
La Cage auxFolles
Chi è il proprietario della Monester? Al 70% Esterino Montino, neo governatore provvisorio della Regione Lazio. E al 30% la sua compagna, Monica Cirinnà, già delegata del sindaco di Roma Walter Veltroni per le politiche animaliste. Eccola la rivoluzione copernicana del Partito democratico a Roma. Via un presidente, Piero Marrazzo, che i soldi ai trans - in nero - generosamente dava. Al suo posto un presidente, Montino, che i soldi ai trans legalmente toglie, con tanto di timbro della Siae sui biglietti venduti in discoteca.
Montino per altro in quell'angolo di Testaccio, il quartiere più romano de Roma, ha trovato il suo piccolo tesoretto. Nei suoi locali ci sono oltre Le Rune anche il Coyote bar ristorante, il Top five disco-bar e il Coyote discoteca, tutti marchi storici della zona, frequentati da clientela variopinta e da giovanissimi. Le serate le decidono i dj e a seconda della musica si attira clientela diversa. Sempre in rapporti di buon vicinato con i cugini dell'Alibi e il variopinto pubblico dei suoi frequentatori.
Spesso i clienti g-l-b-t vanno al Coyote a mangiare un boccone e poi si scatenano in pista all'Alibi, dove ogni trasgressione è concessa. E Montino batte cassa: quell'isolato fu acquistato nel 2001 dalla famiglia Persiani per 1,425 miliardi di vecchie lire, chiedendo un mutuo alla Banca di Roma per 1,5 miliardi di lire: tasso annuale del 7,2%, durata quindicennale. Il mutuo è stato improvvisamente estinto nel 2008 per essere riacceso presso un nuovo istituto di credito.
Il 17 novembre 2008 è arrivato il finanziamento della Banca di credito cooperativo di Roma (Bcc) per 1,2 milioni di euro, tasso di interesse annuo del 5,45% e durata 10 anni. La somma quasi raddoppiata in pochi anni si spiega oltre che con il valore cresciuto dell'immobile con i continui lavori di ristrutturazione necessari a mettere in sicurezza i locali e aprire via via i nuovi esercizi. Qualcuno è affidato in affitto a società terze. Ma il 20 dicembre 2006 il futuro presidente della Regione Lazio e la compagna Cirinnà bussarono alla porta del notaio Enzo Mario Romano in Roma per chiedergli di ratificare l'allargamento dell'oggetto sociale della loro Monester srl: oltre alla ristorazione andava aggiunta anche "l'attività di pubblico spettacolo compresa la gestione in proprio o per conto terzi di discoteche, night club, pub, birrerie, bar, stabilimenti balneari, dancing, l'attività di intrattenimento musicale e non, l'organizzazione di festival e spettacoli in genere, la somministrazione di alimenti e bevande, anche alcoliche e superalcoliche e l'attività di agriturismo".
Insomma Montino e la Cirinnà avevano grandi progetti, specie dopo che quella piazza davanti ai loro locali era stata abbandonata (proprio quell'anno) dopo un felice triennio dal Gay village organizzato a Testaccio dal Comune di Roma. E parte di quei progetti è stata realizzata. Se l'altro giorno abbiamo raccontato di un Marrazzo possidente immobiliare, beh... sotto il profilo del business Montino lo supera e non di poco. Di suo il nuovo presidente Pd ha una srl, la Sagittario 2090, che era proprietaria anche di un ristorante a Maccarese, venduto poi dopo una lunga querelle giudiziaria con il proprietario dei terreni confinanti un anno fa a 25 mila euro.
Ma il pezzo forte è proprio alla voce agriturismo dove Montino sempre insieme alla Cirinnà ha puntato tutte le sue energie nella provincia di Grosseto, fra Manciano, Orbetello e Capalbio. Lì hanno sede una serie di società controllate direttamente o indirettamente dalla coppia: la Capalbio fattoria società agricola srl, la 74 Bio società agricola arl, le Fattorie biologiche società agricola. Un piccolo impero su cui svetta la fattoria di Capalbio che nell'omonimo comune possiede 64 ettari e altri 70,48 nel comune di Orbetello, vicino a Monte Argentario. Gran parte, 36 ettari, sono coltivati a grano duro, altri a mais, a erba medica, e poi c'è la campagna più classica: uliveto, frutteto e vigneto.
Nelle stalle ci sono 37 vacche maremmane, una manza della stessa razza, sette manze chianine, due vitelli di razza maremmana e 15 tori della stessa razza. Valore di mercato nel 2004: qualcosa più di un milione di euro. Che raddoppiano con le controllate. Alla fine anche Montino negli affari ci sa fare. Nel suo partito si sostiene che fosse ricco di famiglia. Non è vero: dal padre insieme ai fratelli ha ereditato una sola abitazione a Maccarese, venduta a mamma per la cifra simbolica di 18 milioni nel 1996. E proprio nella tenuta agricola che allora era dell'Iri a vent'anni è entrato come bracciante. Per poco: già a 22 era delegato sindacale della Cgil, in rapida carriera politica. Nel 1975 consigliere regionale e pci-pds-ds-pd da lì in poi la politica non l'ha più abbandonata.
La prima cosa che viene in mente è la passione immobiliare di molti compagni,Ezio Mauro,Marrazzo,Santoro,Montino,Di Pietro e le facilitazioni che costoro ottengono da banche,commercialisti,amministrazioni pubbliche.Alla faccia di tante minchiate moralistiche che spacciano ai poveri sinistrati in adorazione ed ai vari precari della quarta settimana.Vizietto da sempre praticato da questi ipocriti che blandiscono i peones per intrallazzare pro domo loro e godersi in pace il malloppo.Armiamoci e partite.
La seconda cosa è come possa un ex-bracciante,sindacalista a costituirsi un tal patrimonio,pur insieme alla moglie Cirinnà,delegata da Veltroni alle politiche animalistiche,ex-verde ora PD,ovviamente.Lì c'è molto più da trafficare. Provi Montino a spiegarlo ai precari come si fanno i dollares!
Insomma,da ora in poi,il primo sinistrato intellettuale,comico,politico che ci viene a parlare di morale,a farci le solite prediche sulla buona società o sulla bella politica,gli sputeremo allegramente in faccia.
RETTIFICA - Il proprietario dell'Alibi non è la Monester


Un bel casino,gay a iosa.Una differenza col Berlusca c'è.A lui la topa,a loro i culi.De gustibus.
RispondiEliminaA leggere alcuni giornali sinistrorsi,se uno non è un trans o gay non è nessuno.Passano per benemeriti.Vadano a dirlo agli operai!Che idioti!
RispondiEliminaAnche questo Montino non scherza in fatto di conflitto di interessi.
RispondiEliminaSono tutti collegati..
RispondiEliminaVedo anche che Catarci scrive : “.dal 2005, a seguito della vittoria della coalizione guidata dal Presidente Marrazzo nelle elezioni regionali del Lazio, sono stato collaboratore e membro della segreteria politica dell’Assessora al Lavoro, Pari Opportunità e Politiche giovanili Alessandra Ribaldi”
Catarci se lo vede porga a Marrazzo i complimenti da parte mia per le follie di sperperi, e colgo l’occasione per ricordarvi :
Trans e coca? Roba da educande. Il processo Laziogate è stato costruito a tavolino.
Le dichiarazioni del cosiddetto pentito Dario Pettinelli hanno avuto un compenso preventivo pagato da Lait spa, la società informatica della Regione Lazio, presidenza Marrazzo.”: dichiara Storace.
Mi saluti Montino dalle milionarie proprietà, e la sua “compagna” Monica Cirinnà, che tanto si prodiga come ambientalista:
“Botticelle: Birillo non può morire invano, Alemanno emetta subito ordiananza”
“Abbacchio IGP? A Pasqua meglio menù vegetariani”
Cirinnà che si dichiara animalista e VEGETARIANA?
Per poi leggere di”..Un piccolo impero su cui svetta la fattoria di Capalbio che nell’omonimo comune possiede 64 ettari e altri 70, 48 nel comune di Orbetello, vicino a Monte Argentario. Gran parte, 36 ettari, sono coltivati a grano duro, altri a mais, a erba medica, e poi c’è la campagna più classica: uliveto, frutteto e vigneto. Nelle stalle ci sono 37 vacche maremmane, una manza della stessa razza, sette manze CHIANINE, due vitelli di razza maremmana e 15 tori della stessa razza. Valore di mercato nel 2004: qualcosa più di un milione di euro. Che raddoppiano con le controllate. Alla fine anche Montino negli affari ci sa fare». «Nel suo partito – conclude Libero – si sostiene che fosse ricco di famiglia. Non è vero: dal padre insieme ai fratelli ha ereditato una sola abitazione a Maccarese, venduta a mamma per la cifra simbolica di 18 milioni nel 1996. e proprio nella tenuta agricola che allora era dell’Iri a vent’anni è entrato come bracciante.
La VEGETARIANA Cirinnà alleva “CHIANINE” ossia razza tipicamente da “CARNE”?
Salva il capretto e ammazza la vacca?
Ridono anche i “polli” che vi hanno votato!
Catarci, solidale con i lavavetri, la vedo con secchio e spazzola, a lustrare parabrezza,.
La reputo l’unica sua giusta iniziativa, ha tanta strada davanti…
Il responsabile per le aree vincolate e tutelate della Federazione Romana “LA DESTRA”
PIERO IANNELLI
N’Cell’: 339’8513962
pieroiannelli@gmail.com
Grazie delle informazioni che in parte conoscevamo,ma senza i dettagli da te forniti.Se hai altre notizie sulla realtà laziale,mandale pure.La storia messa ipocritamente in piedi ai danni di Storace e che sta ora emergendo nei dettagli,non fa che confermare la tartuferia di questi sinistrati.La Cirinnà è il classico esempio del chiagne e fotte di questi maledetti tartufi.
RispondiEliminaGrazie ancora e saluti.
A proposito,e i magistrati che fanno?
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