

Per la cultura ucraina Taras Schevcenko è come Manzoni per l'Italia e Pushkin per la Russia.
Il 25 febbraio del 1814, in un villaggio non lontano da Kiev, Gregorio Shevchenko, servo della gleba, ebbe il sio 3° figlio e lo chiamò Taras. Un figlio di servi era, naturalmente, servo a servo a sua volta. Taras fu mandato a scuola, e rapidamente imparò a leggere e scrivere, ma ben presto la miseria sempre più grave, lo costrinse al lavoro di pastore. La mattina usciva prima dell'alba, si recava nella steppa e trascorreva le sue giornate in solitudine. Trascorsa l'infanzia, Taras divenne servo di un gentiluomo che lo portò con sè a San Pietroburgo. In questa città la sua vita ebbe una svolta: conobbe un bravo pittore, Sòcenko, il quale fece in modo che Taras ottenesse la cosa per lui più importante: la libertà. Divenuto libero, pubblicò la prima raccolta dei suoi versi. Il successo fu grandissimo. Egli fu il primo poeta ad affrontare il problema ucraino, fu il primo ad occuparsi della vita dei contadini. Ma con troppa audacia il poeta s'era lanciato nell'impresa di rivendicare la libertà della sua patria, e così nel 1847 la polizia dello Zar arrestò Taras Shevchenko.
Fu rinchiuso nella prigione di San Pietroburgo, successivamente una sentenza dello zar Nicola lo condannò in esilio. Solo nel 1857 Shevchenko fu liberato, ma non gli fu permesso di tornare a San Pietroburgo. Nel maggio del 1859 ottenne il permesso di entrare in Ucraina, dove decise di acquistare un pezzo di terra non lontano dal pesino dove era cresciuto. Ma nel luglio di quello stesso anno fu arrestato per la seconda volta, ma nel giro di poco tempo fu rilasciato ed gli fu concesso di tornare a San Pietroburgo.Shevchenko trascorse gli ultimi anni della sua vita lavorando su nuovi libri di poesia, nuovi dipinti e riesaminando alcuni suoi vecchi scritti, che pubblicò in breve. Morì a San Pietroburgo il 10 maggio del 1861; fu prima seppellito a San Pietroburgo e poi trasportato in Ucraina secondo quanto aveva scritto nel suo poema-testamento (Zapovit). Qui venne seppellito sulle rive del fiume Dnepr vicino la città di Kaniv. Dove sorgeva un tempo la sua lapide, oggi si può ammirare il Museo di Kaniv.Shevchenko, poeta che ebbe un grande impatto sulla letteratura ucraina, morì qualche giorno prima che fosse proclamata la liberazione di tutti gli schiavi, sotto il regno dello zar Alessandro II.
dal ciclo “Nella casematta”, composto negli anni della prigionia
Ricordate, fratelli miei… –
Affinché quella sventura non ritorni –
Come voi e io guardavamo
Per bene da dietro le sbarre.
E, certo, pensavamo: “Quando
Per un consiglio quieto, una chiacchiera,
Quando ci incontreremo di nuovo
Su questa terra devastata?
”Mai, fratelli, mai berremo
Insieme l’acqua del Dniepr!
Ci separeremo, disperderemo nelle steppe,
Nelle selve la nostra sventura,
Crederemo ancora un po’ alla libertà,
Poi cominceremo a vivere
Tra la gente, come la gente.
E finché sarà così,
Amatevi, fratelli miei,
Amate l’Ucraina,
E pregate il Signore
Per lei, povera di talento,
Dimenticate, amici,
E non maledite.
Talora ricordatevi di me
Nella crudele schiavitù.
[1847, Fortezza di Orsk)
(traduzione - Anna Panassukova)

Non lo conoscevo,si impare sempre qualcosa,bye
RispondiEliminaMa esiste tradotto in italiano?
RispondiEliminain ucraino le sue poesie suonano molto melodico e ti suscitani grandi emozioni
RispondiEliminavorrei trovare una traduzione che almeno parzielmente riesce trasmettere i sentimenti e l'atmosfera che il poeta descrive
Astra
@astra
RispondiEliminale traduzioni italiane sono poche,questa l'ha tradotta un'amica che ben conosce l'italiano e anche le sue espressioni parlate,slang vari compresi.
Devo dire che hai ragione per quanto sostieni circa il suono in lingua originale,avendole così ascoltate.
Purtroppo le traduzioni italiana dalle lingue slave sono spesso lontane dall'originale per una somma di ragioni che non sto qui a spiegare,tra cui una non secondaria è la russificazione linguistica che l'Ucraina ha subito in tanti decenni.Molti non conoscono nemmeno la loro lingua originale e solo dopo l'indipendenza l'ucraino è stato imposto come lingua ufficiale e nei testi scolastici.
D'altronde,pure il nostro Dante tradotto in inglese o che so,è meglio non parlarne....