
"Coloro che si trovano nella Città del Vaticano senza le autorizzazioni previste, o dopo che esse siano scadute o revocate, possono essere espulsi anche colla forza pubblica... Coloro che non siano cittadini vaticani per accedere alla Città del Vaticano debbono munirsi di un permesso che, previo accertamento dell'identità personale, è rilasciato dai funzionari; il permesso ha effetto per rimanere nella Città del Vaticano soltanto per le ore stabilite con provvedimento del Governatore e deve essere conservato ed esibito a qualsiasi richiesta... Nessuno può dare alloggio né temporaneo né permanente, con o senza corrispettivo, anche a persona autorizzata al soggiorno, senza l'autorizzazione del Governatore".
Così funziona Oltretevere, così recita il Capo II "Dell`accesso e del soggiorno nella Città del Vaticano" della Legge sulla cittadinanza dello Stato pontificio in vigore dal 1929.Capito? La forza pubblica! Se non sei autorizzato, se il permesso è scaduto, se sei abusivo o clandestino, la Legge Vaticana ti condanna all'espulsione. Con le buone o meno. Chissà se l'hanno detto a quei Monsignori che in questi giorni si strappano la tonaca inveendo contro la Lega brutta, cattiva e inospitale. Il primo è stato monsignor Giovanni Nervo, fondatore della Caritas italiana, che ha bollato come un comportamento "che grida vendetta al cospetto di Dio" l'operato del governo in tema di immigrazione clandestina: "I respingimenti in mare sono solo barbarie e crudeltà". Eh già, tanto in Vaticano il mare non ce l'hanno...
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LA TARTUFERIA DELLA CHIESA E' VECCHIA DI 2000 ANNI. IL SUO MODO DI ESSERE. E NONOSTANTE QUALCHE S.FRANCESCO UTILE ALLA CAUSA,I BORGIA SON QUELLI SEMPRE AL COMANDO. MOLTI VESCOVI PIU' CHE DA PRINCIPI DELLA CHIESA SI COMPORTANO DA GIANNIZZERI DELLA POLITICA. LA DISGRAZIA ITALIANA E' CHE NON SON RIMASTI AD AVIGNONE.ABOLIRE IL CONCORDATO!

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