domenica 13 settembre 2009

GLI ANARCHICI MAI SARANNO COMUNISTI


Camillo Berneri viene ucciso insieme al compagno di lotta Francesco Barbieri, il 5 maggio 1937, dagli agenti della ceka, un commando composto da comunisti italiani e spagnoli.
Verso le 6 del pomeriggio un gruppo di "mozos de escuadra" e di "bracciali rossi" del PSUC irrompe nel porton numero 3. Li comanda un poliziotto in borghese; in tutto, saranno una dozzina. Salgono gli scalini di marmo che portano al primo piano e bussano alla porta di Berneri. Ad aprire è Francisco Barbieri, 42 anni, anarchico di origine calabrese. Nell'appartamento, oltre Berneri, c'è la compagna di Barbieri e una miliziana. - Il poliziotto in borghese intima ai due anarchici di seguirlo. - E per quale motivo? - Vi arrestiamo come controrivoluzionari. - Barbieri è paonazzo. - In vent'anni di milizia anarchica - dice - è la prima volta che mi viene rivolto questo insulto. - Appunto in quanto anarchici, siete controrivoluzionari. - Il suo nome?, fa Barbieri irritato - Gliene chiederò conto presto. - Il poliziotto rovescia il bavero della giacca e mostra una targhetta metallica con il numero 1109. - I due anarchici vengono portati via, mentre la compagna di Barbieri chiede invano di poterli seguire. - Ma il viaggio è breve, di quelli che non ammettono testimoni. Berneri è gettato a terra in ginocchio e con le braccia alzate, e da dietro gli sparano a bruciapelo alla spalla destra. Un altro colpo alla nuca, lo finisce. Barbieri segue la stessa sorte, ma il lavoro è meno pulito, gli assassini sprecano più colpi. Più tardi, verso sera, i cadaveri vengono abbandonati nel centro della città.

L'elenco dei nostri morti è lungo.Ma molto più terribile è morire soli, per mano di coloro che si chiamano socialisti o comunisti.Morì per le mani di "marxisti-leninisti-stalinisti", mentre i suoi più cari amici, la Montseny, Garcia Oliver, Peirô, Vasquez stavano consegnando il proletariato di Barcellona ai suoi esecutori.

Giovedì 5 maggio 1937. Ricordiamo questa data.

(michele pantaleo dragone)
---------------------------------------------------------------------------------------------
L'ANARCHIA UNA VOLTA PER TUTTE.
Il lupo perde il pelo ma non il vizio, sempre comunisti!Possono cambiar nome cento volte,ma l'ipocrisia,la doppiezza,la disinformazione,l'emarginazione della dissidenza,il credere di essere i "buoni" per definizione e il giudizio preventivo in base al dogma ,sono sempre gli stessi,,mutatis mutandis,anche oggi.

Già ai tempi di Bakunin,ci dividevano anni luce sul tema libertà.Bakunin crede nel potere del pensiero indipendente, che è il potere della libertà,a non essere "ragionevole," a non accettare ciò che gli altri ti dicono, ma a pensare e ad agire da te! "Io non sono comunista perché il comunismo concentra e fa assorbire tutta la potenza della società nello Stato, perché porta necessariamente alla centralizzazione della proprietà nelle mani dello Stato, che, col pretesto di moralizzare e civilizzare gli uomini, li ha fino ad oggi asserviti, oppressi, sfruttati e depravati.”

L’anarchia è un corpo di idee, ma esse sono flessibili, in continua evoluzione e mutamento, aperte alla modifica alla luce di nuovi dati. Come cambia e si sviluppa la società, così fa anche l’anarchismo. Un’ideologia, invece, è un complesso di idee "fisse" in cui le persone credono dogmaticamente, spesso ignorando la realtà o "cambiandola" così da adattarla all’ideologia, che è corretta (per definizione).L'anarchia è che tu possiedi le idee; l'ideologia" che le idee possiedono te.I dogmi sono statici e mortali nella loro rigidità, spesso lavoro di qualche "profeta" morto, religioso o laico, che i seguaci trasformano in un idolo, immutabile come una pietra.(oggi molti altri nuovi idoli sono stati aggiunti,più aggiornati,più tartufeschi,ma sempre idoli sono). Gli anarchici vogliono che il vivo seppellisca il morto, così che il vivo possa essere utile per cambiare le proprie vite. Il vivo dovrebbe governare su ciò che è morto e non viceversa. Le ideologie sono le nemesi del pensiero critico e di conseguenza della libertà, in quanto forniscono un libro di regole e "risposte" che ci alleggeriscono del "motivo dominante" del pensare per se stessi.

L'anarchico non è nè di destra,nè di sinistra,è individualista o non è, e l'esistenza di un partito anarchico è un ossimoro. L´individualismo è la base imprescindibile dell´anarchismo. Chiunque voglia nominarsi anarchico senza riconoscersi individualista, si pone fuori dall´anarchismo. In altre parole, non esiste anarchismo non individualista.Il punto fondamentale è giustamente l'individualismo ma non slegato da un rapporto di "senso della collettività" che non può essere scollegato all'uomo in quanto animale sociale.La filosofia anarchica, invece di porre al centro della sua dottrina politica la società, come fanno il comunismo, il socialismo, come anche l’anarco-comunismo, vi pone l’individuo.Parafrasando una frase di Stirner: "la libertà del popolo non è (necessariamente) la mia libertà".E ancora"L'anarchismo deriva dal liberalismo, è ravvicinabile al socialismo, ha legami con l'utopismo, relazioni con l'irrazionalismo: per questo non sempre è stato concepito come vera e propria teoria politica, quanto piuttosto come corrente etica e aspirazione individuale. Lo si può riassumere in generale in «un'unica parola: libertà» (Fauré).

L'anarchia è uno stato mentale, una condizione dello spirito,questo è l'atteggiamento che più salva la statura dell'uomo, che non la riduce.Oggi, forse, anarchia è cercare di essere sé stessi il più a fondo possibile, al di là del compromesso, col sogno negli occhi e il sorriso sul volto.
I cosidetti Centri Sociali,nella generalità,non han niente a che fare con l'anarchia,il cui nome è spesso stato impropriamente accostato anche ad altre forme di pensiero estemporanee e lontane dal vero anarchismo..

"Secondo voi l'anarchia è possibile al giorno d'oggi?! In quanto società perfetta dove trionfi La libertà, La cooperazione, La solidarietà, IL benessere comune ecc. ecc... l'ideale di società senza autorità e senza leggi sconfina, appunto, in un'utopia, un non luogo, un'aspirazione che deve guidare come manifestazione della perfezione etica e morale del genere umano, ma che non potrà mai esser toccata?" (domanda di un lettore).

Certo,potrebbe anche essere un utopia,viste le condizioni di globalizzazione in cui oggi ci troviamo,ma per noi la strada resta sempre quella che abbiamo illustrato sopra.L'importante è stimolare l'indagine personale, tenere vivo l'intelletto, farsi domande, dubitare, dubitare, dubitare sempre e comunque senza mai prendere nulla per vero o preconfezionato, indagare da più fonti e pensare con le nostre teste di singoli individui intelligenti Non vediamo altre alternative.
(TEAM del blog)
--------------------------------------------------------------------------

30 commenti:

  1. condivido tutto,io sono così

    RispondiElimina
  2. e gli anarco-comunisti?

    RispondiElimina
  3. Nella storia si son verificate convergenze,in determinate situazioni,tra gli anarchici,socialisti,comunisti,liberali e anarco-comunisti.Ciò non toglie che il sentire anarchico è profondamente diverso da tutti questi movimenti come illustrato nel post.Gli anarco-comunisti sono comunisti prima di tutto.Per noi,un comunista non sarà mai un anarchico.ciao

    RispondiElimina
    Risposte
    1. sono troppo d'accordo!

      Elimina
    2. ...e che non mi vengano a parlare di anarcocomunismo, cioè dissidenti in cerca di "asilo politico"

      Elimina
    3. già...un conto è volere la pace,la fine dello sfruttamento dei ceti più poveri....un altro è il mezzo per raggiungerli...il metodo comunista non sarà mai quello degli anarchici....il discriminante resta sempre quello che divideva Marx da Bakunin...e la Storia lo ha confermato

      Elimina
    4. ....l'espulsione dall'internazionale fu sintomatico perciò ne il nabat ne piattaforme e tantomeno sintetismi possono contaminare l'essenza

      Elimina
    5. l'episodio delle "casette" che vede protagonistal'anarchico Mazzucchelli (battaglione lucetti) dovrebbe far riflettere...

      Elimina
    6. già....quelli dell'Ulivi sapevano che ci fosse al di là del ponte,ma si guardarono bene dall'avvertire gli anarchici,anzi...
      Anche dopo la guerra,i tentativi anarchici di autogestione del lavoro nelle cave di marmo sono visti con diffidenza dal PCI che,come altri,volevano avere appalti e gestione dei lavori, dallo Stato e dagli enti locali.
      Siamo alle solite....

      Elimina
    7. perdona Johnny, so che non c'entra una cippa, ma hai un profilo su fb in modo da poterti chiedere l'amicizia?

      Elimina
    8. paolo tinti.....gruppi NO EUROPA e FREE YOUR MIND

      Elimina
  4. A Barcellona,come in altre occasione,i comunisti hanno mostrato il loro vero volto,approfittare dei compagni di lotta per poi eliminarli.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. l'episodio delle "casette" che vede protagonistal'anarchico Mazzucchelli (battaglione lucetti) dovrebbe far riflettere...

      Elimina
    2. già....quelli dell'Ulivi sapevano che ci fosse al di là del ponte,ma si guardarono bene dall'avvertire gli anarchici,anzi...
      Anche dopo la guerra,i tentativi anarchici di autogestione del lavoro nelle cave di marmo sono visti con diffidenza dal PCI che,come altri,volevano avere appalti e gestione dei lavori, dallo Stato e dagli enti locali.
      Siamo alle solite....

      Elimina
  5. e il Poum? non era comunista? e G. Munis?

    RispondiElimina
  6. Abbiamo citato ii Poum unicamente per questa fase della guerra spagnola dove si unirono agli anarchici,anc'essi perseguitati dal governo in carica,e non perchè ideologicamente fosse di matrice anarchica.Vi militò anche Orwell.

    "Il 16 giugno 1937, il nuovo governo decretò la messa al bando del POUM, la chiusura del hotel Falkon a Barcellona, sede del POUM, la sua trasformazione in una prigione e la incarcerazione dei vari esponenti del partito, compreso Andrés Nin. Le milizie del POUM si dissolsero, i combattenti si unirono principalmente agli anarchici o si dettero alla clandestinità, continuando però a combattere, mentre alcuni fuggirono all'estero, ormai stretti tra due fuochi.

    Il processo che ne seguì durò quasi un anno. L'accusa era di alto tradimento: il POUM non era altro che una quinta colonna del generale Franco e da esso prendeva direttamente gli ordini, come testimoniato da una lettera tra Nin e Franco stesso (poi rivelatasi falsa). Il verdetto che ne seguì fu più leggero, in quanto l'accusa di alto tradimento cadde, ma comunque i dirigenti furono ritenuti colpevoli per i fatti del Maggio dell'anno precedente a Barcellona. ANDREAS NIN venne sequestrato, torturato e successivamente assassinato da emissari sovietici.

    Idem per MUNIS

    In Spagna tra il luglio 1936 e la fine del
    1937 agirono distintamente due gruppi autenticamente
    trotskisti. Il primo, denominato
    Sección Bolchevique-Leninista de
    España, venne fondato nel novembre 1936
    a Barcellona da Manuel Fernández
    Grandizo, conosciuto con lo pseudonimo
    di G. Munis.
    Il gruppo di Munis, che era considerato la
    sezione ufficiale del movimento trotskistaNei tragici fatti del maggio 1937 a
    Barcellona i trotskisti della Sección
    Bolchevique-Leninista si trovarono a
    FIANCO DEL GRUPPO ANARCHICO «Los Amigos
    de Durruti» e furono gli unici raggruppamenti
    che cercarono di dare una direzione
    rivoluzionaria agli eventi opponendosi al
    cessate il fuoco e alla resa della dirigenza
    cenetista.
    La persecuzione stalinista colpì naturalmente
    e principalmente i trotskisti che
    combattevano in Spagna. Freund, Erwin
    Wolf, ex-segretario di Trotsky, e Carrasco
    furono assassinati. La maggior parte dei
    militanti del gruppo furono incarcerati all’inizio
    del 1938 e dopo un giudizio sommario
    vennero condannati a morte. Rinchiusi
    nella fortezza del Montjuic riuscirono
    ad evadere, durante le concitate fasi
    della caduta di Barcellona nelle mani delle
    truppe franchiste, e si rifugiarono in Francia.

    Il discorso che facciamo è più generale,al di là di fatti contingenti che pur hanno visto combattere gli anarchici con altri gruppi.La frattura col comunismo è quanto abbiamo illustrato nel post ed a nostro avviso è insanabile.
    Comunque grazie per le precisazioni.bye

    RispondiElimina
  7. vi ricordo che mentre i militanti del Poum venivano arrestati, torturati e ammazzati, gli anarchici sedevano nel governo repubblicano...

    RispondiElimina
  8. Quattro esponenti anarcchici presero parte all'ultimo governo Caballero,(che si era opposto allo scioglimento del Poum),per cercare di salvare quanto restava di una rivoluzione già tradita.Ciò non fu esente da feroci contestazioni da parte di molta parte della FAI.La persecuzione su vasta scala del Poum e degli anarchici non fu certo opera del governo Canallero e degli anarchici,ma del successivo condotto da Negrin che effettivamente sciolse il Poum dando origine a quel che tu dici.Dopo lo scioglimento molti confluirono,come già detto,nelle milizie anarchiche.Ti ricordo inoltre che Maurin fu deputato del governo Azana,un centrista,forse per tattica,ma tant'è.Inoltre,con la partecipazione al governo borghese del 1936 in Catalogna, e l’ingresso di Nin al ministero.il Poum collaborò all’attività del governo per uno svuotamento delle conquiste e un passaggio di potere alla borghesia.Ti ricordo ancora che Camillo Berneri nel suo scritto “In difesa del Poum” lo difese appunto contro le falsità di molta stampa che associava il Poum al franchismo.(falsa lettera di Nin a Franco).
    Ma a parte questa piccola e ininfluente polemica,nessuno nega che il Poum insieme agli anarchici siano state le sole forze che han combattuto fino alla fine,e su due fronti,contro i comunisti staliniani e Franco.Il film di Loach e gli scritti Orwell lo testimoniano,fermo restando che questo comune eroismo nella contingenza spagnola, non può comunque cancellare le differenze.Tu chiedi se il Poum era comunista.Certo,ma molto sui generis,fatto sta che li combateva.Prima vicino al trotzkismo,poi ripudiato,nel corso della guerra,si avvicinò a posizioni più libertarie,simili a quelle anarchiche,che erano predominanti in Catalogna..Le Differenze erano d'ordine organizzative,sindacali e libertarie e lo stesso Nin,in una intervista a Serge diceva: " I'm not an anarchist, but rigorously syndicalist. Nothing utopian about his ideas, only the wish to conquer and organize production".
    Detto questo,per quanto concerne la Spagna,i nostri riferimenti restano Buenaventura Durruti,Camillo Berneri e i tanti militanti della Fai catalana.Il nemico non era il Poum,ma Franco e i soliti ipocriti comunisti che han fatto le stesse cose dappertutto negli stessi frangenti:eliminare i compagni di strada,salvo poi canonizzarli altrettanto ipocritamente.

    RispondiElimina
  9. ...il 28 giugno 1937 (pochi giorni dopo lo scioglimento del Poum e l'arresto dei suoi dirigenti)la Cnt reclama, inutilmente, il proprio inserimento nel governo repubblicano...

    Riepilogando gli schieramenti nelle giornate di maggio erano questi:

    COMUNISTI (Poum, troskisti) e ANARCHICI (Amigos de Durruti e militanti Cnt) alleati contro gli Stalinisti e il Governo repubblicano;
    con i dirigenti della CNT-Fai "neutrali.

    RispondiElimina
  10. Come introduzione,tanto per mettere in ordine alcune cose:Il Poum era responsabile tanto quanto la CNT nell’aver ricondotto la classe operaia di nuovo al sostegno dello stato borghese. Anche prima della guerra, nel gennaio del 1936, il POUM si era unito ai socialisti e ai partiti della sinistra borghese nel blocco elettorale del Fronte Popolare. Ma quando la guerra scoppiò si allineò con la CNT nello sciopero e nella insurrezione contro i militari. Quando gli anarchici dichiararono finito lo sciopero generale, il POUM fece la stessa cosa due giorni dopo. La generalitat rese loro il compito più facile accogliendo le richieste economiche dei lavoratori. Ora lo sciopero e l’insurrezione potevano essere trasformati da guerra di classe in guerra militare. Nin poi accettò il posto di consigliere alla giustizia nel governo catalano. Giustificò tale scelta con il seguente pezzo di non-sense:

    "I lavoratori avevano sconfitto il fascismo e stavano combattendo per il socialismo… In Catalogna esisteva già la dittatura del proletariato… Noi eravamo parte di una profonda rivoluzione sociale in Spagna; la nostra rivoluzione era più profonda di quella che aveva scosso la Russia nel 1917."

    (Dal giornale del POUM La Batalla, citato in La Guerra di Spagna, gennaio 1937).

    Il POUM stava per pagare molto cara l’illusione che la rivoluzione stesse avanzando e che i lavoratori fossero al potere (perché il POUM era nel governo catalano!).
    Veniamo a maggio: Non tutta la CNT (che era un sindacato eterogeneo) e la Fai furono nutrali,,molti salirono sulle barricate,tanto che Abad de Santillan, il capo della FAI ammetteva che “gli anarchici erano padroni della città”,anche se la dirigenza della CNT-FAI, per paura di danneggiare la causa antifascista, non andò all’offensiva.Gli Amici di Durruti reclamavano la resistenza (in nome della difesa di una rivoluzione che non era mai stata compiuta.Il POUM la definì una spontanea risposta alla provocazione stalinista e disse che la scelta era tra rivoluzione e contro-rivoluzione, ma senza assumere esso stesso alcuna posizione di guida. E, come abbiamo dimostrato sopra, era una contro-rivoluzione nella cui preparazione la CNT e il POUM svolsero il loro ruolo.Sui fatti di maggio ci fu ampia critica per aver “subito” la sollevazione; Morrow sostiene che sarebbe stato il momento più opportuno per la presa del potere da parte del Poum appoggiato dagli “amici di Durruti”, e dai bolscevichi-leninisti aderenti alla quarta internazionale .
    I dirigenti del Poum a giustificazione della loro posizione “indecisa” di quei giorni avevano affermato che la presa del potere era impraticabile perché sarebbe stato limitata alla sola Catalogna, avrebbe costituito un vantaggio per i fascisti e infine avrebbe allarmato Francia e Inghilterra.
    Come vedi,ce ne sarebbe per tutti,volendo.
    E come già ripetuto,i ns riferimenti sono Durruti,Berneri e i miliziani FAI,che mai han tradito la rivoluzione,come d'altronde i miliziani Poum.Certo non si può nascondere che comunque gli anarchici a Barcellona fossero le forze predominanti.
    Comunque questa ns discussione sulla guerra di spagna,non è che un corollario,pur significativo,del punto principale che è pure il titolo del post:Gli anarchici non saranno mai comunisti,a prescindere dalle circostanze che possono averli visti combattenti insieme.Per noi il comunismo è uno solo,e poco importano le varie frazioni che in esso si combattevano,ed è quello che ci siam trovati di fronte per 70 anni ed è quello che già Bakunin preconizzava,Stalin o non Stalin.Ed è quello che anche il Poum ha assaggiato....

    RispondiElimina
  11. ho seguito questo excursus storico interessante,aggiungo che nel dopoguerra un comunista da strapazzo,un certo Santiago Carrillo,non ha fatto altro che infangare e raccontar balle sui miliziani anarchici e poum.
    Poi ci dovrebbero anche spiegare chi ha ucciso Durruti e pure Picelli.Questi comunisti son pure capaci di appropriarsi post mortem anche di quelli che han fatto fuori.Che schifo!

    RispondiElimina
  12. Infatti... la cosa che adoro e che rispetto fortemente del pensiero anarchico è la grande libertà intellettuale che sprigiona e la grande voglia di stare e rappresentare il sottoproletariato. La cosa che non riesco a capire però è la cocciutaggine nel'identificare il movimento comunista come lo stalinismo, l'incoerenza di non riuscire a capire i processi materiali che si scatenano e che in fine danno vita ad una determinata società in una determinata zona del globo in un determinato tempo, la cosa che veramente mi lascia perplesso è l'aiutare il pensiero dominante a rilegare il comunismo ad un semplice regime o regimi instaurati in un contesto arretratissimo (d'altronde l'instaurazione di questi regimi autoritari è il concetto anticomunista per eccellenza)... La cosa che odio di più invece è la concezione borghese del movimento comunista che hanno gli anarchici, come al contrario quella dei "comunisti" che hanno per lo stato. Ma purtroppo se lo stalinismo ha lasciato un eredità al movimento comunista è proprio questa la voglia di mettere tutto nelle mani dello stato, il concetto antimarxista per eccellenza, poichè Marx tutto fa tranne che parlare di stato lui fa solo delle scoperte eccezionali sullo sviluppo dialettico della storia e prevede che dopo la rivoluzione proletaria si instauri naturalmente la dittatura del proletariato cioè lo stato cambia natura di classe fino a che il proletariato stesso diventa l'unica classe sociale e per cui avviene naturalmente l'estinzione delle classi sociali che porta via con se lo stato il denaro e così via...

    RispondiElimina
  13. E' facile farsi le pippe mentali sui comunisti sugli anarchici dell'epoca e specialmente è facile avere la verità in tasca, dichiarasi puri e senza peccato, agire come la borghesia e dare un'analisi borghese agli avvenimenti passati e presenti. A me l'anarchia personalmente mi sembra il frutto deviato del pensiero dominante.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. La vicenda spagnola è illuminante di ciò che divide gli anarchici dai comunisti.Le pippe mentali intorno ai concetti filosofici del marxismo come IDEOLOGIA (non come METODO) non servono a nulla quando poi la realtà si trasformano nell'esatto contrario.
      Purtroppo il comunismo ha già dato,ed è inutile dire che Marx é stato male interpretato.
      Bakunin aveva già capito tutto.
      Non è questione di essere puri,nelle cose umane la purezza spesso latita,ma di concezioni diverse circa l'individuo e la libertà.
      Cosa che ha sempre diviso anarchici e comunisti.Lo stesso Gramsci con la sua concezione del principe-partito e del famoso intellettuale organico lo conferma.
      La dittatura del proletariato? Ma dove,quando? Capisco che nell'800 era una parola d'ordine che aveva ,una utopia che aveva ragione di essere,ma già la parola dittatura la dice lunga,e infatti si è visto come é finita: la dittatura di un partito.

      Io distinguo il metodo marxista di indagine ancora valido,ma non l'ideologia che ne è scaturita.Il metodo marxiano criticava lomStato come sovrastruttura da eliminare,ma poi dall'ideologia ciò che è venuto fuori é stata tutt'altra cosa.
      Mi dispiace che tu pensi all'anarchia con una concezione ottocentesca,di frutto deviato del pensiero dominante,se c'è stato un esperimento sociale totalmente contraio a quanto dici,é stato quello della Barcellona anarchica.

      Elimina
  14. Italia '900 anarchici e movimento operaio

    copertina
    Antonio Orlando e Angelo Pagliaro
    CHICO IL PROFESSORE
    Vita e morte di Francesco Barbieri, l'anarchico dei due mondi
    Prefazione di Francisco Madrid Santos
    Coedizione La Fiaccola e Zero in Condotta
    pp. 352 EUR 22,00
    ISBN 978-88-95950-31-0

    I pochi e scarni ritratti che restano di Francesco Barbieri ci consegnano un personaggio scomodo, un anarchico forte, energico, determinato, passionale che suscitava sentimenti contraddittori ed opposti: o un'immediata antipatia o una simpatia spontanea. "Era tutto per gli altri e sapeva ritirarsi a tempo quando la sua innata timidezza lo avvertiva che non eran pi&ugrve; necessari i suoi piccoli enormi servizi", afferma uno dei suoi compagni. Un altro libertario racconta:" Barbieri era uno che veniva dall'America del Sud; era un mezzo assaltatore di banche, aveva i nervi sfatti e viveva a suon di pastiglie "perché lui era un mezzo gangster". In quasi tutta la letteratura esistente, il nome dell'anarchico calabrese viene sempre associato a quello di Camillo Berneri, che seppe apprezzare e valorizzare le sue qualità di uomo coraggioso capace di grandi sensibilità e generosità e, al contempo, di grande fermezza e sangue freddo quando le condizioni lo richiedevano.
    I due autori hanno cercato di ricomporre i tanti frammenti di una vita avventurosa vissuta tra la Calabria, il Sud America e l'Europa e conclusasi tragicamente, durante il conflitto spagnolo, nel corso dell'ultimo, cruento scontro fratricida tra anarchici e comunisti.

    [Giugno 2013]

    RispondiElimina
  15. Concordo sui due concetti base dell'anarchismo: Individualismo e libertà. Però io vedo, specie nella mia città e in generale, che MOLTI gruppi anarchici, o presumibilmente tali, tendono sempre a esternare concetti e frasi fatte sulla libertà ma MAI sull'individualismo. Essere individualisti fa paura, portare delle idee e delle motivazioni da solo, esternando il proprio essere individuali vedo che non molti lo fanno, limitandosi a fare i rivoluzionari, o nel caso specifico, gli anarchici in gruppo. Io non sono anarchico ma mi ritengo individualista (forse la forma più pura di anarchia è proprio l'anarco-individualismo, privo di compromessi come dici tu). E vedo che il mondo dei rahazzi che si avvicinano a questa "ideologia" è TROPPO pieno di stereotipi, frasi fatte, modi di fare omologati, identità avvalorata solo nel proprio gruppo di appartenenza, etc... tutte cose che SMINUISCONO FORTEMENTE l'essere anarchici e che smontano l'anarchismo proprio nei punti che ho citato all'inizio: individualità e libertà.

    Io penso che l'anarchismo, come dici te, è proprio uno stato mentale, interiore, e sinceramente molti hanno in bocca questo termine ma POCHISSIMI lo sono DAVVERO. Dimostro di essere più anarchico io, forse, con la mia perpetua ricerca di un senso individuale mio personale, con le mie idee (che non sono per forza le tue), con i miei modi di fare meno possibilmente impregnati nei modi di fare degli altri, che nemmeno molti "anarchici" che di anarchico e di rivoluzionario non hanno nulla, scadendo invece in luoghi comuni che li rendono tutti uguali e poco improntati verso una identità PROPRIA e fortemente individuale.

    Saluti.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Non so nella tua città,ma certi attuali gruppi anarchici poco hanno a che vede con la libertà individuale e di pensiero della vera anarchia.Vero è anche che questa libertà deve coniugarsi anche con i problemi sociali,altrimenti diventa una sorta di egoismo individuale o di dandysmo.Almeno,io così la vedo.
      L'anarchia ha sempre cercato di conciliare il libertarismo individuale con una organizzazione sociale altrettanto libera,non verticistica.Mi vengono in mente le piccole comunità autogestite di Bakunin (nel bordello odierno,quanto mai attuali...):
      Ma sopratutto oggi,essere anarchici significa esercitare continuamente lo spirito critico senza farlo discendere delle varie vulgate intrise di ideologismo a cui sottomettere il pensiero.C'è chi è avvantaggiato,essendo un disobbediente naturale...specie oggi al continuo doversi adeguare a norme demenziali...poi c'è chi sente di dover disobbedire,ma ancora sotto un ombrello ideologico...il che è molto pericoloso,perchè lo spirito critico non può mai obbedire a dogmi precostituiti,magari contrari alle circostanze reali.

      Saluti

      Elimina
  16. Non concordo molto sulla questione ideali. Se guardi sul dizionario alla parola Libertà vedrai il suo significato UNIVERSALE, che vale per tutti e per ogni tempo. Avere delle idee che si esternano da un ideale vuol dire fondamentalmente annacquare un principio FONDAMENTALE e con il tempo trasformarlo (molte società e ideologie politiche hanno fatto proprio questo, ed hanno distrutto anziché edificare).

    Andare alla FONTE delle cose, vedendole per la loro purezza vuol dire avvicinarsi sempre di più a ciò che l'Anarchia si pone da sempre: libertà e svincoli di ogni tipo.
    Se l'uomo ha delle idee non fisse, tale idee possono essere storpiate con il tempo e cambiare radicalmente il significato, andando in una direzione opposta a quella prefissata.

    Tornare ogni tanto alla fonte di un PRINCIPIO (perché Libertà, Individualità e quant'altro NON sono ideali, ma principi giusti e fondamentali) non fa altro che bene, perché aiuta a non perdere la strada e a vedere realmente per che cosa stiamo lottando.

    Che poi tu abbia una strada diversa dalla mia nel tuo raggiungimento di tali obiettivi è GIUSTISSIMO e VERISSIMO. Ognuno è diverso e usa i mezzi che ha, ma i principi sono giusti allora come adesso e come per sempre; i mezzi per raggiungerli possono cambiare ed essere "flessibili".

    Io onestamente starei attento a usare flessibilità di interpretazione verso quel valore chiamato Libertà, perché poi va a finire come tutti quei movimenti politici come il Socialdemocrazismo (finito tragicamente in quella forma ANTI-LIBERTA' chiamata Nazismo) o come il Comunismo (altro termine NON MENO repressivo che usa solamente un termine più edulcorato per indicare oppressione e schiavitù sistematica).

    Tutti 'sti partiti avevano anch'esse principi di libertà e uguaglianza, ma se li avessero applicati alla FONTE, forse non si sarebbero deviati come invece hanno ampiamente dimostrato.

    Saluti.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Forse non mi sono spiegato.....non è questione di idee,di pericolo di ideologie e quant'altro...noi non viviamo soli,altrimenti ogni discorso cade,ma quasi obbligatoriamente in una comunità,pur piccola quanto vuoi.
      Quindi,più che idea,è un principio ,viveri liberi in una comunità libera....capisco la tua posizione di anarchico individualista,è una scelta....
      Non c'è nessuna rinuncia o flessibilità in questo concetto di libertà.
      Non so se sono riuscito a spiegarmi,l'anarchia ha tante forme,l'importante è rispettare ed uniformarsi sempre il principio originale di libertà,più facile individualmente,un po' più difficile comunitariamente.
      saluti

      Elimina
  17. Sì, è quello che volevo dire: andare sempre verso il significato originale e puro di libertà, senza mezze misure né compromessi.

    Purtroppo quello che si prefissano gli anarchici, inevitabilmente, cade con il numero sempre maggiore di esponenti e con la globalizzazione.



    RispondiElimina