sabato 19 luglio 2014

UKRAJNA : USTICA 2.0?

Il mondo ha già deciso chi è il responsabile (e i correi) dell’abbattimento del Boeing 777 malese che due giorni fa è precipitato sull’Ucraina.
Non servono altre testimonianze e indizi, basta l’evidenza che non tradisce la vista. Peccato che, come scriveva de Saint-Exupéry, l’essenziale è sempre invisibile agli occhi.
E, mai come questa volta, tale saggia definizione risulta calzante in quanto troppi elementi contrastanti fanno diffidare della frettolosa versione statunitense, a cominciare dal fatto che non si sono voluti attendere gli esiti delle indagini e il reperimento delle informazioni dalle scatole nere del velivolo.
Su che basi Obama ha preso simile posizione, utilizzando toni inequivocabili? Sulle informazioni fornite da Kiev, all’uopo prefabbricate. Ma Kiev ha dimostrato di essere un distaccamento della Cia nell’Europa dell’Est, dai giorni delle famigerate visite di Brennan che hanno condotto a questa escalation conflittuale.
Se il presidente Obama dice che sono stati i ribelli del Donbass, con armamenti passati da Mosca, non può che essere così.
Lui è un Nobel per la pace mica un pinco pallino qualunque. La stampa amica al suo via ha acceso le polveri contro Putin, il Killer senza scrupoli.
Non occorrono altri riscontri, del resto non è importante la verità ma gli effetti che una sua percezione iniziale produce sulla pubblica opinione mondiale.
I grad dei giornali hanno incominciato il fuoco di saturazione incenerendo qualsiasi possibilità di replica o insinuazione di dubbi.
La maggior parte delle cose scritte dai quotidiani è pura fuffa, persino il numero dei bambini morti e la nazionalità dei passeggeri. Ma smentire serve a poco perché è in atto un’azione di provocazione a mezzo di menzogne. Spararle più grosse di loro non aiuterà la causa.
Per uscire da questo impasse bisogna concludere la guerra più velocemente e costringere Kiev alla resa, perché chi vince ha sempre ragione.
L’alleanza Occidentale con questa operazione di propaganda sta tentando di prendere due piccioni con una fava. Da un lato può delegittimarne i resistenti, già pronti ad intavolare trattative con la mediazione tedesca, partendo da un punto di forza dopo aver respinto gli attacchi ucraini, dall’altro può screditare i russi accusandoli di ammazzare passeggeri incolpevoli, per aver armato mani assassine.
Il suo obbiettivo è ricompattare il fronte incrinatosi in questi mesi a causa delle titubanze di alcuni paesi, tra i quali Germania e Francia. Scendendo sullo stesso terreno propagandistico o semplicemente negando le loro convinzioni, anche con prove inconfutabili, non otterremmo assolutamente nulla.
E’ necessario, invece, spingere il governo ucraino con le spalle al muro, sconfiggerlo militarmente e poi metterlo al cospetto delle sue responsabilità (che sono le stesse dell’amministrazione americana la quale ha finanziato e sostenuto il golpe).
Processando (meglio se sommariamente) Poroshenko e soci si infliggerà un duro colpo anche ai loro pupari. Come scrive giustamente La Grassa, siamo filo-russi, perchè vogliamo che la potenza Usa sia ridimensionata. Nessun evento che sconvolge le anime belle ci farà cambiare idea.
Tornando al caso dell’aereo rammentiamo che, ovviamente, lo Stato Ucraino non ha nessuna intenzione di collaborare alle indagini. Il suo ruolo è di depistarle per tutto il tempo indispensabile a riorganizzarsi.

I russi hanno formulato 10 domande semplici a Kiev per venire a capo delle reali colpe.
Basterebbe rispondere a queste per fugare i sospetti e dimostrare buona fede, ma i puppet ucraini si sottraggono in ogni maniera.
Ecco le domande liberamente riassunte:

1. Le autorità ucraine hanno identificato i responsabili della tragedia all’istante; Naturalmente, a loro parere, i miliziani. Che cosa c’è alla base di questi risultati?

2. Potrebbe Kiev riferire ufficialmente i dettagli circa l’utilizzo di sistemi “Buk”(unici a poter lanciare un missile a diecimila metri) in una zona di guerra, e soprattutto perché questi sistemi sono schierati laddove la milizia non ha aerei?

3. Quali sono le cause che impediscono a Kiev di accettare l’istituzione di una commissione internazionale che svolga indagini indipendenti?.

4. Le forze armate ucraine sono disponibili a presentare certificazioni di esperti internazionali in materia di missili “aria-aria” e “terra-aria” in loro possesso?

5. E’ possibile fornire ad una commissione internazionale le rotte degli aerei da guerra ucraini il giorno della tragedia?

6. Perché è stata autorizzata da Kiev la deviazione del Boeing verso l’area del sud-est del paese in guerra?

7. Perché non è stato completamente chiuso lo spazio aereo ai mezzi civili sulla zona di combattimento? Soprattutto, perché in questa zona non c’era campo di navigazione radar?

8. Perché il controllore di volo di Borispol, di nazionalità spagnola, ha riferito che poco prima dell’incidente al Boeing c’erano vicino due jet ucraini?

9. Perché la SBU ha incominciato a controllare le registrazioni di colloqui tra controllori di volo ed equipaggio del Boeing, nonché la visualizzazione dei dati radar, senza l’assistenza di rappresentanti internazionali?

10. La lezione di una catastrofe analoga, nel 2001, con l’abbattimento di un velivolo Russo Tu -154 sul Mar Nero non è servita a nulla? Prima i leader ucraini negarono il loro coinvolgimento e poi crollarono dinnanzi a prove inconfutabili.

Non aspettatevi nulla dai criminali di Kiev.

http://www.conflittiestrategie.it/le-menzogne-di-kiev

---------------------------------------------
Abbattimento che arriva a puntinoDopo essersi ritrovato circondato nella fascia a sud tra il confine russo e le province ribelli, l’esercito è stato sfiancato a Donetsk ed è capitolato a Lugansk, ritirandosi in gran fretta e in modo disordinato.
http://www.conflittiestrategie.it/una-grande-vittoria-kiev-arretra-su-tutto-il-fronte?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=una-grande-vittoria-kiev-arretra-su-tutto-il-fronte


Per altri particolari

 - Percorso del volo deviato
http://vocidallestero.blogspot.it/2014/07/il-volo-mh-17-e-stato-deviato-verso-lo.html?utm_source=feedburner&utm_medium=feed&utm_campaign=Feed:+VociDallestero+(Voci+dall%27estero)

- L'Ucraina aveva piazzato ieri una batteria di missili sul luogo in cui è stato abbattuto l'aereo
http://jmalvarezblog.blogspot.com.es/2014/07/ucrania-traslado-ayer-una-bateria-de.html


- C'è pure chi fa i conti della serva

http://www.tgcom24.mediaset.it/mondo/2014/notizia/boeing-abbattuto-scelta-una-rotta-rischiosa-ma-piu-economica


- Un aircontroller spagnolo dell'aeroporto di Kiev,presso Borispol Air Traffic Control Tower informa i media media spagnoli. L'aereo malese è stato abbattuto da jet di Kiev.
Pare tutto documentato sui radar di controllo.

http://www.sdpnoticias.com/internacional/2014/07/17/ucrania-derribo-avion-de-malasia-todo-esta-guardado-en-los-radares-presunto-controlador-aereo


Scartando l'ipotesi di un abbattimento voluto di questo aereo civile,di cui non si capirebbe il motivo,l'ipotesi più probabile é che la tragedia sia stato frutto di un errore, o degli impreparati soldati ukraini per maneggiare il sistema missilistico,o dei filorussi,che negano di averlo.
Ma il mondo sembra già aver deciso....e non sarà facile arrivare alla verità,anche se questa è già sufficientemente intuibile.....considerati anche certi precedenti della vicenda ucraina....

lunedì 14 luglio 2014

LA MAFIA MONDIALISTA : TTP-TTIP-TISA

Mentre nelle cucine del castello la servitù è impegnata a fornire hot dogs e frattaglie varie al popolaccio (riforme senato,province,leggi elettorali...campionati mondiali e altre fesserie) per tenerlo buono e rincitrullito,i signori del maniero si stanno preparando a nostre spese uno dei più succulenti banchetti di ogni tempo che ci renderà tutti dei poveri schiavi derelitti.
Il menù comprende tre trattati portati avanti nella più completa segretezza,tre acronimi di altrettante imprese criminali di liberismo selvaggio.
Tre sigle di cui già abbiamo parlato in varie occasioni e che molti già conoscono,ma che riteniamo utile darne una visione globale che ci consentirà di capire meglio il totale disastro che ci attende.
----------------------------

TTP (Trans-Pacific Partnership).

13 Novembre 2013, Wikileaks ha pubblicato il progetto di negoziato segreto TPP (Trans-Pacific Partnership). Il TPP è il più grande trattato economico mai realizzato, che comprende le nazioni che rappresentano oltre il 40 per cento del PIL mondiale.
Le nazioni interessate sono : Stati Uniti, Canada, Australia, Messico, Giappone, Cile, Malesia, Singapore, Perù, Nuova Zelanda, Vietnam e Brunei.
La decisiva attuazione del TPP è avvenuta a Salt Lake City, nello Utah, il 19-24 Novembre 2013.
Il capitolo pubblicato da Wikileaks è forse il capitolo più controverso del TPP causa dei suoi effetti ad ampio raggio sui farmaci, editori, servizi internet, le libertà civili e brevetti biologici.
L'accesso alle bozze dei capitoli TPP è segreto. I membri del Congresso degli Stati Uniti sono solo in grado di visualizzare porzioni selezionate di documenti trattati relativi a condizioni molto restrittive e sotto stretta sorveglianza. E 'stato in precedenza rivelato che solo tre individui in ogni nazione TPP hanno accesso al testo integrale del contratto. Solo i lobbisti in guardia degli interessi delle grandi aziende statunitensi come Chevron, Halliburton, Monsanto e Walmart – essi solo hanno l'accesso privilegiato alle sezioni cruciali del testo del trattato.
I negoziati TPP sono attualmente in una fase critica. L'amministrazione Obama si prepara al fast-track del trattato TPP,in modo da evitare il Congresso degli Stati Uniti possa discutere o o possa attuare modifiche a parti del trattato.
Il fatto che il TPP non preveda al momento l’adesione dei paesi europei non deve trarci in inganno.
Fosche nubi di repressione si addensano all’orizzonte anche sui nostri cieli, perché il Trans Pacific Partnership spiana la strada ad un altro mostruoso accordo di portata globale, accordo del quale il TPP costituisce infatti soltanto la base, il punto di partenza.
Stiamo parlando del TTIP (Transatlantic Trade and Investment)


  TTIP (Transatlantic Trade and Investment )  

Il TPP è il precursore per l'altrettanto segreto TTIP patto USA-UE (scambio di partenariato transatlantico per gli investimenti), per il quale il presidente Obama ha avviato negoziati USA-UE nel gennaio 2013.
E' un Trattato che ha l'intento di promuovere un mercato transatlantico senza ostacoli,specie per gli Usa che hanno leggi molto più permissive di quelle europee in svariati campi: economico,giuridico,digitale,farmaceutico,alimentare,OGM....
Insomma una deregulation generale,dove in pratica tutte le norme protettive vigenti in Europa saranno poste sotto la tutela delle mega-corporations americane,con gli eurocrati di Bruxelles addetti al compito di far ingoiare la pillola ai cittadini euroschiavi
Una sciagura pari,se non superiore,a quella dell'euro.
Se questo nuovo mostro prenderà vita, esso regimenterà il 60% del PIL globale e assesterà un micidiale colpo a quel poco che ancora resta delle sovranità nazionali degli Stati e delle identità culturali dei popoli.
Il TTIP che apre le porte al libero scambio senza regole è un trattato segreto tra USA e UE che il popolino non potrà consultare, come il TTP e il TISA.
Qui trovate i particolari di questo trattato ,pubblicati in un nostro precedente post.
http://www.stavrogin2.com/2014/04/transatlantic-trade-and-investment.html

-anche
- frontediliberazionedaibanchieri.it/2013/11/mercato-transatlantico-un-attacco-frontale-alla-democrazia.html
- http://systemfailureb.altervista.org/paolo-barnard-parla-del-ttip


TISA- (Trade in Services Agreement)...a cui diamo più ampio spazio,essendo forse il meno conosciuto

Mentre l’Unione Europea e gli Stati Uniti lavorano in segretezza al TTIP (Partenariato Transatlantico sul Commercio e gli Investimenti), altrettanto in segretezza si lavora al Trattato sugli Scambi nei Servizi (TISA -Trade in Services Agreement) che coinvolge cinquanta paesi, tra cui gli USA, l’UE e la Svizzera, e riguarda il 68,2% degli scambi mondiali nel settore dei servizi.

Consiste nell’abolizione di tutte le ultime restrizioni per le megabanche e gli hedge fund.
L’aura di segretezza che circonda i negoziati emerge fin dalle prime righe dell’Allegato sui Servizi Finanziari, il quale afferma che “deve essere protetto da diffusione non autorizzata” e “conservato in edificio, stanza o contenitore sotto chiave o assicurato“.
Inoltre, esso può essere desegretato “cinque anni dopo l’entrata in vigore del TISA o, se non si giunge ad un accordo, cinque anni dopo la fine dei negoziati”.

L’accordo mira alla chiusura o alla privatizzazione di qualsiasi forma di servizi forniti dal “settore pubblico”, compresi la sanità, l’istruzione, i trasporti, servizi vitali per i cittadini che non dovrebbero in alcun modo essere considerati come “merci profittevoli da essere scambiate liberamente”. 
Persino i fondi pensione statali sarebbero proibiti, in quanto vengono considerati monopoli.
La vittoria definitiva della finanza-liberismo selvaggio sulla politica

Un trattato internazionale che potrebbe avere enormi conseguenze per lavoratori e cittadini italiani e, in generale, per miliardi di persone nel mondo, privatizzando ancora di più servizi fondamentali, come banche, sanità, trasporti, istruzione, su pressione di grandi lobby e multinazionali.
Sappiamo parte dei contenuti grazie a WikiLeaks,l’organizzazione di Julian Assange (e pubblicati sull'Espresso nonchè sul quotidiano tedesco “Sueddeutsche Zeitung”.
Una pubblicazione che avviene proprio in occasione dell’anniversario dei due anni che Julian Assange ha finora trascorso da recluso nell’ambasciata dell’Ecuador a Londra, come ricorda l’organizzazione .

E’ un trattato che non riguarda le merci, ma i servizi, ovvero il cuore dell’economia dei paesi sviluppati, come l’Italia, che è uno dei paesi europei che lo sta negoziando attraverso la Commissione Europea.
Gli interessi in gioco sono enormi: il settore servizi è il più grande per posti di lavoro nel mondo e produce il 70 per cento del prodotto interno lordo globale. Solo negli Stati Uniti rappresenta il 75 per cento dell’economia e genera l’80 per cento dei posti di lavoro del settore privato.
L’ultimo trattato analogo è stato il Gats del 1995.

A sedere al tavolo delle trattative del Tisa sono i paesi che hanno i mercati del settore servizi più grandi del mondo: Stati Uniti, Australia, Nuova Zelanda, Canada, i 28 paesi dell’Unione Europea, più Svizzera, Islanda, Norvegia, Liechtenstein, Israele, Turchia, Taiwan, Hong Kong, Corea del Sud, Giappone, Pakistan, Panama, Perù, Paraguay, Cile, Colombia, Messico e Costa Rica.
Con interessi in ballo giganteschi: gli appetiti di grandi multinazionali e lobby sono enormi.
La più aggressiva è la “Coalition of Services Industries”, lobby americana che porta avanti un’agenda di privatizzazione dei servizi, dove Stati e governi sono semplicemente visti come un intralcio al business: «Dobbiamo supportare la capacità delle aziende di competere in modo giusto e secondo fattori basati sul mercato, non sui governi», scrive la Coalition of Services Industries nei suoi comunicati a favore del Tisa, documenti che sono tra i pochissimi disponibili per avere un’idea delle manovre in corso.

(Csi5th Annual Global Services Summit- "Pushing the Frontiers of Services" - 
October 30, 2013- Plaza Hotel
https://servicescoalition.org/negotiations/transatlantic-trade-and-investment-partnership-ttip
Ecco chi sono gli sponsors di questa Coalition criminale....tutte multinazionali:)
https://servicescoalition.org/images/28_x_44_CSI_Sponsor_sign_FinalRevised2x1.pdf )




Bozze del trattato, informazioni precise sulle trattative non ce ne sono. Per questo il documento reso noto da WikiLeaks, è importante. Per la prima volta dall’inizio delle trattative Tisa viene reso pubblico il testo delle negoziazioni in corso sulla finanza: servizi bancari, prodotti finanziari, assicurazioni.
 Il testo risale al 14 aprile scorso, data dell’ultimo incontro negoziale – (il successivo è stato dal 23 al 27 giugno ) ed è un estratto che rivela le richieste delle parti che stanno trattando, mettendo in evidenza le divergenze tra i vari paesi, come Stati Uniti e Unione Europea, e quindi rivelando le diverse ambizioni e agende nazionali.

Segretezza.

A colpire subito è la prima pagina del file, che spiega come il documento debba restare segreto anche se può essere discusso utilizzando canali non protetti: «Questo documento deve essere protetto dalla rivelazione non autorizzata, ma può essere inviato per posta, trasmesso per email non secretata o per fax, discusso su linee telefoniche non sicure e archiviato su computer non riservati. Deve essere conservato in un edificio, stanza o contenitore chiusi o protetti». 

Pare difficile credere che, nonostante la crisi senza precedenti che ha travolto l’intera economia mondiale, distruggendo imprese, cancellando milioni di posti di lavoro e, purtroppo, anche tante vite umane, le nuove regole finanziarie mondiali vengano decise in totale segretezza. 
Ma una spiegazione c’è: Tisa è l’eredità del “Doha Round”, la serie di negoziati iniziati a Doha, Qatar, nel 2001, e condotti all’interno dell’Organizzazione mondiale del commercio (Wto), per la globalizzazione e la liberalizzazione dell’economia, che ha scatenato proteste massicce in tutto il mondo e che è fallito nel 2011, dopo dieci anni di trattative che hanno visto contrapposti il mondo sviluppato, Stati Uniti, Giappone Unione Europea, e quello in via di sviluppo, India, Cina, America Latina.
Con il fallimento del Doha Round, gli Stati Uniti e i paesi che spingono per globalizzazione e liberalizzazioni, hanno spostato le trattative in un angolo buio , lontano dall’Organizzazione mondiale del Commercio, per sfuggire alle piazze che esplodevano in massicce, e a volte minacciose e violente, proteste no global.
Il risultato è il Tisa, di cui nessuno parla e di cui pochissimi sanno.
Eppure questo accordo condizionerà le vite di miliardi di persone.




Cosa prevede il Tisa? Impossibile capirlo con certezza fino a quando l’intera bozza dell’accordo non sarà disponibile, ma il draft sui servizi finanziari rivelato da WikiLeaks rivela un trend chiarissimo.
«Il più grande pericolo del Tisa è che fermerà i tentativi dei governi di rafforzare le regole nel settore finanziario», spiega Jane Kelsey, professoressa di legge dell’Università di Auckland, Nuova Zelanda, nota per il suo approccio critico alla globalizzazione. «Il Tisa è promosso dagli stessi governi che hanno creato nel Wto il modello finanziario di deregulation che ha fallito e che è stato accusato di avere aiutato ad alimentare la crisi economica globale.....Un esempio di quello che emerge da questa bozza filtrata all’esterno dimostra che i governi che aderiranno al Tisa rimarranno vincolati ed amplieranno i loro attuali livelli di deregolamentazione della finanza e delle liberalizzazioni, perderanno il diritto di conservare i dati finanziari sul loro territorio, si troveranno sotto pressione affinché approvino prodotti finanziari potenzialmente tossici e si troveranno ad affrontare azioni legali se prenderanno misure precauzionali per prevenire un’altra crisi».

Il tesoro dei dati. 

L’articolo undici del testo fatto filtrare da WikiLeaks non lascia dubbi su come i dati delle transazioni finanziarie siano al centro delle mire e delle agende dei Paesi che trattano il Tisa.
Nel testo, Unione Europea, Stati Uniti e Panama, noto paradiso fiscale, portano avanti proposte diverse.

L’Europa richiede che «nessun paese parte delle trattative adotti misure che impediscano il trasferimento o l’esame delle informazioni finanziarie, incluso il trasferimento di dati con mezzi elettronici, da e verso il territorio del paese in questione». 
L’Unione europea precisa che, nonostante questa condizione, il diritto da parte di uno Stato che aderisce al Tisa di proteggere i dati personali e la privacy rimarrà intatto «a condizione che tale diritto non venga usato per aggirare quanto prevede questo accordo». 

Panama, invece, mette le mani avanti e chiede di specificare che « un paese parte dell’accordo non sia tenuto a fornire o a permettere l’accesso a informazioni correlate agli affari finanziari e ai conti di un cliente individuale di un’istituzione finanziaria o di un fornitore cross-border di servizi finanziari».

Gli Stati Uniti, invece, sono netti: i paesi che aderiscono all’accordo permetteranno al fornitore del servizio finanziario di trasferire dentro e fuori dal loro territorio, in forma elettronica o in altri modi, i dati. Punto. Nessuna precisazione sulla privacy, da parte degli Stati Uniti.

(la Ue cerca inutilmente ,ingenuamente e anche a mio avviso falsamente,di preservare qualche prerogativa di privacy......Panama fa l'interesse del suo paradiso fiscale e gli Usa come sempre vogliono fare come più a loro aggrada...cioè sapere i dati altrui e non fornire i propri)

Quello che colpisce di questo articolo del Tisa sui dati è che risulta in discussione proprio mentre nel mondo infuria il dibattito sui programmi di sorveglianza di massa e spionaggio della Nsa (innescato da Edward Snowden), programmi che permettono agli Stati Uniti di accedere a qualsiasi dato: da quelli delle comunicazioni a quelli finanziari.(come volevasi dimostrare)
Ma mentre la Nsa li acquisisce illegalmente, nel corso di operazioni segrete d’intelligence e quindi la loro utilizzabilità in sede ufficiale e di contenziosi è limitata, con il Tisa tutto sarà perfettamente autorizzato e alla luce del sole. (Capito?... i nostri amici yankees...!)

In altre parole, il Tisa rende manifesto che la stessa Europa – che ufficialmente ha aperto un’indagine sullo scandalo Nsa in sede di ‘Commissione sulle libertà civili, la giustizia e gli affari interni’ del Parlamento Europeo (Libe) – sta contemporaneamente e disinvoltamente trattando con gli Stati Uniti la cessione della sovranità sui nostri dati finanziari per ragioni di business.
(a proposito di malafede....della puttana Europa)

E sui dati, i lobbisti americani della ‘Coalition of services industries’, che spingono per il Tisa, non sembrano avere dubbi: «Con il progresso nella tecnologia dell’informazione e delle comunicazioni, sempre più servizi potranno essere forniti all’utente per via elettronica e quindi le restrizioni sul libero flusso di dati rappresentano una barriera al commercio dei servizi in generale».
(tradotto: il progresso é solo per il loro interesse e portafoglio...)

Fino a che punto può arrivare il Tisa? 

Non c'è dubbio che le negoziazioni del Tisa mirano a investire tutti i servizi, non solo quelli finanziari, quindi anche «sanità, istruzione e tutto il discorso della trasmissione dei dati». E per l’Italia chi sta trattando? «L’Italia, come la maggior parte dei paesi europei, ha delegato alla Commissione europea» 
(e te pareva....ci pensano Juncker e soci...a fotterci!)

Daniel Bertossa, che per Public Services International sta cercando di seguire e analizzare le trattative, racconta all’Espresso che, anche se nessuno lo ha reso noto, «per ragioni tecniche che hanno a che fare con il Wto, noi sappiamo che il Tisa punta a investire tutti i servizi e i paesi che stanno negoziando sono molto espliciti sul fatto che vogliono occuparsi di tutti i servizi».
Perfino quelli nel settore militare che «sempre più fa ricorso al privato», spiega Bertossa, sottolineando quanto sia problematica la riservatezza intorno ai lavori del trattato e il fatto che sia condotto al di fuori del Wto, che,«pur con tutti i suoi problemi, perlomeno permette a tutti i paesi di partecipare alle negoziazioni e rende pubblico il testo delle trattative».

Invece, per sapere qualcosa del Tisa c’è voluta WikiLeaks.

http://www.iconicon.it/blog/2014/07/crimine-transatlantico/

NB- nostro il corsivo tra parentesi
--------------------------
Morale: sempre cornuti e mazziati dai gringos....(per i quali andiamo pure in guerra coi bei risultati che ci siam ritrovati....qualcuno poi ci spiegherà per cosa sono morti i nostri soldati a Nassirya e su altri teatri....e che non gli venga in mente di dire "per la democrazia" o altre simili balle...capito Pulcinella del Colle?....rischi sputi a raffica....

A quanto sembra i gringos hanno trovato il modo per fare soldi utilizzando i dollari freschi di stampa, immessi nella finanza americana dalla FED per ritirare dal mercato i titoli tossici che infestavano Wall Street.
Ed ora che l’operazione di lavaggio e riciclaggio dei titoli tossici può ritenersi conclusa e le Banche e le Istituzioni Finanziarie Americane si ritrovano i forzieri pieni di dollari ripuliti (molto meno all'economia reale), sorge il problema di investirli in attività redditizie, senza scatenare un onda inflazionistica in America.
Per ciò stanno pensando di scaricare questa immensa massa di carta igienica  sulla vecchia Europa, che grazie all’illuminata politica del austerità espansiva dei geni di Bruxelles, che ha provveduto a mandare in malora milioni delle sue imprese,ora consentirà che i gringo possano acquistarle per un pugno di dollari freschi di stampa.
Ma perché l’affare sia conveniente , bisogna che i gringos si mettano al riparo da eventuali manovre difensive Europee di tipo protezionistico, ed ecco perché le autorità USA insistono tanto per un accordo di libero scambio tra Europa e Nord America.Cioè tra USA e loro servi.

Naturalmente, questa ondata di dollari che si riverserà in Europa, provocherà una rivalutazione massiccia del Euro, ed una caduta del dollaro, così che le merci Americane diventeranno molto più competitive delle nostre, con il vantaggio per gli Americani che oltre a controllare le imprese di casa propria, avranno anche in mano il randello del comando su moltissime imprese Europee e su tutti gli assets,servizi..... degli  Stati.


anche - http://dadietroilsipario.blogspot.it/2014/03/ttip-gli-americani-e-la-lista-della.html

Dopo gli alemanni (resi a loro volta vassalli),arriveranno i veri padroni gringos....! Noi comunque,resteremo sempre i servi della gleba.....

lunedì 7 luglio 2014

sabato 5 luglio 2014

IL CALIFFATO....CREATURA USA....

Pubblichiamo due interessanti articoli che crediamo possano aiutare il lettore a capire quanto sta veramente succedendo nel ginepraio mediorientale.







E Washington mandò i «suoi» jihadisti a ri-occupare l’Iraq
(M.Blondet 16-06-14)

Finalmente ci arrivano anche gli altri: l’avanzata improvvisa su Baghad dei jihadisti vittoriosi ed inarrestabili dello «Stato Islamico dell’Iraq e Siria» (ISIS) non è una disfatta strategica americana.
Anzi al contrario è la nuova versione di successo della guerra americana per mezzo delle sue pedine, per strappare il potere sull’Iraq e i suoi giacimenti al Governo sciita, vicino all’Iran.
 Il vostro modesto cronista ve l’aveva detto per primo; oggi si rallegra a vedere che alle stesse conclusioni è giunto un noto analista geopolitico americano, Tony Cartalucci: che titola la sua analisi «Amnerica’s covert re-invasion of Iraq».
Non è credibile, dice Cartalucci, che la CIA e gli altri servizi d’intelligence americani siano stati sorpresi – come asseriscono – dalla fulminea avanzata di questo vero e proprio esercito benissimo armato ed addestrato che è l’ISIS, e non l’abbiano «visto».
Gli americani hanno coperto l’Iraq di apparati di sorveglianza; dispongono di spie e informatori; satelliti e droni USA non possono non aver identificato in anticipo i grossi movimenti delle milizie dell’ISIS.
Sono tre anni – rivela Cartalucci – che la CIA è attiva lungo la frontiera fra Turchia e Siria per sorvegliare ed armare i cosiddetti islamisti «moderati» combattenti contro il regime di Assad.
E se poi tutte le fonti riservate, i potenti mezzi, i satelliti-spia non fossero stati sufficienti a rilevare l’imminente invasione jihadista, bastava che la CIA leggesse qualche giornale locale: il libanese Daily Star, nel marzo scorso, già riferiva che l’ISIS stava ritirando apertamente le sue forze dalle provincie di Latakia e Idlib (Siria occidentale) per riposizionarle ad est, lungo il confine siriano-iracheno.
Notava anche il giornale, che l’ISIS «aveva alienato molti ribelli occupando territorio e uccidendo i comandanti rivali», ossia facendo un repulisti sistematico dei gruppuscoli jihadisti non obbedienti, anarchici e ormai sconfitti, quindi in via di riciclarsi come delinquenti comuni.
Dopo tutti i milioni di dollari profusi in tre anni da USA ed Arabia Saudita, Turchia e Katar per formare ed armare i fanatici; dopo averli riforniti di 3 mila tonnellate armi pesanti tirate fuori dai magazzini dell’ex Yugoslavia con un vero ponte aereo sicuramente operato dalla NATO (75 voli da carico dall’aeroporto di Zagabria via Giordania ai ribelli anti-siriani, leggere per credere, il Telegraph del marzo 2013), dopo che questi armatissimi ribelli hanno sostanzialmente fallito di instaurare il califfato in Siria, i finanziatori hanno perso la pazienza e re-diretto i loro terroristi ad uno scopo più facile: debellare le ridicole forze armate dell’Iraq, per rimetterlo sotto il controllo sunnita — a cui era sfuggito dopo la caduta di Saddam.
La creazione del califfato wahabita fra parte della Siria e l’Iraq non può non piacere ai sauditi.
Se credete che possa dar fastidio agli americani, varrà la pena di ricordare un fatto: nei Paesi petroliferi, gli USA hanno sempre preferito insediare fanatici oscurantisti spazzando via invece dittatori laici e modernizzatori. 
L’hanno fatto in Iran detronizzando lo Scià e insediando l’ayatollah Khomeini. In Afghanistan, creando di sana pianta (in Pakistan) gli «studenti islamici» armati – i talebani – e scatenandoli contro il regime comunista sostenuto dall’URSS. L’hanno fatto anche oggi facendo uccidere Gheddafi in Libia, e ancor più vistosamente in Egitto: dove hanno aizzato la primavera di Tahrir, sbattuto fuori il vecchio dittatore Mubarak, sostituendolo coi Fratelli Musulmani (che Obama apertamente ha incoraggiato e sostenuto politicamente): solo che, dopo alcuni mesi di Governo disastroso di questi settari incompetenti, la popolazione egiziana ha preferito tornare sotto l’esercito, e l’ultima incarnazione del dittatore moderno nasseriano, il generale Al-Sisi.
«Questa», in Egitto, è stata la sconfitta degli americani, non il dilagare dei jihadisti in Iraq. La loro sistematica preferenza per i regimi islamisti, «religiosi» ed arretrati (come i Saud) nei Paesi petroliferi, è facile da capire: preferiscono trattare con questi fanatici (ipocriti e facili da corrompere con «puttane e champagne»), piuttosto che con dittatori che conoscono le quotazioni del greggio e vogliono usarne i profitti per dare al loro Paese infrastrutture, istruzione pubblica, sistemi sanitari moderni (come appunto faceva Saddam).

L’ISIS impara da Hollywood

Anche la tv France 24 ha notato questo strano fatto: i jihadisti dell’ISIS hanno prodotto video di propaganda delle loro imprese in Iraq, che sono fatti con sapienza tecnica sopraffina. Esplosioni al rallentatore, immagine riprese dal visore di un’arma, riprese aeree con droni... sembrano dei film d’azione di Hollywood.
E magari lo sono, prodotti ad Hollywood. Dopotutto, l’ISIS può pagarsi i migliori registi: «è diventato il più ricco gruppo terroristico del mondo, essendosi impadronito di 500 milioni di dinari iracheni, pari a 429 milioni di dollari, saccheggiati dalla banca centrale dopo la presa di Mossul»: così ha scritto compiaciuto il periodico Business Times. Sono ormai una potenza finanziaria, che non manca di interessare Wall Street e la City di Londra. Tanto più che a Mossul si sono presi anche «una gran quantità di oro».

Le primavere arabe? Made in USA. Ecco la prova

Un think tank americano, Middle East Briefing (MEB), s’è fatto dare – usando della legge sulla Freedom of Information – un documento ufficiale del Dipartimento di Stato «Middle East Partnership Initiative: Overview», datato 22 ottobre 2010, ma tenuto riservato fino ad oggi.
Questo rapporto dettaglia le strategie e le tattiche che le ONG americane devono attuare per «risvegliare la società civile» e scagliarla contro i regimi arabi o musulmani in genere. Ovviamente, eccitando il malcontento (che non manca) e con la propaganda la speranza di dare «società plurali, partecipative e prospere». Alle Ambasciate americane vengono dati fondi enormi per la sovversione, ossia il finanziamento degli agitatori locali, «agenti designati dalle ambasciate» stesse.
Il documento delinea anche il «servizio post-vendita»: una volta arrivate al successo le «rivoluzioni spontanee», come assicurare loro la partecipazione alla «ricostruzione del grande Medio Oriente» secondo la visione (e gli interessi) americani, senza sviare?
A questo scopo, è stato creato nel settembre 2011 un ufficio «di coordinazione speciale per la transizione», che assiste le «democrazie nascenti» (sic), con a capo il diplomatico William B. Taylor. Sicuramente un competente del campo: Taylor è stato l’Ambasciatore in Ucraina durante la rivoluzione arancione, tra il 2006 e il 2009.
La notizia è stata data col giusti rilievo a un organo ufficioso del regime laico algerino, che è stato fatto segno di speciali tentativi di detronizzazione (guerriglieri islamisti apparsi dopo l’esecuzione di Gheddafi nel vasto deserto dalle frontiere incerte, con molte armi prese dagli arsenali libici, nella destabilizzazione prodotta volontariamente dall’Occidente).
Il regime algerino, perfettamente istruito dai precedenti vicini (Tunisia, Libia, Egitto) si è chiuso a riccio e sta stroncando ogni germe di «primavera». Sembra con successo, per ora.

(M.Blondet)

----------------------------

Arabia Saudita, Califfato Sunnita e NATO guidano un esercito del terrore in Iraq e Siria

Obiettivo finale: eliminare tutti i contendenti e riconfigurare l’ordine mondiale

L’orda salafita che sta avanzando su Baghdad dal nord dell’Iraq è un esercito segreto e specializzato finanziato, armato ed appoggiato da Arabia Saudita, Califfato Sunnita dell’Iraq e del Levante e NATO.
Anche noto come Stato Islamico dell’Iraq e del levante (ISIL), il califfato con i suoi alleati in Riyadh e Doha ha spostato decine di migliaia di assassini jihadisti paramilitari dai campi di battaglia della Siria alle zone di massacro dell’Iraq.
Di Arabia Saudita e Qatar è quello di diffondere la “perniciosa” versione Sunnita dell’Islam sconfiggendo in tal modo i loro eterni rivali della Shia islamica. Contemporaneamente in Occidente l’élite globalizzatrice sta giocando una partita di “dividi e conquista”, tecnica ben collaudata dall’Impero Britannico.

L’Impero Britannico e la conquista del Medio Oriente

F. William Engdahl ed altri storici hanno dimostrato come l’Impero britannico abbia conquistato il Medio Oriente arabo senza la minima pietà, impresa decisa quando si comprese che il petrolio avrebbe soppiantato il carbone quale fonte primaria di energia del XX° secolo. Quando la Prima Guerra Mondiale attraversò l’Europa, i Britannici operarono insieme a Francia, Italia e Russia per sottrarre la regione dalle mani turche ottomane, che per secoli avevano beneficiato di un indiscusso controllo.

I confini imposti dopo la guerra crearono nazioni “artificiali” come la Giordania, Siria, Libano, Iraq e Kuwait. Durante la guerra, furono i Britannici a fomentare le rivolte contro gli Ottomani. Uno dei leader scelti dai Britannici fu Ibn Saud, capo di una setta tribale di Wahhabi dell’Arabia centrale, che si comprò l’appoggio dei Beduini coi soldi inglesi. Nel 1925, con i soldi e la benedizione dei Britannici, Saud depose il monarca al potere, Principe Hijaz ed alla volta del 1932 fu fondato il Regno dell’Arabia Saudita.

Successivamente alla Seconda Guerra Mondiale – e con una profusione di denaro dalle aziende petrolifere dell’Occidente – la Casa di Saud iniziò a fare proseliti e ad esportare il Wahhabismo: versione austera e puritana dell’Islam Sunnita, fondata da Ibn Abd al-Wahhab.
Nel 2013, i Governi del mondo – Parlamento Europeo incluso – hanno indicato il Wahhabismo come fonte primaria del terrorismo.

I Britannici e l’élite globalizzatrice compresero che l’Islam poteva essere usato per controllare i Mussulmani. Said K. Aburish, autore di “A Brutal Friendship: The West and the Arab Elite” [Un’amicizia brutale: l’Occidente e l’élite araba], scrive: “Tutti i capi politici dell’epoca dipendevano, per essere legittimati, dall’Islam e tutti i capi politici erano favorevoli ai Britannici. L’Islam fu uno strumento usato per legittimare la tirannia e la corruzione dei capi Arabi al potere. Per l’Occidente, l’Islam era accettabile: poteva essere sfruttato, ed è stato sfruttato”.

Afghanistan, Osama Bin Laden ed al-Qaeda

https://www.youtube.com/watch?v=4n8_fBUtrWw

È ormai documentato come gli Stati Uniti ed il suo partner europeo, la NATO, abbiano usato il “terrore” di al-Qaeda per conseguire una serie di obiettivi politici: soprattutto nel destabilizzare Governi sgraditi e nazioni islamiche sui confini dell’ex Unione Sovietica. Un esempio su tutti: la Cecenia.

Durante l’occupazione USA dell’Iraq, numerosi gruppi allineati con al-Qaeda – e ad essa ispirati – contribuirono a fornire il pretesto necessario per il coinvolgimento americano e la costituzione di basi e strutture militari. La collaborazione anglo-americana nelle “rivolte” guidate da al-Qaeda e da altri gruppi Sunniti, divenne ovvia quando nel 2005 dei soldati britannici vennero beccati mentre, camuffati da Arabi, sparavano agli Iracheni nella città occupata di Bassora.

Nel 2007, il premiato giornalista investigativo Seymour Hersh scrisse che l’amministrazione Bush in Iraq si era allineata con i Sunniti radicali. Hersh spiegò, citando fonti governative, che per poter portare avanti quella che poi il Segretario di Stato Condoleezza Rice descriverà come una “politica nuova”, furono “tenute segrete delle operazioni clandestine, lasciando in alcuni casi ai Sauditi il compito della loro realizzazione o del loro finanziamento; oppure individuando vie traverse che aggirassero le corrette procedure di approvazione da parte del Congresso”.


Libia ed al-Qaeda nei dettagli

Nel 2011, durante l’operazione di “abbattimento” del capo libico Gheddafi, divenne ovvio che USA e NATO stessero finanziando, appoggiando ed armando dei paramilitari supposti alleati di al-Qaeda e del progetto radicale Wahhabita per l’imposizione della legge della sharia. 
Clare Lopez, funzionario CIA, ad aprile ha dichiarato al quotidiano britannico The Daily Mail – 3 anni dopo la caduta di Gheddafi e la morte di 30.000 Libici – che: “In Libia gli Stati Uniti hanno cambiato lato, facilitando al-Qaeda”.
Il Paese si trova ora nella classica condizione di nazione in fallimento, così come pianificato, dove le fazioni rivali sono impegnate in battaglie aperte per le strade ed i gruppi jihadisti attaccano il Parlamento a Tripoli.


La Siria: gli USA collaborano direttamente con al-Qaeda

Il segreto meglio mantenuto circa lo scandalo di Bengasi – per lo meno fino a quando il Congresso se ne occuperà – è l’operazione di trasferimento di armi da Bengasi ad al-Qaeda in Siria, portata avanti dalla CIA per sconfiggere Bashar Al-Assad.
Di fatto, questo appoggio USA a vari affiliati di al-Qaeda, od a gruppi ad essa ispirati, al-Nusra ed ISIL inclusi – sia in modo diretto che tramite mediatori – è cosa ben nota.
Scriveva Steve Watson nel settembre 2013: “Il The New York Times riferisce che una cellula di 50 ‘ribelli’, addestrati ed armati da CIA e dalle Forze Speciali USA, questa settimana sarà ‘lasciata affluire’ in Siria – passando dalla Giordania – per combattere le forze governative. Una mossa che dovrebbe allarmare l’Occidente, visto che ora le forze ribelli moderate sono tutte infiltrate da estremisti collegati ad al-Qaeda”.

Nello stesso mese, gli USA annunciavano in modo spudorato che li stavano armando.
Ecco quanto riferito in precedenza: “Gli Stati Uniti hanno annunciato ufficialmente che ora stanno fornendo ‘aiuti letali’ ai ‘ribelli’ impegnati negli attacchi contro il Governo siriano. Oltre a sofisticate apparecchiature per comunicazioni e kit medici militari avanzati inviati dalla CIA, stando al Washington Post il Dipartimento di Stato sta inviando veicoli ed altre munizioni,

Bill Gertz cita la dichiarazione di un funzionario USA riferentesi ad una promessa fatta a giugno dall’amministrazione Obama e relativa all’aumento dell’invio delle armi: “È un voltafaccia completo: siamo passati dal perseguire al-Qaeda all’appoggiarla indirettamente.”


Il piano dei globalizzatori: un “dividi e conquista” passando per il fallimento degli Stati

Tony Cartalucci documenta come l’ISIL – che si ispira ad al-Qaeda anche se non dovrebbe esserne allineato – sia il prodotto di una cospirazione della NATO e dei sauditi che risale al 2007 [quando] i politici Sauditi cercarono di accendere una guerra religiosa settaria nella regione per far sparire dal Medio Oriente l’area d’influenza iraniana che si allarga oltre i suoi confini, attraversa la Siria e l’Iraq, e giunge ad ovest fino al Libano ed alle coste del Mediterraneo.

L’ISIS ha trovato rifugio entro i confini del territorio turco (NATO), ed ha lanciato invasioni nel nord della Siria — a volte grazie all’intervento dell’artiglieria e della copertura aerea turche. L’ISIL è stata addestrata, armata e finanziata profusamente da una coalizione fra NATO e stati del Golfo Persico. L’ultima azione è stata l’invasione di al-Qaeda nel villaggio di Kasab, nella provincia di Latikia, nel nordovest della Siria.

Cartalucci cita Hersh, il quale ha scritto:

Per indebolire l’Iran, che è eminentemente Sciita, l’amministrazione Bush aveva di fatto deciso di riconfigurare le proprie priorità nel Medio Oriente. In Libano, l’Amministrazione ha cooperato con il Governo dell’Arabia Saudita, che è Sunnita, ad operazioni clandestine intese ad indebolire Hezbollah, l’organizzazione sciita sostenuta dall’Iran. Gli USA hanno poi preso parte ad operazioni clandestine contro Iran e Siria. La conseguenza è stato il proliferare di gruppi estremisti Sunniti che adottano una visione islamica militante e sono ostili agli USA ed in linea con al-Qaeda.

Stando a Cartalucci, l’espansione Sunnita in Iraq sta per fornire il pretesto per l’ingresso della NATO in Siria: per mettere fine allo stallo. Scrive Cartalucci: “Attraverso l’Iraq, la NATO ha sfruttato i propri ‘vicini’ terroristi per avere un pretesto e mettere in moto di nuovo la strategia della ‘zona cuscinetto’.
Al contrario, sarebbe necessaria una campagna anti-terrorismo condotta congiuntamente da Iran-Iraq-Siria per mettere all’angolo e sconfiggere una volta per tutte i terroristi della forza di spedizione mercenaria NATO”.

Iran, Iraq e Siria potrebbero certamente unirsi e liberare l’Iraq dall’attuale flagello Wahhabita che minaccia di impadronirsi del Paese e di destabilizzare l’intera l’area. Però, come abbiamo appreso da quando CIA, Pakistan ed Arabia Saudita hanno creato e sguinzagliato il gruppo terrorista ed i suoi annessi, al-Qaeda è tenace ed in passato ha dato luogo a delle “rinascite” incredibili.

L’interesse primario dei globalizzatori è il fomentare il caos ed il disordine.
L’Iraq è stato invaso nel 2003 perché nell’area era un concorrente relativamente pericoloso.
Questo è il motivo per il quale anche l’Iran viene tirato in ballo.
L’affermazione “missione compiuta” non era una celebrazione della sconfitta di Saddam Hussein, ma il riconoscimento che l’Iraq era stato ridotto ad una nazione in stato fallimentare, al pari con lo Yemen e con altre nazioni e territori dell’Africa sahariana.

L’ISIL – così come altri gruppi terroristici finanziati ed appoggiati dai Sauditi – potrebbe desiderare un califfato nel Medio Oriente. Per l’élite globalizzatrice, comunque stiano le cose, questo viene come secondo punto ed a grande distanza dall’obiettivo primario: distruggere tutti i contendenti e riconfigurare l’ordirne mondiale per lo scopo finale. Costituire un unico governo mondiale totalitario.

(Kurt Nimmo ed Alex Jones)
http://www.infowars.com/saudi-arabia-sunni-caliphate-nato-run-secret-terror-army-in-iraq-and-syria/

Ma anche - http://temi.repubblica.it/limes/in-iraq-il-governo-non-si-trova-e-isis-proclama-

giovedì 3 luglio 2014

IL PENTOLAIO IN TRASFERTA

 “Se l’Europa facesse un selfie – ha detto Renzi – mostrerebbe il volto della noia”. 
Ma quale noia,misero pentolaio!
Grecia, Portogallo, Spagna e la stessa Italia son ben altro che annoiati...sono alla disperazione....grazie anche a mentitori e servi come te..... e  la generazione Erasmus-Telemaco” (un must delle sue televendite) è la più colpita, con tassi di disoccupazione da paura.
Retorica classica e pop ce n'è in quantità industriale,evanescente come le nuvole, rarefatta come l’aria ad alta quota, quella povera di ossigeno....che prima inebria,poi ti rincoglionisce.
Non c'è che dire,nella televendita europea il pentolaio si è superato,il pubblico ha pure applaudito....ma nessuno ha comprato una cippa ....i cari piddioti che han comprato la bambolina degli 80 euro sono solo un ricordo.

Infatti, il ringhioso botolo, ha ribadito i compiti a casa.....l’unica cosa che si può dire con certezza, a parte la sua retorica liceale,è che " l’Italia  che non chiede ma che può e deve dare (come non avessimo già dato il sangue...) non chiederà di rivedere alcuna regola e rispetterà il rigore impostole....."
L'Italia che non deve chiedere mai.....sembra la réclame di un amaro....e ora che dio ci salvi dal coro magnificat dei cantori mediatici della Cappella di Regime.....sempre pronti a far del cul trombetta

Salta la consueta conferenza stampa.Meglio Porta a Porta e il tappetino Vespa sempre pronto a paracularsi il padrone di turno.
Dite a questo citazionista da fiera che l'Europa non ha nessuna anima,ma solo un portafoglio da riempire comunque e sempre a spese dei popoli.

E tanto per cambiare,la tranche da 2,8 miliardi di euro è stata pagata qualche giorno fa, come riportato – nel silenzio generale – da un trafiletto del Sole24Ore. Ma come, si chiederà il popolo bue , noi a stento arriviamo a fine mese e lo Stato “regala” oltre 40 miliardi di euro all’Europa per aver sottoscritto lo scellerato patto dell’ESM ? 
Più che un fondo Salva Stati si sta rivelando un fondo Ammazza Stati.....per garantire gli squali eurousurai...alla faccia di quel piazzista italiota con la sindrome pop napoleonica che straparla di identità e di anima...!..
Hashtag: #pentolaio stai sereno....#italiariparte.....sì,buonanotte....manco pel cazzo che te se filano...!


Ma non é finita...

Dopo aver partecipato all’inguacchio della nomina del tristo e alcolizzato Juncker , l’Italietta pentolaia è pronta a riassumere (dal 1 luglio prossimo, con la presidenza del semestre del baraccone europeo)  il ricorrente ruolo di uno scalcinato asinello prono ai progetti di conquista e di colonizzazione yankees

La stessa Federica Mogherini – già indicata come “partner affidabile” dal segretario di Stato statunitense John Kerry – in veste di ministro coloniale italiota, già all’indomani della sua nomina adoperata si è subito adoperata a stendere vari tappeti con la scritta “welcome” per agevolare il percorso di consolidamento dell’egemonia Usa nell’Europa occidentale.
Sarà impegnata a 
far digerire all’Europa  il vergognoso trattato commerciale transatlantico Usa-Ue (possibilmente entro settembre prossimo).oltre alle  politiche angloamericane di aggressione (Ucraina) e di pressione antirussa (per il gasdotto russo che attraverserà i Balcani fino all’Austria),e non solo in Europa ma ovunque (Afghanistan, Iraq, Siria, Iran, Yemen, Cina, Corea, India, Brasile, Venezuela, Ecuador, Argentina, Egitto, Libia, Somalia, Sudafrica) nei quattro angoli del mondo dove esistano Paesi non allineati.
Già tra il 14 e il 18 luglio, si terrà a Bruxelles, sotto la presidenza italiana, la sesta tornata del negoziato Ttip, iniziato giusto un anno fa e che Washington ha fretta di concludere in parallelo al similare trattato traspacifico Tpp, già siglato tra gli Usa e 12 Paesi asiatici.. La Mogherini, in seguito ai vari incontri a Roma con John Kerry (il 16 marzo) e a Washington (14 maggio, ospite anche del  potente Council of Foreign Relations Usa), aveva dichiarato che avrebbe “usato la nostra presidenza dell’Ue dal 1 luglio per far muovere il Ttip verso la firma, possibilmente già nel prossimo autunno.

In pratica,una vera estorsione,con l’eliminazione quasi completa dei paletti normativi, sociali e doganali, tutto il sistema terziario, dei servizi, verrà aperto alla cosiddetta “concorrenza”; la “liberalizzazione finanziaria” farà enormi passi in avanti e l’accesso delle multinazionali ai settori pubblici completerà la distruzione del tessuto economico degli Stati nazionali europei.



lunedì 30 giugno 2014

ERA MATTEOZOICA...L'ETA' DELLE SCIMMIE...

Per usare una espressione crozziana,stiamo entrando nell'era matteozoica.
E' il primo stadio dell'evoluzione da homo (poco) sapiens ad homo insipiens (latino di citrullo).
Un percorso ormai tracciato che porterà le masse italiote allo stadio finale di scimmie cappuccine,note come fedeli compagne dei suonatori ambulanti di organo a rullo,tra i quali un famoso addestratore detto il Pentolaio Fiorentino,nonchè presidente a tempo perso dell'assemblea della categoria.
Il processo di evoluzione antidarwiniana (in verità già profetizzato dal sig.Nietzsche...) promette bene,l'homo insipiens fa progressi notevoli... ha già imparato a mettere una scheda in un'urna al suono dell'organetto del suo addestratore e presto imparerà a stendere il piattino delle elemosine...
Le cappuccine,preferibilmente femmine, che poi impareranno anche a girare il rullo ad usum pentolaio,saranno elette nel consiglio della nuova repubblica scimmiesca.

Questa evoluzione é dovuta alla particolare musica suadente dell'organetto del Pentolaio che magnifica i suoi successi internazionali e interni....una musica dolce,rassicurante,bucolica che trascina torme di insipiens,ramo piddiotes in prima fila,verso il baratro evolutivo.

Vediamoli questi successi,partendo dai nazionali.

Già dalla roboante partenza si potevano intuire le future disfatte....pardon,successi:

«La piattaforma che discuterò – parlando al Quirinale dopo aver ricevuto da Napolitano l’incarico di formare il nuovo governo – prevede che entro febbraio si faccia un lavoro urgente sulle riforme costituzionali ed elettorali, e nei mesi successivi ci saranno: a marzo il lavoro, ad aprile la riforma della Pubblica amministrazione, a maggio il fisco» (Ansa, 17 febbraio 2014)

L'arrivo (dopo che le scimmie lo hanno votato):

"Indichiamo un arco temporale ampio, sul quale sfidiamo il Parlamento: vi proponiamo un arco di tempo quasi triennale, 1.000 giorni, in cui individuare, già entro l’1 settembre 2014, in modo esplicito come cambiare il fisco, lo Sblocca Italia, come intervenire dai diritti all’agricoltura, dalla Pa al Welfare, come migliorare il paese. Ci prendiamo, dopo i primi 100 giorni più o meno scoppiettanti, un arco di tempo più ampio, di medio periodo, mille giorni, dal primo settembre 2014 al 28 maggio 2017» 
(Matteo Renzi, Ansa, 24 giugno 2014)

Basterebbero queste parole per far ridere pure i Boscimani,stupefatti e increduli all'esultanza scimmiesca piddiota e del pennivendolismo italiota

Vi risparmio tutto quel che tra queste due dichiarazioni è accaduto in merito: NULLA,NADA,NOTHING,RIEN........e invece TUTTO DI ALTRO.....leggasi tasse,balzelli vari,iniziative demenziali...cose che abbiamo più volte ripetuto e che ben conoscete....
Per ora, l’unica cosa che il pentolaio è riuscito a fare è stata la carità  elettorale una tantum, finanziata in modo molto immaginifico, e ad imporre un aumento abnorme della tassazione.

Ma tanto per non smentirsi,si continua..ecco le ultime:

- Le banche ringraziano per il nuovo regalo: nel decreto legge per il rilancio delle imprese infilano l’anatocismo. Gli italiani pagheranno gli interessi sugli interessi».
Francesco Boccia, del Pd: «Nessuna allarmismo, modificheremo eventuali errori in Parlamento ..."
Eh,già...solito metodo: se i peones non se ne accorgono bene,altrimenti ci siamo sbagliati....
Pagare gli interessi non solo sulla somma originaria ma anche sugli interessi calcolati nel corso del tempo. Applicato a chi ha il conto in rosso, ha portato ad una montagna di cause ta consumatori e banche. E, almeno nelle intenzioni, era stato vietato con l’ultima legge di Stabilità, quella fatta approvare sotto Natale dal governo Letta. Ma adesso rispunta fuori, regolamentato dal decreto legge sulla competitività, quello appena firmato dal Capo di Stato delle scimmie.

- Da domani 30 giugno 2014 tutti i commercianti, artigiani e liberi professionisti, compresi i medici di famiglia.... hanno l'obbligo di accettare pagamenti dai propri clienti, per importi superiori ai trenta euro, tramite Pos (Point of Sale).Quindi costretti a dotarsi di tali apparecchi, gallina dalle uova d'oro per banche e società esercenti le carte di credito, per poter perfezionare transazioni di pagamento senza contanti. Costare anche oltre 1.000 euro l'anno.
Dicono che serve a combattere l'evasione fiscale (che peraltro il Pentolaio si accinge a condonare...).Notare,non sono previste sanzioni....ah ah ah,,,che comica!
A questo punto ridono pure gli Algonchini....

- Nuova tassa su Pc aziendali 
Il direttore generale della Rai, Gubitosi, sta cercando di fare pagare a noi il conto che gli ha presentato il pentolaio : 130 milioni di tagli da fare in fretta e furia. La Rai,covo del parassitismo più spinto e della distruzione di danaro pubblico, invece di tagliare un inutile baraccone di inveterati leccaculi li chiede a noi inventandosi la storia del canone sui computer. I conti così tornerebbero per governo e Rai, non per le nostre tasche.Questo si aggiunge alla discutibile pretesa di farci pagare un canone per il solo fatto di possedere un televisore.
A forza di ridere,si finisce per piangere....

- Altra tassa su telefonini e aumento carburanti.

Un'ultima considerazione sull'obbrobrio del nuovo Senato

- Su 1.100 consiglieri regionali, 521 sono stati sotto inchiesta, per 300 è stato chiesto il rinvio a giudizio per spese pazze con i fondi dei gruppi.
Nel Senato dei non eletti, secondo la riforma pentolaia, dovrebbero entrare 21 sindaci e 74 consiglieri regionali, oltre a cinque nominati dal capo dello Stato: cento probabili lestofanti tutti protetti dall’immunità.
OO100...Licenza di rubare

Ripeto,a queste ultime trovate banditesche,aggiungete tutto quello che già avete visto e provato anche sulla vostra pelle....Imu e rifiuti addoppiati,tassa sul risparmio,bolli,passaporti....e tutto il resto.

Non val nemmeno la pena di parlare di disoccupazione,pensionati (vedere ultime statistiche su quanto hanno persi in questi anni) e crescita della domanda....per constatare che livello di degradazione morale e politica ha raggiunto questo governo e il burattino che lo guida.
Ma il problema è pure l’elettorato, oltre agli eletti.
E il Colle? Il patriarca delle scimmie?....lui si limita a firmare,per il Grand Guignol, gli ordini impartiti da lui e dai suoi amici europei...


Veniamo ai successi internazionali,al sogno...pardon,il fogno europeo del pentolaio.

Se uno si limitasse a leggere giornali e vedere la Tv,avrebbe senz'altro l'impressione che questi buffoni di regime stiano parlando e scrivendo della galassia di Andromeda...

Il primo biglietto di presentazione del pentolaio,il cui partito è iscritto al PSE,è aver votato per il candidato del PPE,l'alcolizzato lussemburghese Juncker.
E già qui la dice lunga su questo buffone,lacchè della culona alemanna...
Che poi questa Fogna Europa sia presieduta da uno che viene dal paese dei campanelli,da un ologramma geografico,sede mondiale del riciclaggio,è tutto un programma....il mafioso giusto a rappresentare la cupola.

Ma il pentolaio batte i pugni sul tavolo,cambia l'europa (come titola una grottesca e comica Unità,un foglio di leccaculi pagata coi vs soldi),strepita,l'italia non accetta questo,vuole quello.....

Morale:

1- Flessibilità -
Merkel : " I trattati europei vanno applicati in tutti i loro termini,sia relativi ai limiti che alla flessibilità,come si é fin qui fatto"
Questo per chiarire che non ci sono margini per cambiamenti sostanziali e che non c'è alcuna novità rispetto a prima.Già l'Italia ha ottenuto di usufruire di due anni in più per il pareggio di bilancio.La partita tra flessibilità e rigore si continuerà a giocare all'interno dei trattati.La flessibilità che già c'è.
Ancora Merkel :" Sarà la Commissione a decidere come interpretare il patto di stabilità e crescita,non gli Stati".
Punto...prendi e porta a casa buffoncello pentolaio...!
E se vorrai ottenere qualche briciola dovrai fare certe riforme che interessano gli euro-usurai....non certo il Senato,le Province....a loro interessano le privatizzazioni e la riforma del lavoro,cioè contenere e magari abbattere i salari e lo shopping a prezzi stracciati...!

E il presidente della Commissione é Juncker (che lui ha votato) che non potrà che confermare le parole della Merkel (che l'ha fortemente voluto),tanto più che alla vigilia del voto aveva detto:
" Non vedo nessuna ragione per cui debba essere concessa alla Francia e all'Italia una dilazione supplementare per rientrare entro i limiti del deficit"
Incarta anche questo,buffone fiorentino....poi puoi pure far credere alle scimmie di aver portato a casa qualcosa, invece del nulla ...
Infatti l'inclito e comico piddiota...Sandro Gozi :"le priorità e il metodo" italiani sono "ampiamente condivisi". S'è visto....!
Annoto anche una chicca involontariamente comica della propaganda eurista:le nuove banconote da 10 euro riportano "Euro: la nostra moneta"
Giusto,la loro...cosa loro...Cosa Nostra

2- Altra tranvata: l'immigrazione.
Un  punto su cui l'incapace governo italiota è impotente,dopo l'idiozia della abolizione del reato di immigrazione clandestina.Ora chiede aiuto all'Europa che,al di là della bufala Frontex,se ne frega altamente.
Bocciata la richiesta del "mutuo riconoscimento",cioè rendere spendibile lo status di rifugiato in tutti i Paesi della Unione,i quali non sono fessi come noi....niet...!
Il paese di arrivo deve prendersi in carico la richiesta d'asilo e una volta concessa,il rifugiato non può più lasciare il Paese d'arrivo.
Capito? restano tutti nella Repubblica delle Scimmie,arrangiatevi....!

3 - L'Europa ha decretato: all'Italia non uno,ma sette depositi di scorie radioattive.

Dopo aver affondato impunemente per decenni centinaia di navi dei veleni e migliaia di container zeppi di scarti pericolosi delle industrie tedesche, francesi, elvetiche, olandesi  eccetera – sempre a Bruxelles si sono detti: perché scontentare Piemonte, Lazio, Campania e Basilicata, che si terranno per sempre le scorie. E non fare una sorpresa alla Sardegna?

http://frontediliberazionedaibanchieri.it/2014/06/l-europa-ha-decretato-l-italia-avra-non-1-ma-7-depositi-di-scorie-nucleari.html

Questi i successi del pentolaio,un cornuto e mazziato,come si conviene agli squallidi servitorelli....un "bocchino" inutile fatto alla Merkel col voto a Juncker....un due di coppe in campo europeo...nonostante la vergognosa stampaglia scimmiesca continui a spacciarlo come il re di spade....che pena!


Per concludere,c'è un dato molto preoccupante che intravedo in tutto quanto il pentolaio sta dicendo e facendo: l'instaurazione di un vero regime.

Già i media sono allineati,con la loro costante campagna di disinformazione....poi con la riduzione monocamerale del Parlamento e l'Italicum (con il suo l'abnorme premio di maggioranza),si concederà quasi potere assoluto ad una maggioranza di governo che ormai opera solo con decretazione d'urgenza,spesso non omogenea e truffaldina,con contenuti infilati furbescamente di soppiatto e che nulla hanno a che vedere col tema del decreto,cosa già ampiamente stigmatizzata dalla Corte Costituzionale,ma che si continua allegramente a praticare come nulla fosse.Qualche volta,in casi eclatanti,alla salma del Colle capita di respingerli,ma quasi sempre firma.
Addirittura è giunta alla stessa Corte una proposta di legge del Governo in cui il Parlamento è chiamato solo ad approvare o respingere i decreti governativi.
Con una maggioranza a disposizione,stile Italicum, si può già capire come finirà.
In pratica la funzione legislativa del Parlamento è completamente svuotata,nessuna discussione in aula,tempi stretti,prendere o lasciare...classico esempio la "ghigliottina" della Boldrini.
Si tenga inoltre conto che con la riduzione del Senato (ma non della Camera...chissà mai perchè...) a 100 membri,anche l'elezione del Presidente della Repubblica sarà in gran parte in mano alla maggioranza ( e non al Parlamento riunito),a cui basterebbe solo l'appoggio di un terzo del Senato per eleggere il suo presidente.
Questo unitamente alla scomparsa di una vera opposizione parlamentare,quasi un ricompattamento di tutta la cricca
Infatti,impazza il tipico vizio italiota di salire sveltamente sul carro del vincitore del momento,una corsa vergognosa di varie categorie a cui stiamo assistendo.
Magistrati,Corti varie,grandi industriali e finanzieri....il filoamericanismo del pentolaio e i privilegi concessi alla pletora di panciuti generali,assicura anche l'allineamento delle Forze Armate.....e nonostante tutte le vessazioni subite,anche i cittadini,il popolo,il Paese pare in coma,incapace di reazione...

Il pentolaio ha lavorato bene....assicurare la casta parlamentare che non si voterà prima del 2018...capito? Nonostante la Consulta abbia dichiarato tutti illegittimi,ma mos italicum,ovviamente senza conseguenze....
Pure lui ha detto anche che non è stato legittimato dal voto ma dal Parlamento e che potrebbe andarsene anche domani.
Sarebbe la prima idea sensata che ha avuto!
Ma il fatto è che i mentecatti del parlamento,non lo prendono in parola (indovinate perchè...)....si voterebbe col proporzionale,e addio sogni di gloria del pentolaio...ma il Parlamento è ormai un puttanaio imbelle agli ordini del tenutario del colle e gestito dal suo magnaccia fiorentino.......

Insomma,cari amici vicini e lontani,non vedo più alcuna vera opposizione,se non i pochi squinternati del Web.
Tutto questo si chiama regime,un regime immondo di un piazzista mentitore degno di questa fogna,una Repubblica ormai di Scimmie. 


domenica 22 giugno 2014

BALLE,BALLE....FORTISSIMAMENTE BALLE....

"Il primo elemento su cui prendiamo un impegno è lo sblocco totale - non parziale - dei debiti della PA attraverso un diverso utilizzo della Cassa depositi e Prestiti"

Detto e non fatto,come tutto quel che il pentolaio ha promesso....ad eccezione  della sola ed unica cosa andata in porto dopo 4 mesi ,gli 80 euro (una tantum,e mancano ancora le coperture,lor signori si scordano di dirlo...)...che visto quanto ci è costata,c'è da augurarsi che le promesse restino tali.

Doveva essere entro giugno,poi settembre,poi ottobre ed infine al primo trimestre 2015.Campa cavallo....
Sapeva benissimo di non avere gli 80 miliardi per la PA,che non avrebbe pagato un bel nulla....ha volutamente mentito ,come suo costume....
Fatto sta che la UE ha avviato la procedura di infrazione.Due mesi di tempo per riparare,altrimenti la sanzione sarà l'8% (o 10%?) dell'intero totale.Dai 6 agli 8 miliardi.
Incredibile come gli italiani possano fidarsi di questo squallido piazzista !
E non solo gli italiani,ma anche i suoi compagni del PSE europeo,visto che ha promesso alla Merkel di appoggiare Juncker,del PPE !

Forse sperava di ottenere qualche osso da cane fedele al padrone,quale è.....questo è il suo ruolo in Europa,altro che battere i pugni sul tavolo...!
Merkel" Non c'è alcuna necessità di cambiare il patto di stabilità.Già include tutto quel che serve in termini di flessibilità per superare i problemi"

Un salame al servo pentolaio italiano.....Nessuna possibilità di allentare il tetto del  del deficit...e nemmeno lo scorporo degli investimenti produttivi dal calcolo del deficit ...unica e misera cosetta a cui puntava una sempre più serva Italia.Nemmeno le briciole....
L'Italia politica ha fatto la fine di quella calcistica col Costarica.
Niente presidenza...a Schulz succederà nel 2017,Guy Verhofstadt...non parliamo poi dei commissari...forse ci toccherà occupare il posto della Ashton,agli esteri....che non conta una mazza,solo un distintivo....il 41% renziano non pesa nulla...

Si va avanti così,ancora lacrime e sangue.....ancora una volta l'Italia sbaglia alleato....la Storia non ha insegnato nulla...e l'alleato è quella Germania che ti ha messo in ginocchio,tuo principale competitor economico ....di fessi al mondo ce ne sono,ma noi ne abbiamo una concentrazione impressionante a Roma...(ci metto pure OT Marino...)

Calca la mano pure Draghi.
Debito intollerabile (e lo dice lui...! ragazzi che farsa...!) e mancato rispetto degli impegni.
Ergo,chiede una manovra,come volevasi dimostrare....al che Padoan commenta " I compiti a casa non finiscono mai...".
Eh sì,caro ministro.....non finiranno mai,ci vuol poco a capirlo...! Ma lui lo sa benissimo,fa il paraculo....
Ma per non farsi mancare altri lazzi e pernacchie, questo paraculo di ministro,se ne esce con una considerazione alla Catalano," Bisogna intervenire sull'elevata pressione fiscale che ostacola la crescita"...
Ma vah...che scoperta del secolo! E che coraggio! Che acume...!
Dopo aver aumentato tutto l'aumentabile -  :tassa sulle rendite finanziarie(altro che colpire i grandi speculatori,pagano i pesci piccoli,le famiglie..!),tassa sul passaporto,sul bollo auto,telefonini..- presto toccherà a benzina e sigarette - se ne esce con questa fesseria coccodrillesca da bar dello sport....degna del miglior Monsieur De La Palisse....
Che dio ci salvi da questi deficienti!
Intanto la Spagna,stufa degli usurai europei,abbassa le tasse per tutti....le aliquote fiscali...non la lurida carità elettorale del pentolaio...!

Poi,sto coglioncello di Firenze,parla di gufi....e non della serie di fesserie che dice e fa,quasi fossero doni del messia che si crede....! Siamo in mano ad uno dei più grandi incapaci che si sian visti nel teatro politico italiota.
Certo,molto ben camuffato da battute,sorrisi,spudoratezza nel mentire,arroganza e fretta che maschera l'inefficienza,.
I risultati finora sono impietosi: nessun decreto,nessun disegno di legge,nessuna riforma è andata finora in porto....e stante il contenuto annunciato,forse è meglio così.
In compenso il governo si è coperto più volte di ridicolo,vedi vendita auto blù.....una cosa da pezzenti...vedi la fantomatica spending review che nessuno sa di che si tratti.....per non parlare delle gaffes dilettantesche delle riformatrici Boschi e Madia....pensano ancora di stare alla Leopolda a far pubblicità al pentolaio,non al governo di un Paese.

Ma sopratutto non c'è nessuna azione mirata a far crescere la domanda e diminuire la disoccupazione,i due principali problemi del Paese.
Su questo nessuna misura incisiva,solo propaganda.
Un governo eurista non lo può ammettere......non esiste soluzione a questi problemi restando nell'euro.E così avanti tutta con balle,propaganda,mezzucci da traffichini da fiera......ovviamente incensati dalla più squallida categoria di italiani.....i pennivendoli.

Un'ultima nota di costume.Oltre alle disgrazie,pure la sfiga.
Richiamate dal Brasile Del Rio,un ometto dalla trista figura che non può che attirarla.
Basta guardarlo.
Che c'è andato a fare,poi non si sa.Forse per metter cappello sul passaggio agli ottavi dei pallonari italioti.
C'è ancora una speranza...torna a casa Lassie....!

martedì 17 giugno 2014

QUELLI CHE CHIEDONO PIU' EUROPA...QUELLI CHE......

L'impossibilità di costruire un'altra Europa e l'assoluta necessità di uscire dall'euro e dai trattati UE.
Raccomanderei agli amici lettori di stamparsi bene in testa le argomentazioni di Bagnai e quelle delle altre INFO in fondo al post,sia per capire veramente i dettagli circa l'impatto di una nostra uscita da questo sistema europeo di truffatori,sia per ridicolizzare le farneticanti affermazioni degli automi euristi.

C'è sempre una folla di incapienti mentali (piddioti vari,liberisti pentiti per il loro fallimento.....) che continuano a  chiedere più Europa...Europa federale,Stati uniti d'Europa,Europa politica....e chi più ne ha,più ne metta...
Dio ci scampi da una unione politica o altre simili soluzioni che non farebbero che moltiplicare i problemi dell' unione economica attuale,già una sciagura per i popoli.
Gli Stati Uniti d’Europa sono un progetto antistorico, il loro fallimento è sotto i nostri occhi,
I sostenitori di  queste tesi sembrano non tener affatto conto della realtà.

1- i paesi monarchici (Spagna, Benelux, Svezia, Danimarca, Norvegia ed Inghilterra) accetterebbero di federarsi in una unione repubblicana? Nel caso, si è mai vista una repubblica con enclaves monarchiche al suo interno? Anche ignorando il problema, evitando di definire la natura del nuovo stato, resterebbero problemi non secondari di convivenza fra monarchie e repubbliche, quantomeno sui principi del diritto costituzionale.

2 - Analoghe considerazioni si potrebbero fare a proposito della convivenza fra stati unitari centralizzati (come la Francia), stati federali (come la Germania) e stati regionali (come Italia e Spagna). Bisognerà scegliere un criterio unico per l’intera Unione. E se gli stati nazionali sopravvivranno come unità federate, che senso avrà suddividerli al proprio interno in ulteriori unità federate?

3 - Inoltre, non si dà Stato senza costituzione. L’Inghilterra ne ha una consuetudinaria (come altri paesi del suo vecchio impero), ma la norma è quella delle costituzioni scritte. Quando si è provato a scriverne una per la Ue, ci si sono impiegati circa cinque anni ed il risultato è stato un testo improponibile di circa 600 pagine, con articoli disseminati di commi e sottocommi che si contraddicevano a vicenda, descrivendo un processo decisionale macchinoso e caotico. Giustamente quell’aborto di costituzione venne ripetutamente impallinato nei referendum popolari di Francia e Danimarca, dopo di che non se ne parlò più. Grazie a Dio.

4 - Occorrerebbe quantomeno eleggere una Assemblea Costituente Europea, nella speranza che essa riesca a produrre in tempi accettabili (un anno o poco più, al massimo) questo tipo di costituzione. Dopo ciò, sa va sans dire, sarebbe necessario quantomeno un referendum popolare in ogni paese per vedere quali  popoli sono disposti a ratificare la nuova Costituzione e la confluenza del proprio nel nuovo Stato. Insomma, non proprio una cosa che si fa dalla sera alla mattina. Ma, nel frattempo, che fine fanno le costituzioni nazionali, restano vigenti o no? Peraltro, dopo l’eventuale approvazione della Costituzione federale, occorrerebbe adeguare le costituzioni nazionali a quella federale per tutto quanto sia in contrasto con essa. Ed occorrerebbe una Corte Costituzionale (o Suprema) Europea che giudichi se l’adeguamento sia soddisfacente o meno.

5 - Peraltro resterebbe il problema del dualismo economico fra area mediterranea e nord  Europa (e parlare di dualismo è molto ottimistico, perché in realtà le realtà divaricanti sono ben più di due)
C’è poi la fastidiosa questione della lingua: quale sarà quella ufficiale dell’Unione?
Venendo a questioni di minor peso: uno Stato ha una Capitale,  dove la mettiamo? Berlino?

Quindi,parliamo di cose più serie:secondo voi chi vince fra Germania,Brasile,Argentina,Inghilterra ed Italia?Parlo del campionato di calcio ovviamente….

http://www.aldogiannuli.it/2012/06/unita-europea/


Vediamo le altre alternative dei fautori del "più Europa",lasciando perdere quelle politiche.

 Le tre strade comunemente indicate:

(1) una “Bce simile alla Fed”;
(2) gli eurobond di qualsiasi tipo;
(3) politiche espansive del Nord

Tutte e tre le ipotesi urtano tutte contro un limite che agli occhi dell’economista risulta ovvio.
Tutte e tre comportano il trasferimento di risorse dal Nord al Sud, esattamente come comporterebbe trasferimenti simili l’esistenza di uno Stato federale europeo.
Una Bce più inflazionistica trasferirebbe risorse dai creditori ai debitori (sapete bene che l’inflazione svantaggia il creditore, che presta moneta “pesante” e viene rimborsato in moneta “leggera”, cioè dotata di minor potere d’acquisto)
Qualsiasi forma di mutualizzazione del debito comporterebbe uguali trasferimenti di risorse o garanzie da parte dei paesi del Nord; lo stesso vale, implicitamente, per qualsiasi politica espansiva del Nord.

Il vantaggio competitivo della Germania deriva, come ammettono gli stessi economisti tedeschi, dalla precarizzazione del lavoro e dalla compressione dei salari. Compressione dei salari significa espansione dei profitti.
Ci andate voi dai capitalisti tedeschi a dire che devono ridurre i propri profitti e pagare di più i propri lavoratori per fare un piacere a noi?

Quindi la fede federalista, la granitica certezza che il “più Europa” ci salverà, che sia così santa da giustificare qualche lieve danno collaterale (che tanto riguarda gli altri)si sbriciola come un wafer contro il granito della logica economica e politica: non si son mai visti dei vinti minacciare credibilmente i vincitori, dopo essersi legati le mani dietro la schiena col cambio fisso.

Ma vediamo qualcos'altro ancora ...

Nel periodo della globalizzazione abbiamo visto repressione salariale ovunque nel mondo. La caduta principale della quota salari è stata pari -8% in Germania, in Italia -5%.
La compressione dei salari nel breve periodo è una politica che frega il vicino: si cerca di fare dumping salariale, di pagare il lavoro a vile prezzo, per essere più competitivi e vendere di più all'estero, crescere sulla domanda altrui (finanziata dal debito) anziché sulla propria (finanziata dal reddito).
Alla fine però diventa sempre una politica che frega se stessi, perché la compressione dei salari distrugge il mercato interno e in un'Unione Economica distruggere il mercato interno significa andare contro la logica dell'economia.(quanto sta accadendo in Germania)

L’Eurozona è stata gestita come un gioco a somma zero, dove quello che vinceva la Germania veniva perso dai paesi del Sud.
Il gioco a somma zero sta diventando un gioco a somma negativa. L’euro è un morto che cammina.

Se si prende una valuta unica si avrà un unico tasso di interesse, e questo sarà troppo basso per i paesi deboli (sia per il loro settore pubblico che per quello privato).
Ora la Germania ci accusa, ci dice che abbiamo avuto condizioni di credito troppo facili, troppo buone, ed è vero! È verissimo! Ma è proprio questo l’argomento che dimostra quanto sia illogico l’euro, perché diversi paesi devono avere tassi di interesse diversi per gestire bene le loro economie.

Ci sono effetti perversi anche sui paesi forti, ed è importante sottolinearlo. Se si abolisce il rischio di cambio, se si eliminano i segnali legati ai tassi di cambio, le istituzioni finanziarie e private dei paesi forti presteranno troppo all'estero. Le banche tedesche hanno prestato troppo all'estero. 
Non ti puoi indebitare troppo se non c'è nessuno che presta troppo.

La moneta unica ha un incentivo perverso, per i paesi forti, oltre a quello di spingerli a prestare troppo. La moneta unica è troppo debole per i paesi forti, come la Germania, e consente dunque ad essi di fare grandi profitti rispetto esportando verso i paesi deboli. Il rovescio della medaglia è che questa facilità di far profitti col cambio drogato disincentiva gli investimenti produttivi. Il settore privato non finanziario dei paesi forti investe troppo poco a casa propria

Andiamo a vedere i dati: la Germania è il paese col più basso rapporto tra investimento e PIL in Europa nel periodo 1999-2007. Insomma: dimenticatevi la favoletta dalla Germania che è competitiva perché investe tanto. Scordatevelo,va bene? (dwellings=edilizia)



Cosa ha fatto la Germania?

Ha fatto una politica assolutamente standard di dumping salariale, esattamente quella che, ironia della sorte, rimproveriamo alla Cina....
I paesi del Nord ci danno la colpa della crisi perché non avremmo fatto le riforme strutturali. Cosa sono le riforme strutturali? Sono pagare un po' meno i lavoratori.
(a lor signori non importa più di tanto la riforma del Senato,delle Province....importa sopratutto la riforma sul lavoro,una certa riforma...facile indovinare perchè...)
La Germania ha cominciato a farlo nel 2002.
In nero vedete la quota salari in Germania dal 2002 al 2007, e il suo crollo dopo le cosiddette riforme Hartz. La discesa dei salari è impressionante, e ha reso possibile un aumento di competitività proprio perché il tasso di cambio coi principali partner era fisso.

Osservate l’andamento della disuguaglianza del reddito in Germania: vedete quanto è aumentata rapidamente dopo l'approvazione delle cosiddette riforme strutturali?



La Germania è il paese della zona euro dove le diseguaglianze sono cresciute di più in questo periodo: la povertà cresce, cresce il divario fra Est e Ovest, e quello tra lavoratori strutturati e lavoratori precari o con contratti atipici.(i tedeschi non lavorano tutti alla Volkswagen....!)
Il giochetto sporco della Germania: comprimere le dinamiche dei salari reali al di sotto della dinamica della produttività

Due condizioni sono necessarie per superare la crisi.

Primo, armonizzare i mercati del lavoro dei paesi membri, riportando i salari reali in linea con la produttività del lavoro ovunque nella zona euro, perché se un paese fa il giochetto sporco della Germania comprimendo le dinamiche dei salari reali al di sotto della dinamica della produttività alla fine saltiamo tutti. Dobbiamo regolamentare nuovamente i mercati finanziari europei, e naturalmente dobbiamo smantellare l'euro, e dobbiamo farlo ora, sia per motivi di breve termine che per motivi di lungo termine.

Per quanto riguarda il debito pubblico, la situazione attuale è molto simile a quella vissuta alla fine della Seconda guerra mondiale. Veniamo da trent'anni di guerra del capitale contro il lavoro. Cos’è successo a quel tempo, cosa è stato fatto dai governi dopo la Seconda guerra mondiale?
Questo è stato il periodo in cui i salari reali sono cresciuti in linea con la produttività, quindi c'è stata una equa distribuzione del reddito. La seconda è che abbiamo regolamentato i mercati finanziari

La liquidazione dell'enorme debito dopo la Seconda guerra mondiale è stato resa possibile da due cose:

1- intanto, da quello che gli economisti chiamano "repressione finanziaria" (io la chiamerei piuttosto "regolamentazione finanziaria").
Cosa vuol dire repressione finanziaria? Dovremmo reintrodurre per esempio qualche forma di regolamento, tipo il  Glass–Steagall Act, cioè separare le banche commerciali dalle banche d'investimento, perché il modello tedesco di banca universale non ha funzionato. Dovremmo riconsiderare la posizione delle banche centrali. L'indipendenza della banca centrale è stata additata come una minaccia alla democrazia da economisti come il premio Nobel Josef Stiglitz

2 - La seconda cosa che ha facilitato il rientro del debito è stata l'equa distribuzione del reddito: il capitalismo funzionava come afferma (o pretende) di funzionare, cioè pagando i fattori della produzione in funzione della produttività. Ciò ha favorito la crescita e ha evitato l’accumularsi di ulteriori debiti per assorbire la produzione, rendendo possibile il rientro dai debiti pregressi, perché qualsiasi problema di debito è sempre un problema di crescita del reddito.
Cosa vuol dire adeguata distribuzione dei redditi? Ci sono diverse proposte: ne prendo una di un economista tedesco, per mostrarvi che i tedeschi non sono i miei nemici.
Un'equa distribuzione del reddito vuol dire che il salario nominale contrattuale dovrebbe aumentare al tasso della crescita della produttività aumentato dall'obiettivo d'inflazione (se decidiamo di conservare un obiettivo d’inflazione comune fra paesi europei).
Questo significa equa distribuzione del reddito: che chi produce sia remunerato in proporzione al proprio contributo.
(due condizioni praticamente impossibili nell'attuale sistema euro)

L'euro è un morto che cammina (..e che fa altri morti)

(stralci sa Alberto Bagnai)

(il corsivo é nostro)


Euro, quelli che ‘se ne usciamo ci sarà la corsa agli sportelli’

Mentre gli oligarchi, quelli per i quali i suicidi provocati dalla crisi sono “l’emersione di una contraddizione tale da aprire la strada a un progetto costituente europeo”,(non c'è male come espressione delinquenziale..!),se ne stanno ben rinchiusi e defilati nei loro bunker, nelle strade, casa per casa, lotta un’improbabile armata Brancaleone di bambini soldato, mandati allo sbaraglio con argomenti tanto insulsi quanto terroristici. Fra questi, come spesso accade, il più convincente ad occhi inesperti è anche il più ridicolo agli occhi del professionista. Ma se il pubblico non coglie immediatamente il ridicolo, la colpa non è certo sua: la colpa è di un sistema dell’informazione volto da trent’anni a distorcere i più elementari fatti economici.
Per ripristinare un minimo di buon senso, però, basta poco, come spero di chiarirvi se avrete la pazienza di leggermi.

Dunque: li avete mai sentiti quelli che raccontano che se si uscisse la nuova lira si svaluterebbe, e quindi, nell’imminenza di questa prospettiva, ci sarebbe una fuga di capitali all’estero, preceduta da una corsa agli sportelli (che gli espertoni chiamano bank run)?
La conclusione dei nostri economisti improvvisati è che privando di liquidità il sistema economico italiano, questo fenomeno condurrebbe rapidamente l’Italia al collasso.

Ora, questo argomento è infondato per un semplice motivo: chi aveva soldi da portare all’estero lo ha già fatto, e ha fatto bene, per il semplice fatto che l’euro a 1.37 (diciamo 1.4, arrotondando) sul dollaro è troppo alto, come anche Prodi autorevolmente ci ha ricordato, http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/03/03/leuro-una-moneta-che-funzionerebbe-solo-se-fosse-la-lira/898941/  (che paraculo però...il signor Prodi!)

il che apre la strada a due soluzioni: o l’euro si svaluta, o crolla sotto il proprio peso.
La perdita da svalutazione quindi, da qui ai prossimi due anni, ci dovrà essere in ogni caso. Anch’io, che di soldi ne ho pochi, li ho portati all’estero, in modo del tutto legale, investendoli in un fondo dove ho pesato opportunamente dollaro e mercati emergenti, evitando l’Europa (il che non significa escluderla, perché non si devono mai mettere tutte le uova in un solo paniere, ed è sempre bene comprare “basso” per vendere “alto”). Punto. Chi ha senno fa così e lo ha già fatto (come credo abbiano fatto tutti quelli che mi leggono), perché non ha comunque senso investire in un continente che si sta suicidando e va da un rimbalzo del gatto morto al successivo.
http://www.ansa.it/sito/notizie/economia/2014/05/15/pil-italia-01-nel-primo-trimestre_04e78195-a8ca-41c4-8266-c0b46d183230.html

Se ti vuoi proteggere da una svalutazione, devi investire nella valuta rispetto alla quale sei rivalutato (cioè il dollaro) e se vuoi rendimenti devi investire in economie che crescono (Usa e emergenti).
La morale della favola è che agli intervistatori che con aria sapiente (“Eh, ora ti metto io in difficoltà!”) mi chiedono: “Ma lei cosa farebbe?”, io rispondo: “Niente, perché ho già fatto quello che c’è da fare. Lei no? Mi dispiace.”

Dirò di più.

Il rischio di svalutazione drastica, e in generale il “rischio paese” dell’Europa, è molto più remoto in caso di dissoluzione che in caso di mantenimento dell’euro. Paradosso? No, logica.
 Il nostro principale concorrente è e resta la Germania.
Ora, se noi ci sganciamo da lei, solo un fesso patentato può pensare che la Bundesbank lasci cadere la nuova lira del 20% in una notte, non solo perché non è mai successo, ma anche perché far cadere del 20% la nuova lira significa alzare del 20% l’asticella della Germania, che ora è per lei convenientemente bassa, come affermano tedeschi tanto diversi quanto Hans-Olaf Henkel e Ska Keller.
Germania e Italia hanno una struttura di vantaggi comparati molto simile e competono sugli stessi mercati terzi.
Se noi ci sganciassimo dall’euro, sarebbe interesse della Germania non calcare troppo la mano e sostenere il nostro cambio, per non perdere importanti quote di mercato.

D’altra parte, stando dentro lo “stabile” euro, ci è già successo di sperimentare svalutazioni contro dollaro del 20% pressoché istantanee. Guardate un po’ cos’è successo nel 2008, ad esempio:



Qualcuno ricorda fughe agli sportelli, inflazione al 20%, e altre amenità simili? I problemi erano, e sono, ben altri.

Mi preme anche farvi notare che se l’euro non scompare, l’unico modo per “risanare” le finanze pubbliche, devastate dal proprio generoso quanto vano tentativo di salvare la finanza privata, sarà quello di “ristrutturare” il debito pubblico.
Gentile eufemismo per il più esplicito: dare il pacco ai creditori.
Ora: con un haircut del 20% il creditore da un giorno all’altro si vede restituire il 20% in meno, ma il debitore non riallinea il proprio cambio e quindi, non recuperando competitività, non riesce nemmeno a restituire il restante 80% (è più o meno quello che sta succedendo in Grecia, se avete presente).
Con una svalutazione del 20% invece, il creditore vede sì il 20% in meno, ma il debitore recupera competitività, cresce, e il restante 80% è in grado di restituirlo. Questa è logica.

Dentro l’euro quindi c’è più rischio, per i creditori (buon motivo per sottopesare l’Eurozona nei portafogli). E allora perché tutti lo difendono?
Ma è semplice: perché il Nord, come da prassi, vuole stravincere. I creditori del Nord sanno che il 20% (o più) è comunque perso, in un modo o nell’altro, ma elaborare questo lutto diventa più facile se pensi che comunque sei riuscito a mantenere i tuoi debitori in una posizione di inferiorità competitiva (impedendo alla tua valuta di rivalutarsi).
(più che elaborare lutto,mantenere giustamente il debitore in inferiorità e continuare a goderne i benefici....)

Giova ricordare che sarà anche vero che noi italiani ultimamente non abbiamo vinto nessuna guerra, ma i tedeschi in compenso le hanno perse tutte. La storia si sta ripetendo.

Permettetemi di concludere con la madre di tutte le dilettantesche scemenze:
l’idea spesso espressa da economisti improvvisati secondo cui la famosa svalutazione del 50% (che non sarebbe tale perché i partner lo impedirebbero, come ho detto sopra) abbatterebbe del 50% in una notte (che non sarebbe una notte perché i riallineamenti anche ampi normalmente prendono almeno un anno) i nostri risparmi.

Scusate, ma i risparmi a cosa servono? In sintesi, a tirare a campare quando si smette di lavorare, no?
Ora, io mi chiedo: ma voi, che oggi fate la spesa sotto casa, a 65 anni prenderete ogni giorno l’aereo per farla a Manhattan? Così, per sapere…
I cialtroni terroristi sistematicamente confondono il valore esterno della moneta (il suo tasso di cambio) con quello interno (il suo potere di acquisto).
Se l’euro si svalutasse del 50%, significherebbe (a spanna) che un dollaro costerebbe del 50% in più. Ma voi il latte sotto casa lo comprate in dollari?
L’obiezione (ridicola) è: “Ma le materie prime si comprano in dollari!”.
Ma ragazzi: il costo delle materie prime è solo una parte del costo finale del prodotto, le strategie di prezzo delle imprese sono orientate a comprimere i margini in caso di svalutazione per evitare di perdere quote di mercato, ecc. ecc.
La morale della favola è che gli studi più recenti -  ci dicono che nei paesi europei una svalutazione si trasferisce sull’indice dei prezzi al consumo per circa il 23% nel lungo periodo.

Quindi anche una svalutazione del 50%, del tutto improbabile, farebbe aumentare l’indice dei prezzi al consumo al massimo del 0.5×0.23=11.5% distribuito su più di un anno.
Il che significa, in buona sostanza, che anche in questo scenario catastrofico l’incremento del tasso di inflazione su base annua sarebbe al massimo di 6 punti, sempre nell’ipotesi che il governo non attui contromisure, come, ad esempio, ridurre le accise sulla benzina messe da Monti, guarda un po’, per difendere l’euro..(1)
http://www.asimmetrie.org/news/svalutazione-del-cambio-e-prezzo-della-benzina/

Se invece la svalutazione fosse di un più realistico 20%, come fra 1992 e 1993, l’impatto sull’inflazione in base annua sarebbe di due punti.

Ehi, amici, come devo dirvelo? Se tanto svaluteremo dentro o fuori dall’euro, se per difendere l’euro sarebbe opportuno che la Bce provocasse un’inflazione analoga a quella che ci aspetta se ne usciamo, e se per difendere l’euro dobbiamo mettere nuove imposte sulla casa e nuove accise (e in Italia un’accisa è per sempre), mi spiegate a cosa ci serve restare dentro l’euro? 
A sentirci bravi come i tedeschi? Se avete un complesso di inferiorità parlatene con uno psicanalista: farete felici il vostro (o la vostra) partner.
Un economista, se non è un cialtrone, non vi dirà niente di diverso da quanto trovate scritto qui.


(alberto bagnai)

(cdr: corsivo tra parentesi nostro)

--------------------
NOTA

(1) Ad esempio la benzina (che un pirla terrorista del Sole24Ore,un certo Plateroti,annunciava che in caso di uscita dall'euro sarebbe aumentata di 7-8 volte...! Non c'è limite all'idiozia...)

La composizione de costo del carburante aggiornata al 1° marzo 2014

1. Accise – la voce più rilevante (69%):

Guerra in Abissinia del 1935 (1,90 lire)
La crisi di Suez del 1956 (14 lire)
Il disastro del Vajont del 1963 (10 lire)
Alluvione di Firenze del 1966 (10 lire)
Terremoto del Belice del 1968 (10 lire)
Terremoto del Friuli del 1976 (99 lire)
Terremoto in Irpinia del 1980 (75 lire)
Missione in Libano del 1983 (205 lire)
Missione in Bosnia del 1996 (22 lire)
Rinnovo del contratto degli autoferrotranvieri del 2004 (0,020 euro, ossia 39 lire)
Decreto Legge 34/11 per il finanziamento alla cultura (0,0073 Euro)
0,040 Euro per far fronte all’emergenza immigrati dovuta alla crisi libica del 2011, ai sensi della Legge 225/92
0,0089 per far fronte all’alluvione in Liguria ed in Toscana del novembre 2011
0,112 Euro sul diesel e 0,082 Euro – decreto ‘Salva Italia’ del governo Monti – 6 dicembre 2011
0,0024 “Decreto del fare” Letta-Renzi 1° marzo 2014.

2. Trasporto e raffinazione (3,10%)

3. Percentuale del rivenditore (2,90%)

4. Prezzo del greggio (25%)

Se l’aumento teorico del 20% dovuto alla svalutazione della nuova Lira deve esserci esso si abbatterà soltanto sul 25% del prezzo che coincide con la materia prima. 5%
Analoga  situazione  si  verifica  per  il  costo  del  kWh  elettrico  e  per  il  gas  naturale,
con  un forte aggravio sui costi operativi del sistema Italia

-------------------

ALTRE INFO ( oltre a quanto illustrato dal Prof.Bagnai) in ordine a smontare DEFINITIVAMENTE tutte le stupidaggini che i terrroristi mediatici euristi vanno spacciando.

A- Come si é visto una svalutazione del 20-25% della nuova lira(una volta usciti dall'euro) non comporterebbe nessun dramma di quelli paventati da certi terroristi mediatici.
Senza contare che  la  nuova  lira  si  deprezzerebbe  rispetto  all’euro-marco,  ma  potrebbe
apprezzarsi  nei  confronti  di  altre  valute  con  i  cui  paesi  di  origine  l’Italia  intrattiene
rapporti  commerciali.(Usa...).
Ma quello  che  è  importante  non  è  tanto  la  svalutazione bilaterale  fra  l’Italia  e  un  altro  paese,  ma  il  tasso  di  cambio  effettivo  che  è  una  media pesata di  tutti  i tassi di cambio bilaterali  principali misurata in base  al valore specifico degli scambi effettuati con i rispettivi paesi d’origine

B - Ma l’aspetto  più  incredibile  e  grottesco  di  tutta  la vicenda é che  secondo  gli  automi  con  una  svalutazione  della  lira  del 20-25% avremmo un’inflazione della stessa entità.Basterebbero i dati storici per controbattere che di solito ad una tale svalutazione,l'inflazione si attesta su un terzo.Molte altre variabili influiscono sull'inflazione. Fra  svalutazione e  inflazione  c’è  in  mezzo  un  oceano  di  elementi,  fattori,  variabili,  caratteristiche produttive  di  un  certo  sistema  paese  che  impediscono  la  postulata  e  quanto  mai assurda relazione diretta di causa effetto fra svalutazione e inflazione.
Fatto sta che:
- 8 settembre del 1992 uscita dell’Italia dallo SME ,svalutazione nominale effettiva del 20%,inflazione 5%
- Dall’agosto  del  2008  al  febbraio del  2009  la  moneta  polacca  si svaluta  51%,  cosa  sarà  successo
all’inflazione  in Polonia? l’inflazione  in  Polonia  diminuisce  dal  4%  al3,2%!

Forse l’automa …..è male informato!Bisogna  spiegargli  la  semplice  differenza  tra inflazione e svalutazione: 
l’inflazione misura il valore interno  della  moneta  tramite  il  potere  di  acquisto,la  svalutazione  (o rivalutazione)  serve  invece  a quantificare  il  valore  esterno  della  moneta  tramite il tasso di cambio.
La verità é che 
l’inflazione  mantenuta  artificialmente  bassa  in Europa serve più  che  altro  a proteggere  nel  tempo  il  valore  dei  grandi  patrimoni accumulati  dagli  oligarchi,  dai  capitalisti, dagli  speculatori,  e  da  tutti coloro che vivono di rendita senza sapere neppure cosa sia il lavoro.. 


C - Usciamo dall'euro,e il cambio é 1 Nuova Lira= 1 Euro (per comodità di conto)

Nel mercato interno non succede praticamente nulla,1 kg di pane costerà 1 Lira,invece di 1 euro.
Idem per i risparmi,resteranno identici,a meno che non vogliate comprare una casa in Olanda o una BMW tedesca.Certo costerebbe di più.E allora? Compreremmo più auto italiane.
Ma avrebbero convenienza i tedeschi a mantenere una tal situazione,con loro prodotti fuori mercato? Certamente no.(ecco perchè temono l'uscita dell'Italia,un mercato importante per la Germania)

D - Certo le importazioni costerebbero di più,ma i nostri prodotti sarebbero molto più convenienti....le esportazioni aumenterebbero di molto (grazie al recupero della competitività di prezzo delle aziende italiane rispetto a quelle estere e ad un miglioramento della domanda interna),facendo riapprezzare la nuova lira (la domanda di lire cresce presso gli importatori per pagare il loro import),fino a raggiungere l'equilibrio del sistema a medio termine.

E - Naturalmente,ritornando uno Stato Sovrano ,uscendo dall'euro ,e con una BC nazionalizzata,é questa che decide i tassi d'interesse.
In  uno  scenario  di  uscita  dell’Italia e  ritorno  alla  lira,con  tutto  ciò  che  comporta  in  termini  di  ripristino  di  una corretta  e  normale  politica  monetaria  da  parte  della  “nostra”Banca  Centrale Nazionalizzata,  non  si  capisce  bene  il  motivo per  cui  l’autorità  monetaria  nazionale  dovrebbe  subito procedere  ad  un  aumento  dei  tassi  di  interesse:  la  nostra bilancia  commerciale  è  pressoché  in  pareggio    e  con  la svalutazione  della  nuova  lira  dovrebbe  andare  rapidamente  in surplus,  mentre  il  perdurante  deficit  delle  nostre  partite correnti  è  dovuto  soprattutto  agli  interessi  sul debito  da corrispondere agli investitori stranieri.
I  tassi  di  interesse  potranno  essere  invece  gestiti tranquillamente  da  Banca  d’Italia  , adeguandosi  al  basso regime  di  tassi  di  interesse,  che  al  momento  viene  adottato un  po’ dovunque  da  tutte  le  Banche  Centrali  del  mondo  e consente  un  abbondante  afflusso  di denaro,  quanto  meno nel settore bancario.
La  Banca  Centrale  riprendendo  a  sostenere  direttamente  i deficit  pubblici  come  avveniva  prima dello  sciagurato divorzio  fra  Banca  d’Italia  e  Ministero  del  Tesoro  del  1981,agendo  da  acquirente residuale  dei  titoli  invenduti  può controllare  adeguatamente  i  tassi  di  interesse  sui  titoli  di Stato.


F - Il governo tasserà e spenderà in Lire,ma chi avrà un conto corrente in euro potrà mantenerlo.Ovviamente,dovendo poi pagare e comprare in Lire,sarà lo stesso correntista a dover cambiare gli euro in lire.(sempre che l'uscita dell'Italia (o della Francia) che non é la Grecia (2% del Pil europeo)non determini,come probabile,il crollo  dell’unione  monetaria  in  toto,  siglando  la  fine  dell’euro.nel qual caso ci sarebbe un riallineamento di tutte le monete europee,in base al cambio flessibile)

G - Un governo a moneta sovrana,potrà dar impulso alla DOMANDA,a tutto il sistema produttivo...finanziando opere,infrastrutture....creando così VERA occupazione,REDDITI  e aumentando la ricchezza del Paese.
Non esiste nessun pericolo di inflazione almeno fino alla piena occupazione...ma uno Stato sovrano ha comunque diversi strumenti per controllarla: emissioni di titoli per drenare circolante,imporre tasse (che hanno una ragion d'essere solo nei periodi dio crescita,e non come nella attuale situazione di vergognosa  austerity....una totale demenza l'aumento di tasse..)
Non dovrebbe più inoltre pagare interessi per finanziarsi,pagando tassi superiori all'inflazione,cosa che non consentirà mai di pagare nessun debito.Perché mai chi acquista titoli di stato privi di rischio e con la garanzia di essere ripagato a scadenza, dovrebbe ottenere rendimenti superiori all’inflazione? (come accade ora)

Un piccolo esempio di questa aberrazione (dati 2013)

Due ipotesi: USA e ITALIA

PIL Reale + Inflazione > Tasso d’indebitamento  Riduzione del debito
PIL Reale + Inflazione < Tasso d’indebitamento  Aumento del debito

Per gli USA abbiamo:
   2,2 + 2 > 1,8%  -  il debito si riduce del 2,6% ogni anno (4,4-1,8)

Per l’Italia abbiamo:
 -2,2 + 2,5 < 4% -  il debito sale del 3,7% ogni anno  (4-0,3)
 ( diciamo che raddoppia quindi ogni circa  25 anni)

Mentre l’economia USA cresce annualmente del 4,4%, la nostra povera Italia segna un preoccupante + 0,3% (-2,2 + 2,5= 0,3)in termini di crescita nominale.
Mentre l’Italia paga tassi d’interesse del 4% , gli USA pagano interessi dell’ordine dell’1,8% grazie al fatto che attraverso i vari Quantitative Easing comprano il debito emesso comprimendo i tassi .
L’Italia invece deve collocare i titoli (BTP,CCT,CTZ) sul mercato e pagare a questo un premio ben più elevato.
Il tutto accade paradossalmente mentre gli USA fanno deficit di bilancio del 7-8% annui e l’Italia, grazie al fiscal compact voluto da tutte le forze politiche in Parlamento, realizza degli avanzi primari di bilancio aumentando le tasse e cercando di comprimere la spesa pubblica.

Posto che il deficit è la condizione fisiologica di uno Stato che eroga servizi alla popolazione e che è da imbecilli pensare di voler realizzare dei Surplus di bilancio ( cosa che accade oggi), la normale conseguenza di un innalzamento delle imposte e riduzione della spesa è la contrazione della domanda, dei consumi e quindi del PIL.
Se il PIL si riduce, il rapporto Debito/PIL cresce e finisce fuori controllo come oggi, dove nonostante gli sforzi fatti , siamo in una situazione disperata. Altro che tendere al 60 %; qui si andrà dritti dritti al 150%!!

Il fiscal compact è una follia, una mostruosità: imporre a forza il pareggio di bilancio pubblico in Italia è un cappio al collo che ci strangola perché distrugge l’economia reale e vede comunque aumentare il rapporto Debito/PIL.
Se si procede attraverso l’Austerity ( riducendo la spesa ed aumentando le imposte),il reddito nominale non aumenta più e se per finanziare il tuo debito sei costretto a ricorrere al mercato per vendere i BTP, allora dovrai pagare tassi ben superiori all’inflazione anche di un 3%.
Il risultato? Il risultato è che nonostante tutti gli sforzi, ogni anno il debito pubblico aumenta,e il rapporto Debito/PIL finisce col peggiorare.

H - Il discorso sul maggiore costo dei mutui in euro, conseguente ad un ritorno alla lira e tirato in ballo ripetutamente dagli automi come controprova del disastro catastrofico di  un’eventuale  uscita  dalla  zona  euro,  risulta  in  effetti  l’argomento  più  facile  da smontare  e  in  un  certo  senso  quello  più  esilarante.  Secondo  i  ridicoli  e  caracollanti sragionamenti  degli  automi,  chi  ha  contratto  un  mutuo  in  euro  vedrebbe aumentare  il  costo  del  debito  e  della  corrispondente  rata  del  20%  circa,  in  seguito alla svalutazione dello stesso ordine di grandezza della lira.
Ma  se  questo  nuovo  debito  venisse  denominato  in  nuove  lire,  con  un  rapporto  dicambio  di  1:1  con  l’euro,  di  quale  perdita  stiamo  parlando?
 I  mutuatari pagheranno  il  loro  debito  con  la  nuova  moneta,  senza  accorgersi  minimamente  del passaggio  (la  svalutazione  nei  confronti  delle  monete  estere  non  entra  affatto  in gioco  in  questo  caso,  perché  stiamo  parlando  di  un  processo  tutto  interno  alla giurisdizione  nazionale)  e  anzi,  qualche  punto  di  inflazione  in  più li  aiuterebbe  a ripagare  con  meno  affanni  il  debito  ancorato  invece  al  vecchio  valore  della  moneta(l’inflazione  aumenta  sia  i  prezzi  dei  beni  che  dei  salari,  mentre  il  valore  nominale del debito  non viene modificato, diventando più gestibile nel corso del tempo).


Tornando alla nostra povera Italia,la verità è che siamo circondati da un manipolo di talebani dell’Euro e dell’Europa,una schiera di pirla di destra, sinistra,centro che non solo non capiscono l’economia , ma neppure l’aritmetica.

Insomma,non riesco a trovare nessuna seria controindicazione ad una uscita dalla Ue e dall'euro da parte dell'italia....ammesso poi che l'euro esista ancora....
Vedo solo vantaggi a ritornare sovrani e a gestire la propria moneta.