
Riportiamo stralci salienti del piagnisteo di questo boiardo di Stato,uno dei soliti partenti che si guardan bene dal partire e uno che ha ben contribuito a quanto ipocritamente lamenta.Insomma l'armiamoci e partite,tanto caro ai sinistrati italioti.
La nostra solidarietà al figlio,incautamente messo alla berlina dei commenti a questa farsesca lettera.
Lettera del dg Università Luiss:"Figlio mio, lascia questo Paese"
Pier Luigi Celli su Pravdarepubblik,30\11\2009
(completo) - http://forum.politicainrete.net/politica-nazionale/35583-figlio-mio-lascia-questo-paese-di-pier-luigi-celli.html
"Figlio mio, stai per finire la tua Università; sei stato bravo. Non ho rimproveri da farti. Finisci in tempo e bene: molto più di quello che tua madre e io ci aspettassimo. È per questo che ti parlo con amarezza, pensando a quello che ora ti aspetta. Questo Paese, il tuo Paese, non è più un posto in cui sia possibile stare con orgoglio". Inizia così una lettera aperta che il direttore generale dell'Università Luiss di Roma ed ex d.g. della Rai, Pier Luigi Celli, rivolge al figlio che si appresta a terminare gli studi universitari. In una lunga missiva pubblicata da Repubblica, Celli fotografa una società italiana sempre più "divisa, rissosa fortemente individualista, pronta a svendere i minimi valori di solidarietà e di onestà, in cambio di un riconoscimento degli interessi personali, di prebende discutibili; di carriere feroci fatte su meriti inesistenti". E ancora: "questo è un Paese in cui, se ti va bene, comincerai guadagnando un decimo di un portaborse qualunque; un centesimo di una velina o di un tronista; forse poco più di un millesimo di un grande manager che ha all'attivo disavventure e fallimenti che non pagherà mai". Ma è "anche un Paese in cui, per viaggiare, devi augurarti che l'Alitalia non si metta in testa di fare l'azienda seria chiedendo ai suoi dipendenti il rispetto dell'orario, perché allora ti potrebbe capitare di vederti annullare ogni volo per giorni interi, passando il tuo tempo in attesa di una informazione (o di una scusa) che non arriverà. E d'altra parte, come potrebbe essere diversamente, se questo è l'unico Paese in cui una compagnia aerea di Stato, tecnicamente fallita per non aver saputo stare sul mercato, è stata privatizzata regalandole il Monopolio, e così costringendo i suoi vertici alla paralisi di fronte a dipendenti che non crederanno mai più di essere a rischio". Sempre rivolgendosi al figlio lo avverte: "incapperai nei destini gloriosi di chi, avendo fatto magari il taxista, si vede premiato - per ragioni intuibili - con un Consiglio di Amministrazione, o non sapendo nulla di elettricità, gas ed energie varie, accede imperterrito al vertice di una Multiutility". Del resto "questo è un Paese - insiste Celli - in cui nessuno sembra destinato a pagare per gli errori fatti; figurarsi se si vorrà tirare indietro pensando che non gli tocchi un posto superiore, una volta officiato, per raccomandazione, a qualsiasi incarico". Ecco perchè il d.g. della Luiss invita il figlio a lasciare l'Italia: "dammi retta, questo è un Paese che non ti merita. Avremmo voluto che fosse diverso e abbiamo fallito. Anche noi. Tu hai diritto di vivere diversamente, senza chiederti, ad esempio, se quello che dici o scrivi può disturbare qualcuno di questi mediocri che contano, col rischio di essere messo nel mirino, magari subdolamente, e trovarti emarginato senza capire perché".
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COMMENTO
La prima cosa che ci viene in mente è che ci può mai interessare di Celli e della carriera di suo figlio.Il boiardo privilegiato pensa di essere un novello Rudyard Kipling o un Nazir Hickmet condannato a morte,invece del grigio burocrate che è sempre stato. Speriamo che al figlio non venga in mente di scrivere in risposta una Lettera al Padre,modello Kafka.
Ma noi conosciamo i nostri polli,e molto più probabilmente non ci sono intenti letterari o pedagogici ,ma molto più semplicemente non è altro che una ruffiana lettera di eventuale e futuro accreditamento.Coi tempi che corrono e la Luiss vicina allo sfratto,non si sa mai.Render pubblico questo piagnisteo non ha altre ragioni,a meno che anche a questo inclito bonhomme non sia venuta la fregola del predicatore,viste le frequentazioni.
Vediamo allora chi è questo ultimo arrivato sulla barca ormai stracolma degli ipocriti moralisti da cortile.
Pier Luigi Celli ha ricoperto tra gli altri gli incarichi di Direttore Risorse Umane dell'ENI dal 1985 al 1993 , Direttore generale RAI dal 1998 al 2001, presidente di Ipse dal 2001 al 2002, responsabile della Direzione Corporate Identity della Unicredit e direttore Personale e Organizzazione in Enel. Attualmente è direttore generale dell'università Luiss Guido Carli di Roma. È inoltre membro dei consigli di amministrazione di Lottomatica, Hera SpA e Messaggerie Libri. E' stato fra i manager partecipi dello start-up di Omnitel e Wind, responsabile della Direzione Corporate Identity della Unicredit dal 2002 al 2005 e direttore Personale e Organizzazione in Enel dal 1996 al 1998. E forse abbian scordato qualcosa.
E' altresì bene ricordare che il nostro è stato direttore della Rai ulivista,sotto la presidenza Zaccaria e scelto perchè gradito a D'Alema.Tutti sanno come si fa carriera alla Rai.
Un dirigente importante in una intervista ha affermato della sua direzione : "Chi è stato il miglior direttore generale della Rai?Biagio Agnes. L’unico che ha investito sui contenuti e sulle teste. O la Rai è un’azienda di persone o non è.
E il peggiore?Pier Luigi Celli. Il più incredibile dei supermanager per caso. S’è concentrato sulle tecnologie anziché sul prodotto. Peccato che l’abbia capito solo dopo essersene andato.
Il problema è che oggi i creativi sono pochi, si contano su una mano. I 'grandi manager per caso', alla Pier Luigi Celli, li hanno sistematicamente emarginati. Lui stesso lo ha ammesso in un'intervista. È pazzesco, hanno cancellato il core business dell'azienda. La politica ha grandi responsabilità".Cioè a dire : pure Celli,"menager per caso",è stato dentro fino al collo a questi maneggi e danni.Alla faccia della tanto invocata meritocrazia e professionalità di cui questo incredibile tartufo piange ora la mancanza.
Il problema è che oggi i creativi sono pochi, si contano su una mano. I 'grandi manager per caso', alla Pier Luigi Celli, li hanno sistematicamente emarginati. Lui stesso lo ha ammesso in un'intervista. È pazzesco, hanno cancellato il core business dell'azienda. La politica ha grandi responsabilità".Cioè a dire : pure Celli,"menager per caso",è stato dentro fino al collo a questi maneggi e danni.Alla faccia della tanto invocata meritocrazia e professionalità di cui questo incredibile tartufo piange ora la mancanza.
Ora,vi pare che uno con queste credenziali,ingrassatosi per anni in tutti i meandri del potere (di cui solo ora va scoprendo i lati oscuri), possa venir qui a romperci i coglioni con questa esilarante e patetica lettera?
Chissà se anche il figlio del mio portinaio,operaio settore alimentare, ha ricevuto una tal missiva?E se sì,in che paese dovrebbe esiliarsi? Per Celli,laureato a Trento in sociologia,è facile :Cuba o Corea del Nord,dove probabilmente troverebbe tutto quello che qui da noi manca.Per il figlio non sappiamo.
Chissà se anche il figlio del mio portinaio,operaio settore alimentare, ha ricevuto una tal missiva?E se sì,in che paese dovrebbe esiliarsi? Per Celli,laureato a Trento in sociologia,è facile :Cuba o Corea del Nord,dove probabilmente troverebbe tutto quello che qui da noi manca.Per il figlio non sappiamo.
Qualche peones,quelli che Celli non conosce; ha pure detto : "Mi suona un po' di presa per il culo: la LUISS é probabilmente l'universitá italiana che sforna piú "figli di", "amici di", "parenti di" in assoluto." Vero,e chissà quali difficoltà avra il buon figliolo del boiardo,con il quale solidarizziamo per esser stato così maldestramente ed ipocritamente chiamato in causa dal padre.Lo chieda al figlio del portinaio.
Altri ancora,che lottano con coraggio e amano magari anche un po' il paese ,molto meno prosaicamente han chiesto che il padre se ne vada col figlio a quel paese,la cui collocazione geografica lasciamo a voi intuire.Speranza vana,mica son scemi.Umberto Eco insegna.
Naturalmente questo capolavoro di tartuferia chiagne e fotte,tanto piaciuto alle mezzecalzette buoniste e ai teleutenti delle novelas, è stato pubblicato sul foglio principe di tale disciplina :Pravdarepublik,noto luogo di galantuomini evasori e bancarottieri.

Poverino,il figliolino! Come farà a sopravvivere con un padre così povero!
RispondiEliminaMa andate tutti e due a fare in culo!
Ma basta con questi fregnoni!
RispondiEliminaPadre allucinato e figlio sputtanato
RispondiEliminaHa ragione Caterina,andate in mona!
RispondiEliminaSe lui e suo figlio voglion venire a lavorar con me,c'è posto.Barbunatt!
RispondiEliminaMio padre è un taxista,son trent'anni che va su e giù per la città e forse della vita sa qualcosa più di lei,ma non ha mai scritto a nessun giornale per piangere sul futuro di suo figlio,saltuariamente occupato,e tantomeno mi ha mai detto di andarmene dall'Italia.Pezzente!
RispondiEliminaCaro Santo,la tua risposta semplice,chiara e orgogliosa ci è talmente piaciuta,(comprendiamo anche la rabbia e il disgusto dell'ultima parola),che abiam deciso di farne un post,come potrai vedere.Saluti e non mollare.
RispondiEliminail team del blog
Ma su signori, un pò di compassione! per la misericordia! come non commuoversi, strapparsi i capelli, flagellarsi... a una sì tale sventura e sì nobile confessione? Suvvia signori, Siate caritatevoli, eh!
RispondiEliminaCome rimanere indifferenti a simili virtuosismi prodigiosamente singhiozzanti lancinanti e reclamanti dalle "profondità di cuore" d'un illustre infelice papà preoccupato dell'avvenire del figliol prodigo (aspirante Messia)?
Suvvia, un pò d'umanità, signori.
Come non veder chiaro (gli ambiziosi disegni) e ammirare la tenebrosa natura di tale preoccupazione la cui immaginazione supera qualsiasi slancio di nobiltà, di morale e di giustizia?
Carità signori, siate Caritatevoli...
ps. a breve verrà aperto un conto bancario (offshore, naturalmente) per le offerte... sarete avvisati
Giriamo la tua proposta ai nostri lettori e ai Wu Ming.
RispondiEliminaBanca: Les victimes du travail - rua de los ninos desocupados 12 - ANDORRA
conto piagnisteo n.87654098765432
oppure
Pierluigi Celli c/o Pravdarepublik - largo fochetti - roma
Penseranno loro a trasmettirli in Svizzera,dove hanno forti aderenze.
johnny doe e signor x,siete forti!quasi quasi mi convincete a dare l'obolo.Ah ah ah.....
RispondiEliminagrazie ragazzi.
RispondiEliminaSono i rantoli rancorosi dei sessantottini frastrati e vigliacchi. Il Celli ha già una figlia in convento ,come monaca. Con questa sparata credo che il figlio si rifugerà anche lui in qualche monastero per scappare dalla vergogna di avere un padre così falso e ipocrita.
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