venerdì 12 giugno 2009

ROMAN COINS - MONUMENTA 2

PONTI
traiano
colonna traiana
PORTI
nerone





porto di ostia


commodo


PORTI


Roma non ebbe un porto di riferimento per un lunghissimo tempo, a causa del litorale laziale privo di approdi naturali. Le navi da trasporto erano costrette a fermarsi a Puteoli, più di 150 Km di distanza, ove trasferivano il carico su piccole imbarcazioni che risalivano il Tevere fino a Roma. In età imperiale la mancanza di un porto si fece insostenibile. Claudio finalmente diede inizio alla costruzione di un grande bacino artificiale nei pressi di Ostia, un’opera immensa per quei tempi e dispendiosissima per l’erario. Due grandi moli vennero proiettati nel mare per delimitare un bacino circolare entro cui accogliere i grandi vascelli frumentari che arrivavano dall’Africa. Un canale artificiale, ancora esistente, collegava il bacino ad un’ansa del Tevere. Una statua di Nerone accoglieva i marinai. Per costruire i moli vennero affondate grandi navi piene di sassi, tra cui una delle grandi imbarcazioni di Caligola. Il porto venne infine inaugurato da Nerone, che volle immortalarne per sempre l’immagine su questo sesterzio indimenticabile. Sulla moneta vediamo le strutture portuali raffigurate secondo una prospettiva molto particolare ed affascinante: per non perdere dettagli a causa della prospettiva, i moli sono “sdraiati”, in modo da mostrare le loro linee laterali, costituite da arcate. Questa prospettiva strana non è un errore, ma una scelta formale per racchiudere il maggior numero di dettagli in un’unica, sintetica raffigurazione. All’interno del bacino artificiale sono rappresentate (a seconda delle varianti) dalle 7 alle 12 imbarcazioni, un vero campionario dei vascelli a quel tempo in uso. Al centro campeggia sempre una grossa nave oneraria, probabilmente il prototipo delle navi frumentarie che facevano spola con l’Africa. La più grande di queste navi, l’Iside, lunga 54 metri, impiegava due giorni per essere scaricata dei suoi beni preziosi, e forse è la nave raffigurata sul sesterzio. Nettuno è raffigurato sdraiato all’ingresso del porto.
Questa rara moneta venne battuta sia a Roma (con leggenda SPOROSTC AUGUSTI) che a Lugdunum (con leggenda PORTAUG SC).
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Il grande porto di Claudio non risolse però i problemi delle inesauribili necessità commerciali di Roma. Inoltre il bacino artificiale era comunque esposto, Plinio il Giovane riferisce che nel 62 una tempesta colò a picco duecento navi ancorate nel porto. Pertanto Traiano decise di ricostruirlo. Un grande bacino artificiale perfettamente esagonale venne ricavato nell’entroterra, collegato al porto principale tramite un canale. Questa immensa opera è ancora lì a testimoniare la perizia degli ingegneri romani. Traiano celebrò su un sesterzio la nuova ristrutturazione del porto. Al rovescio vediamo un grande bacino esagonale, visto dall’alto, che contiene tre vascelli; le facciate dei magazzini e degli edifici commerciali “sdraiate”, in modo da vederne la facciata, infine due templi all’imbocco del canale, in prospettiva isometrica. Una composizione eccezionale che mischia almeno tre tipi diversi di prospettiva per la chiarezza espositiva. La leggenda recita PORTUM TRAIANI. Si tratta di moneta molto rara.
Con il declino di Roma, il porto di Ostia perse di importanza e venne escluso dalle grandi rotte commerciali. Venendo a mancare la necessaria manutenzione, già nel V secolo il bacino artificiale si interrò. La linea di costa col passare del tempo si allontanò dalle strutture portuali, a causa dei sedimenti trasportati dal Tevere. Adesso quanto rimane dell’antico porto di Ostia dista dal mare 2,6 Km.
Sesterzio, zecca di Roma112-115 d.C. Traiano / veduta aerea del nuovo porto di Ostia voluto da Traiano
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Su questo prezioso medaglione di Commodo è probabilmente rappresentato l’ingresso delle navi nel porto di Alessandria, il secondo porto dell’Impero. Stavolta la prospettiva è diversa, laterale, come se l’osservatore stesse approdando su un'altra nave. Probabilmente il medaglione venne battuto in occasione dei festeggiamenti annuali di Iside. Medaglione, 40 gr, Roma 189 dC. Commodo / Commodo sacrificante all’ingresso di un porto (Alessandria) cui quattro vascelli
stanno approdando, il maggiore dei quali trasporta una statua di Serapis. Alle sue spalle un faro dalla forma del grande faro di Alessandria----------------------------------------------------------------------------------------
PONTI


Sul rovescio di un famoso sesterzio di Traiano troviamo un ponte ad un solo arco, molto elegante, che però non riporta alcuna leggenda esplicativa. La struttura è coperta e vi si accede da torri sormontate da quadrighe trionfali, quasi piccoli archi di trionfo ad ogni estremità. Si è pensato ad un riferimento ad un ponte sul Danubio, ma di una simile costruzione non esiste evidenza archeologica. Sulla colonna Traiana abbiamo testimonianza di ponti su barche, quindi strutturalmente differenti. Pertanto il ponte sul rovescio di questo sesterzio è probabilmente una rappresentazione che simboleggia l’intenso sforzo logistico prodotto dalle legioni nel corso della conquista della Dacia e va ad affiancarsi ad altre analoghe emissioni celebrative delle campagne vittoriose di Traiano.
Traiano, sesterzio, Roma 103-111 d.C. Traiano R/ Il ponte sul Danubio

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