

Desiderio da Settignano (Settignano, circa 1430 – Firenze, 1464)
Desiderio da Settignano è stato scultore di notevole valore, assai rappresentativo della creatività artistica fiorentina del XV secolo. Scarne le notizie sulla sua vita e la sua formazione: si suppone che il suo apprendistato sia avvenuto nella bottega di Bernardo Rossellino e che, in virtù dell'iscrizione alla Corporazione dei maestri della pietra e del legno, intorno al 1453 abbia aperto una sua bottega. Assieme ad Antonio Rossellino e Mino da Fiesole appartiene alla seconda generazione di scultori fiorentini, quella che sviluppa e trasforma le scoperte dei primi artisti del Rinascimento: Lorenzo Ghiberti, Filippo Brunelleschi, Luca della Robbia e Donatello. La sua ascesa è folgorante, la sua carriera breve. La fama, grande e precoce, lo accompagna fino alla morte, avvenuta intorno al trentacinquesimo anno di età. La sua opera, ascrivibile alla corrente denominata "stil dolce", si distingue per morbidezza geometrica e forza espressiva, raggiungendo il suo acme nelle creazioni in marmo, caratterizzate da intensità emotiva e naturalismo nei dettagli, in una mirabile sintesi tra realismo ed astrazione. I bassorilievi testimoniano una straordinaria dote: al pari di Donatello, egli lavora il marmo in modo sottile e delicato, creando effetti paragonabili a quelli della pittura.
Desiderio da Settignano è stato scultore di notevole valore, assai rappresentativo della creatività artistica fiorentina del XV secolo. Scarne le notizie sulla sua vita e la sua formazione: si suppone che il suo apprendistato sia avvenuto nella bottega di Bernardo Rossellino e che, in virtù dell'iscrizione alla Corporazione dei maestri della pietra e del legno, intorno al 1453 abbia aperto una sua bottega. Assieme ad Antonio Rossellino e Mino da Fiesole appartiene alla seconda generazione di scultori fiorentini, quella che sviluppa e trasforma le scoperte dei primi artisti del Rinascimento: Lorenzo Ghiberti, Filippo Brunelleschi, Luca della Robbia e Donatello. La sua ascesa è folgorante, la sua carriera breve. La fama, grande e precoce, lo accompagna fino alla morte, avvenuta intorno al trentacinquesimo anno di età. La sua opera, ascrivibile alla corrente denominata "stil dolce", si distingue per morbidezza geometrica e forza espressiva, raggiungendo il suo acme nelle creazioni in marmo, caratterizzate da intensità emotiva e naturalismo nei dettagli, in una mirabile sintesi tra realismo ed astrazione. I bassorilievi testimoniano una straordinaria dote: al pari di Donatello, egli lavora il marmo in modo sottile e delicato, creando effetti paragonabili a quelli della pittura.
Pressochè ignorato e relegato tra i minori,questo grande scultore è stato finalmente oggetto l'anno scorso di una rassegna al Museo del Bargello.Thanks

E'bello sapere quanta bellezza ha prodotto l'Italia per la delizia di tutti,è bello sapere che c'è chi la propone e diffonde.Firenze quanto ti devono tutti.
RispondiEliminaE' vero...Firenze è il gioiello che più amo..e grazie comunque...gli dedicheremo altri capitoli...magari sull'altro nostro blog Le Bateau Ivre,www.pojanlive.com,più adatto a questo genere di cose.
RispondiEliminaUn saluto a te e a Firenze.
Ah,guarda qua di fianco a dx,ti potrebbe interessare anche il post su Dante.
RispondiElimina