mercoledì 16 settembre 2009

Whisky maschio e Merlo fiasco,col fischio,col raschio,col rischio,col teschio...




Francesco Merlo, inviato a Parigi di Pravdarepubblik
Il principe della cultura e del bon ton,il nobel della astio-filosofia,premio Goebbels per gli studi lombrosiani ,ora sta a Parigi e di lì ci illumina.Si sa che la città dei Lumi da lalla testa dei parvenus e,come dice Stendhal (d'obbligo citarlo se sei a Parigi!) cercano a Parigi il risarcimento degli affronti subiti in provincia.Chissà che cercherà lui? Forse cultura alla sua altezza,salotti raffinati e Sarkozy che è meglio del Papi,zoccole di classe e qualche hotel di lusso.
No, l'Italia non fa per lui,troppo becerume,culturame leghista,no class,Febbre da Cavallo,insomma troppo popolaccio.
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I ministri dell’Astio e l’assalto alla cultura
di Francesco Merlo, 14 settembre 2009

Ogni giorno c'è un ministro dell'Astio, il sovrauomo Brunetta innanzitutto, che vomita trivialità ora su uno ora su un altro pezzo d'Italia: i cineasti sono parassiti, la borghesia è marcia, i professori sono ignoranti, gli statali sono fannulloni, gli studenti sono stupidi, gli economisti sono sconclusionati… Insomma ogni giorno arriva un insulto, un dileggio o una derisione a carico di una categoria sociale diversa. E sono parole rivelatrici, più di un album di fotografie, parole che sono la verità di questi uomini.Parole che esprimono il senso compiuto di questi cortigiani del Principe che hanno un conto aperto con la natura o con la società e approfittano del loro potere per sfogarsi, come quei personaggi di Stendhal che cercavano a Parigi il risarcimento degli affronti subiti in provincia.E infatti non si erano mai visti governanti così furiosi contro i governati. Giganti in esilio dentro corpi politicamente troppo angusti, Brunetta, Gelmini, Bondi e, qualche volta, anche Sacconi e Tremonti, trattano l'Italia come una pessima bestia da addomesticare, hanno elevato il disprezzo ad arte di governo, vogliono far espiare al Paese le loro inadeguatezze e le loro frustrazioni.Bondi per esempio crede che la cultura sia il computo di sillabe in versi sciolti. Brunetta, che non sopporta la bassezza degli indici di produttività, vorrebbe disitalianizzare l'Italia per farne un campo di concentramento laburista: il lavoro detentivo rende liberi, belli, grandi e anche biondi. La Gelmini persegue un sessantotto al contrario che lobotomizzi fantasia e dottrina e mandi al potere i ragionieri con la lesina come scettro.Di Bossi è inutile dire: vanta una lunga carriera fondata sulla parolaccia, sul dito medio, sulla scatole rotte, sulla carta igienica, sul ce l'ho duro…Benché nessun governo abbia mai teorizzato e praticato l'offesa dei propri elettori come scienza politica, l'attacco alla cultura non è certo una novità. Goebbels, che era piccolo, nero e zoppo, metteva la mano alla pistola. Scelba, che era calvo e rotondo come un arancino, coniò il neologismo - culturame - ora rilanciato da Brunetta. Anche Togliatti sfotteva in terronio maccheronico il terrone Vittorini, e più in generale il Partito comunista riconosceva solo gli intellettuali organici, cioè gli intellettuali senza intelletto ma con il piffero…Insomma, fare guerra alla cultura è sempre nevrosi, alla lunga perdente, ed è comunque manganello nelle sue varie forme, reali e metaforiche. Oltraggiare la cultura è uno scandalo penoso: è come sparare in chiesa, impiccare i neri, imputare all'immigrato clandestino la sua miseria, punire la sofferenza come un reato. Ed è un altro modo di organizzare ronde, magari sotto forma di squadracce ministeriali: prediche, comizi, fatwa…Se Brunetta potesse pesterebbe i vari Placido d'Italia, da Dario Fo a Umberto Eco e, per imparzialità, anche Pippo Baudo e Fiorello. Per Brunetta e Bondi, infatti, gli uomini colti sono la misura della propria dannazione, lo specchio della propria nudità, come Berlusconi visto dalla D'Addario.Con quegli uomini, che ora chiamano parassiti, Brunetta e Bondi non sono mai riusciti ad intrattenersi neppure quando militavano a sinistra. È da allora che covano rancori. Odiano i salotti (cioè le buone maniere) che li tenevano a distanza. Disprezzano i libri che non hanno letto né tanto meno scritto e che per il popolo della Padania sono ciapa pulver, acchiappa polvere, deposito di pulviscolo.Sono rancorosi, Brunetta e Bondi, perché sono stati di sinistra e ora ne sono pentiti visto che solo la destra plebea e indecorosa li ha "capiti", promossi e ben ripagati. Come gli ebrei convertiti dell'Inquisizione cristiana rimproveravano a Cristo la debolezza di amare tutti, così questi ministri cortigiani rimproverano alla casa di produzione Medusa, che appartiene al loro dio, di investire sui nemici di dio, sudditi infidi che loro conoscono come se stessi.Dunque i ministri dell'Astio danno del parassita agli artitisti di sinistra perché non sopportano che siano sovvenzionati dal loro stesso padrone senza neppure baciargli la mano. Addirittura quelli gliela addentano! Ebbene questa, signori ministri dell'Astio, è stizza.È la stizza di chi, per avere i favori del Principe, non ha badato a spese, ha cambiato i propri connotati, ha ceduto l'anima, si è legato a doppie catene al suo carro. E ora vede che i vari Placido - non importa se bravi o meno - non si sono fatti ipnotizzare dalla medusa che li paga.In buona sostanza, l'insulto come forma governo è espressione di malafede e di malessere, un impasto di vita vissuta male e di autoespiazione forcaiola: un film drammatico insomma. Dunque Michele Placido non li quereli, ma li metta in scena. Con i soldi della Medusa. Titolo? "La bava dei servi".
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Eh già,caro Merlino,purtroppo per Lei i coglioni e parassiti ci sono anche nei cineasti tipo Citto (che stile nella polemica Maselli-Fuksas!),nei professori,economisti che se ne beccano una è un miracolo e,chiediamo venia,anche tra i giornalisti.Si sa,tutti gli uomini non sono esenti dalla stupidità (escluso Lei,ovviamente),noi mortali si cerca solo di non esserlo a tempo pieno.Ci dica maestro dei poveri,i fannulloni e company se li è inventati il ministro? Si lamentavano tutti,magari lei compreso.Lasciamo stare ogni cosa come sta,maestro riformista?Ci dica,inclito maestro,gli insulti giornalieri ,a chi la pensa diversamente, che lanciano il suo datore di lavoro-evasore e le sue truppe cammellate,cosa rivelano di questi uomini, suoi amici e sodali?In fatto di risentimento sono maestri,ma pure lei nel suo articolo non scherza.A quale categoria lombrosiana appartengono? Agli ipocriti repubblicones,categoria dimenticata da Lombroso? La cultura:ma quale attacco alla cultura?Quale oltraggio,comico Merlino? Quale cultura?Quella del taroccato nobel Fò?Quella dei sinistrati che quando gli parli di Joyce pensano alla Lussu che ha tradotto Hickmet senza sapere una parola di turco?Quella di Placido che del sessantotto ha fatto un romanzetto d'appendice? O quella dei professori di nulla che osteggiavano le traduzioni scomode: abbiam dovuto aspettare Colli-Montinari per leggere Nietzsche!Possiamo continuare per anni ed elencare la cultura taroccata propagata per anni dai famosi intellettuali organici.Questo parigino è un altro di quelli che credono d'esser depositari del verbo! Certo,più sofisticato di tutti quei pirla che pensan di possedere la cultura per diritto divino:ovvio,sono di sinistra,ho Pravdarepubblica che sporge dalla tasca!E che diamine!Beh,caro Merlino,tra costoro abbiam conosciuto sesquipedali ignoranti a 24 carati;per loro,prima del 1945 la storia è tutta nebbia,buio assoluto,ad eccezione di Tex Willer.Hanno scoperto il jazz con le Pantere Nere e Beethoven con la vecchia Romagna etichetta nera!L'attacco alla cultura (non gradita),l'han sempre fatto i suoi amici,a cominciare da Togliatti,su cui Lei non si dilunga tanto.E poi paragonare la Gelmini a Goebbels!Ma per favore, la rende ridicolo anche ai bambini! Ah già, i salotti! Ma lei,dove ha vissuto? Qual'è la cultura dei salotti? Le buone maniere?Parigi la confonde.Guardi che i grandi salotti culturali parigini,da noi non ci son mai stati! Sulle terrazze e salotti de noantri,c'eran più risotti ,zoccole,burini e coglioni che libri.In quanto ai favori del principe,quelli della sua parte non scherzano;ormai è un luogo comune l'intellettuale di sinistra più realista del re,che si accredita preventivamente ai suoi padroni.Riflesso pavloviano, condizionato già prima del campanello,alla Petrolini di "Grazie,Prego".
Per finire,(cfr. Medusa Production),lo sappiamo che la grana non puzza mai a sinistra ,tanto che Goebbels oggi sarebbe fuori moda.Quale pistola! Troppo onore! Con molti dei suoi amici basta tirar fuori il portafoglio! Quanto a quelli di destra che passano a sinistra,non hanno rancori,non hanno rivincite; sono solo degli eroi,che si sono ravveduti!
Grande merlino,ipocrita fino!
Chiagni e fotti! Famoso motto della sinistra italiana
Però alcune cose saltano all'occhio in questo articolo degno della miglior arte tartufesca e del ministero propaganda di Bokassa.
La cultura sono io,o noi,manco a dirlo,i sinistrati.
Il disprezzo del popolo,meglio chiamarlo popolaccio.
L'astio della volpe che non prende l'uva,cioè i voti.
L'esaurimento nervoso che il Papi ha provocato a questi maestrini,sono ossessionati,lo sognano la notte.
E dulcis in fundo,l'irrisione delle persone per i loro difetti fisici,roba da piccolo nazi del sabato sera e vera faccia dietro la maschera di questi intellettuali del menga.

Se questo è il suo andazzo,ci adeguiamo pur di malavoglia,ma Lei lo merita.
Chissà che albero genealogico avrà il nostro stupor mundi! Uno che si chiama Merlo,sicuramente sarà nel Golden Book delle genealogie ornitologiche.Poi uno alto,biondo,bello come lui,così perfetto,quasi un prototipo della razza eletta,ariano indoeuropeo, non può che avere nobili natali e qi einsteniano,quindi ha diritto alle minchiate.
E le opere?Non siamo molto aggiornati,ma pare che l'ultima fatica sia FAQ Italia,e già dal titolo è un programma.Una sputazzata sul Belpaese,naturalmente da quando c'è il Papi.Ovvio,prima eran tutti letterati e seguaci di monsignor Della Casa.Roba da Pulitzer.
Le biblioteche di tutto il mondo fremono per averlo.
Il nostro Merlino,lo ricordiamo anche per i peana elevati ai francesi che non hanno condannato l'autore di vignette satiriche su Maometto.Bravo,giusto,peccato che Lei ed i suoi amici non abbiate mai avuto il coraggio di farlo,anzi criticate chi si azzarda a farlo,vedi caso un tanto disprezzato leghista.Più adatto ai conigli che ai merli.
Come disse Sandro Curzi : "Facile fare il gay con il culo degli altri!".Vale anche a Parigi.
A Merlì', acca nisciuno è fesso e ,come diceva Totò,la madonna v'accompagni...dai Vanzina!

5 commenti:

  1. la solita zuppa,solo più furba,dei soliti doppiopesisti del noto giornalaccio,ormai sempre più bufalaro

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  2. paris mon amour,nervi17 settembre, 2009 16:54

    questo merlo intelligente e re del bon ton è proprio adatto a recitare col cozzaro nero del film.Brunetta esagererà anche,ma la sostanza è vera,si è anche visto.

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  3. Sono ossessionati dal berlusca,è come il pane quotidiano,che cazzo scriverebbero altrimenti?si sfogano per l'impotenza e la bile.Loro sì che ne hanno tanta,cornuti e mazziati.E poi,la morale son gli ultimi che devon farla.

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  4. Questa di Hikmet e della Lussu traduttrice non la sapevo.
    Mi toccherà rivalutare e rileggere Nazim, che mi era parso un pochino sciapo.

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    1. eh già...ma è così....si adatta bene alla Lussu una sua frase...i"l mare che mai abbiamo navigato..."...cioè,il turco...

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