sabato 31 ottobre 2009

DE CATALDO,GIUDICE O SCRITTORE?


Intervista a De Cataldo al rientro dal suo viaggio in Cina.Esempio luminoso di un doppiopesismo ed ipocrisia insinuante,raffinata e meno scoperta,ma altrettanto tartufesca di un giudice scrittore.
(Luca Mastrantonio,il Riformista,29 ottobre 2009)

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Alcuni stralci illuminanti

- L'Italia di oggi? Incarognita, incupita, cafona. Ancora più divisa, dopo Tangentopoli, tra sussulti politici e acuti stragisti. (Quella di ieri,a partire dal '68,dal terrorismo anni '70,del trentennio democristano,del Sorpasso, invece era serena,educata....Ma per favore!)

- Non so se la trattativa mirasse a salvare i ministri. Sicuramente c'è stata e la mafia ne ha tratto il dovuto giovamento. D'altronde, rapporti fra settori dello Stato e mafia (e camorra) sono una costante nella storia patria, a partire dal ruolo svolto da picciotti e cumparielli nel Risorgimento...
(la stessa cosa in ogni paese,vedasi Usa in particolare.Non è una buona cosa certo,ma nemmeno una cosa da tanta meraviglia.La solita storia del dover essere al posto dell'essere.)

- In questi giorni, il pentito Giuffré ha detto che per Provenzano Cosa nostra era “in buone mani” con l'ascesa di Forza Italia, alla quale bisognava garantire un appoggio elettorale. Ricostruzione verosimile?
Non mi pare opportuno intervenire su un'inchiesta in corso. D'altronde, la mia ipotesi sulla vicenda l'ho già formulata, appunto, e in tempi non sospetti, nel romanzo "Nelle mani giuste".
( Già,e indovinate un po' quale sia questa ipotesi? Le mani giuste sono quelle del Papi,il capo della mafia!.Chi è questo? Un giudice imparziale? Perchè non lo dice apertamente? Solito stile,simile a quello delle allusioni mafiose.)

-Limitandoci alla violenza verbale, come considera il movimento di Grillo e la politica del vaffanculo? Le uscite di Brunetta contro la sinistra per male che deve andare a morì ammazzata?
Mettetevi per un momento nei panni degli “antropologicamente diversi”, dei “criminali”, dei “parassiti”, dei “fannulloni”, dei “bamboccioni” (per citare solo alcuni fra gli epiteti più pittoreschi di cui negli ultimi tempi sono stati gratificati magistati, studenti, pubblici dipendenti, cinematografari, ecc.): se uno non ha davvero una solidissima fede nei principi religiosi, la tentazione di non porgere sempre e comunque l'altra guancia è fortissima!
(Certo,invece il Papi,negli ultimi tempi è stato oggetto di complimenti con epiteti molto più cafoncelli e pericolosi di questi,!Però se non porge l'altra guancia,come sembra lei scusare gli altri,attacca la democrazia,vero giudice! Doppiopesismo in azione.)

- Da intellettuale di sinistra, come segui le ultime vicende del Pd? La sinistra è nelle giuste mani?
Ahi ahi! Gli intellettuali non scrivono gialli, i giudici non devono avere colore e io non sono iscritto a nessun partito.
(Caro giudice imparziale,lei è gratificato di intellettuale di sinistra,come mai? Lei il colore ce l'ha e come!)

Ma veniamo al capolavoro ipocrita-doppiopesista del nostro giudice di sinistra e poi scrittore:

Lei è andato in Cina nell'anno in cui ricorrono i 60 della rivoluzione maoista, i 20 della repressione di piazza Tiananmen, i 50 della repressione nel Tibet. Quali suggestioni hanno prevalso?
La sensazione è che episodi cruciali per noialtri, qui in Occidente, come Tiananmen, la rivoluzione culturale, il Tibet lascino del tutto indifferenti non solo i cinesi con i quali ho avuto modo di parlare, ma anche la maggior parte degli europei da lungo tempo là residenti (giornalisti, scrittori, ecc.). Il “focus” sta completamente da un'altra parte. Nella ricchezza che cresce, nel senso febbrile di un “balzo in avanti” che non sembra destinato ad arrestarsi, nell'arretramento della povertà a vantaggio di un diffuso benessere...
L'anniversario del primo ottobre ha comportato una restrizione dell'accesso a Internet e l'oscuramento di molti blog. È un prezzo che tutti quelli con i quali ho parlato non considerano nemmeno “un prezzo”, ma un'ineluttabile necessità. La democrazia, dicono, verrà da sé

( Bravo De Cataldo,prima ci fa il lamento sull'Italia,culla di ogni male e cafonaggine,poi vedete cosa ha detto, e con che tollerante nonchalance ,del regime cinese. Chissà ai cinesi che gliene frega della libertà di stampa in Italia,delle escort,dei guai di Berlusconi! Ha provato a chiederlo? In Cina fa il "berlusconiano",il capitalista :la ricchezza,il balzo in avanti.....,qui da noi il chiagnefotte lamentoso di sinistra.La democrazia? un optional,che verrà.Tienammen,Tibet....non contano. Le ricordo inclito magistrato scrittore che in Cina quelli come lei, che in italia può dire cio che vuole,li mettono al gabbio,che esiste la pena di morte e che quando si rompono i coglioni fanno fuori un migliaio di Uiguri o Uguri senza tanti complimenti,e senza che nessuno faccia cortei o interpellanze parlamentari. Naturalmente sciocchezze rispetto al Papi! Ridicolo doppiopesismo in malafede,mi auguro che questo signore non giudichi mai nessuno.E poi si lamentano se la gente non si fida dei magistrati Ma come potrebbe,dopo un tal vergognoso discorso. capolavoro dei due pesi e due misure! Forse nemmeno se ne rende conto tanto è assuefatto a questo modo partigiano di veder le cose.Se na vada al diavolo,giudice scrittore, per favore! Magari,ci resti in Cina,raggiunta pure coi nostri soldi tramite l'Istituto di Cultura Italiano.Chissà quali inputs giuridici liberali e di democrazia avrà avuto dalle leggi notoriamente democratiche di uno dei regimi più liberticidi del pianeta!Chissà che acculturazione!)

Dice ancora :"Penso che il cittadino a cui capita di imbattersi nel mondo giudiziario si possa sentire sicuro ad essere giudicato da una persona che ha consegnato le sue ambizioni alla scrittura, che esercita il suo mestiere con distacco". (No,carissimo giudice,dopo quanto da lei ascoltato,nessun cittadino sarà sicuro di essere da lei giudicato con imparzialità,nemmeno per superati limiti di velocità.)

Lapidario e condivisibile il giudizio di Dimitri Buffa : "Forse è ora che il magistrato - scrittore Giancarlo De Cataldo faccia la propria scelta esistenziale: o un ritorno a fare il giudice a tempo pieno, oppure l’addio alla toga. (auspicabile). Certo sarà difficile per lui continuare a stare con il piede in due staffe se poi il risultato continuerà ad essere nella linea di quello espresso nell’ultimo libro, “Nelle mani giuste” .
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in blù = nostri commenti

4 commenti:

  1. Certamente più cauto e allusivo,ma la sostanza è sempre quella dell'ipocrisia e delle due verità.Scusa in Cina di tutto e di più,compresa la dittatura,e in Italia va dicendo in sostanza che c'è un pericolo per la democrazia,colpa di Berlusconi che fa benissimo ad attaccare questi giudici di parte.

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  2. Ho letto Romanzo Criminale e mi è molto piaciuto.Ho comprato anche Nelle mani giuste,ma è stata una delusione.Un minestrone di ipotesi e fatti,inchieste poi finite in una bolla di sapone,personaggi improbabili e addirittura un padrino mafioso per la Lega! Mah!

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  3. Però che un magistrato attivo che scrive queste cose,si deve decidere per essere credibile :o toga o penna.

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  4. io non sono contro al fatto che uno possa anche scrivere mi da' semplicemente fastidio questa gente del sud che deve a tutti i costi millantare di avercela fatta (tramite laurea, magistratura ecc.) montandosi la testa in tv e facendo del buonismo da tre soldi davanti a casi come quello della COlasanti e della strage del Circeo, quasi giustificando il nostro sistema giudiziario, molto spesso non si garantisce la certezza della pena e alcuni magistrati commettono difetti imperdonabili come quello di scarcerare un izzo che ha poi ri-ucciso altre due povere disgraziate, quindi di cataldo, ci faccia il piacere, sia onesto e la smetta di recitare la parte dell'intellettualoide di sinistra..che noia!

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