giovedì 30 luglio 2009

STAMPA E FATTI - lettera al Riformista


egregio direttore,

leggo il Riformista da qualche anno e credo di comprendere la difficoltà di creare e continuare un giornale che,pur orientato,mantenga una visione pluralistica delle cose. Che le critiche e gli elogi espressi dai commenti dei lettori arrivino sia da destra che da sinistra,è il segno tangibile che il giornale tiene fede a questa visione liberale, oltre che di una intelligente politica editoriale che mira ovviamente ad ampliare il parco dei lettori in tutte le aree politiche.Il merito di questo "miracolo" del panorama giornalistico italiano (dove giornali-partito,che si autodefiniscono imparziali -sic!-sostituiscono giornali di partito),oltre all'idea fondante,è sicuramente dei vari articolisti e collaboratori che cercano di coniugare una loro specifica appartenenza e storia ideologica con una analisi dei "fatti" possibilmente non faziosa, senza peraltro rinunciare al proprio vissuto politico-intellettuale, ma nemmeno accettarlo acriticamente.E' un po' come camminare sul filo di un rasoio,in precario equilibrio, si corre sempre il rischio di tagliarsi.E' capitato,specialmente in questi ultimi tempi dove, per insistere maniacalmente ed univocamente ad oltranza su un certo tasto, si son persi di vista il giusto equilibrio ed i cosidetti "fatti concreti" per dedicarsi anema e core ad una "critica letteraria" di dubbio gusto,lontana da ogni reale avvenimento..Vada comunque per le pulsioni erotiche-letterarie,non è grave (più adatte però alle pagine cultura-spettacolo),ma accompagnare l'esegesi letteraria con lezioni giornalistiche sui "fatti" è perlomeno ingenuo e presuntuoso.Da Nietsche a Kraus,per citarne solo un paio,è noto che un fatto consiste praticamente nella sua interpretazione,non esclusi i fatti storici.Immaginiamoci per quelli di cronaca,per loro natura incerti ed evanescenti, spesso interpretati e anche deformati già dai titoli ,se non addirittura inventati in certi casi..Mi perdoni,ma che i giornali raccontino fedelmente i "fatti" a me pare una ingenuità,per quanti sforzi apprezzabili in tal senso possa fare il Riformista.Più che raccontare dei "fatti" (che non sono fiabe,come spesso si tende a trattarli e dipingerli) e della loro supposta e spesso precaria verità,accontentiamoci delle varie interpretazioni che si possono dare di tale infida realtà ,alla quale potremmo comunque avvicinarci con approssimazoni sempre più convincenti,e sopratutto da diverse direzioni.A mio parere,questo è il compito essenziale di un giornale rispettoso della pluralità e che non pretende di aver in tasca verità preconfezionate su ogni cosa e sopratutto accreditare come tali risibili feuillettons,Nessuno è perfetto e non c'è mai un piatto della bilancia vuoto e un altro pieno.L'importante è che il grano,come si dice, superi sempre il loglio,e tutto sommato questo è il caso del Riformista a cui auguro di incrementare la già prestigiosa squadra di collaboratori ed ovviamente le conseguenti fortune editoriali.

(corrado prestianni)

Questa lettera è una risposta al pezzo di un articolista che recensiva il romanzo erotico-politico di una "signorina",spacciandolo come riferimento a fatti reali,ovviamente mai accaduti.Da qui la polemica sul concetto di "fatto" giornalistico,indipendentemente da qualunque contenuto del libro.

In merito possiamo aggiungere anche l'opinione di Carmelo Bene: "la stampa informa i fatti,non dei fatti".
A dire il vero,queste "guerre"giornalistiche sul nulla ci interessano assai poco,il succo di tutto è espresso nell'articolo del blog sui tre compari.
(TEAM )

6 commenti:

  1. I giornali hanno con la vita all’incirca lo stesso rapporto che le cartomanti hanno con la metafisica” (Karl Kraus)

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  2. L’editore è una persona impiegata in un giornale, il cui lavoro è separare la crema dal fango e far stampare il fango (Bob Phillips)

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  3. remo,castiglione olonaJul 29, 2009 07:25 PM

    “La pubblicità è la parte più veritiera di un giornale” (Thomas Jefferson

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  4. La differenza fra letteratura e giornalismo? Il giornalismo è illeggibile e la letteratura non è letta

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  5. Come cominciano le guerre? I diplomatici raccontano bugie ai giornalisti, poi credono a quello che leggono.(Karl Kraus)

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  6. gianni,vogheraJul 29, 2009 07:48 PM

    Mi pare una lettera equilibrata,anche se un po' ingenerosa nei confronti del giornale che anch'io leggo.In fin dei conti si tratta di una esagerazione di un collaboratore (forse D'Esposito?) che ci sta anche.E di solito,è vero, i giornalisti tendono a dare lezioni ai non addetti ai lavori.Ma niente di grave.Saluti

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