giovedì 30 luglio 2009

IL MIRACOLO DELL'ARTE GRECA - UNA IPOTESI











Una quindicina d'anni fa,si tenne a Washington e poi al Metropolitan Museum di New York una mostra dedicata all'arte greca , "The Greek Miracle: Classical Sculture from the dawn of Democracy", (che suscitò anche polemiche),in cui si sosteneva che la democrazia ha creato l'arte greca.Nella presentazione del catalogo si sosteneva inoltre che se la democrazia e' nata in Grecia, la sua sopravvivenza e' affidata agli Stati Uniti d' America.A prescindere dalle risate che tali bufale suscitano e la bestemmia di mischiare degli splendidi marmi alla politica con considerazioni ridicole,c'è da ricordare che nella democratica Atene e' sempre esistita la schiavitu' , considerata da Aristotele "naturale", cosi' come esisteva l' inferiorita' di meta' delle persone nate libere, cioe' le donne. Oggi, non v' e' antichista che non sappia tutto questo.Lo stile classico si e' affermato nello stesso periodo anche in citta' non democratiche, come ad esempio Olimpia, governata da un tiranno.Idea per idea,del miracolo greco io ne avrei un'altra,molto più piccola,meno pretenziosa e probabilmente poco scientifica,ma mi piace vederla così.Intanto vedetevi queste immagini.
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Come si vede e come è noto,queste sculture tendono a rappresentare non un uomo particolare,ma "il Tipo" uomo universale,l'idea eterna dell'uomo,l'idea platonica posta nell'iperuranio.Fatto sta che questo tipo d'uomo ideale è stato tecnicamente realizzato in modo estremamente realistico,curando i minimi particolari dei capelli,della barba,delle unghie....(chi ha avuto la fortuna di vederli se ne è reso certamente conto),quasi fosse un uomo reale ed in contrasto con una forma eterna non gravata di particolarismi.Insomma sembrano fondersi in un unicum l'accidente aristotelico e la forma ideale platonica,l'idea soprasensibile,immutabile ed il divenire reale,esistente. Questa possibile unione è per me il miracolo;un tipo ideale con tutti i particolari dell'uomo reale,ma che non è nè uno nè l'altro.Quasi una cosa nuova.Da qui,credo,l'atmosfera quasi magica che promana da queste (e ancora, chi le ha viste può meglio capire di che sto parlando) ed altre statue del periodo 460-420 a.c.E' un miracolo,per così dire a posteriori,stante che Platone, (Atene, 427 a.C. – Atene, 347 a.C.) e Aristotele, (Stagira, 384 a.C. – Calcide, 322 a.C.),sono posteriori a queste,ma è come un gioco di rimandi : l'unione di queste due filosofie rimandano e si incarnano quasi nei bronzi ed i bronzi rimandano e si fondono nelle due filosofie.Ipotesi folle?
(C.P.)

2 commenti:

  1. ipotesi interessante,forse più creativa che magari rispondente alla realtà,ma sicuramente meglio questa di quella del catalogo della mostra

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  2. garrone,reggio emiliaJul 30, 2009 10:41 AM

    non condivido,ma mi piace

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