lunedì 15 giugno 2009

RICORDO DI CRAXI


Per chi crede nelle ideologie proprie del socialismo italiano questo è un giorno triste e nel quale l’odio e i rancori devono lasciare spazio a sentimenti più giusti per questa giornata ossia il ricordo e la riflessione.

6 anni fa in Tunisia moriva Bettino Craxi. Ricordo ancora i momenti che precedettero la notizia; attendevo la chiamata dei miei genitori di ritorno da una visita in Toscana, quando mi squillò il telefono, dall’altra parte un compagno in lacrime mi disse di leggere l’ultima ora del televideo: da quella pagina appresi della morte di un uomo, di uno statista, di un grande pensatore, che a torto o a ragione moriva in un suolo straniero dopo che la (in)giustizia italiana aveva vietato lui di tornare nel suo paese per curarsi.

Credo che il 19 gennaio 2000 sarà ricordato dai miei nipoti (dunque abbastanza in futuro) come una della pagine più nere della storia politica e giudiziaria del nostro paese. In quel 19 gennaio si spegneva la persona che aveva più dato all’Italia dall’unificazione in poi. Era riuscito a governare il paese secondo una visione socialista, sapendo regolamentare i settori dell’economia, senza bloccare troppo le spinte economiche, ma neanche dando mano libera alle lobby.

Da tanti fu additato quale esempio della politica cattiva, della politica che rubava e che faceva male al paese; la storia del PSI degli anni 80 non dice questo, dice ben altro. Racconta della storia di una classe dirigente giovane che seppe cavalcare l’innovazione e l’avanzata di nuovi paese, che aveva capito che il socialismo reale rappresentato dall’Unione Sovietica era un gigante dai piedi di argilla che prima o poi, tanto erano le contraddizioni che vi regnavano, sarebbe crollato. Certo era una classe dirigente che commise tanti errori – non ultimo quello di sottovalutare una serie di collusioni corruttive che gravitavano nella base del partito – ma tali errori non posso modificare totalmente il giudizio su di una classe dirigente che era riuscita a far sollevare dal guado il paese sostenendo uno stato più laico, ma con rapporti certi con la chiesa cattolica, più libero sul piano internazionale, con l’attuazione della politica del bastone e della carota con gli Stati Uniti d’America, più spregiudicata in campo economico e che in politica aveva coniato strumenti che vengono utilizzati tuttora.

Ecco allora per cosa va ricordato Craxi. Grande statista, che voleva il partito unico della sinistra, che voleva cambiare nome all’internazionale socialista in internazionale democratica per comprendere i democratici americani, che ebbe ragione su tante questioni economiche, politiche e sociali, che fece entrare il pds nell'internazionale socialista, che fino all'ultimo non rinnegò mai le sue idee, condannato ingiustamente fatti non propri. Morto in esilio ma che non va dimenticato.

LUCA LOMBARDO ((dal blog politica - il Cannocchiale)


per favore togliere il logo del PD dall'articolo,è una bestemmia ed una ipocrisìa
http://lucalombardo.ilcannocchiale.it/?id_blogdoc=819213

Team Pojanner

3 commenti:

  1. riccardo,milano - viva il psiJul 25, 2009 02:49 PM
    Adesso quei vecchi ipocriti lo rimpiangono.Facciamo a meno di queste lacrime coccodrillesche.Ora hanno ciò che si meritano,un partito alla deriva guidato da un quaquaraqua.Bettino è vendicato.
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  2. remigio,vareseJul 25, 2009 02:52 PM
    La colpa è sua e dei suoi portaborse
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  3. ROMA — "Craxi? «Interpre­tò meglio di ogni altro uomo politico come la società italia­na stava cambiando». La sua politica estera? «Fu grande. Ci fu l’episodio di Sigonella ma anche la scelta di tenere l’Ita­lia nella sfera occidentale, sen­za intaccare autonomia e di­gnità del Paese».
    Parole di Walter Veltroni


    Un altro pagliaccio che farebbe bene a tacere su Bettino
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