
«Trame più oscure della Magliana»
di Luca Mastrantonio - venerdì, 27 novembre 2009 - il Riformista
“Malagente”, primo romanzo del giudice Otello Lupacchini, offre a un altro scrittore-pm, Giancarlo De Cataldo, lo spunto per riflettere sullo Stato deviato al tempo d'oggi: «Le ultime vicende di cronaca - dice - surclassano persino le gesta della banda». Il doppio Stato non è una teoria, ma una pratica costante nella storia italiana. Patti con la mafia, servizi deviati. Lo racconta, da romanziere, il magistrato Otello Lupacchini, lo sottoscrive, da collega (doppio), Giancarlo De Cataldo, alla presentazione di Malagente (ed. Cairo), mercoledì scorso qui al Riformista, nella sala dedicata a Massimo D'Antona (caso di cui si è occupato Lupacchini).
Atteso ma significativamente assente, giustificato, Beppe Pisanu.
Atteso ma significativamente assente, giustificato, Beppe Pisanu.
Il presidente della commissione antimafia era impegnato in Parlamento sul fronte Cosentino, il sottosegretario accusato di associazione camorristica che Pd e Idv vorrebbero venisse processato. In Senato, la mozione dell'opposizione - poi sconfitta - era stata presentata da Gianrico Carofiglio, magistrato e scrittore, autore di legal thriller.
Così si «guadagna lo stipendio», hanno commentato Lupacchini e De Cataldo: «Poi dicono che i magistrati non hanno voglia di lavorare…». E non chiamateli «toghe rosse», ha chiesto De Cataldo: «Lupacchini non è assolutamente una toga rossa, su di noi grava il pregiudizio che siamo cattivi e antiberlusconiani». Sul processo breve, Lupacchini è ironicamente provocatorio: «Se non ci fa arrivare alla sentenza... allora aboliamo il diritto penale"....................................
.....Nel romanzo di Lupacchini, continua De Cataldo, c’è anche un «leale servitore dello stato, come ce ne sono sempre stati, nella realtà. Sono gli onesti carpentieri della giustizia, che a volte abbiamo anche accusato di protagonismo. Non posso mai dimenticare la polemica di Sciascia sui professionisti dell’antimafia, che colpì persino Falcone e Borsellino!». Sui cortocircuiti giustizia-media, De Cataldo ribatte: «Non parliamo di modelli nordici, in Svezia non hanno avuto i corleonesi... con i loro sistemi non avremmo mai saputo del golpe borghese, delle false piste anarche... Il fatto criminale si è intrecciato con la storia. E poi i processi non si fanno a porte chiuse... ma a Porta a Porta e allora ci devo essere anche io. Non è malattia di protagonismo. L'informazione, con le sue pressioni, ha una funzione di marcamento a uomo sulla giustizia». ------------------------------------------------------------------------------------------
Bravo de Cataldo e tutta la banda di magistrati scrittori.Wu Ming della giustizia!Magari se invece di scrivere trovassero il tempo per fare i processi più celermente,visto che lavorano 4 ore al giorno!Son tutti corrotti ,meno la categoria di lor signori "onesti carpentieri della giustizia".Ma il famoso giudice corrotto Mele,non era uno dei vostri? E non è stata la sola mela marcia .E tutte le puttanate combinate in vari modi da magistrati che non pagano mai (gente innocente in galera per mesi o anni),sono frutto di onesti carpentieri? Ora in Italia,gli stati sono tre.Oltre ai due citati c'è pure la magistratura,stato nello stato,con il potere di condizionare tutta la vita politica,con un semplice avviso di garanzia eccellente o una gestione allegra di pentiti.Purtroppo per lei Sciascia aveva ragione,aveva anticipato quanto accaduto.E per favore,smettete di citare sempre Falcone e Borsellino,che tanti magistrati hanno criticato e osteggiato ,e di riparvici dietro per giustificare le tante storture dell'Ordine.Lei ha la memoria corta.Che la magistratura sia imparziale,non ci crede più nemmeno un bambino,talmente tanti episido lo dimostrano.Invece di scriver libri,sempre la stessa trama, una autobeatificazione dei magistrati,è meglio che stiate ben attenti a non prender cantonate nei processi,a liberare allegramente assassini vari e a far scadere i termini "E poi i processi non si fanno a porte chiuse...a porta a porta ci devo essere anch'io",dice De Cataldo,come se molti di lor signori se ne fossero sempre stati nelle polvere dei tribunali,invece che sotto i riflettori delle tvs a far processi (lultimo Ingroia ad Annozero). No caro De Cataldo,lei e i suoi amici dovete stare in tribunale! Dalle sue parole ,sembrerebbe che fossero tutti martiri! Autorevole magistrato,lei sembra arrivato fresco fresco ora da Marte.Tutti gli stati han fatto patti con organizzazioni criminali,terroristiche...per svariati fini.Che poi l'Italia abbia una sua storia particolare,specifica è pure vero,ma la battaglia col crimine non l'ha ancora vinta nessuno,tutti gli stati ne sono infestati,in modo tale da condizionar anche la politica.E i poliziotti e servizi deviati non sono una sua novità romanzesca,basta tornare agli anni 70 ,con o senza trans.Sembra che tutte queste cose succedano solo da noi,quando ne è pieno il mondo.
.....Nel romanzo di Lupacchini, continua De Cataldo, c’è anche un «leale servitore dello stato, come ce ne sono sempre stati, nella realtà. Sono gli onesti carpentieri della giustizia, che a volte abbiamo anche accusato di protagonismo. Non posso mai dimenticare la polemica di Sciascia sui professionisti dell’antimafia, che colpì persino Falcone e Borsellino!». Sui cortocircuiti giustizia-media, De Cataldo ribatte: «Non parliamo di modelli nordici, in Svezia non hanno avuto i corleonesi... con i loro sistemi non avremmo mai saputo del golpe borghese, delle false piste anarche... Il fatto criminale si è intrecciato con la storia. E poi i processi non si fanno a porte chiuse... ma a Porta a Porta e allora ci devo essere anche io. Non è malattia di protagonismo. L'informazione, con le sue pressioni, ha una funzione di marcamento a uomo sulla giustizia». ------------------------------------------------------------------------------------------
Bravo de Cataldo e tutta la banda di magistrati scrittori.Wu Ming della giustizia!Magari se invece di scrivere trovassero il tempo per fare i processi più celermente,visto che lavorano 4 ore al giorno!Son tutti corrotti ,meno la categoria di lor signori "onesti carpentieri della giustizia".Ma il famoso giudice corrotto Mele,non era uno dei vostri? E non è stata la sola mela marcia .E tutte le puttanate combinate in vari modi da magistrati che non pagano mai (gente innocente in galera per mesi o anni),sono frutto di onesti carpentieri? Ora in Italia,gli stati sono tre.Oltre ai due citati c'è pure la magistratura,stato nello stato,con il potere di condizionare tutta la vita politica,con un semplice avviso di garanzia eccellente o una gestione allegra di pentiti.Purtroppo per lei Sciascia aveva ragione,aveva anticipato quanto accaduto.E per favore,smettete di citare sempre Falcone e Borsellino,che tanti magistrati hanno criticato e osteggiato ,e di riparvici dietro per giustificare le tante storture dell'Ordine.Lei ha la memoria corta.Che la magistratura sia imparziale,non ci crede più nemmeno un bambino,talmente tanti episido lo dimostrano.Invece di scriver libri,sempre la stessa trama, una autobeatificazione dei magistrati,è meglio che stiate ben attenti a non prender cantonate nei processi,a liberare allegramente assassini vari e a far scadere i termini "E poi i processi non si fanno a porte chiuse...a porta a porta ci devo essere anch'io",dice De Cataldo,come se molti di lor signori se ne fossero sempre stati nelle polvere dei tribunali,invece che sotto i riflettori delle tvs a far processi (lultimo Ingroia ad Annozero). No caro De Cataldo,lei e i suoi amici dovete stare in tribunale! Dalle sue parole ,sembrerebbe che fossero tutti martiri! Autorevole magistrato,lei sembra arrivato fresco fresco ora da Marte.Tutti gli stati han fatto patti con organizzazioni criminali,terroristiche...per svariati fini.Che poi l'Italia abbia una sua storia particolare,specifica è pure vero,ma la battaglia col crimine non l'ha ancora vinta nessuno,tutti gli stati ne sono infestati,in modo tale da condizionar anche la politica.E i poliziotti e servizi deviati non sono una sua novità romanzesca,basta tornare agli anni 70 ,con o senza trans.Sembra che tutte queste cose succedano solo da noi,quando ne è pieno il mondo.
Tutto sommato l'intervista è una specie di sagra dell'ipocrisia!
Questa storia dei pentiti e del loro uso è da prendere con le molle.Già in passato si è visto come è facile manovrare un pentito a fini politici.Per compiacere i giudici o per salvarsi,può dire qualsiasi cosa,anche se poi nei processi verrà smentito,anni dopo.Intanto la carriera di un politico è finita.Addirittura ci son stati personaggi invitati dalla stessa mafia a pentirsi per i suoi fini oscuri.Tornando ad oggi,tutti i giorni vengono arrestati camorristi e mafioso ed è certo che l'azione di questo governo non piace alla mafia e alla camorra.Non è da escludere che possano tentare quindi di intorbidare le acque politiche attraverso pentiti. Quanto alla Bocassini,se veramente e paradossalmente potrebbe salvare il Papi,è auspicabile che non si comporti come quel giudice (Tognazzi) di "In nome del popolo italiano" che fece condannare un innocente (Gassman),pur potendolo scagionare,,perchè cialtrone e tipico rappresentante di una società che non gli piaceva.
Questa storia dei pentiti e del loro uso è da prendere con le molle.Già in passato si è visto come è facile manovrare un pentito a fini politici.Per compiacere i giudici o per salvarsi,può dire qualsiasi cosa,anche se poi nei processi verrà smentito,anni dopo.Intanto la carriera di un politico è finita.Addirittura ci son stati personaggi invitati dalla stessa mafia a pentirsi per i suoi fini oscuri.Tornando ad oggi,tutti i giorni vengono arrestati camorristi e mafioso ed è certo che l'azione di questo governo non piace alla mafia e alla camorra.Non è da escludere che possano tentare quindi di intorbidare le acque politiche attraverso pentiti. Quanto alla Bocassini,se veramente e paradossalmente potrebbe salvare il Papi,è auspicabile che non si comporti come quel giudice (Tognazzi) di "In nome del popolo italiano" che fece condannare un innocente (Gassman),pur potendolo scagionare,,perchè cialtrone e tipico rappresentante di una società che non gli piaceva.
(corrado prestianni)

Mamma mia in che mani è la giustizia,e questo è solo un esempio all'acqua di rose.Poveri noi!
RispondiEliminaMi sa che molti di questi giudici sono come Tognazzi e forse pure meno onesti di lui.
RispondiEliminaMi sa che molti di questi giudici sono come Tognazzi,forse peggio.
RispondiEliminaGia nell'altro post su questo De Cataldo dalle sue parole emanava una sottile ipocrisia di chi fa finta di essere un estraneo a questo gioco contro il premier,mentre c'è dentro fino al collo.Cosa confermata da questa intervista.Si metta a scrivere e faccia i suoi pistolotti amolti dei suoi colleghi,vergogna della Repubblica.
RispondiEliminaFanno di tutto,insegnano a Milano venendo da Roma,scrivono libri,vanno in televisione e poi la vorano 4 ore al giorno.Ci pensan loro ad abbreviar processi!
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