lo fa apparire irrimediabilmente noioso e presuntuoso, nel continuo, vano tentativo di suscitare un po’ d’entusiasmo. Povero il nostro ex destra estrema, ex destra, ex destra moderata, ex moderato, ex forza Italia, ex socialdemocratico, ex sindacalista, ex socialista, ex difensore delle nobili tradizioni della patria, ex anti israeliano, insomma ex tutto! Il cavaliere è certamente stanco,ma è uno che difficilmente molla,anche perchè molta parte di popolo sta con lui e una sinistra credibile,per ora,è solo un'ipotesi.Le elezioni sarebbero la strada più giusta per chiarire e mettere a posto tante cose.L'unica difficoltà che osta a tale ipotesi è la situazione economica,che non potrebbe consentire alcuni mesi di vuoto governativo,ma tutto sommato potrebbe non essere così decisiva di fronte al deteriorarsi della situazione.Sono altresì d'accordo che le elezioni sarebbero la "fine di Fini",non più presidente della camera,ruolo che gli concede ampi spazi di manovra senza pagar dazio.E se il cavaliere le rivincesse,sarebbe inattaccabile anche dal partito dei giudici.Sì partito,non più ordine istituzionale,ma trasformato in partito dall'ala politicizzata e trascinante di Magistratura cosidetta democratica.E come tale va trattato,senza alcuna aureola di istituzione, ma ormai come un avversario politico.Purtroppo a scapito di tanti magistrati ligi ai compiti istituzionali,ma che hanno la colpa di non aver contrastato questa deriva di onnipotenza.Con buona pace pure di Napolitano che in questi ultimi tempi non ha certo brillato per determinazione e autorità,anzi tutto il contrario. Non so che accadrà,ma a questo punto occorre una rottura decisiva con l'andazzo deteriore degli ultimi mesi.Deteriore per tutti.
(corrado prestianni)

venerdì 13 novembre 2009

PAUNESCU,UN ALTRO STRONZO ALLA RIBALTA


Al festival veneziano,questo regista del nulla,in un suo film fa dire ad un padre che catechizza la figlia: "La Mussolini,una troia che vuol ammazzare tutti i romeni".


Tutto ok,per una pellicola finanziata dallo Stato italiano,è solo arte.I vari critici,comprese le cariatidi Tornabuoni ed Aspesi,dormono.La Mussolini ricorre al tribunale,i giudici ascoltano le parti, meditano,aspettano,pensano,dormono pure loro.Questa gente si sveglia solo se sentono odor di Papi ,come i cani pavloviani.Intanto la becera diffamazione (che è un reato) continua.Pensate un po' se in un film avessero dato della troia alla Turco! Interpellanze parlamentari,cortei,corte europea,onu e minchiate varie.La storia è questa,altro che paese normale,democrazia e tutto l'armamentario,sempre usato a sproposito.E' solo una Democretineria !
E il grande regista che dice del ricorso al tribunale? "Non me l'aspettavo,mi sembra una presa in giro,una cosa allucinante.Trovo questo ricorso fastidioso,comunque il calore della stampa (sic!)mi fa grande piacere e dà l'idea dell'importanza della situazione." Pure spiritoso.Di allucinante è solo lui e le sue stronzate.Ma i carneadi non aspettano altro,che si parli di loro.Bravo chi trova la filmografia di questo genio!
Pensate un po' se questo coglioncello avesse usato tale espressione per una deputata romena.

L'avrebbero immediatamente messo al gabbio,che lì è un po' più duro delle nostre patrie galere.Ma questo stronzo viene qui a offendere,si sa, l'Italia è ormai la terra di ogni carneade e quaquaraqua,una DEMOCRETINERIA perfetta per queste mezzecartucce.Ormai sono legioni.

Trovano sempre accoglienza.e scusati anche dalle interessate cretinate ammannite alla stampa dai produttori,in questo caso Domenico Procacci,che fa una scala delle contumelie a cui la vittima dovrebbe reagire,se troia o ammazza romeni.E poi aggiunge "Qualsiasi forma di intervento censorio è da considerarsi pericolosa,sopratutto in questo momento dove c'è pochissima tolleranza...".No caro ipocrita produttore,è diffamazione non censura e la tolleranza,che ce n'è a iosa, non c'entra una emerita minchia.

Chissà che direbbe il cosidetto artista Paunescu se dessimo della troia alla sorella e della zoccola alla zia del democratico difensore dell'arte da cortile ,l'intrepido Procacci.E pure del giudice Luciana Sangiovanni, del Tribunale Civile di Roma,che infine ha assolto il film,motivando tale sentenza per il fatto che " andrebbe tutelato, prima che il mio diritto a non essere diffamata, il diritto di critica del regista romeno di manifestare liberamente il proprio pensiero attraverso la realizzazione di un film." (Mussolini) , che dovremmo dire? Quale sarà poi questo grande pensiero filosofico? Dare della zoccola!Chissà se l'inclito giudice,sentendosi dare della troia in un film,avrebbe usato lo stesso metodo di giudizio?Che dire?

Mandare tutta questa frittura mista a farsi fottere!

ALESSIO SPATARO,UNO STRONZO INTERO


Occupiamoci un po' di questo stronzocarneade che cerca in ogni modo di farsi notare con i suoi disegni da terza elementare,sciatti,banali,senza alcuna originalità e inventiva.

Come fa un qualunque quaquaraqua cacografico a farsi passare per un vignettista satirico?

Per prima cosa deve farsi passare per comunista rifondarolo o similia,dichiarare a più riprese che il Papi è un porco o giù di lì,poi fare un blog e prendere di mira la persona sbagliata,scaricandogli addosso tonnellate di merda gratuita.Miracoli della democretineria italiana!

Solleva un po'polvere che finalmente aspettava e poi si schermisce,come da copione degli stronzipocriti di questa razza.Infatti,intervistato dichiara,riferendosi ai vari politici di tutte le parti che gli han dato dello stronzetto “Si occupano di me? Come se li pagassimo per questo, come se il loro stipendio giustificasse questa perdite di tempo“.

Bravo lo stronzipocrita coprofilo! Il suo squallore aspettava da anni di essere notato,ma nulla.Ha solo aumentato la dose! Un altro deficiente chiagnefotte sinistrato miracolato dalla sua vittima!
D'altronde,basta guardarlo in faccia e si capisce subito che è il solito sfigato in cerca di gloria a buon mercato,che mai avrebbe ottenuto in altro modo.

Qui sotto,l'articolo di Gramellini,apparso sulla Stampa:
Non conosco il disegnatore Alessio Spataro, autore del libro di fumetti «La ministronza» che narra le avventure del ministro Giorgia Meloni (ribattezzata Mecojoni) nelle fogne di Roma, fra topi, scarafaggi e acrobazie erotiche con sconosciuti. Ma immagino che come artista di sinistra sarà giustamente sensibile ai diritti degli esquimesi e sosterrà le campagne ambientaliste per la difesa dell’upupa. Soprattutto si batterà contro lo sfruttamento delle donne e la volgarità con cui il «sistema» turbo-consumista, incarnato in Italia da Berlusconi, le utilizza per vendere prodotti e dare sfogo a istinti primordiali non mediati da educazione e cultura.
Eppure la sensibilità di Spataro si arresta di fronte a forme di vita diverse da sé. Il suo bersaglio è una giovane politica incensurata, sgobbona e talmente al di sopra di ogni sospetto che nemmeno la sua nomina a ministro fu accompagnata dalle battute maliziose che si riservano di solito alle donne in carriera. Viene dal popolo, ma per uno di sinistra non dovrebbe essere un difetto: almeno non lo era fino a qualche tempo fa. Agli occhi di un ultrà dell’ideologia, Giorgia Meloni però ha una tara irredimibile: è di destra e questa appartenenza la fa decadere dai suoi diritti di donna e di essere umano. Il rispetto che meritano le upupa non vale per lei. La si getti dunque nelle fogne, la si trasformi in una ninfomane che non si lava e parla in romanesco triviale coi sorci. Naturalmente trincerandosi dietro il diritto di satira, parolina magica che serve a coprire la mancanza di talento e prima ancora, come sempre, di autoironia.

Troppo elegante,Gramellini, per questo piccolo topo che nuota in mezzo alla merda della sua fogna personale da anni.Un amico al bar di via Barberini,ha fatto il commento più giusto "Mecojoni ,'sto Spataro,che fijo d'uno stronzo !"

mercoledì 11 novembre 2009

GIUSTIZIA KAPUTT


In Italia ci sono due anomalie :una è Berlusconi(con tutti i suoi problemi),l'altra è la magistratura.

Della prima sono ampiamente noti e dibattuti gli aspetti,mentre dell'altra si può fare alcune considerazioni.

La magistratura è un ORDINE e non un POTERE,come recita l'articolo 104 della Costituzione.

Da tangentopoli in poi,questo ordine sta sempre più assumendo l'aspetto di un potere che condiziona e spesso orienta le scelte politiche.Perchè è diventato un potere?Al tempo di tangentopoli,la politica era ormai allo sbando,debole e confusa e l'ordine giudiziario l'ha surrogata e ha continuato a farlo anche dopo, senza che nessuno si opponesse al travalicare dei suoi compiti istituzionali.Il fatto è che la classe politica,compreso il Pd,era ricattabile.Il Pd o Pds o Pci ,che fu l'unico poco comprensibilmente risparmiato dall'ecatombe delle forze politiche,ringraziò ma a caro prezzo.Quello di essere succube della magistratura.

Non si capisce infatti perchè questa forza politica si accodi supinamente ad ogni diktat,anche ingiustificato, di quest'ordine e non si renda conto del pesante condizionamento che la magistratura opera sulla politica italiana,facendo politica essa stessa.A meno che,cosa più che probabile,non sia RICATTABILE.La magistratura non ha più bisogno del Pd,è il Pd che ne ha bisogno.Un po' come la mafia con lo stato ;prima ne aveva bisogno,ora è lo stato che ha bisogno della mafia.Fatte le debite distinzioni,il meccanismo è lo stesso.

Non è possibile che la magistratura possa interferire,stroncare con un semplice avviso di garanzia un qualsiasi politico e sempre in determinati momenti chiave.E' stata definita giustizia ad orologeria.Se poi dovesse essere innocente,(come in molti casi)chi paga questa distruzione? I magistrati mai.C'è stato un referendum votato dal popolo per la responsabilità dei giudici.Che fine ha fatto? Desparecido,chissà perchè!C'è qualcosa che non va,che non convince,si dà adito al sospetto e così può anche accadere che un premier non si dimetta fosse pur dichiarato colpevole.E' il gatto che si morde la coda.Nessuno è più credibile agli occhi dell'altro.

Il delirio di onnipotenza e protagonismo evidente di quest'ordine,diviso in correnti politiche (un'aberrazione!),ha superato ogni limite,e paradossalmente non resta che sperare,vista l'inanità della classe politica, che un premier,pur per interessi personali,riesca a mettere un freno a questa anomalia.Ex malo bonum,come si dice.E sempre paradossalmente,proprio Berlusconi,come uomo di paglia, sembra essere funzionale a questo disegno egemonico sulla politica.

La desolante constatazione è come la politica sia succube di una casta che è ormai un partito con enorme potere e privilegi che travalicano i dettami costituzionali che finge di difendere, ma che essa stessa è la prima ad invalidare.La legge non è uguale per tutti,specie per lor signori,che mai pagano gli errori.Una casta i cui meccanismi di funzionamento interno sono una cosa da terzo mondo e i cui organi istituzionali sono viziati dalla più squallida prassi politica da manuale Cencelli.

L'equilibrio delle tre funzioni, legislativa,esecutiva e giudiziaria previsto dalla costituzione,non esiste più e una riforma costituzionale è ormai irrimandabile.Una classe politica degna di tal nome non può più esimersi irresponsabilmente dall'affrontarla,per l'interesse di tutti e anche di se stessa.

Faccio di tutta l'erba un fascio? Ovviamente,anche se non è giusto per i magistrati martiri e per i tanti altri irreprensibili servitori dello stato,ma questa è comunque l'immagine generale e la percezione che oggi l'ordine ha presso gran parte del paese.Non è più credibile,e la responsabilità,al di là dei delle esternazioni del Papi ,è solo sua.

(corrado prestianni - dal quotidiano "Gli altri"- 11\11\2009)

martedì 10 novembre 2009

DEMOCRETINERIA LINGUISTICA


Il politically correct! Una gioiosa minchiata per stomaci deboli e menti giulive.Si sono accaniti anche sulla lingua,sul vocabolario e i presunti termini sconvenienti.Chissà quale sconvenianza chiamar le cose col proprio nome,in uso da sempre.Un palliativo ipocrita di una grandiosa superficialità.Come se bastasse cambiar nome alle cose e alle persone per renderle felici o tollerare meglio l'infelicità.Si dirà : ma il bon ton,la buona creanza e tutto l'armamentario annesso.Un escamotage per metter la coscienza al riparo,per sentirsi sollevati dall'ingiustizia di questo mondo,non responsabili,contenti di credere di aver fatto la propria parte col semplice sforzo di rinominare.
Perchè dovrebbe offendersi o rammaricarsi se chiamiamo nero una persona dalla pelle nera?Oppure bianco,uno dalla pelle bianca?Quale differenza screanzata con uomo di colore! E i bianchi,come dovremmo chiamarli : incolori,uomini senza colore? Che spasso,in una corsia d'ospedale chiamare un infermiere :"Scusi,senta paramedico?".Magari non risponderà nemmeno.Si può provare con : "Scusi,operatore sanitario?".Idem con patate.
Lo spazzino sarà più sollevato se lo chiameremo operatore ecologico e lavorerà felice come un monaco benedettino?E un cieco alias non vedente ,il sordo non udente e lo zoppo non ben camminante,il gobbo portatore di protuberanza,si sentiranno in qualche modo risarciti dalla vita? Qualcuno dirà di sì,con ipocrita sicumera.A queste persone sfortunate invece non importerà il classico fico secco,come mai gli è importato,perchè le offese,le umiliazioni non stanno nella normalità dei nomi,ma nei comportamenti scellerati degli altri.Alcuni nomi,è vero, sono offensivi o non proprio delicati già per se stessi (tipo mongolino...),ma non è certo il caso degli esempi fatti.Alcuni renames,per fortuna,diventano simili a battute.Bidello? Si dice personale non docente.Richiamiamo : "Scusi,personale non docente?".Chissà che maleducazione è insita nel termine bidello!I nostri cari Toro Seduto,Geronimo,Nuvola Rossa? Non più pellerossa,nemmeno indiani,ma nativi americani.Una prostituta o un trans,come dovremmo chiamarli? Operatori di piacere,operatori socialsex a pagamento? Un idraulico, che spoma anche i cessi? Esperto in tubi e liquami?Infine,potremmo pure,per par condicio, rinominare il politically correct in cretineria politica,o se preferite,in semplice cretineria senza attributi.

lunedì 9 novembre 2009

DEMOCRETINERIA


1 - Cominciamo con la sentenza del cortile europeo di togliere il crocifisso dalle aule,un ulteriore saggio della demenza dei calcolatori della circonferenza e del colore dei piselli.Noi non siamo credenti,ma è inutile ricordare e dilungarci su storia,cultura,tradizioni....di cui è portatrice la croce,anche per chi non è religioso, e sull'inutilità di questa europa di nessun popolo,di burocrati prezzolati dalle multinazionali e fannulloni spendaccioni miracolati.

2- dopo gli exploits demenziali di alcuni noti pseudopreti genovesi,ecco che a Cordignano (tv),un beota di insegnante vieta la messa agli alunni per non offendere i fanciulli di religione diversa.Si potrebbero fare tante sensate obiezioni,ma non ne val la pena con questa gente.Il protagonismo o il cervello bacato ,non bastano a giustificare questi scellerati atteggiamenti.Qui si tratta solo di stupidità allo stato puro,nessun neurone all'opera.

3 - Le scelleratezze della giustizia non si contano più.Indulgenze incomprensibili per delinquenti,scadenza dei termini all'ordine del giorno,sentenze cervellotiche,protagonismo politico......L'ultima a Trieste.Sconto di pena ad un omicida perchè è "geneticamente vulnerabile" ! .Chissà quale articolo del codice è stato applicato.Qui di vulnerabile sembra esserci solo il cervello dei giudici.A Pescara,un imputato di diverse aggressioni,invece di stare in galera,era agli arresti domiciliari.Non pericoloso.Infatti se n'è andato ad uccidere la sua ex.Quando faremo fuori qualcuno di questi inetti magistrati?

4 - Siamo tentati di illustrare l'ultima scemenza del sermone domenicale di frate Scalfari sui bei tempi andati,ma ormai son talmente tante che non fan più notizia.Il vecchio voltagabbana e portasfiga si è inacidito,forse in previsione di lasciarci presto,data l'età.

- 5 - All'Università di Pisa,pare ci sia un corso di laurea sulla pace.Gli scienziati della pace.L'ultima minchiata sugli innumerevoli corsi ridicoli tipo :scienze del fiore e del verde,schedatura verde urbano,scienze della cura e igiene del cane e del gatto,turismo alpino,'Scienze della mediazione linguistica per traduttori dialoghisti cinetelevisivi,Ingegneria del Cinema.....L'università italiana è la peggiore del mondo e notoriamente una fabbrica di cretini senz'arte nè parte,e pure semi-analfabeti (vedi Di Pietro).


6 - Francesco Specchia (pare direttore della collana Media Mursia"),Laurea in legge, specializzazione in comunicazioni di massa e in antropologia criminale; dopo schizofreniche esperienze nell'insegnamento universitario s'è aggrappato al giornalismo e ci viene a dire : "Céline (è come Proust: chi è riuscito a finire il Voyage au bout de la nuit ?).Eh già,a proposito di fabbrica dei cretini,che Proust o Celine! Meglio Piperno,De Cataldo,Scurati....? Uno che non è riuscito a finire "Viaggio al termine della notte" è la lampante dimostrazione ,oltre a non capire un emerito cazzo in letteratura,che certe lauree non servono a niente,se non a creare carneadi che si credono geni.

7 -Sito internet www.scrittoriprecari.wordpress.com , gia questo precariato fa ridere anche chi ha il mal di testa,ma la discussione che si sviluppa sul sito anche i moribondi ridono.Infatti il tema è :lasciare o non lasciare li stivale italico?Perchè?Ma come,l'Italia fa schifo,tutti ignoranti,il potere uccide la cultura,......(insomma le solite cazzate).Imperversano le mezzecartucce e i carneadi smaniosi di successo che fanno pure paragoni con l'esilio di Dante (anche megalomani!).Sono i pallidi imitatori dei più noti laureati in piagnisteo chiagnefotte,Umberto Eco,tabucchi,l'enologo di Santoro Vauro,Veltroni.Insomma,gli armiamociepartite.Minacciano di andarsene,ma son sempre quì.Si sa,la grana non puzza,e ben difficilmente altrove ne prenderebbero tanta.Un certo cantante Bianconi,Claudia Boscolo vogliono andarsene? Citando Lucio Battisti,ci siamo informati,"c'è un treno alle 7,40" e aggiungiamo pure,chi se ne frega!
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Certo che al cospetto di tutta questa fuffa, che vien voglia di invocare Giulio Cesare a ripassare il Rubicone