sabato 19 settembre 2009

LA RETORICA DELLE ELITES


Classi dirigenti / L'inutile revival della retorica anti-élite

di Andrea Romano


La polemica contro le classi dirigenti è un ingrediente antico della nostra storia nazionale, destinato a farsi più pungente nelle fasi di crisi e confusione come quella che stiamo vivendo (è ovvio). Una crisi che resta politica non meno che economica, perché al netto di ogni dietrologia è ormai evidente che la lunga transizione italiana non sembra ancora aver trovato quell'approdo che le elezioni del 2007 avevano lasciato immaginare.Non è solo la tentazione sempre più diffusa di guardare la politica dal buco della serratura a suggerirlo,(da parte di chi?) ma anche il potente ritorno della retorica antielitaria e la sua diffusione ai piani alti delle istituzioni democratiche. In questi ultimi giorni è accaduto più volte di ascoltare autorevoli rappresentanti di governo aprire il fuoco della polemica contro questa o quella porzione di classe dirigente, scegliendo talora i magistrati o gli economisti talaltra i banchieri o persino i cineasti in un procedere per categorie all'ingrosso (quale ingrosso,son stati fatti nomi e cognomi) che non può né vuole percorrere la via del ragionamento di merito.
C'è in questo il ritorno di un elemento tradizionale del berlusconismo, che fin dai suoi esordi ha esibito una carica anti-establishment che ha saputo inserirsi con acume e spregiudicatezza nel blocco dei meccanismi di formazione delle classi dirigenti che l'Italia degli anni Novanta ha conosciuto in forme tanto drammatiche.(allora la colpa non è poi tutta del Papi).Gli anni passano per tutti, compreso il berlusconismo.(anche per elites squalificate) E ascoltare un così pugnace revival antielitario quindici anni dopo quel lontano 1994 induce qualche perplessità. Non solo perché lo stesso berlusconismo non può esimersi dall'essere considerato a pieno titolo produttore e contenitore di classi dirigenti che ormai da anni si misurano legittimamente con il potere e la responsabilità pubblica.(ok,giusto) Soprattutto perché chi esercita un mandato politico in nome e per conto del popolo non può realisticamente pensare di utilizzare questo tipo di schermo polemico per porsi al riparo dalla valutazione pubblica dei risultati del proprio lavoro,(le zoccole fan parte del lavoro?) per ragioni sia di metodo che di merito.
Il metodo ricorda infatti troppo da vicino il diluvio distruttivo che ha avvelenato la nostra vita pubblica nell'ultimo decennio, quel rifiutare pregiudizialmente la legittimità dell'interlocutore come reazione preliminare a qualunque tipo di critica (chi erano costoro?). O peggio, come reazione ad ogni tentativo di allargare il perimetro della discussione.Perché qualsiasi attore pubblico, e maggior ragione qualsiasi attore che svolga funzioni di governo, si rafforza nell'individuazione di interlocutori legittimati e si indebolisce nell'irrisione di avversari reali o immaginari.(beh,alcuni ci han messo molto del loro,in fatto di rendersi ridicoli) Soprattutto quando a quegli avversari sono attribuiti come uno stigma i contorni dell'appartenenza a una categoria di sapore morale più che politico.(è quel che sono,moralisti a senso unico) Sinceramente non si avverte alcun bisogno di un "giustizialismo di governo" che preluda a un'ordalia tutta basata sui rapporti di forza, mentre il paese attende di conoscere la direzione che prenderà all'uscita dalla crisi economica.
Le ragioni di merito hanno a che fare con la persistenza del blocco nei meccanismi di formazione delle classi dirigenti,(chi lo ha bloccato?) che continua ad essere uno dei nostri problemi più gravi.Altri paesi avanzati hanno conosciuto, come l'Italia, crisi di legittimità nelle leadership politiche ed economiche e ne sono usciti con molto tempo e molta fatica. C'è chi vi è riuscito, come negli Stati Uniti, tornando a guardare nelle università di punta(te le raccomando le ns università) alla ricerca dell'eccellenza politica e intellettuale e chi, come in Francia, sottoponendo a critica serrata un modello tradizionale di formazione delle élites (appunto,è quel che molti stan facendo e che voi chiamate operazione anti-elites) per trovarne un altro con relativa rapidità. Nessun grande paese, tuttavia, lo ha fatto elevando la retorica antielitaria a standard permanente di lotta politica (certamente,così è sempre stato fatto quando un establishment non all'altezza non vuol mollare,e anche di peggio è stato fatto) e rinunciando così anche solo a immaginare una soluzione reale a un problema reale.(e quale sarebbe la sua soluzione?).È esattamente questo il rischio che in queste settimane sembra incombere sulla nostra vita pubblica.

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La retorica anti-élitaria vige in primis perché le élites, in questo Paese, si sono sempre identificate,molto a torto e poco a ragione, con la Sinistra. Ora, chi ha conosciuto da vicino e senza intermediari la Sinistra, la ha vista rubare a man bassa, fare clientelismi, creare consorterie, distruggere istituzioni fondamentali come la scuola, la P.A. e l'università, devastare le F.S., dichiarare a parole la vicinanza col popolo e far combutta con industriali e banchieri,non può che dichiararsi antielitario.Ciò che rende queste élites intollerabili, è la loro spocchia e il loro moralismo da sepolcro imbiancato. O questo cambia, o l'anti-élitarismo resta giustificato.

Egregio Andrea Romano,quali sarebbero le elites? Quelli alla sbarra per la scalata Unipol-Bnl :Fazio,Gnutti,Consorte,Stefanini-Coop,Fiorani and company? Oppure quel che resta delle magagne dell'Avvocato e dei suoi rubagalline?L'evasore Mauro,i Tanzi ,Cragnotti e Capitalia?Magari l'ineffabile Montezemolo di Italia 90?Gli intellettuali organici?Il manicomio del PD o l'immobiliarista Di Pietro?La FNSI e il suo patetico presidente?Il bancarottiere svizzero De Benedetti e la sua Pravdarepublik ,Santoro e Travaglio?Il catto-molestatore Boffo?Citto Maselli e l'architutto Fuksas?I magistrati che non applicano le norme,che lasciano scadere i termini,che fanno proclami politici?I banchieri che assomiglian più a strozzini che distributori di credito? Pippo Baudo?E si può continuare ancora per qualche pagina.Ci faccia capire,ce le indichi,ci illumini con nomi e cognomi.Tempo fa ,avevano un metodo efficace per promuovere le nuove elites :tagliavano la testa alle vecchie.

leggere anche - http://forum.chatta.it/politica/7957081/le-oligarchie-che-hanno-potere-ma-non-co.aspx

Le chiose in blù al testo dell'articolo sono nostre.

4 commenti:

  1. Che schifo,questi parassiti,vogliono tentare un golpe

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  2. per andare al potere ci vogliono i voti,altrimenti tireremo fuori i fucili per eliminare queste elites del cazzo!

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  3. ormai è ora di impiccare qualcuno,qyesti parassiti e questa sinistra imbrogliona ci ha rotto i coglione insieme ai preti

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  4. Parole saggie (le tue, ovviamente!)

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