martedì 15 settembre 2009

WHISKY AI MESCALEROS


Dall'articolo "Lasciate del whisky alla riserva indiana della sinistra Rai" - Antonio Polito - Il Riformista - 15\9



Anche al colmo del loro trionfo, gli yankee lasciavano del whisky agli indiani che avevano rinchiuso nelle riserve. Lo facevano per confortarli, nelle lunghe sere d'inverno intorno al fuoco (a quei tempi non c'era la televisione), per dar loro un'illusione di forza e coraggio, perché potessero continuare a sentirsi guerrieri nonostante la catastrofe storica del loro popolo. E lo facevano anche per istupidirli (allora non c'era Micromega), per evitare che diventassero pericolosi, si mettessero in testa idee di rivolta o facessero danni fuori dalle loro riserve.
Invece il Settimo Cavalleggeri del generale Berlusconi si è schierato tutt'intorno alla riserva indiana della sinistra in Rai. Al momento non è chiaro se intende fare irruzione, uccidere, dare alle fiamme e stuprare.
Oppure se sta solo mettendo paura al villaggio. Certo è che Santoro, Fazio e Dandini svolgono per la sinistra la stessa funzione che il whisky svolgeva per gli indiani. E che togliere quel conforto al popolo di sinistra può essere pericoloso, oltre che controproducente. (Teniamo da parte la Gabanelli, perché il suo è giornalismo, aggressivo e di parte quanto si vuole, ma accurato e del genere che tiene svegli; e teniamo da parte Ballarò, che è un onesto talk show politico dove parlano tutti, e la diretta dall'Aquila che gli hanno scippato per darla a Vespa l'avrebbe fatta bene, e un po' di Crozza non ha mai ucciso nessuno)..........
.........In effetti la temibile sinistra televisiva non ha mai fatto male a Berlusconi. C'è persino chi segnala la coincidenza per cui con Santoro in video il centrodestra vince le elezioni, con Santoro fuori vince il centrosinistra. Però Berlusconi può fare del bene a Raitre e a tutto l'arco del vittimismo democratico, ogni volta che ingaggia queste guerricciole di palinsesti e direzioni. Quale viatico migliore per garantire successo alla manifestazione di sabato prossimo per la libertà di informazione, di un paio di querele ai giornali e un po' di minacce in Rai?
In realtà, dire che la libertà costituzionale di essere informati e di informare in Italia sia a rischio, è una balla. La libertà di informazione è in pericolo quando il potere politico chiude i giornali avversari (Repubblica non rischia, lo ha detto anche Ezio Mauro a una radio francese, ha le spalle larghe e un editore forte); è in pericolo quando non possono nascere giornali di opposizione (la settimana prossima nasce Il Fatto, che è fatto apposta); è in pericolo quando i giornali non possono pubblicare le notizie (la scorsa settimana il più grande giornale italiano, il Corriere, ha pubblicato in prima pagina l'elenco di tutte le escort che frequentavano Palazzo Grazioli). Certo, c'è un po' di conformismo in giro, qualche direttore di personalità è stato rimosso, qualche altro ha messo la testa a posto, qualcuno ha riportato il suo giornale dove era sempre stato, dalla parte del governo. Ma, se si guarda alla stampa scritta, è davvero difficile sostenere che in Italia le notizie non possano circolare o vengano censurate. Anzi: la prova provata del fatto che esiste un mercato aperto delle notizie e delle idee è che il premier in persona vi ha dovuto gareggiare assumendo il giornalismo di Feltri per reggere alla forza d'urto contrapposta del giornalismo avversario.
Altro discorso è quello della tv, dove il numero limitato di editori - in pratica due - e il fatto che uno dei due sia anche il capo di un partito, fa sì che quando Berlusconi governa ha in mano le reti sue di suo e quelle che diventano sue per via politica. Con effetti a volte plumbei e a volta ridicoli, più per la qualità della informazione televisiva che per il suo pluralismo. Ma questo, come si sa, è un problema politico che l'opposizione non è riuscita a risolvere, o perché perde le elezioni o perché non sa fare leggi in materia neanche quando le vince. E del resto, anche il Pd ha abbondantemente scambiato la lottizzazione per pluralismo.
Sarà per questo che Marco Pannella, uno che certo non le ha mai mandate a dire sul «regime dell'informazione», oggi annuncia che lui in quella piazza non ci sarà. E devo dire che trovo sgradevole l'entusiasmo con cui i promotori di quella manifestazione esultano ogni giorno per gli sberleffi della stampa straniera. Se le Monde scrive che in Italia «la democrazia è in agonia» è solo una madornale esibizione di superficialità e di sciovinismo, non la dimostrazione di un teorema. Ho l'impressione che anche questo contribuisca ad allontanare la sinistra dagli elettori italiani. Il guaio è che a Berlusconi va benissimo così. E infatti ci inzuppa il pane. Chissà che anche la guerriglia ingaggiata con la riserva indiana in Rai non serva a questo
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Ma sì,lasciamo loro pure un po' di whisky e qualche canna,anche se i mescaleros non ne avrebbero bisogno.Son già talmente rincitrulliti per loro conto e dalle minchiate di Franceschiello,Pirla Tonante, che una dose maggiore potrebbe rincoglionirli del tutto,.Come interpretare gli autografi chiesti alla guida indiana Franky Fini,Balla coi Rossi, alla festa de noantri! Fra un po' ci verrà a dire che il Duce non è mai stato fascista o che il generale Custer amava gli indiani e non mancheranno certamente gli applausi.Infine, come dice Lei ,portan pure sfiga alla tribù.
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4 commenti:

  1. l'articolo di Polito è molto equilibrato,sono proprio una riserva indiana e si ubriacano di cazzate

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  2. sinistra ridicola!

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  3. io odio berlusconi,ma questi interdetti non li voto certo,non son capaci di far politica

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  4. Mi son fatto quattro belle risate al tuo commento finale, e pensando all'articolo roboante (che parolone!) del tizio.

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